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lesbo

Esile collega - Preludio


di Kalifly81
09.09.2026    |    1.981    |    2 9.7
"Alessia si distese al fianco di Lisa e prese a leccarle un capezzolo, con la mano muoveva la punta del dildo dentro il piccolo corpo femminile e ne ascoltava i gemiti sempre più forti..."
Non era strano, non le dava piacere, ma era molto piacevole invece ascoltare i mugolii di piacere di Alessia, ed era meraviglioso sentire come quei mugolii partissero in contemporanea di ogni minimo movimento della sua lingua mentre la premeva contro quel piccolo clitoride.
Era da giorni che si chiedeva se fosse bisex; non le sembrava ma continuava a chiederselo.
Alessia s’era trasferita, era arrivata a lavorare nell’ufficio di Lisa da un’altra sede, Lisa la ammirava tantissimo perchè credeva fosse tutto ciò che non era lei: Alessia aveva come lei 22 anni, era diretta, parlava con la gente come se conoscesse tutti da anni, sorridente, iperattiva, non si tirava indietro negli scontri verbali e i colleghi l’avevano presa in simpatia anche per questo, conviveva già con il suo ragazzo.
Alessia e Lisa avevano la stessa altezza ma a vederle sembravano opposte, Alessia aveva un seno molto pronunciato, capelli molto mossi e fittamente neri, lineamenti del viso molto marcati, cosce e sedere molto sodi.
Lisa pensava che Alessia vestisse sempre con jeans e maglia o camicia perchè emanava comunque una femminilitá esplosiva, al contrario di lei che si vestiva con abitini femminili dato che aveva forme quasi inesistenti.
Lisa s’era stupita quando Alessia le aveva chiesto di pranzare assieme, sapeva di essere una tipa abbastanza anonima; s’era stupita anche quando Alessia le aveva proposto d’andare assieme una sera al cinema.
Lisa aveva solo le sue tre amiche d’infanzia, era gentile e chiacchierava con chiunque la interpellasse, ma non s’era mai buttata in amicizie nuove, e mangiare un toast con Alessia prima del cinema per lei era un’esperienza che la rendeva molto contenta, l’unica pecca era che si sentiva in colpa quando si parlava di ragazzi, lei aveva lasciato intendere che ne aveva avuti e cercava di essere il più evasiva possibile, ma la realtá era che aveva solo avuto un fidanzatino al secondo anno delle superiori con il quale non era scappato più che qualche bacio, e lei odiava mentire.
Il film era iniziato da un po’ quando Lisa si accorse di avere la mano a contatto con quella di Alessia, guardò la propria mano che con il mignolo toccava quella di Alessia, la spostò e appena alzato lo sguardo si sentì le labbra di Alessia contro le sue, quasi subito anche la lingua che spingeva forte contro la sua.
Lisa era rimasta immobile; Alessia si staccò del bacio e sussurrò per non disturbare in sala “Dai, non sono così male a baciare”.
Entrambe su misero a sorridere e Alessia ancora di sorpresa diede il secondo bacio.
Lisa avvertiva quella lingua spingere molto forte contro la sua, ora Alessia le teneva una mano sulla nuca.
Si staccarono dal secondo bacio e ripresero a guardar il film, Lisa era persa nei suoi pensieri.
-A me piacciono gli uomini, ma era piacevole sentire una lingua in bocca anche se era di una donna; non sono bisex, non sono di certo attirata dalle sue forme, non voglio toccarla fra le cosce, però mi piace starle vicino, e mi piace che lei voglia baciarmi; e se fossi bisex? Vorrei un uomo e non una donna, però che goduria esser baciata da Alessia-.
Terminato il film ne discutevano avviandosi al parcheggio e, arrivate all’auto, Alessia si appoggiò col bacino a quello di Lisa schiacciandola contro la portiera; si fissavano Alessia con sguardo furbo, Lisa con sguardo sorpreso.
“Avevo capito che col tuo ragazzo andasse bene”.
Alessia infilò le mani fra la portiera ed il vestitino di Lisa tastandole piano il sedere “Sì, va abbastanza bene, non l’ho mai tradito se è questo che intendi, insomma mai con un uomo, lui non sa che sono bisessuale e a volte mi vien voglia… insomma preferisco le donne agli uomini ma mi piacciono anche gli uomini. Resti fra noi ok?” disse Alessia prima di infilare la lingua nella bocca di Lisa.
Alessia premeva la sua lingua, schiacciava piano quell’esile corpo all’auto, con le donne le piaceva essere lei ad imporsi, a condurre il gioco, e l’atteggiamento remissivo di Lisa l’attizzava tantissimo ed era evidente che Lisa non avesse mai avuto esperienze lesbo, sapere di essere la prima, la sua maestra, la eccitava.
