trio
Il desiderio prolungato
19.12.2025 |
2.249 |
7
"Giulia si inginocchiò tra le sue gambe, lo prese in mano e iniziò a segarlo piano, con saliva calda che colava lungo l’asta..."
Marco e Laura erano la coppia perfetta, almeno agli occhi del mondo. Entrambi sulla trentina, lui un imprenditore di successo con un conto in banca che non conosceva crisi, lei una designer freelance che lavorava da casa.
Senza figli, vivevano in una villa moderna con vista sul lago, dedicando le serate a cene raffinate, vino pregiato e, soprattutto, al sesso.
Facevano l’amore tutte le sere, con passione travolgente.
Marco era fisicamente impeccabile: alto, muscoloso, con un cazzo spesso e lungo che Laura adorava.
Lei, dal canto suo, aveva un corpo da sogno – curve perfette, culo sodo e un seno prosperoso, quarto abbondante, che traballava ipnoticamente durante i loro amplessi.
Ma c’era un problema che turbava Laura, anche se non lo diceva apertamente.
Marco veniva troppo presto.
Appena la penetrava, con quella figa stretta e bagnata che lo avvolgeva come una morsa calda, lui perdeva il controllo.
Pochi minuti – a volte solo due o tre – e già esplodeva dentro di lei, riversando fiotti di sborra calda mentre Laura era ancora lontana dall’orgasmo completo.
“Tesoro, sei troppo eccitante,” le diceva lui ansimando, baciandola per scusarsi.
Lei sorrideva, lo accarezzava, ma dentro si sentiva frustrata.
Voleva di più, voleva essere scopata a lungo, senza fretta, fino a urlare di piacere.
Di notte, quando Laura dormiva profondamente, Marco si svegliava spesso con l’erezione dura come pietra.
Si alzava piano, andava in soggiorno, accendeva il laptop e apriva i suoi siti porno preferiti.
Video di donne troie che succhiavano cazzi enormi, o che si facevano scopare per ore senza sosta.
Si sedeva sul divano, tirava fuori il suo membro già gonfio e iniziava a segarsi lentamente, con movimenti lunghi e ritmati. Guardando quelle scene, durava tantissimo: mezz’ora, a volte di più, stringendo la base per ritardare l’orgasmo, godendosi ogni secondo fino a schizzare potente sul ventre.
Una notte, Laura si svegliò e non lo trovò accanto. Sentì rumori dal piano di sotto e scese piano, in camicia da notte trasparente.
Lo vide lì, illuminato dallo schermo: Marco con il cazzo in mano, che si masturbava furiosamente guardando una gangbang. Rimase in silenzio per qualche momento, osservandolo.
Il suo uomo durava eccome, quando era solo con i porno.
Il suo pugno saliva e scendeva piano, tormentando la cappella rossa e lucida di pre-eiaculato.
“Marco,” disse infine, con voce ferma ma non arrabbiata.
Lui sobbalzò, coprendosi istintivamente. “Laura! Io… scusa, non volevo svegliarti.”
Lei si avvicinò, sedendosi accanto a lui. Non spense il video – una bionda che succhiava due cazzi contemporaneamente. “Non sono indispettita per i porno, amore.
Li guardo anch’io a volte.
Ma mi fai incazzare per questo:” indicò la sua mano sul cazzo ancora duro.
“Quando ti segi da solo, resisti un’eternità. Guardi queste troie e ti trattieni per ore. Con me? Vieni in due minuti netti.”
Marco arrossì, ma il suo cazzo pulsava ancora.
“Tesoro, è proprio perché sei tu. Mi ecciti troppo. La tua figa, il tuo seno… sei perfetta, mi fai impazzire.
Non riesco a controllarmi.”
Laura lo fissò, poi sorrise maliziosa.
Un’idea le balenò in mente.
“Forse abbiamo bisogno di un po’ di… aiuto. Per farti durare di più con me.”
Qualche giorno dopo, Laura propose l’idea: invitare una giovane donna nella loro coppia.
Non uno scambio completo – guai se Marco fosse venuto dentro un’altra.
Solo rapporti soft: masturbazioni lunghe, sesso orale, carezze.
“Così ti abitui a resistere, amore. E io potrò godermi lo spettacolo.”
