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SONO MAGGIORENNE ESCI
Gay & Bisex

Marco


di Xiqu
10.09.2025    |    3.383    |    4 6.5
"Marco era completamente soggiogato da queste nuove sensazioni che, rivolgendosi ad Alex, chiese: “Cosa si prova a succhiare un cazzo?” Non aveva nemmeno terminato la frase che si trovò il..."
L’Abisso pulsava come un cuore oscuro, con luci al neon che danzavano su corpi sudati e desideri repressi che aleggiavano nell’aria come fumo denso. Luca, un fascio di muscoli tesi sotto una camicia nera aderente, i capelli castani mossi che gli sfioravano il collo e occhi verdi che penetravano ogni sguardo, si appoggiava al bancone, il suo profumo muschiato un richiamo irresistibile per le prede notturne. Amava sbattere una fica fino a farla urlare, ma il suo cazzo si induriva altrettanto per un culo stretto o una bocca che lo succhiava fino all’ultima goccia, sognando un’orgia dove ogni buco fosse pieno sotto sguardi famelici. Accanto a lui, Sara, un’esplosione di curve con seni pieni che scoppiavano dal vestito rosso e capelli neri come seta, sorseggiava un cocktail, gli occhi azzurri che cacciavano carne fresca. Leccare una fica fino a farla squirtare la mandava in estasi, ma il suo sogno era farsi spaccare da due cazzi, uno in culo e uno nella fica, e magari con un guardone a segarsi per lei.

Ogni paio di settimane, talvolta pià spesso, tornavano all’Abisso per arruolare corpi per soddisfare le loro fantasie. Erano alcune settimane che Luca aveva notato Alex, un ragazzo di 30 anni con un corpo snello ma scolpito, capelli biondi legati in una coda e occhi grigi che promettevano guai, che però non sembrava contraccambiare. Questa sera invece sembrava la serata giusta, ma Alex, avvicinatosi, lo disorientò. “Mi punti da un mese, cazzo, con quegli occhi da pervertito,” sbottò, la voce tagliente. “E poi te ne vai con Giovanni ‘culo sfondato’ per ben due volte!” Luca ridacchiò, sfiorandogli il braccio. “Ah, è per quello che non mi cagavi! Ma Giovanni si era avvicinato per salutare Sara, la mia ragazza. Poi tu non mi ‘rispondevi’ e allora mi sono accontentato, ma ti assicuro, il suo culo non è sfondato. Piuttosto, ha il cazzo piccolo. E io stasera sto cercando un cazzo bello grosso che mi sfondi. Chi mi consigli?” disse, sfidandolo. Alex inarcò un sopracciglio, un sorriso arrogante. “Io sono il più grosso sulla piazza, bello.” Luca sogghignò. “Mah, se non vedo non credo... che dici, vedo?” Alex annuì, il desiderio che gli accendeva il viso. “Sì, ma solo se poi me lo metti in culo anche tu.” “Con piacere,” rispose Luca, “ma c’è da accontentare anche la mia ragazza, Sara, e forse una sua amica... per te sta bene?” Alex annuì. “OK, ma solo in culo o in bocca: le fighe le lascio a te.” “OK, allora direi che possiamo andare: recupero Sara e ci vediamo all’ingresso,” concluse Luca.

Sara, dall’altra parte del locale, aveva scorto Clara, una sua fiamma dai tempi dell’università. Clara, 25 anni, era un fuoco vivo: capelli rossi corti, occhi castani maliziosi, un corpo agile con un tatuaggio di una rosa sul fianco che sembrava pulsare. Si era sgrillettata per anni con Sara, abitando nella stessa stanza al campus, ma il suo vero piacere era cavalcare un cazzo per buco mentre divorava una figa. Sara la salutò con un cenno, e Clara si avvicinò, i loro corpi che si sfiorarono in un abbraccio caldo. “Ciao, che piacere rivederti qui... ti andrebbe di ripassare i vecchi esercizi, puttanella?” sussurrò Sara, mordendole l’orecchio. Clara rise, spingendo i fianchi contro di lei. “Solo se mi fai squirtare, e se ci sono cazzi abbastanza per entrambe, grandissima troia,” rispose Clara.

