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Spregiudicatamente con Antonella...


di Membro VIP di Annunci69.it GangbangBologna
15.01.2019    |    1.726    |    10 9.9
"Erano i quattro camionisti che fino a quel momento erano rimasti silenziosi ed ammirati spettatori di quello spettacolo ad alto contenuto erotico..."
Antonella aveva finalmente deciso. Sarebbe andata a cena con suo marito e con i 15 ragazzi amici di lui, che avevano già conosciuto in una precedente gangbang. Si sarebbero recati in un ristorante
conosciuto dai ragazzi, vicino a Bologna. Lei non lo sapeva, ma il ristorante apparteneva a uno dei 15 amici, che era socio titolare, ma che quella sera si sarebbe limitato a partecipare alla cena, mentre il suo socio si sarebbe occupato della gestione di tutto il ristorante, che poteva ospitare ben 200 persone.
Il tavolo di Antonella fu preparato in un angolo della sala, non era totalmente nascosto, ma sufficientemente discreto per permetterle di sedersi dando le spalle alla sala, circondata da ben 15 uomini oltre a suo compagno.
La sera dell'evento, i ragazzi arrivarono alla spicciolata, per non dare troppo nell'occhio. Giovanni arrivò con la moglie quando il tavolo era quasi al completo. Impossibile nella sala non notare la "mise" della moglie.
Antonella, che arrivò vestita con tacchi vertiginosi bianchi, una bianca minigonna cortissima, che
nascondeva delle calze autoreggenti a rete altrettanto bianche. La balza delle autoreggenti sbucava leggermente fuori dalla minigonna, cosa che attirò lo sguardo di tutti gli uomini sposati nella sala, fulminati dallo sguardo della propria compagna. Sotto ad un giacchino azzurro leggero, Antonella portava una camicetta bianca trasparente, sotto alla quale risaltava la sua quinta di seno, rigorosamente non munita di reggiseno, su ordine del marito. I suoi capezzoli resi turgidi dal fresco della sera, risaltavano sotto alla camicetta, anch'essa volutamente tenuta aperta sui primi bottoni, in modo che chiunque fosse stato di profilo potesse vedere completamente il seno di Antonella mentre lei camminava.
Ella si sedette dando le spalle al resto del ristorante, dopo aver ipnotizzato la maggior parte degli ospiti, rigorosamente richiamati ai loro doveri dalla gelosia delle proprie compagne.
Quando Antonella si sedette al tavolo, tutti gli amici faticarono a fingere indifferenza, come se fosse stato un normale incontro tra colleghi di lavoro, ma in ogni caso tutto iniziò con normalità, nessuno poteva né voleva prevedere ciò che la serata teneva in serbo per tutti loro.
Già dopo la prima portata, era chiaro l'intento di tutti i commensali e ad un cenno di Giovanni, iniziarono i giochi. I due ragazzi di fianco ad Antonella cominciarono ad accarezzarle le cosce, salendo piano piano versol'alto, senza però toccare nulla, semplicemente lasciando scorrere la mano tra le cosce. Nel frattempo, un terzo ragazzo si era alzato solo per aprire due ulteriori bottoni della camicetta di Antonella, per poi tornarsene al suo posto. Un quarto ragazzo aveva l'incarico di aprire la camicetta di Antonella, sempre di più, ora che i bottoni aperti lo permettevano, per rendere il seno sempre più visibile, e i capezzoli ormai
inesorabilmente esposti. Da quella posizione, tutto il tavolo di Antonella poteva ammirare il seno di
Antonella, mentre da dietro nessun ospite del ristorante si accorgeva di alcunché.
Ella cominciò immediatamente a bagnarsi, soprattutto quando sentì quelle due mani avvicinarsi sempre più pericolosamente al suo clitoride e, quasi senza accorgersene, chiuse gli occhi raggiungendo un primo orgasmo silenzioso, un lungo sospiro intenso che passò inosservato negli altri tavoli ma non al suo tavolo, dove una moltitudine di uomini la stava osservando e fantasticando su di lei.