Trovarono Giulia su un’app discreta: 25 anni, studentessa, corpo snello ma con tette sode e un culo tondo.
Bionda, occhi verdi, curiosa e bisessuale. Il primo incontro fu in camera da letto, luci soffuse.
Laura e Giulia si baciarono prima, per eccitare Marco, le lingue che si intrecciavano mentre si spogliavano.
Il seno prosperoso di Laura contro le tette più piccole ma perfette di Giulia.
Marco sedeva sul letto, cazzo già duro. Giulia si inginocchiò tra le sue gambe, lo prese in mano e iniziò a segarlo piano, con saliva calda che colava lungo l’asta.
“Che bel cazzo grosso,” mormorò, leccando la cappella.
Laura guardava, toccandosi la figa bagnata. Marco resistette di più stavolta – dieci minuti di pompino lento, lingua che girava intorno al glande, mano che strizzava le palle.
Ma quando Laura gli disse: “Ora penetrami, amore, mentre lei ti lecca,” Marco entrò nella figa della moglie e dopo poche spinte forti, venne.
Sborra calda che riempiva Laura, mentre Giulia rideva piano.
“Non funziona del tutto,” disse Laura delusa dopo, mentre Giulia se ne andava.
Qualche giorno dopo, Giulia scrisse su WhatsApp: “Forse dovresti svuotarlo prima tu, Laura. Un bel pompino all’inizio, per togliergli la prima carica. Poi lo facciamo indurire di nuovo insieme, e quando prova a scoparti… durerà di più. Fidati.”
Laura sorrise.
L’idea era perfetta.
Qualche sera dopo, organizzarono l’incontro.
Giulia arrivò con un completino sexy, reggiseno che spingava su le tette e perizoma minuscolo.
Si sedettero sul letto, bevvero champagne. Laura prese l’iniziativa: “Amore, sdraiati.” Marco obbedì, cazzo già eretto.
Laura si chinò, lo ingoiò fino in gola, succhiando con avidità.
La bocca calda, la lingua che tormentava la vena sotto, le mani che massaggiavano le palle.
Giulia guardava, toccandosi.
Marco gemeva forte, e in pochi minuti venne: schizzi potenti in bocca a Laura, che ingoiò tutto, leccandosi le labbra. “Prima carica andata,” disse ridendo.
Poi, insieme, lo fecero indurire di nuovo. Giulia leccava le palle, succhiava la cappella, mentre Laura baciava Marco e gli tormentava i capezzoli.
Il cazzo tornò duro come acciaio, venoso e lucido. “Ora scopami,” ordinò Laura, mettendosi a quattro zampe, il seno che pendeva pesante.
Marco la penetrò piano, la figa di Laura che lo avvolgeva stretta e fradicia.
Giulia si mise sotto, leccando la clitide di Laura e le palle di Marco mentre lui spingeva.
Stavolta durò: venti minuti, trenta. Spinte profonde, ritmate, il suono bagnato della figa che schizzava.
Laura urlava di piacere, il seno che rimbalzava, Giulia che alternava lingua sulla figa e sul cazzo che entrava e usciva.
“Non fermarti, cazzo, scopami forte!” gridava Laura, venendo una prima volta, la figa che si contraeva intorno al membro di Marco.
Lui resistette, sudato, ansimante.
Giulia si unì di più: si mise a cavalcioni sul viso di Laura, facendosi leccare mentre Marco continuava a pompare.
Laura divorava la figa rasata di Giulia, lingua dentro, succhiando il clitoride.
Finalmente, dopo quasi un’ora di scopata intensa, Marco esplose di nuovo: una sborra abbondante, calda, che riempiva Laura fino a traboccare, colando sulle cosce.
Laura venne con lui, urlando, il corpo scosso da spasmi.
Esausti, crollarono sul letto.
Giulia sorrise: “Vedete? Funziona.”
Da quella notte, divenne una routine.
Giulia tornava spesso, e Marco imparò a durare sempre di più – ore di piacere condiviso.
Laura era finalmente soddisfatta, il suo uomo la scopava fino all’alba, con l’aiuto di quella giovane troia che completava il loro trio perfetto.
E in quelle notti, nessuno si masturbava più da solo: il desiderio era condiviso, infinito, travolgente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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