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Le gioie del nostro giardino
19.12.2025 |
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"Marco osservava, la mano che accarezzava distrattamente il suo membro flaccido, eccitato dalla vista..."
Marco e Laura erano una coppia di sessantenni benestanti, residenti in una villa lussuosa immersa in un vasto giardino sulle colline toscane. Lui, un ex imprenditore in pensione, alto e ancora atletico, con capelli grigi e un fascino maturo che non passava inosservato.
Lei, una donna elegante e curata, con curve morbide accentuate dagli anni, seni pieni e un sorriso malizioso che nascondeva una passione mai spenta.
La loro vita era serena, fatta di viaggi, cene raffinate e un’intimità consolidata, ma ultimamente cercavano qualcosa di nuovo per ravvivare il fuoco.
Un pomeriggio di tarda primavera, arrivò Luca, il nuovo giardiniere.
Venticinque anni, corpo scolpito dal lavoro manuale, muscoli definiti sotto la pelle abbronzata, capelli neri arruffati e un sorriso sfacciato che trasudava audacia.
Era stato assunto per curare il roseto e il prato, ma fin dal primo giorno i suoi occhi si erano posati su Laura, che lo osservava dalla terrazza in un leggero abito estivo che lasciava intravedere le forme generose.
Luca lavorava a torso nudo, il sudore che gli colava lungo il petto scolpito, i pantaloni da lavoro bassi sui fianchi che rivelavano la V perfetta dell’addome.
Laura non riusciva a staccare lo sguardo, sentendo un calore familiare tra le gambe. Marco, seduto accanto a lei con un bicchiere di vino, notò tutto e sorrise complice. “Ti piace il ragazzo, vero?” le sussurrò all’orecchio.
Laura arrossì ma annuì, mordicchiandosi il labbro. “É vigoroso.”
Quel giorno, mentre Luca potava le rose, Laura scese in giardino con una bottiglia d’acqua fresca.
“Fa caldo, bevi qualcosa,” disse, porgendogliela con un sorriso invitante. Luca la prese, sfiorandole deliberatamente la mano, e bevve a lunghi sorsi, l’acqua che gli gocciolava sul collo.
“Grazie, signora. Lei è molto gentile… e molto bella.”
I suoi occhi la squadrarono senza pudore, fermandosi sui seni che premevano contro il tessuto sottile.
Laura rise, lusingata. “Chiamami Laura. E mio marito Marco è lì che ci osserva.” Indicò la terrazza.
Luca si voltò, salutando con un cenno, ma il suo sguardo tornò su di lei, più intenso. “Siete una coppia fortunata. Io… beh, non mi tiro mai indietro se c’è da… condividere il lavoro.”
Quella sera, durante la cena, Marco e Laura parlarono di Luca.
“È audace,” disse Marco, accarezzando la coscia di lei sotto il tavolo. “E tu sei eccitata, lo vedo.”
Laura gemette piano quando le dita di lui sfiorarono le mutandine umide. “E se lo invitassimo domani? Per un ringraziamento… speciale.”
Il giorno dopo, Luca tornò.
Il sole picchiava forte, e Laura lo chiamò in casa per “un caffè”.
Marco era già lì, in salotto, con un sorriso accogliente.
“Siediti, ragazzo. Abbiamo notato quanto lavori sodo… e quanto sei in forma.”
Luca si sedette, le gambe divaricate, il rigonfiamento nei pantaloni evidente.
Non era timido: capì subito l’antifona.
Laura si avvicinò, sedendosi accanto a lui sul divano.
“Ci piace l’idea di… ringraziare i nostri dipendenti in modo personale.”
La sua mano sfiorò la coscia muscolosa di Luca.
Lui non esitò: afferrò la mano di lei e la portò direttamente sul suo cazzo già duro, premuto contro la stoffa.
“Allora ringraziatemi pure,” disse con voce rauca.
Marco si alzò, avvicinandosi alle spalle di Laura, e iniziò a baciarle il collo mentre le slacciava l’abito.
