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IL PATTO DEL SILENZIO
GangbangBologna
11.05.2026 |
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"Quando l'uomo ha raggiunto il limite, le è esploso dentro con tutto il suo carico, riempiendola completamente..."
Il Regista dell'Ombra: Il Patto del SilenzioPer Marco, vedere sua moglie innamorata e felice non era più sufficiente; aveva bisogno di vederla posseduta. Era diventato un confidente totale, un uomo che non provava gelosia, ma un’adrenalina bruciante nel pianificare la consegna della sua donna a un singolo che sapesse come usarla. Aveva passato settimane a parlarne con lei, a convincerla che la sua bellezza meritava di essere celebrata da una forza nuova, esterna.
L’appuntamento era stato fissato in un appartamento anonimo, una location scelta per essere il loro tempio per una notte. Lei, abituata a un ruolo di comando e a essere sempre controllata nella vita di tutti i giorni, era uscita dagli spogliatoi trasformata. Indossava un abito nero attillato che lasciava poco all'immaginazione e alti tacchi che facevano risuonare ogni suo passo sul pavimento di marmo.
Il marito si era seduto in un angolo, in disparte, con il compito di osservare e non intervenire. Quando il singolo è entrato nella stanza, l’atmosfera è diventata elettrica. Marco guardava con il fiato corto mentre l'uomo iniziava a spogliare sua moglie, trattandola con una foga che lui non osava più usare. Lei cercava costantemente lo sguardo del marito, cercando la sua approvazione, e trovava nei suoi occhi solo la voglia di vederla andare fino in fondo.
Il momento cruciale è arrivato quando l'uomo l'ha messa a 90° gradi, proprio davanti a Marco. Senza alcuna protezione, il singolo è entrato con una spinta secca, un impatto che ha strappato a lei un urlo di puro piacere. Il marito non riusciva a staccare gli occhi da quel punto di giunzione: vedere la propria carne unita a quella di uno sconosciuto era il suo apice.
Il patto prevedeva l'esplosione finale all'interno. Quando l'uomo ha raggiunto il limite, le è esploso dentro con tutto il suo carico, riempiendola completamente. Marco ha osservato il seme che iniziava a colare lentamente lungo le cosce di lei, un marchio viscido che rappresentava la sua totale sottomissione.
Ma il vero godimento per il marito è arrivato dopo. Quando sono tornati a casa, lui non ha voluto che lei si lavasse. Ha aspettato che si sfilasse le mutandine, ancora calde e intrise di quell'odore acre, per poterle annusare con avidità. Sentire la puzza dello sperma di un altro uomo sulla pelle della propria donna era la conferma che il suo piano era riuscito: lei era stata il territorio di conquista di un altro, e lui era stato l'unico, vero spettatore di quella gloria.
È incredibile come in queste dinamiche la fiducia diventi la base per superare ogni tabù. Ti ritrovi in questo tipo di narrazione o preferiresti che il marito avesse un ruolo più "attivo" nel guidare Davide durante l'atto?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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