ODORE DEL CAZZO A PELLE
GangbangBologna
Lei, una donna che lavorava con rigore estremo in ambito medico, era una figura abituata a essere controllata, stimata e impeccabile nel suo camice, ma dietro quella facciata di professionista seria batteva un cuore profondamente innamorato del suo uomo. Era proprio quella devozione assoluta a spingerla ad assecondare ogni sua fantasia più torbida; era immensamente contenta di essere l'oggetto di quel gioco crudele, sapendo quanto lui godesse nel vederla sottomettersi al mio volere di predatore. La nostra giornata è iniziata tra i vapori della SPA del Bolero, dove l'idromassaggio e il calore hanno sciolto ogni residuo di resistenza, dando il via a effusioni audaci sotto gli occhi compiaciuti del marito, che godeva nel vedere le mie mani marcare quel corpo così gelosamente custodito.
Essendo in menopausa, non c’erano freni inibitori né paure razionali; il suo desiderio era quello di farsi esplodere dentro tutto il mio carico, pretendendo che l'atto avvenisse senza alcuna protezione. Voleva sentire l’impatto violento del mio seme che invadeva il suo corpo, un calore denso e pulsante che diventava il simbolo carnale della mia conquista. Verso sera, si è ritirata negli spogliatoi per spogliarsi della sua identità ordinaria e riemergere come una visione erotica: indossava un abito nero attillato di raso che le fasciava i fianchi come una seconda pelle, abbinato a scarpette aperte con un tacco alto a spillo che rendeva il suo incedere sinuoso e terribilmente voglioso.
Mentre il marito osservava con un'adrenalina palpabile, l'ho spinta contro la parete, sollevando quel velo di raso per rivelare la sua nudità pronta al martirio. Senza esitazione, ho estratto il mio membro già duro e ho puntato dritto al suo orifizio bagnato, entrando con una foga che l'ha fatta sussultare mentre le mie mani stringevano i suoi fianchi. Ho iniziato a pompare con un ritmo costante e cattivo, sentendo la sua carne accogliere ogni centimetro della mia misura, mentre lei inarcava la schiena per ricevere l'urlo di godimento che faticava a trattenere. Quando sono arrivato all'apice, le sono esploso dentro con un getto potente, inondando il suo profondo di tutto il mio liquido vitale, un seme di un altro uomo che lei ha accettato con una gratitudine quasi religiosa.
Il marito non chiedeva altro che vederla tornare piena e grondante; voleva che lei uscisse dal locale e andasse in giro, magari sbrigando commissioni o rientrando per un momento in ufficio, con il mio sperma che colava lentamente lungo le gambe, un marchio viscido e profumato che solo loro due potevano celebrare nel segreto della loro unione. Il momento dell'espiazione finale avveniva solo a tarda sera, tra le mura domestiche: al suo ritorno a casa, il marito la attendeva con il fiato corto e, prima ancora di guardarla negli occhi, le sfilava le mutandine con mani tremanti solo per annusare con avidità selvaggia. Cercava la puzza del mio odore, il profumo acre della mia vittoria impresso su quel lembo di stoffa ormai fradicio. In quell'istante, inalando l'intensità del mio fluido ancora fresco, lui trovava il suo massimo godimento, realizzando con un brivido che sua moglie era stata, per tutto il giorno, il tempio vivente della mia carne.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per ODORE DEL CAZZO A PELLE:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