Il ragazzo che sedeva di fronte a lei si chinò come per raccogliere il tovagliolo caduto e, sempre secondo i piani, ne approfittò per sfilare le mutandine ad Antonella, che in quel modo diventava totalmente vulnerabile e a disposizione del volere di quegli uomini. Non fu difficile per lei abbandonarsi docilmente a
quelle mani e lasciarsi sfilare le mutandine alzandosi leggermente dalla sedia ed aprendo le gambe per la gioia del ragazzo. Egli risalì velocemente al suo posto, consegnando subito dopo le mutandine bianche di Antonella al marito, che sedeva a capotavola, facendole passare di mano in mano tra i commensali, discretamente.
A quel punto l'atmosfera cominciava a diventare incandescente. Le pietanze erano già state ordinate, in modo da non disturbare i giochi e i camerieri, assolutamente professionali, iniziarono a servire facendo fintadi non vedere i giochi ormai iniziati.
Mentre tutti iniziarono a mangiare, Antonella compresa, un ragazzo scese nuovamente sotto al tavolo e si dedicò a servire con la sua lingua le voglie della donna, che aveva il difficile compito di mangiare e godere insilenzio, tra gli sguardi eccitati dei suoi commensali. Antonella riuscì a malapena a terminare il pasto, non dopo aver raggiunto ben 5 orgasmi, sempre in silenzio, sempre con grandi sospiri...
La serata si protrasse così per un po', con ragazzi che si alternavano di fianco ad Antonella o sotto al tavolo,per farle raggiungere un'infinità di orgasmi e soprattutto per aspettare che gli altri tavoli cominciassero a svuotarsi, data l'ora.
Alla fine rimasero occupati solo 3 tavoli da quattro persone, due dei quali occupati da due coppie di mezza età, marito e moglie, e uno da quattro uomini robusti, un po' robusti e apparentemente rozzi, ma tutto sommato silenziosi.
Approfittando della continua complicità dei camerieri e del ristorante ormai quasi vuoto, si passò alla seconda parte dei giochi.
Uno ad uno, i commensali di Antonella si avvicendarono ai suoi fianchi e, con molta pazienza, lei si chinò lateralmente di volta in volta, con discrezione, usando la sua bocca e le mani su ciascun membro, fino a farloesplodere di piacere sul suo volto e sulle mani, pulendosi poi garbatamente con il tovagliolo, appena si rialzava.
Ella provava vergogna ed imbarazzo, ma al contempo eccitamento, mentre si puliva la bocca ogni volta con iltovagliolo, guardando con sguardo malizioso sia quelli che le avevano fatto provare piacere, che quelli cui lei faceva o aveva fatto provare piacere con le sue labbra.
Dal canto suo, Giovanni ogni tanto si avvicinava per fare qualche foto o video ravvicinato, che poi avrebbe fatto pervenire agli amici in un secondo tempo, a continuazione del loro godimento.
Dai tavoli in leggera lontananza, si sentiva un brusio, tutti avevano compreso che stava accadendo qualcosa
in quel grande tavolo, ma era difficile capire di cosa si trattasse, sembrava quasi che la donna ogni tanto avesse bisogno di riposare in grembo agli amici, ma la cosa non chiara era perché ci fossero quei continui cambiamenti di posto. Forse si stavano turnando per aiutarla? Difficile capirci qualcosa.
Era giunto il momento di creare qualcosa di più audace.
Ad un cenno di Giovanni, i ragazzi cominciarono a godere sul volto e sui capelli di Antonella, laddove prima si erano limitati alle labbra e alle guance. In questo modo diventava difficile per Antonella detergersi ogni volta che tornava a sedere correttamente e dopo alcune venute, il tovagliolo non le era più sufficiente per il viso, tantomeno lo sarebbe stato per i capelli, da cui cominciava a colare qualche goccia di sperma.
Fu così che Giovanni la invitò ad andare a lavarsi in bagno, con un unico problema: per farlo doveva passare davanti agli altri tavoli, ove gli ospiti ben presto capirono il motivo di quei movimenti al grande tavolo,
quando videro una donna apparentemente sfinita da troppi orgasmi barcollare verso il bagno, con il volto e icapelli macchiati di una sostanza bianca che essi non faticarono a riconoscere.
