trans
Attesa tradita
19.12.2025 |
2.315 |
3
"“Io… io voglio solo essere passiva, ” balbettò, “Pensavo che tu, Vittorio, mi avresti… scopata..."
Angelo, un ragazzo di venticinque anni che lavorava come cassiere in un supermercato alla periferia di Milano, di sera si trasformava in Angie. Con il trucco impeccabile, parrucche fluenti e abiti succinti che esaltavano le sue forme morbide e femminili, Angie era una travestita affascinante, con un corpo snello ma procace, seni finti che riempivano perfettamente i reggiseni push-up e un culo sodo che faceva impazzire chiunque.
Da poco si era iscritta a un sito di incontri per travestiti e ammiratori, caricando foto audaci: scatti del suo corpo in lingerie, con le cosce aperte a mostrare il suo cazzo nascosto sotto un perizoma minuscolo, o il culo inarcato in pose provocanti.
I messaggi fioccavano, soprattutto da coppie mature che adoravano le “ragazze come lei”.
Tra questi, spiccavano Vittorio e Lucilla, una coppia di sessantenni benestanti.
Vittorio era un uomo un po’ sovrappeso, con la pancia pronunciata e un’aria bonaria, mentre Lucilla era ancora una donna signorile, con capelli grigi eleganti, un viso raffinato e un seno prosperoso che era il pezzo forte del loro profilo sul sito.
Le foto di lei la mostravano in pose sensuali: il décolleté profondo che lasciava intravedere capezzoli eretti, il culo maturo ma sodo in tanga, e persino qualche scatto con le mani che accarezzavano il suo sesso rasato.
Di Vittorio c’era solo una foto discreta: il suo cazzo moscio, di dimensioni modeste, penzolante tra le cosce pelose.
Appena videro il profilo di Angie, iniziarono a tempestarla di messaggi. “Sei stupenda, tesoro,” scriveva Lucilla.
“Il tuo corpo è un sogno, quelle labbra carnose mi fanno impazzire.”
Vittorio aggiungeva complimenti più diretti: “Vorrei leccarti ovunque, bella.”
Presto lo scambio si intensificò: foto di Angie in pose sempre più spinte, video di lei che si toccava il cazzo facendolo indurire piano, e in cambio, scatti di Lucilla nuda, con il seno che traboccava dalle mani del marito, o video di loro due che si accarezzavano reciprocamente.
Dopo settimane di chat bollenti, la coppia la invitò per un weekend in un appartamento affittato vicino a Legnano, un posto discreto con vista sul parco.
“Vieni da noi, Angie cara,” scrisse Lucilla. “Saremo gentili, premurosi, ti faremo sentire una principessa.”
Angie accettò, eccitata all’idea.
Nella sua mente, si aspettava una coppia classica: Vittorio attivo, dominante, pronto a scoparla con forza mentre Lucilla la leccava o la guidava.
Lei voleva solo essere passiva, una femmina sottomessa, fatta riempire e usare. Non disse nulla del suo segreto: sotto quelle mutandine, Angie nascondeva un cazzo più grosso di molti uomini, lungo e spesso anche da moscio, ma lei lo odiava in quel ruolo – voleva solo riceverlo, non darlo.
Arrivò il venerdì sera.
L’appartamento era accogliente, con luci soffuse, vino rosso sul tavolo e un profumo di cena fatta in casa. Vittorio e Lucilla la accolsero con abbracci caldi.
Lui indossava una camicia aperta che lasciava intravedere la pancia morbida, lei un abito scollato che metteva in evidenza il suo seno abbondante, ancora sodo nonostante l’età.
“Sei ancora più bella dal vivo,” sussurrò Lucilla, baciandola sulle guance e sfiorandole il culo con una mano.
Cenarono chiacchierando amabilmente: di lavoro, di viaggi, di fantasie.
Erano socievoli, premurosi, le versavano il vino, le accarezzavano le mani.
Angie si sentiva coccolata, eccitata.
Presto, la conversazione virò sul sesso.
Si spostarono in camera da letto, una stanza ampia con un letto king-size.
Lucilla spense le luci principali, lasciando solo abat-jour che illuminavano i corpi. Angie si spogliò per prima, rivelando il suo corpo depilato, i seni finti che rimbalzavano, il perizoma che a malapena conteneva il suo cazzo grosso, già semi-eretto per l’eccitazione.
Vittorio e Lucilla si complimentarono, le mani di lei che esploravano le sue cosce. “Togliti tutto, tesoro,” disse Vittorio con voce rauca.
Ma quando arrivò il momento clou, le cose presero una piega inaspettata.
Vittorio si sdraiò sul letto, nudo, il suo cazzo moscio che penzolava tra le gambe grasse. Lucilla, con il seno libero e i capezzoli duri, si avvicinò ad Angie e le slacciò il perizoma. Il cazzo di Angie balzò fuori: lungo, spesso, venoso, molto più imponente di quello di Vittorio anche da semi-moscio.
Lucilla spalancò gli occhi, Vittorio sorrise. “Oh mio Dio, che meraviglia,” mormorò Lucilla, accarezzandolo piano. “È enorme, Angie.
Guarda come è grosso, anche così flaccido. Vittorio, amore, non è fantastico?”
Angie arrossì, cercando di coprirsi.
“Io… io voglio solo essere passiva,” balbettò, “Pensavo che tu, Vittorio, mi avresti… scopata.”
Vittorio rise bonariamente, accarezzandosi il suo cazzo piccolo che iniziava a indurirsi. “No, tesoro. Io adoro essere penetrato.
Una bella trav come te, con un attrezzo del genere… è il mio sogno.”
Lucilla annuì, leccando piano la cappella di Angie per farla indurire ulteriormente.
“Sì, Angie. Il tuo ruolo non può che essere attivo stasera.
Guarda quanto è bello questo cazzo.
È perfetto per riempire mio marito.
E io ti guiderò, ti bacerò, ti leccherò mentre lo fai.”
Angie si sentì a disagio, il cuore che batteva forte.
Il suo cazzo pulsava sotto le carezze esperte di Lucilla, diventando sempre più duro e grosso, ma nella sua mente ribolliva il conflitto.
Non voleva quello – voleva essere presa, sottomessa, usata come una femmina vera. “Non so… mi sento strana,” confessò, ritraendosi un po’.
Lucilla la baciò sul collo, il seno prosperoso premuto contro di lei.
“Rilassati, cara. Sei così dotata, è un dono. Immagina quanto godrà Vittorio… e io ti aiuterò a sentirti bene.”
Vittorio si mise a quattro zampe, il culo peloso offerto, gemendo piano: “Vieni, Angie. Fammi sentire quel mostro dentro.”
Angie esitò, il cazzo eretto che gocciolava pre-eiaculato, il corpo che tremava tra desiderio e resistenza.
Lucilla continuò a sussurrare complimenti, le mani che lo masturbavano piano, mentre Vittorio aspettava paziente.
Sarebbe crollata?
Avrebbe accettato quel ruolo inatteso, scoprendo un piacere nuovo?
O avrebbe insistito, ribaltando la situazione?
La notte era appena iniziata, e l’aria era carica di possibilità.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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