Il tessuto scivolò giù, rivelando i seni pesanti con capezzoli già eretti.
Luca emise un gemito di approvazione e si chinò a succhiarne uno, la lingua che girava intorno al capezzolo indurito, mordicchiandolo piano.
Laura inarcò la schiena, afferrando i capelli di Luca e spingendogli la testa più giù.
Marco, eccitato, si spogliò rapidamente, il suo cazzo maturo già eretto e venoso.
Si posizionò dietro Luca, che nel frattempo aveva infilato una mano sotto la gonna di Laura, trovando le mutandine fradice.
“Sei bagnata da morire,” grugnì Luca, infilando due dita dentro di lei senza preavviso.
Laura urlò di piacere, le pareti della figa che si contraevano intorno alle dita giovani e forti.
“Spogliati,” ordinò Marco a Luca, la voce autoritaria ma carica di desiderio.
Luca obbedì, tirando giù i pantaloni e liberando un cazzo grosso e lungo, venoso, con la cappella già lucida di pre-eiaculazione.
Laura lo afferrò immediatamente, masturbandolo piano mentre Luca continuava a scoparla con le dita, il pollice che sfregava il clitoride gonfio.
Marco si inginocchiò dietro Laura, le divaricò le gambe e leccò la figa da dietro, la lingua che si univa alle dita di Luca. Laura tremava, intrappolata tra i due uomini: il marito esperto che la leccava con maestria e il giovane che la penetrava con le dita, succhiandole i seni.
Poi Luca si alzò, posizionando il cazzo davanti alla bocca di Laura.
Lei lo ingoiò avidamente, la bocca esperta che lo succhiava fino in gola, la saliva che colava.
Marco, nel frattempo, si alzò e penetrò Laura da dietro, il suo cazzo che entrava nella figa bagnata con un colpo secco. “Cazzo, sei sempre così stretta,” gemette Marco, scopandola con spinte profonde mentre guardava la moglie succhiare il giardiniere.
Luca afferrò i capelli di Laura, scopandole la bocca con ritmo crescente.
“Succhialo tutto, troia,” ringhiò, l’audacia che lo rendeva ancora più eccitante.
Laura mugolava intorno al cazzo, il corpo scosso dalle spinte di Marco.
Cambiarono posizione: Laura si mise a cavalcioni su Marco sul divano, il cazzo del marito che la riempiva completamente.
Si chinò in avanti, offrendo il culo a Luca. Lui non se lo fece dire due volte: sputò sulla cappella e la spinse contro l’ano di Laura, già lubrificato dai succhi della figa. “Rilassati, ti sfondo il culo,” disse, penetrandola piano ma inesorabilmente.
Laura urlò di piacere misto a dolore quando il cazzo giovane entrò nel suo culo stretto, i due uomini che la riempivano contemporaneamente.
Marco sotto, che scopava la figa con spinte dal basso; Luca dietro, che la sodomizzava con forza crescente, le palle che sbattevano contro quelle di Marco.
“Vi sento entrambi… cazzo, mi state spaccando,” gemette Laura, le mani che artigliavano il petto di Marco.
I due uomini si sincronizzarono, spingendo insieme, i cazzi separati solo da una sottile parete.
Luca afferrò i seni di Laura, torcendole i capezzoli, mentre Marco le baciava la bocca, la lingua che invadeva.
Il ritmo accelerò: sudore, gemiti, schiocchi di carne contro carne.
Laura venne per prima, la figa e il culo che si contraevano in un orgasmo violento, schizzi di umori che bagnavano il cazzo di Marco.
“Vengo… sì, scopatemi forte!”
Luca fu il prossimo: “Ti riempio il culo,” grugnì, venendo con getti caldi e abbondanti dentro di lei, il cazzo che pulsava.
Marco, stimolato dalle contrazioni, esplose nella figa, inondandola di sperma maturo.
Si accasciarono tutti e tre, ansimanti, i corpi intrecciati.
Luca baciò Laura con passione, poi Marco, un bacio sorpreso ma accettato. “Grazie per il… ringraziamento,” disse il giardiniere con un ghigno.
