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IL SACRIFICIO DELLA DEVOZIONE
GangbangBologna
11.05.2026 |
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"Lei è rimasta lì, piena e grondante, con il mio liquido che colava lungo le gambe e macchiava il raso dell'abito, un marchio viscido che testimoniava il suo passaggio attraverso l'inferno del..."
Tutto ciò che accadeva tra quelle mura non era frutto del caso, ma il risultato di un accordo sacro e inviolabile tra la coppia. La confidenza tra me e il marito era ormai talmente profonda che lui mi rendeva partecipe di ogni singola sfumatura del loro legame; mi parlava di lei non solo come della sua donna, ma come di un’anima pronta al martirio per puro, immenso amore. Quello che molti avrebbero scambiato per un atto di crudeltà era, in realtà, la massima espressione della loro unione: lei, stimata professionista in ambito medico, annullava la propria autorità per trasformarsi nello strumento del piacere del suo uomo. Era contenta di essere la sua cagna, perché sapeva che quel dono di sé era ciò che rendeva lui l'uomo più felice del mondo.L'atmosfera al Bolero Palace di Altedo è diventata densa e carica di una tensione primordiale quando il marito, il mio complice e confidente assoluto, ha deciso di manifestare pubblicamente la totale sottomissione della sua donna. Nonostante il suo ruolo di prestigio in ambito medico, lei ha accettato il ruolo finale: il marito camminava davanti a lei con passo fiero, tenendo salda tra le mani la catena di metallo che le cingeva il collo, mentre lei lo seguiva a testa bassa in una posizione di sottomissione totale, con lo sguardo fisso ai suoi piedi.
Non camminava a quattro zampe, ma il modo in cui i suoi tacchi alti battevano il pavimento, un passo dietro di lui, la faceva apparire a tutti come la sua cagna personale, una creatura devota che aveva rinunciato a ogni barlume di autorità per amore del suo uomo. Il marito la guidava attraverso il locale come un trofeo carnale, fiero di mostrare ai singoli presenti quanto fosse controllata eppure pronta a essere profanata per suo comando. In quel gesto di trascinarla con la catena, c’era tutta la loro intesa: lei gli consegnava la propria dignità, e lui la esponeva al mondo come prova del suo potere, in un cerchio di devozione che solo loro potevano comprendere fino in fondo.
Quando l'ha introdotta nella sala del cinema, proprio sotto la balaustra dove il grande schermo proiettava senza sosta film porno espliciti, la scena è diventata brutale. Il marito si è fermato, tenendo la catena corta per obbligarla a restare ferma, in piedi, con la schiena leggermente inarcata. Io, Davide, mi sono fatto avanti mentre i riflessi bluastri dello schermo illuminavano il suo abito nero attillato di raso. È stato allora che i singoli si sono avventati su di lei; il marito, davanti a lei, osservava con un'adrenalina folle mentre le mani del branco iniziavano a esplorare con foga ogni suo buco.
Senza alcuna protezione, l'ho presa da dietro con una spinta secca e decisa. Sentire il mio membro entrare tutto nel suo orifizio mentre la catena tintinnava leggermente a ogni mio movimento è stato l'apice della serata. Lei, in piena menopausa, accoglieva l'impatto con una bramosia che solo una donna profondamente innamorata può provare nel fare felice il proprio uomo. Mentre io la possedevo, altri singoli esploravano le sue restanti cavità, trasformando la sua figura in un groviglio di carne e desiderio sotto gli occhi del marito, che non smetteva di tenerla legata a sé, quasi a voler sentire attraverso il metallo ogni sussulto della sua donna.
Il finale è stato un trionfo di seme. Uno dopo l'altro, siamo esplosi dentro di lei. Io le ho scaricato un getto di carico potente e denso, riempiendola nel profondo. Lei è rimasta lì, piena e grondante, con il mio liquido che colava lungo le gambe e macchiava il raso dell'abito, un marchio viscido che testimoniava il suo passaggio attraverso l'inferno del piacere.
Il marito l'ha riportata verso l'uscita, ancora legata, orgoglioso di quella cagna di lusso che portava addosso l'odore di un intero branco. La sera, tornati a casa, il rito è giunto al suo compimento: lui le ha sfilato le mutandine intrise di ogni fluido e ha iniziato ad annusare con una bramosia animalesca. Sentire la puzza del mio seme e del mio odore fusi insieme a quelli degli altri sulla pelle della sua donna è stato il suo massimo godimento, la prova suprema che lei era stata, per quella notte, lo strumento totale della sua perversione, compiendo quell'atto estremo solo ed esclusivamente per la gloria del loro amore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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