Prime Esperienze
Il seme della partenza...
GangbangBologna
29.06.2026 |
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Ti siedo accanto, Luca, e mentre il rumore della pioggia fuori ci isola dal mondo, lascio che i miei pensieri tornino a quella sera, la sera che ha cambiato per sempre il modo in cui ci guardiamo, il ristorante era un posto elegante dalle luci soffuse e dal profumo di legno antico, i nostri colleghi dell'azienda di tessuti ridevano e chiacchieravano attorno a tavoli rotondi carichi di calici di cristallo, io ero seduta vicino a Giorgio, il mio capo, che continuava a lanciare sguardi intensi verso la scollatura del mio abito scuro, sentivo la tensione crescere tra noi come una corda tesa fino a spezzarsi mentre tu, Luca, eri seduto di fronte a me e invece di mostrare la gelosia che chiunque altro avrebbe manifestato, mi osservavi con una curiosità magnetica, i tuoi occhi che brillavano di un riflesso scuro ogni volta che lui mi toccava il braccio o si avvicinava per sussurrarmi qualcosa all'orecchio, io provavo un'eccitazione che mi faceva quasi tremare le mani mentre sorseggiavo il vino, ricordando come poco prima di uscire di casa avessi controllato, quasi con un senso di sacralità, di aver preso la mia pillola, sentendomi protetta e pronta a lasciarmi andare, la cena proseguiva tra aneddoti sui flussi di produzione e battute sul bilancio di fine anno, ma per me tutto era diventato un rumore di fondo, il vero fulcro della serata era lo sguardo d'intesa che scambiavamo con Giorgio e quello speculare, quasi incoraggiante, che lanciavo verso di te, Luca, cercando in te la conferma che questa non fosse solo una mia fantasia ma un desiderio che volevamo esplorare insieme, quando la cena si è sfoltita e molti dei nostri commensali hanno iniziato a congedarsi, Giorgio si è alzato e mi ha sfiorato la mano invitandomi verso una zona più appartata del locale, il corridoio che portava verso i bagni era scarsamente illuminato e carico di un’atmosfera sospesa, mi sono voltata un’ultima volta verso il tavolo dove tu eri rimasto seduto con un bicchiere in mano, e il tuo cenno di assenso, un impercettibile abbassare del capo che conteneva tutto il tuo permesso e la tua eccitazione, è stato il detonatore di ciò che è accaduto dopo, Giorgio mi ha preceduta e non appena la porta del bagno si è chiusa dietro di noi, il silenzio è diventato assordante, lui si è avvicinato con una foga che tradiva l'attesa di mesi, ma nel momento topico l’emozione o forse lo shock di sentirmi finalmente disponibile hanno frenato il suo corpo, si è bloccato, la sua virilità ha vacillato sotto il peso dell'aspettativa, allora io, mossa da una consapevolezza che non mi apparteneva, mi sono inginocchiata con naturalezza, sentendo il freddo del pavimento sulle ginocchia e il calore del suo corpo che cercava conforto nel mio, ho iniziato a lavorare con le labbra e con la lingua, guidata dal desiderio di vederlo rinascere, non per lui ma per la promessa che avevo fatto a te, per il piacere di sapere che avrei potuto possederlo nel modo in cui volevo, e quando finalmente l'ho sentito riprendere forza, ho provato una scarica di adrenalina purissima, lui mi ha tirata su con decisione, voltandomi verso il lavabo di marmo freddo e facendomi poggiare le braccia sulla superficie liscia, la sua penetrazione è stata immediata, irruenta, ma sentivo una sorta di distacco fisico, come se fossi io a controllare il ritmo di quel contatto che inizialmente non sembrava trovare il giusto incastro, forse perché ero io la regista di quella situazione e lui si sentiva come un attore spinto fuori copione da una partner troppo audace, dentro di me provavo una sensazione di pienezza che non aveva nulla di romantico ma tutto di ancestrale, mi sentivo una donna che stava varcando la soglia, sentendomi posseduta e violata in un modo che desideravo profondamente, la sicurezza della pillola che assumevo ogni mattina mi rendeva libera da ogni vincolo mentale, potevo essere il contenitore del desiderio di un altro uomo senza temere conseguenze, potevo essere il riflesso della tua bramosia, Luca, quando a un certo punto ho sentito la necessità di staccarmi per riprendere il respiro e, con una calma che mi ha stupita, mi sono scostata per un istante, lui mi ha guardata come se non mi avesse mai vista prima, allora ho ripreso a usare la bocca, con una dedizione quasi carnale, fino a che non l'ho sentito vibrare contro la mia lingua, esplodendo in un'intensità che non aveva avuto finché non ho deciso io che fosse il momento giusto, mi sono sentita trionfante, una donna che aveva tenuto le redini di un gioco proibito, mi sono riassestata i vestiti davanti allo specchio, cercando di cancellare i segni del turbamento, mentre nella mia mente non vedevo l'ora di tornare al tavolo da te, volevo tornare da te, Luca, volevo sentirti vicino mentre portavo con me, nel segreto più intimo del mio corpo, la prova tangibile di ciò che era appena successo, mi sono seduta accanto a te e, nell'ombra protettiva del tavolo, ho fatto scivolare la mano sulla tua coscia, avvicinandomi abbastanza da sentirti il respiro sul collo, mentre ti sussurravo con una voce che sapevo essere carica di tutto quello che avevamo vissuto che ero finalmente tua in un modo nuovo, ti ho costretto a percepire, attraverso il tessuto del mio abito, la mia intimità umida e violata dal seme di Giorgio, un segreto che ci rendeva unici, una vibrazione che scorreva tra noi due sotto lo sguardo ignaro di chi ci stava ancora attorno, sentendo che quella sera avevamo trovato il nostro equilibrio perfetto, il nostro modo di essere coppia vivendo il piacere attraverso il riflesso dell'altro, sapendo che non importava quanto fosse stato intenso il momento con lui, perché alla fine di tutto, quel seme, quella sensazione di pienezza e quel ritorno segreto sotto il tavolo, erano soltanto un regalo che stavo facendo a te, il mio unico e vero spettatore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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