Tra la folla, Marco, un habitué che tutti conoscevano, osservava. A 59 anni, capelli brizzolati, occhi scuri che perforavano e una barba curata, aveva un fascino spezzato. La moglie lo snobbava da quando il suo gingillo aveva smesso di indurirsi abbastanza per la sua figa vorace, e nel frattempo si dedicava a scoparsi mezzo quartiere – uomini, donne, organizzando orge e bukkake un giorno sì e l’altro pure. Non gli restava che guardare, segandosi il cazzo flaccido ma enorme, sognando una bocca pietosa che lo svuotasse. Sara, che voleva festeggiare Luca, pensò di invitarlo alla festa: “Ti va di venire a guardare mentre scopiamo?” chiese, e Marco, con il cuore che martellava, annuì, ringraziando. “Ma solo guardare, sia ben chiaro, non ti far illusioni o pensieri strani,” precisò Sara.

La suite del motel era un nido di lussuria, con un letto enorme, specchi su pareti e soffitto, e una grande vasca idromassaggio che gorgogliava invitante. Era il compleanno di Luca, e tutti erano decisi a viziarlo. Luca fece partire la sua playlist preferita, i bassi che pulsavano come i loro desideri. I quattro si spogliarono, i corpi nudi che scintillavano sotto le luci soffuse, e si immersero nella vasca, l’acqua calda che accendeva la loro pelle. Sara e Clara iniziarono a scaldarsi, le loro bocche che si fondevano in un bacio lento, le lingue che si intrecciavano. “Cazzo, sei già bagnata,” gemette Sara, le mani che scivolavano sui seni sodi di Clara, pizzicandole i capezzoli. Clara sospirò, succhiandole un seno, la lingua che danzava sul capezzolo duro. “Leccami, troia,” sussurrò, mentre le loro mani scivolavano sotto l’acqua, sgrillettandosi a vicenda, le dita che penetravano le fiche bagnate, muovendosi lente poi sempre più veloci. “Cazzo, Sara, spingi più forte,” urlò Clara, inarcandosi.

Luca, seduto accanto ad Alex, lo guardò con un ghigno. “Allora, vediamo ‘sto cazzo famoso,” disse, slacciandogli i jeans prima di entrare in acqua. Alex si alzò, liberando il suo membro duro, spesso e pulsante. “Sì, dai, può passare, ma da come ti eri vantato, pensavo meglio,” disse Luca, tradendo con la voce il suo reale pensiero. Glielo prese con entrambe le mani, accarezzandolo dalla base alla punta. “Hei, ragazze, guardate cosa c’è qui: ce n’è anche per voi,” disse Luca. “Mah, vedremo in che condizioni sarà dopo la tua cura: vedi di non consumarlo tutto, lasciane un po’ anche a noi!” scherzò Clara, mentre Sara leccava le labbra. “Fottutamente perfetto,” mormorò, già immaginandolo in bocca.

Nella vasca, Alex si chinò su Luca, segandolo lentamente, poi prese il suo cazzo in bocca, succhiandolo voluttuosamente, la lingua che scivolava sulla cappella. Il cazzo di Luca, duro come pietra, emergeva dall’acqua, la cappella lucida che brillava sotto le luci. Alex, sfruttando il galleggiamento, infilò il pollice nel culo di Luca, allargando lo sfintere con movimenti lenti. “Cazzo, Alex, mi stai preparando bene,” gemette Luca, spingendo i fianchi. Marco, dalla poltrona, osservava, segandosi con foga. “Siete fottutamente incredibili,” mormorò, gli occhi che saettavano tra le ragazze che si sgrillettavano e Alex che pompava Luca. Luca, notando Marco, gli gridò, “Ehi, nonno, ti piace? Vieni qui a vedere da vicino come Alex mi succhia.” Alex, con la bocca piena, gemette, “Cazzo, Marco, avvicinati, fammi vedere come ti seghi.” Marco, eccitato, si avvicinò alla vasca, il suo cazzo flaccido che pendeva. “Cazzo, ragazzi, siete dei porci,” disse, segandosi più forte, la sua presenza che accendeva i due, facendoli gemere più forte per provocarlo.