Alessia infilò una mano sotto al vestitino di Lisa, toccò le sue cosce delicatamente, vicino alle mutandine, poi si levò e la liberò dal bacio, lei sorrideva d’imbarazzo.
“Sabato sono a casa da sola, vieni a pranzo da me” disse Alessia.
Mentre guidava Lisa si chiese perchè non le aveva detto che non era bisessuale, perchè avesse accettato l’invito a pranzo immaginando a cosa mirasse Alessia.
Arrivata a casa, nel suo letto, sotto le coperte, le sue dita avevano abbassato pigiama e slip e accarezzavano freneticamente il clitoride.
Cercava di immaginare Alessia nuda, Alessia nuda avvinghiata a lei, cercò d’immaginare Alessia toccarla ma l’orgasmo non partiva, l’idea non la eccitava ma le piaceva, le piaceva la sensazione di intimità che avrebbero provato.
Così s’immaginò sdraiata affianco ad Alessia, entrambe nude a ginocchia alzate e cosce divaricate, s’immaginava a toccarsi rimanendo di fianco a lei mentre Alessia faceva la stessa cosa, i mugolii, gli urletti pre orgasmo e l’urlo nell’orgasmo simultaneo guardandosi negli occhi.
Lisa venne.
Sabato mattina era di fronte al cancelletto della casa di Alessia; in quei giorni aveva stabilito di essere etero, ma non era sicura di poter dire di non essere bisessuale, le donne non l’attraevano ma ciò che era capitato con Alessia era un piacere reale seppur lieve; aveva deciso che l’unico modo per capirlo era cedere ad Alessia, andare oltre qualsiasi cosa sarebbe successa.
Bevvero il caffè nel piccolo giardino poi Alessia mostrò la cucina ed il salotto, le foto del suo ragazzo.
“Vuoi vedere anche la camera?” chiese con la sua solita allegra leggerezza.
“Sì sì sì” a Lisa venne da dirlo tre volte.
La camera matrimoniale era semplice e pulita, quasi completamente bianca ed il copriletto di un rosso acceso.
Quando Lisa finì di osservarla notò che Alessia aveva il grande seno nudo, la guardava mentre faceva cadere i jeans rimanendo con una mutandina nera.
Lisa non sapeva che fare, Alessia le si avvicinò e le levò via la maglietta ed il reggiseno, le mise una mano dietro la nuca, l’avvicinò a sè ma non arrivò il bacio.
Lisa aveva il viso sul seno di Alessia, Alessia trovo facile muoverla perchè era così esile e perchè non poneva resistenza.
Lisa non sapeva che fare, a cosa pensare, sentiva il seno premerle il mento e istintivamente aprì la bocca, contro la lingua il capezzolo era duro, aveva la consistenza d’una caramella ma era insapore, la lingua non ne sentiva il gusto mentre lo passava, desiderò che un uomo lo facesse a lei.
Alessia di guardò nello specchio verticale, adorava guardarsi mentre induceva qualcuno a darle piacere.
“Sdraiati Lisa” le disse, Lisa non disse nulla, si sdraiò, Alessia s’inginocchio sul materasso ed accarezzò i capelli di Lisa “sei proprio sicura di essere etero?” le chiese ma senza aver risposta, si sorrisero.
Alessia aprì i pantaloni di Lisa e glieli sfilò, toccò poi alle mutandine.
Quando Lisa sentì le mani di Alessia divaricarle le cosce sentì il cuore in gola, credeva che le sarebbe venuto un infarto, respirava a fatica, sapeva che avrebbe sentito la bocca sulla sua intimità, che sarebbe stata leccata dopo tutte le volte che l’aveva desiderato ed immaginato, ma l’avrebbe fatto una donna.
Alessia passò morbidamente due volte la lingua sulle grandi labbra, poi irrigidendola la passò un paio di volte nel mezzo, poi iniziò a titillare il minuscolo clitoride, al primo tocco sentì le cosce di Lisa stringerle per un momento la testa, il piccolo corpo si muoveva come fosse un serpente.
Alessia leccava lentamente quel clitoride rendendolo sensibile e allungò la mano sotto il sedere di Lisa per toccarle l’ano, Lisa si dimenava sinuosa ora ansimante.
Lisa avvertì qualcosa toccarle l’ano, non l’aveva mai provato e sentì esplodere un immenso solletico misto al piacere della lingua; poi avverti qualcosa fra le cosce, qualcosa entrare dentro piano, un dito e allungò di colpo le mani per afferrare il polso di Alessia, che smise di leccare e la fissò.
“Voglio ricambiare” disse Lisa trovando una scusa, la veritá è che era vergine e non voleva esser sverginata dal dito di Alessia, se ne sarebbe vergognata di mostrare d’avere un’inesperienza tale.
Alessia era contenta e si stese subito a pancia in su, si accarezzava un interno coscia, Lisa si inginocchiò fra le sue cosce sorridendole.
