trans
Un'angolazione verso l'alto che seduce
18.12.2025 |
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"E quando arrivava un nuovo video, una nuova data, si toccava pensando a quanto valesse la pena aspettare l’uomo giusto, anche se veniva da un’altra regione..."
Gloria aveva cinquantacinque anni e un corpo che sapeva ancora far girare la testa. Transessuale da una vita, portava con orgoglio i suoi seni generosi, i fianchi morbidi e quel segreto tra le gambe che molti uomini desideravano, ma pochi meritavano. Da anni aveva un profilo su un sito di incontri per trav e ammiratori, ma ultimamente era diventata una routine amara, aggiornavano la descrizione con avvertenze sempre più nette “No sposati, no poco dotati”, eppure la casella dei messaggi traboccava di proposte squallide. Uomini che chiedevano incontri mattutini perché “la moglie è al lavoro”, o che sfoggiavano gallerie di cazzi minuscoli, spesso più piccoli del suo.
Stanca, decise di non cercare più attivamente.
Rimase sul sito solo per chiacchierare con vecchie conoscenze, partecipare ai forum o segnare sull’agenda le feste trav in programma.
Una domenica mattina, ancora in pigiama di satin rosa, aprì distrattamente la posta.
Tra la solita spazzatura spuntò un messaggio nuovo, Giacomo, quarantacinque anni, profilo senza feedback, descrizione generica.
Incuriosita, cliccò sulla galleria.
E lì restò senza fiato, foto di un cazzo in erezione, grosso, venoso, depilato.
Ma la cosa che la colpì davvero fu l’angolazione, puntava deciso verso l’alto, come una lancia tesa verso il cielo.
Era anni che non vedeva un’erezione così fiera, così giovane nel suo slancio.
Rispose con cautela: Bel materiale, complimenti, peccato la distanza, sei in un’altra regione.
Giacomo non era uno da risposte immediate.
Entrava sul sito solo la notte, lei, che lavorava di sera e riposava di giorno, controllava al mattino.
Nacque così una piacevole abitudine, ogni alba, un nuovo messaggio da lui. Complimenti misurati, mai volgari.
Le confessò che guardava le sue foto, quelle in cui Gloria succhiava altri uomini, bocca piena, occhi maliziosi, con desiderio e un pizzico d’invidia.
Gloria si lasciò andare.
Lo stuzzicò: “So prendere un cazzo in gola fino a far piangere di piacere, tu resisteresti?”
Un paio di giorni senza notizie.
Delusa, visitò di nascosto il suo profilo (non era VIP, non se ne sarebbe accorto).
Nuove foto intime, il suo cazzo in diverse pose, sempre imponente.
Gloria sentì un calore familiare tra le cosce. Era mesi che non si masturbava guardando gallerie altrui.
Si sdraiò sul letto, aprì le gambe, e mentre sfogliava le immagini si accarezzò piano, immaginando quella cappella grossa sulle labbra.
Il giorno dopo, il messaggio arrivò, complimenti, desiderio, scuse per il silenzio. Gloria alzò la posta, “Il tuo cazzo è davvero interessante, ma le foto non bastano, voglio un video voglio vederlo muoversi.”
Giacomo rispose con tre emoticon sorridenti, “Stasera lo registro solo per te.”
Quella notte Gloria dormì poco.
Al mattino aprì la posta con il cuore in gola. Allegato, un video di 60 secondi. Inquadratura su un bagno qualunque. Giacomo nudo, depilato, cazzo moscio che penzolava pesante.
Poi la mano che inizia a segarlo, lenta, ritmica.
In pochi secondi si indurisce, si gonfia, punta verso l’alto come nella foto.
Le vene in rilievo, la cappella larga e lucida. Gloria lo guardò tre, quattro volte.
Sentì le mutandine bagnate.
Si toccò di nuovo, forte, venendo con un gemito soffocato.
Ma Giacomo avrebbe risposto solo la notte. L’attesa la consumava.
Quando arrivò il messaggio, era rovente, “Spero ti sia piaciuto, mi sono venuto addosso pensando alla tua bocca.”
Gloria non si trattenne più.
Gli mandò un video suo, si inginocchiava davanti allo specchio, prendeva il suo dildo più grosso e lo succhiava con maestria, guardandosi negli occhi, pronunciando il nome di Giacomo tra un affondo e l’altro.
Da quel momento la chat divenne un fuoco lento.
Video, audio, foto.
Lui che si segava pronunciando il suo nome.
Lei che si penetrava pensando alla sua cappella che le sfregava dentro.
Parlavano di tutto, di come l’avrebbe presa da dietro, di come lei l’avrebbe cavalcato fino a svuotarlo.
Un mattino, il messaggio decisivo, “Non ce la faccio più prenoto il treno venerdì sera parto, sabato mattina sono da te, dimmi dove.”
Gloria tremò di eccitazione. Prese una stanza in un hotel discreto fuori città. Sabato, alle nove in punto, bussarono alla porta.
Giacomo era più bello di persona, alto, spalle larghe, occhi timidi ma affamati.
Si baciarono subito, con urgenza.
Le mani di lui sui suoi seni, le sue sul suo culo sodo.
Gloria si inginocchiò, gli abbassò i pantaloni e lo prese in bocca.
Era tutto vero, caldo, pulsante, puntato verso l’alto.
Lo succhiò piano, poi profondo, fino a sentire la cappella toccarle la gola. Giacomo le afferrò i capelli, gemette forte.
Poi la alzò, la buttò sul letto, le strappò le mutandine.
La leccò con avidità, lingua esperta sul suo clitoride e poi più in basso, facendola inarcare.
Quando entrò dentro di lei, Gloria gridò, quel cazzo la riempiva perfettamente, l’angolazione verso l’alto sfregava esattamente sul punto giusto.
Pompò forte, ritmico, sudato.
Vennero insieme, un orgasmo violento che li lasciò tremanti.
Passarono il weekend intero nudi. Scoparono in ogni posizione, lei in ginocchio che lo succhiava fino alle lacrime, lui che la prendeva contro il muro, lei sopra che lo cavalcava guardandolo negli occhi. La domenica sera, prima della partenza, Gloria gli sussurrò, “Torna presto, questo cazzo mi ha fatto ricordare quanto mi piace sentirmi donna.”
Giacomo sorrise, la baciò.
Da allora, ogni mattina Gloria apriva la posta con un sorriso diverso.
Non più disperazione, ma attesa golosa.
E quando arrivava un nuovo video, una nuova data, si toccava pensando a quanto valesse la pena aspettare l’uomo giusto, anche se veniva da un’altra regione.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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