Usciti dalla vasca, i corpi ancora bagnati, Sara e Clara si appoggiarono alla parete, le loro bocche che si fondevano in un bacio lussurioso, le lingue che danzavano. “Cazzo, mi fai impazzire,” gemette Sara, succhiando i capezzoli di Clara, mordicchiandoli piano, mentre Clara le infilava due dita nella fica, muovendole con forza. “Sgrillettami fino a squirtare, troia,” urlò Clara, mentre si strofinavano con immensa lussuria. Luca e Alex, ancora nella vasca, si segavano e si pompavano a vicenda, le bocche che si alternavano sui cazzi duri. “Cazzo, succhia più forte,” ringhiò Luca, spingendo in gola ad Alex. Marco, sopraffatto, sbatteva la testa come fosse a una partita di tennis, incapace di scegliere dove guardare. “Cazzo, siete un porno vivente,” gemette, la mano che scivolava sul suo cazzo flaccido.

Sara, notando l’eccitazione di Marco, gli gridò, “Ehi, Marco, ti piace lo spettacolo? Vuoi avvicinarti?” Marco, con il respiro corto, si alzò, il cazzo pesante che pendeva. “Cazzo, sì, non ce la faccio più a guardare da lontano,” disse, avvicinandosi al letto. Clara rise, “Allora avvicinati e facci vedere come ti seghi.” Marco annuì. Clara, con un ghigno, aggiunse, “Marco, vuoi raccogliere gli umori dalla mia figa con le tue dita?” Marco accettò immediatamente, le mani tremanti mentre penetrava la fica di Clara con dita esperte, con un movimento rotatorio raccogliendo tutti i suoi umori caldi e viscidi. Li spalmò sulla sua cappella come un unguento taumaturgico, massaggiandola con speranza. “Cazzo, che caldo,” gemette. “Se non funziona, proviamo con la sborra dei ragazzi... tanto ce ne sarà a fiumi,” replicò Clara ridendo.

Sul letto, Sara e Clara, eccitate, si avvicinarono a Luca. “Buon compleanno, porco,” sussurrò Sara, mentre entrambe si chinavano sul suo cazzo duro, facendo un pompino a due. Le loro lingue si intrecciavano sull’asta, succhiando la cappella a turno, le mani che accarezzavano le palle. Luca, nel meantime, aveva Alex in bocca, succhiandolo con avidità, gemendo intorno al suo membro. Ma nonostante l’eccitazione, Luca sembrava insoddisfatto. “Cazzo, ragazze mi fate male,” grugnì. “Alex, fai vedere a queste due troie come si succhia il cazzo.”

Alex non se lo fece dire due volte: si fiondò sul cazzo di Luca, prendendolo in bocca con maestria. “Guardate bene, luride,” disse tra un succhio e l’altro. “Guardate: inizio dalla base, lecco l’asta piano, salendo fino alla cappella, succhiando la punta con forza, girando la lingua intorno al frenulo – quello è il punto sensibile, troie, non la cappella intera come fate voi.” Succhiava profondo, la gola che si contraeva, ingoiando gli umori pre-eiaculatori che colavano. “Io posso spingere più in fondo in gola perché il mio riflesso è debole, e uso più pressione con la lingua, perché da piacere sentire la frizione ruvida. Voi donne spesso siete troppo delicate, con le vostre bocche morbide – è eccitante, ma per far esplodere serve qualcosa di più. Io uso i denti piano, graffiando leggermente l’asta, e succhio le palle con forza, tirandole giù per ritardare l’orgasmo. Vedete? Lui trema già.”

Le ragazze osservavano rapite, mentre Alex dimostrava ogni tecnica: leccate lunghe e lente, succhi profondi che facevano risuonare gemiti bagnati, la mano che torceva la base mentre la bocca ingoiava il resto. “La differenza è anatomica: voi avete labbra morbide e lingue delicate, noi abbiamo bocche più forti, gole allenate a spingere. Io posso ingoiare tutto senza fatica, e so esattamente quando accelerare per farlo impazzire.”

Quando Alex sentì Luca pulsare, pronto a venire, si staccò di colpo. “Ora continuate voi, troie, che io lo impalo. Ma state attente: sborrerà all’istante, non perdetene una goccia.” Non aveva finito di parlare che, con un colpo di reni violento, penetrò il culo di Luca, devastandolo con una spinta brutale. Luca urlò, un grido roco e profondo che echeggiò nella stanza, un misto di dolore e piacere estremo che gli squarciò la gola, facendolo inarcare come un animale ferito. Come previsto, sborrò copiosamente, fiotti caldi che schizzarono nelle bocche di Sara e Clara, dissetandole. “Cazzo, che buona la sborra, mi sorprende ogni volta,” gemette Sara, leccandosi le labbra.