Una delle signore di mezza età di uno dei due tavoli non riuscì a non farsi sfuggire un bisbigliato "puttana!"
in direzione di Antonella ma, con sua grande sorpresa, Antonella la guardò negli occhi, portò la lingua alle labbra e pulendole dallo sperma che colava disse alla signora: "Non sia invidiosa, se vuole ce n'è anche per lei"....
Indignate, le due coppie uscirono dal ristorante, dopo aver pagato frettolosamente ed essersi lamentate con il socio rimasto in cucina. Quella sera egli ebbe il suo bel daffare, tra istruire i camerieri alla massima discrezione e gestire tutti gli ospiti del ristorante, in un'atmosfera ad altissima tensione erotica.
Era rimasto un solo tavolo, occupato dai quattro uomini massicci, si sarebbe detto dei camionisti. Loro avevano capito benissimo cosa stava accadendo e tra un limoncello ed un amaro, ben lungi dal lasciare il ristorante, erano pronti a godersi la continuazione di quello spettacolo.
Tra l'emozione e la sorpresa di tutti, Antonella uscì dal bagno togliendosi la camicetta mentre camminava verso il suo tavolo. Fu così che rimase in minigonna, tacchi ed autoreggenti e seno nudo. La sua camminata faceva salire e scendere il seno giunonico sul quale volutamente lei lasciava cadere delle gocce di sperma
dai capelli, che si era ben guardata dal detergere in bagno.
Come se non bastasse, arrivata di fronte ai ragazzi, e di fianco ai quattro uomini robusti, pensò bene di
lasciar cadere anche la minigonna a terra, in modo che ora tutti potessero ammirarla, vestita di sola lingerie
bianca, bagnata di sperma, con un pube peloso, come piaceva a molti di loro, ormai annoiati da troppi pubi
rasati visti in quegli anni ed un culo grande e sodo, che gli estimatori di Tinto Brass conoscevano molto
bene.
Con nonchalance, ella strizzò l'occhio ai quattro uomini del tavolo e proseguì verso il proprio tavolo e, arrivata di fronte a tutti, chiese loro: "Chi mi offre il dolce"?
Era la password per iniziare la fase più importante della serata. Fu così che i ragazzi sdraiarono Antonella sul
tavolo parzialmente sparecchiato, con gentilezza e
savoir faire
le allargarono le cosce e uno ad uno si
avvicendarono su di lei, dentro di lei, chi con movimenti dolci, chi con movimenti di va e vieni leggermente
più violenti, possedendola intimamente più di quanto Giovanni da solo potesse fare.
Egli lo sapeva, aveva sposato una ninfomane e l'unico modo per evitare che lei se ne andasse troppo spesso
in vacanza da sola, era quello di procurarle ogni tanto degli amici che soddisfacessero le sue voglie,
alimentando la sua cerebralità di marito, che avrebbe poi posseduto con calma la moglie nei giorni
successivi, rinfacciandole con astuzia erotica il fatto di essersi comportata pubblicamente da puttana in un
ristorante, davanti a tutti. Il gioco a quel punto era soprattutto cerebrale inizialmente ed il finale
esplosivamente orgasmico di Antonella e Giovanni era quel quid di magico che univa la coppia da anni.
Poiché questa era la parte finale della serata, dove tutti i ragazzi avrebbero potuto godere a loro piacimento,
Antonella si lasciò docilmente andare, facendosi penetrare tra le cosce ed anche analmente, sentendo tutti
quei membri pulsare e poi esplodere dentro di lei, sempre in rapporti protetti. Per chi voleva avere il piacere
di irrorarla del proprio piacere, lei non oppose resistenza e generosamente lasciò che caldi fiotti di sperma
le colassero sul seno, sul viso, sui capelli, sulle mani e sulle gambe, mentre sia il socio che era rimasto in
cucina, che i camerieri, venivano a loro volta a prendersi la meritata ricompensa, tra le gambe di Antonella.