Dopo l’orgasmo travolgente, i tre corpi rimasero intrecciati sul divano del salotto, il profumo di sesso che riempiva l’aria calda. Laura era sdraiata tra i due uomini, il petto ansante, la figa e il culo ancora pulsanti e colmi di sborra che lentamente colava fuori. Marco, con il respiro affannoso, accarezzava pigramente i seni della moglie, i capezzoli ancora duri e sensibili.
Luca, giovane e pieno di energia, aveva già il cazzo semi-eretto che sfregava contro la coscia di Laura, come se il suo corpo non conoscesse stanchezza.
Marco rise piano, notando il rigonfiamento. “Ragazzo, sei una macchina. Io a sessant’anni ho bisogno di una pausa.”
Si staccò piano da Laura, il suo cazzo ormai flaccido che usciva dalla figa con un suono umido.
Si sedette accanto, osservando la scena con un misto di stanchezza e eccitazione residua.
Laura, ancora in preda ai postumi dell’orgasmo, aprì gli occhi e vide Luca che si accarezzava lentamente il membro, facendolo indurire di nuovo sotto i suoi occhi.
“Non hai finito, vero?” mormorò Laura con voce roca, le mani che scivolavano sui seni pieni, spremendoli piano come a invitarlo. Luca grugnì, il cazzo ora completamente eretto, più duro di prima, le vene gonfie e la cappella rossa e lucida.
Marco, esausto ma complice, annuì verso il giovane.
“Vai, ragazzo. Lei è tutta tua ora. Segati su quelle tette fantastiche… voglio vederti coprirle di sborra.”
La sua voce era bassa, autoritaria, ma con una nota di godimento nel delegare il finale.
Luca non se lo fece ripetere.
Si posizionò in ginocchio tra le gambe aperte di Laura, che si inarcò per offrirgli meglio il petto.
I seni pesanti, segnati dai segni dei denti e delle mani, ondeggiavano invitanti.
Luca afferrò il suo cazzo grosso con una mano, iniziando a masturbarsi con movimenti lenti e decisi, la cappella che sfregava contro i capezzoli di Laura ad ogni passaggio.
Laura gemette, pizzicandosi i capezzoli mentre guardava il giovane pomparsi il membro sopra di lei.
“Sì, segati forte… voglio sentirti venire di nuovo sulle mie tette.”
Le sue dita scesero tra le gambe, sfregando il clitoride ancora gonfio, mescolando la sborra di Marco con i suoi umori.
Luca accelerò il ritmo, il respiro che diventava affannoso, le palle che si contraevano visibilmente.
“Cazzo, sei una troia perfetta… guarda come mi fai venire di nuovo.”
Il suo pugno saliva e scendeva veloce sul cazzo, il suono bagnato della pelle che riempiva la stanza.
Marco osservava, la mano che accarezzava distrattamente il suo membro flaccido, eccitato dalla vista.
Dopo pochi minuti intensi, Luca raggiunse il culmine.
“Sto venendo… prendila tutta!” ringhiò, puntando la cappella contro i seni di Laura. Il primo schizzo fu potente, anche se meno abbondante della prima volta: una corda calda e densa di sborra che atterrò sul seno sinistro, colando sul capezzolo.
Poi un secondo, sul destro, seguito da altri getti più radi ma comunque cremosi, che coprirono il décolleté di Laura in una patina bianca e appiccicosa.
Laura gemette forte, raggiungendo un piccolo orgasmo solo guardando e sentendo il calore della sborra giovane sulle sue tette.
Allungò le mani, spalmando il seme sul petto, massaggiandolo sulla pelle come una crema, i capezzoli che luccicavano coperti.
Luca crollò in avanti, baciandola con passione, la lingua che invadeva la bocca di lei mentre Marco sorrideva soddisfatto. “Ben fatto, ragazzo. Hai reso mia moglie felice due volte in un pomeriggio.”
Laura, con il petto ancora gocciolante, rise piano.
“E domani? Il giardino ha bisogno di cure… intensive.”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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