Alex, ancora dentro Luca, rise. “Hei, se me ne lasciate un po’, poi vi faccio assaggiare la mia sborra.” “NO!” urlò Luca, la voce spezzata dal piacere, “La tua sborra la voglio tutta per me!”

Luca, eccitato, tirò Alex a sé. “Voglio scoparti il culo,” disse, la voce roca. Alex si mise a carponi, offrendoglielo. “Spaccami, bello,” lo provocò. Luca prese dell’olio, lo versò sulla sua mano, quindi lo passò sul suo cazzo turgido e sul culo di Alex per lubrificarlo, iniziando ad allargare lo sfintere con l’indice. Alex, adeguando il respiro, rilassava i muscoli per prepararsi. Luca appoggiò la cappella sul buco, raccolse saliva e umidificò ulteriormente il foro, poi iniziò a spingere lentamente. “Cazzo, sei stretto da morire,” grugnì, accelerando. Alex, masturbandosi, urlò, “Fottimi più forte, cazzo!” Sara si chinò su Alex, prendendo il suo cazzo in bocca, succhiandolo con forza. “Dammelo in gola, porco,” gemette, la lingua che danzava sulla cappella come le aveva insegnato Alex poco prima. Clara, sotto Sara, infilò la testa tra le sue cosce, leccando la sua fica con avidità. “Cazzo, Sara, sei dolce,” mormorò, succhiando il clitoride mentre Sara gemeva, la bocca piena.

Il letto era un caos di corpi sudati e gemiti. Luca spingeva in Alex, ogni colpo più profondo, “Prendi il mio cazzo, troia,” ringhiava, mentre Alex si segava, urlando, “Cazzo, sì, spaccami!” Sara succhiava Alex, la saliva che colava, mentre Clara le leccava la fica, la lingua che si tuffava dentro, poi tornava al clitoride. “Vieni nella mia bocca, Sara,” la incitava Clara, e Sara tremava, “Cazzo, sto per squirtare!” Marco, vicino al letto, segandosi con foga, gemeva, “Siete fottutamente perfetti.”

Il ritmo divenne insostenibile. Sara e Clara vennero insieme, le loro fiche che pulsavano, Sara che urlava, “Cazzo, Clara, sto esplodendo!” e Clara che rispondeva, “Squirtami in faccia, troia!” Luca, dentro Alex, spinse con forza, venendo con un ruggito. “Prendi la mia sborra,” grugnì, mentre Alex, masturbandosi, schizzò sul corpo di Luca, urlando, “Cazzo, sì, scambiamoci la sborra!” e se la leccarono voluttuosamente.

Esausti, crollarono sul letto, ridendo e accarezzandosi. Sara, ancora ansimante, guardò Marco. “Ehi, nonno, da quanto non ti fanno una pompa fatta bene?” chiese, ridacchiando. Clara si unì, maliziosa. “È vero che quando ti tirava, facevi sanguinare le fighe e che nessuna voleva darti il culo?” Marco, con un sorriso, si tolse il lenzuolo che gli copriva l’uccello, rivelando il suo cazzo flaccido ma importante. “Cazzo, che peccato,” sussurrò Sara, sgranando gli occhi. “Immaginalo turgido: è da paura.” Clara, eccitata, aggiunse curiosa, “Ma... Se te lo succhiamo, si alza?” Marco scosse la testa. “Ci ho provato e sperato tante volte ma no, non si alza. Ma se volete provare, a me non dispiace, anzi.” Sara inarcò un sopracciglio. “Ma... sborri, almeno?” “Oh, sì,” rispose Marco, “e parecchio.”

“Che dici, Clara?” disse Sara, ridendo. “Al massimo ci facciamo una bevuta.” Sara si fiondò sul cazzo di Marco, succhiandolo con forza, la lingua che scivolava sulla cappella. Ma nulla. “Fai provare a me,” disse Clara, eccitata da quel coso strano. Lo prese in bocca, ma era così grosso che la mascella le doleva. Passò a segarlo, le mani che scivolavano sull’asta, mentre Sara si dedicava alle palle, succhiandole con avidità, la lingua che scivolava fino al culo di Marco, leccandolo piano. “Cazzo, sei una lurida,” gemette Marco, ma il suo cazzo restava flaccido.