Dopo che tutti ebbero ampiamente goduto dentro di lei, su di lei e con lei, Antonella era praticamente
sfinita e tutti cominciarono lentamente a rivestirsi, non senza essersi complimentati con lei e con Giovanni
per la splendida performance.
Ma...rimanevano quattro personaggi ancora in silenzio, in questo grande bailamme erotico. Erano i quattro
camionisti che fino a quel momento erano rimasti silenziosi ed ammirati spettatori di quello spettacolo ad
alto contenuto erotico.
Che fare ora? Con grande sorpresa degli astanti, Giovanni disse ad Antonella che era venuta l'ora. Un po'
restia ma sempre pronta a fare quello che le chiedeva il marito, ella si rivestì un minimo, anche se le calze a
rete erano leggermente strappate, ma raccolse in ogni caso da terra la minigonna e la camicetta, indossò il
giacchino e, docilmente, si lasciò prendere per mano da uno dei quattro uomini robusti e con gli altri tre
lasciò la stanza.
Tra gli sguardi attoniti dei ragazzi, Giovanni spiegò loro quello che sarebbe stato un ulteriore gran finale.
Poiché la moglie gli aveva spesso confessato che il fatto di sentirsi trattata da puttana la faceva eccitare oltre
ogni misura, egli aveva chiesto a quei quattro uomini, che in realtà erano suoi amici e che avevano
prenotato ben in anticipo quel tavolo, di portare la moglie fuori con uno dei camion e, dopo aver ben
goduto di lei, dentro al camion, di esibirla per strada e, sotto il loro sguardo, di farle provare l'ebbrezza della
vita di strada.
Dopo un'ora e mezza di trepida attesa, i quattro tornarono, ormai Antonella era praticamente nuda sotto a
un cappotto che le aveva prestato uno di loro, le autoreggenti erano completamente strappate, così come le
mutandine, e tutto il suo corpo era bianco, pareva vernice ma tutti capivano che si trattava di molti fiotti di
sperma. I suoi capelli erano fradici e lo sguardo tradiva una stanchezza generata da un eccesso di orgasmi,
ella ormai stava quasi per addormentarsi tra le braccia di tutti quegli uomini. E così fece. Si sdraiò sul tavolo
e mentre tutti ammiravano il suo corpo nudo coperto di sperma, e mentre lei dormiva ormai beatamente, i
quattro camionisti iniziarono a raccontare com'era andata. Dissero che dopo aver goduto con lei più volte
dentro al camion, nella stretta cuccetta in cui in 5 facevano una grandissima fatica a starci, la fecero
scendere in una strada assai frequentata da auto. Dopo pochi minuti molte auto si fermarono per farla salire
e nel giro di un'ora lei salì e scese innumerevoli volte dalle auto fino a quando, esausta, chiese loro di
riportarla al ristorante. Durante il ritorno, ella disse loro che quell'esperienza l'aveva molto eccitata ma che
avrebbe voluto fare loro un ultimo regalo. Fu così che ai piedi del camion, mentre le automobili sfrecciavano
suonando il clacson accanto a loro, talvolta fermandosi per godersi lo spettacolo, ella si era fatta spogliare
completamente nuda sul ciglio della strada vestita dei soli tacchi, neanche tanto nascosta dal camion, per
farsi sodomizzare da ciascuno dei quattro camionisti, proprio lì in strada e nuda davanti a tutti, ben

consapevole che più di qualcuno si era fermato per fotografarla e addirittura filmarla durante il suo
amplesso anale.
Ecco perché era tornata al ristorante, davvero stanca: questa volta era stata davvero sbattuta come una
puttana, finalmente il suo desiderio era stato realizzato.
A quell'ora ormai tarda gli amici e i camionisti si salutarono, ringraziarono Giovanni che dopo poco risvegliò
la moglie e dolcemente la rivestì e la accompagnò a casa, la mise a letto, ma senza lavarla. Doveva prima
ancora compiere un'operazione finale, lasciare che il suo sperma fluisse, fortunato ultimo, tra le cosce e nel
pancino di sua moglie, per poi immortalarla con delle foto così, bianca ed immacolata, ultimo capitolo di
una serata eroticamente molto calda.
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