“Non so se riesc…”
“Non dire nulla, sarai fantastica. Voglio sentire la tua lingua” la interruppe Alessia.
Fu così che Lisa si ritrovò a leccare quel clitoride dal sapore lievemente dolciastro.
Alessia si dimenava e gemeva leggermente ad ogni curva che la lingua di Lisa compiva schiacciando il clitoride.
-Mi piace sentire che gode, ma vorrei provare un membro di un uomo, chissá se hanno lo stesso sapore gli umori maschili e femminili-
Poi Lisa si interruppe per riprendere fiato e Alessia, guardandola dall’alto e visibilmente contenta, le disse “Sei una fantastica bisessuale”.
Lisa si chiese nuovamente se era una battuta o se lo fosse veramente, poi cercò di pensare a come le piaceva toccarsi.
Guardò la vagina di Alessia e con i polpastrelli di una mano, tenendoli appena dentro una delle labbra, dischiuse parte della vulva, poi con l’altra mano iniziò a sfregare velocemente il clitoride e l’interno appena scoperto.
Alessia sentì i suoi muscoli contrarsi, si sentiva pronta a venire.
Lisa pensò semplicemente che poteva fare in quel modo con entrambe le mani dato che poteva anche usar la lingua, tenne dunque appena aperte le labbra e prese a sfregar lingua e mento contro quel rosa acceso.
Alessia si contrasse di forza, prese con entrambe le mani la testa di Lisa che continuava a muoversi, venne in maniera intensa e ansimò solo dopo un lungo apice silenzioso.
“Porca miseria” disse cercando di rilassarsi; Lisa si alzò e si stese al suo fianco scoprendo che non si sentiva eccitata ma che le piaceva molto quel gioco.
Alessia si alzò e andò a rovistare nel fondo dell’armadio; quando Lisa la vide ritornare nel letto sbiancò.
Alessia teneva nelle mani un dildo verde smeraldo di lattice semi trasparente, doveva confessare ora di essere vergine, prima che lo inserisse; Alessia posò il dildo sul letto, alzò un piede di Lisa in aria facendole distendere verso l’alto la gamba, poi si posizionò a cavalcioni sul suo bacino iniziando a muovere il proprio per sfregare le sue grandi labbra umide contro quelle di Lisa.
Alessia baciava il collo del piede di Lisa che teneva in alto, mentre assaporava il lieve piacere che lo sfregamento delle loro labbra dava.
Lisa non trovava il coraggio di parlare, temeva l’inserimento imminente del dildo, della vergogna che avrebbe provato a far scoprire la propria verginità a più di 20 anni d’età, aveva paura del dolore, avrebbe voluto fosse un uomo a sverginarla, ma la sensazione che prevalse fra tutt’e fu quella della curiositá del piacere che avrebbe potuto provare finalmente penetrata; Lisa non riuscì a dir nulla mentre Alessia infilava dentro la propria fica la punta del dildo e spingeva piano l’altra punta dentro quella di Lisa.
“Ahhh” ad Alessia quel gemito parve di fastidio.
“Sei strettissima Lisa” le disse accarezzandole il ventre prima di accovacciarsi sul letto ed iniziare un massaggio di bocca e lingua alla vulva di Lisa.
Mentre leccava quella fonte di umori, Alessia spingeva avanti e indietro il dildo dentro la sua bagnatissima fica; quando sentì nuovamente rilassata Lisa, ritornò in ginocchio e a rispingere piano la punta del dildo in quella stretta fessura.
Lisa fissava negli occhi Alessia mentre veniva deflorata per la prima volta.
Alessia estrasse di poco la punta per iniziare il lieve su e giù, vide un rivolo rosso sul verde smeraldo, fissò Lisa e s’intesero senza dirsi nulla.
Alessia si distese al fianco di Lisa e prese a leccarle un capezzolo, con la mano muoveva la punta del dildo dentro il piccolo corpo femminile e ne ascoltava i gemiti sempre più forti.
Passarono interi minuti di lussuria prima che Lisa urlasse il suo primo vero orgasmo.
Le due continuarono a vedersi, Alessia regalò a Lisa due cilindri vibranti, e Lisa ebbe orgasmi sempre più intensi, li usava spesso anche sola e aveva iniziato ad usarli anche per l’ano; Alessia in ogni rapporto era dominante e adorava godere con Lisa, adorava la sua dolcezze e la sua bravura con le dita; Lisa si concedeva riconoscente che Alessia l’avesse introdotta a quei piaceri ma non si riteneva bisessuale, desiderava sempre di più un uomo.
I loro incontri terminarono quando Lisa trovò il fidanzato, un ragazzo con cui avrebbe avuto una storia durata qualche anno e di cui non seppe mai d’esser stata continuamente tradita.
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