Luca e Alex, spazientiti, intervennero. “Ehi, troie, vogliamo scoparvi ancora,” disse Luca, con il cazzo già mezzo duro. “Perché sprecate tempo con quel cazzo moscio? È qui solo per guardare.” Sara, con la lingua ancora sul culo di Marco, alzò lo sguardo. “Un attimo, caro, non essere invidioso: lo sto facendo per te: immagina se gli si rizza: è più grosso di quello di Alex.” “Marco, il tuo culo è vergine, vero?” Continuò Sara, Marco annuì. “Sì, mi sono sempre considerato etero, ma devo dire che vedere Alex che spompinava Luca nella vasca mi ha eccitato, e anche parecchio: non ho sborrato solo perché mi sono trattenuto.” Clara sorrise, maliziosa. “Allora sei bisex e non lo sai. Dovresti provare, magari fa risuscitare quella sberla che pende inutilmente.” Marco rise, scuotendo la testa. “OK, ci penserò, grazie del consiglio.” “Troppo tardi!” intervenne Sara, che mentre Marco finiva la frase gli aveva già infilato traditoriamente l’indice nel culo. “Ah! Sei impazzita, troia!” urlò Marco, e con un colpo di reni fece uscire quel dito impertinente. Ma con sua sorpresa, la cosa non gli diede fastidio, anzi: erano sensazioni mai provate, ma piacevoli, molto piacevoli. Guardò il suo cazzo e, sgranando gli occhi, notò un piccolo sussulto. “Eppur si muove,” mormorò, stupito.

Marco, non troppo convinto, chiese a Sara, “Continua, per favore, vediamo se si rianima davvero.” Sara obbedì, infilando di nuovo il dito nel suo culo, muovendolo piano, poi più forte, mentre Clara si univa, leccando le palle e segando l’asta. “Cazzo, Marco, ti piace, eh?” ridacchiò Clara. I risultati erano inferiori allo sforzo – il cazzo si induriva un po’, ma non del tutto – ma Marco voleva continuare, “Non fermatevi, per favore, sento che mi eccita.” Gli sforzi portarono a una breve erezione, “Cazzo, guarda che roba!” esclamò Sara. “Bravo nonno, ma dopo tanto sforzo sarebbe un peccato farlo avvizzire: chi lo pompa?” chiese Luca, proponendosi, mentre un fremito gli attraversò la schiena: aveva programmato di godersi un super cazzo per il suo compleanno, ma inaspettatamente erano diventati due! Tenerlo duro e farlo sborrare fu un'impresa ardua: le ragazze si alternavano a mettergli un dito in culo e i ragazzi a segarlo e succhiargli la cappella, ma alla fine la sborrata arrivò, copiosa come previsto. “Cazzo, quanta sborra!” urlò Luca, che l’aveva ricevuta tutta sul petto, da dove Sara e Clara la leccarono con avidità.

Mentre stavano recuperando le forze, “Secondo me se invece di un dito, ti prendi un intero cazzo in culo il tuo problema di erezione si potrebbe risolvere,” osservò lussuriosamente Luca. “Non è certo, ovviamente, ma provare non costa nulla,” aggiunse, tradendo l’eccitazione. Marco non credeva minimamente all’ipotesi di Luca, ma l’eventualità di provare ancora le sensazioni che aveva appena sperimentato, ed in maniera amplificata (in altre parole, prendere un cazzo in culo) lo attirava moltissimo, quindi disse: “Beh, in effetti se un dito ha fatto così tanto, un cazzo dovrebbe fare molto di più: visto che ti offri... ne approfitto, grazie.” “Ma come funziona?” aggiunse intimorito e improvvisamente non così sicuro di volerlo fare. “Tranquillo, prima le ragazze ti prepareranno: sarà il piacere che hai già provato moltiplicato per 10, 100, 1000: dipende tutto da quanto tu sarai rilassato,” disse Luca, già pregustando di sfondare un culo vergine, operazione riservata a pochi: “Questo sì che è un bel regalo di compleanno,” pensò tra sé e sé.

