tradimenti
L'amore umiliato ma difeso
17.12.2025 |
2.115 |
0
"Alessandro lubrificò il suo cazzo grosso con saliva e lo puntò contro l’ano stretto del professore..."
Marco e Laura erano una coppia di professori universitari sulla sessantina, sposati da trent’anni. La loro vita era un susseguo di lezioni, conferenze e serate noiose davanti alla TV. La monotonia aveva spento da tempo la passione, riducendola a rapporti meccanici e rari.
Per ravvivare le cose, decisero di invitare il loro nuovo assistente, Alessandro, un venticinquenne atletico e affascinante, a una festa in maschera veneziana durante il Carnevale.
La serata era magica, maschere ornate, canali illuminati, musica lontana.
Laura, con un abito succinto che metteva in evidenza le sue curve mature e i seni generosi, flirtava apertamente con Alessandro, sfiorandolo con le mani mentre ballavano.
Marco osservava, eccitato e geloso allo stesso tempo.
L’alcol scorreva, e Laura, con un sorriso malizioso, convinse il giovane, “Vieni con noi in camera, tesoro la notte è giovane.”
Nella suite dell’hotel sul Canal Grande, le maschere caddero.
Laura baciò Alessandro con foga, mentre Marco si spogliava nervosamente.
Quando Alessandro si abbassò i pantaloni, il suo cazzo emerse, enorme, venoso, almeno 19 centimetri, spesso come un polso, già duro e pulsante.
Marco impallidì, il suo era modesto, appena 14 centimetri, e da anni non reggeva il confronto.
Laura spalancò gli occhi, ridendo piano.
Oh mio Dio, Marco guarda questo mostro.
Il tuo è un giocattolino al paragone.
Sei patetico.
Umiliato ma eccitato, Marco arrossì.
Laura, nuda ora, con i capezzoli duri e la figa già bagnata, ordinò, voglio vederlo dentro di te, caro, fatti scopare da lui dimostrami che sei disposto a tutto per tenermi.
Alessandro, sorpreso ma eccitato, annuì con un ghigno.
Marco protestò debolmente, “Laura, no”, ma lei lo zittì, “O lo fai, o me ne vado con lui stanotte.”
Marco si mise a quattro zampe sul letto, il culo esposto.
Alessandro lubrificò il suo cazzo grosso con saliva e lo puntò contro l’ano stretto del professore.
La cappella larga forzò l’ingresso, Marco urlò di dolore, un bruciore lancinante come se lo stessero strappando.
“Fa male, troppo grosso” gemette, lacrime agli occhi.
Ma Laura, accarezzandosi la figa, lo incoraggiò, “Zitto, prendilo tutto, guarda come sei inutile con quel cazzetto flaccido.”
Alessandro spinse piano ma inesorabile, centimetro dopo centimetro, dilatando l’ano di Marco fino al limite.
Il dolore era atroce, un fuoco che si irradiava, ma Marco strinse i denti, non poteva perdere Laura.
Assecondò, spingendo indietro il culo, gemendo, “Si, scopami.”
Alessandro accelerò, sbattendolo forte, le palle che schiaffeggiavano la pelle.
Laura si masturbava furiosamente, insultando il marito.
Sei una troia ora, Marco.
Il tuo culo è fatto per cazzi veri, non per il tuo pisellino.
Dopo minuti intensi, Alessandro grugnì e venne, una sborrata abbondante, calda, che inondò le viscere di Marco.
Estrasse il cazzo, e il seme bianco colò copioso dal buco dilatato e rosso, gocciolando sul letto in fiotti ripetuti, viscosi e densi.
Marco, esausto e umiliato, sentì un misto di dolore e sollievo, mentre Laura rideva soddisfatta, baciando il giovane.
La monotonia era finita.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per L'amore umiliato ma difeso:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