Marco si mise fiducioso a pecorina e Sara e Clara iniziarono a leccarlo e lubrificarlo, facendolo gemere: “Oh sì, leccatemi, avevo dimenticato quanto fosse piacevole, non fermatevi,” chiese Marco. Ma Sara infilò subito il proprio pollice nell’orifizio. “Wow, avevi ragione, non l'ho quasi sentito, e la sensazione ora è molto piacevole,” disse Marco. “Continua pure,” aggiunse fiducioso. Luca si posizionò dietro Marco ed appoggiò la sua verga dura contro lo sfintere ed iniziò a premere lentamente. Marco si accorse che qualcosa non quadrava, ma prima che potesse chiedere sentì Luca dietro di lui che gli diceva: “Tranquillo, è il mio cazzo questo: abbiamo accelerato i tempi visto che il tuo sfintere era ben rilassato,” e la sorpresa aiuta a surriscaldare ulteriormente l’eccitazione. Ma ormai Marco era quasi in estasi: il cazzo di Luca gli aveva riempito il culo e stava sentendo sensazioni nuove mai sperimentate e ne era rapito. “Spingi, spingi ancora, non fermarti,” disse Marco quasi implorando. Luca non si fece pregare, iniziò ad assestare colpi lenti ma profondi, facendo raggiungere a Marco nuove vette orgasmiche. Luca, con mani sapienti, agganciò il cazzo di Marco ed iniziò a segarlo con entrambe le mani mentre ritmicamente inseriva ed estraeva il suo cazzo dal culo. Marco era completamente soggiogato da queste nuove sensazioni che, rivolgendosi ad Alex, chiese: “Cosa si prova a succhiare un cazzo?” Non aveva nemmeno terminato la frase che si trovò il cazzo turgido di Alex a portata di bocca: “Prova a succhiarlo e poi mi dirai,” rispose lussuriosamente Alex.

Marco in preda all’eccitazione, con il culo sfondato da Luca e con il cazzo di Alex in bocca, sembrava un ragazzino troppo a digiuno di sesso: totalmente rapito dai sensi si agitava per sentire fino in fondo il cazzo di Luca in culo ed ingoiava fino alle palle il cazzo di Alex e li incitava entrambi a non fermarsi, fino a quando Luca non sborrò e sparse tutto il suo nettare sulla schiena di Marco. Dopo qualche istante anche Alex venne in faccia a Marco che volle assaggiare la sua sborra, non gradendo. Poi tutti e tre crollarono esausti. Purtroppo l’esperimento non era riuscito: il cazzo di Marco si era risvegliato, ma per poco, ciononostante nessuno, Marco in primis, lo considerò un fallimento.

Sara e Clara, sconsolate in disparte, si sentirono abbandonate. “Abbiamo creato un mostro,” disse Sara con un sospiro. “No,” rispose Marco, “mi avete liberato dalle catene che mi ero autoimposto, ma tranquille, la figa è ancora la cosa che mi piace di più, e se Luca ed Alex me lo consentono, dopo vi faccio vedere come sono bravo a leccare la figa.”

“Sono tutte tue,” disse Luca, completamente esausto. “Idem,” disse Alex. “Giovincelli senza nervo... Io invece ho ancora una voglia che andrei avanti una settimana senza fermarmi,” rise Marco. “Venite qui che ve la lecco tutta, anzi ve la mangio.”

Marco si avventò con una fame famelica sulla figa di Sara, prendendo in bocca il suo clitoride e iniziando a strofinarlo sulla lingua e a succhiarlo con avidità. Nel frattempo, le sue mani massaggiavano i seni di Sara, strizzandole i capezzoli tra pollice e indice. Sara inarcò la schiena, spingendo tutta la figa in bocca a Marco, che non si fece cogliere impreparato. Infilò due dita nella sua figa, muovendole freneticamente. “Sì, godo, non fermarti,” lo supplicò Sara. Marco intensificò lo sforzo, rispondendo alla sua supplica senza fermarsi a parlare. Sara, sempre più eccitata, sentiva la sua figa allargarsi. Marco, senza esitare, inserì tutta la mano, sollecitando ogni punto del piacere, poi la estrasse, ricoperta dei suoi umori. Senza mai dar pace al clitoride, infilò il pollice nel culo di Sara. “Sì, sì, sì... sto venendo, continua, non fermarti,” gemette Sara, ma fu questione di attimi: un orgasmo potente la travolse, facendola tremare e urlare.

Marco, assatanato, si voltò verso Clara con un ghigno. “Ora tocca a te, Clara: vieni che ti riservo lo stesso trattamento!”
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