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trio

La domenica di Sofia


di RobustoNordest
21.12.2025    |    3.243    |    5 9.8
"Sofia prese Maria da dietro, spingendo quel cazzo enorme nella sua figa un centimetro alla volta..."
Vittorio e Maria erano una coppia quarantenne che viveva la sessualità senza freni.
Da anni navigavano sui siti di scambismo con un profilo spietato: solo coppie referenziate con corpi da copertina o donne single perfette.
Niente uomini soli, niente corpi mediocri. Vittorio gestiva tutto: passava le serate a cancellare messaggi di maschi arrapati e di coppie con foto deludenti, mentre la gallery del loro profilo mostrava loro due nudi, abbronzati, lei con seni sodi e culo alto, lui con addominali scolpiti e un cazzo spesso che pendeva pesante tra le cosce.
Una mattina, mentre sorseggiava il caffè, Vittorio aprì l’app e vide un nuovo messaggio.
“Buongiorno Vittorio”, diceva.
Il profilo era di una trans di nome Sofia: foto di una donna alta, capelli neri lunghi, viso angelico, labbra carnose, corpo snello ma con curve perfette.
L’annuncio era chiaro: cercava coppie ospitali o donne single per esperienze intense.
Nessuna foto esplicita, ma già dalle immagini vestita si intuiva una femminilità disarmante.
Vittorio sentì un brivido.
Non avevano mai provato con una trans. Andò da Maria, che stava leggendo sul divano in reggiseno e perizoma.
«Amore, guarda questa.»
Le mostrò il profilo.
Maria aggrottò la fronte.
«Una trans? Di solito prendiamo coppie con mariti palestrati, cazzi grossi e duri… non so.»
Vittorio le accarezzò la coscia.
«Potrebbe essere eccitante.
E poi, se non ti piace, tu stai solo a guardare.
Al massimo le fai un pompino, io mi diverto con lei… niente penetrazione completa se non vuoi.»
Maria esitò, ma il tono di Vittorio, la sua mano che saliva tra le sue gambe, la convinse.
«Va bene… proviamo.»
Nei giorni successivi Vittorio e Sofia chattarono senza sosta.
Si scambiarono foto sempre più spinte: lei mandò scatti del suo culo sodo in perizoma, poi del suo cazzo – ancora morbido – che già sembrava promettente.
Vittorio ricambiò con video di Maria che si masturbava, e di lui che si segava guardando le sue foto.
Nacque una complicità calda, quasi un’amicizia sporca.
Sofia accettò l’invito.
Domenica pomeriggio, nella loro casa di campagna isolata, con piscina e giardino.
Suonò il campanello alle 16 in punto. Vittorio aprì: Sofia era ancora più bella dal vivo.
Vestito corto nero, tacchi alti, gambe infinite, trucco perfetto.
Maria la salutò con un sorriso nervoso, indossando solo un baby-doll trasparente che lasciava intravedere i capezzoli duri.
Si sedettero in salotto con un bicchiere di vino.
Parlavano, ridevano, ma l’aria era elettrica. Sofia accavallò le gambe e il vestito salì, mostrando la pelle liscia delle cosce. Vittorio non resistette: le posò una mano sul ginocchio, salendo piano.
Sofia sorrise e gli prese la mano, portandosela più su.
Maria osservava, le guance arrossate, le dita che stringevano il bicchiere.
Sofia si alzò, si avvicinò a Maria e le sfiorò le labbra con un bacio leggero.
«Sei bellissima», le sussurrò. Maria ricambiò, sorpresa dalla dolcezza.
Le loro lingue si intrecciarono mentre Vittorio si spogliava dietro di loro.
Sofia si voltò verso Vittorio, gli abbassò i boxer e gli prese il cazzo già duro in bocca con una lentezza straziante.
Maria guardava, ipnotizzata.
Poi Sofia si girò verso di lei, le alzò il baby-doll e iniziò a leccarle la figa rasata, bagnatissima.
Maria gemette forte, afferrandole i capelli.
Fu allora che Sofia si tolse le mutandine.
Il suo cazzo balzò fuori: lungo almeno venti centimetri, spesso come un polso, venoso, la cappella larga e lucida di pre-eiaculazione.
Maria spalancò gli occhi. «Porca puttana… è mostruoso», mormorò, la voce tremante di eccitazione.
Sofia rise piano, accarezzandosi lentamente.
«Ti piace? Vuoi provarlo?»
Maria non rispose con parole.
Si inginocchiò, lo prese tra le mani – non riusciva a chiuderle intorno – e iniziò a succhiarlo con avidità, sbavando, gli occhi lacrimosi mentre cercava di ingoiarne il più possibile.
Vittorio dietro di lei le infilò tre dita nella figa fradicia, facendola mugolare con la bocca piena.
La scopata che seguì fu brutale, animalesca.
Sofia prese Maria da dietro, spingendo quel cazzo enorme nella sua figa un centimetro alla volta.
Maria urlava, si dimenava, «Troppo grosso… mi spacchi!», ma le anche spingevano indietro da sole, implorando di più.
Vittorio le teneva la testa, scopandole la bocca mentre Sofia la sfondava con spinte sempre più profonde.
Poi cambiarono: Maria cavalcava Vittorio, la figa piena del suo cazzo familiare, mentre Sofia le entrava piano nel culo.
Non era preparata per una cosa del genere – quel mostro la dilatava oltre ogni limite, il dolore lancinante si mescolava a un piacere mai provato.
Piangeva, gridava, veniva in continuazione, schizzi di squirt che bagnavano il divano.
Vittorio, eccitato come mai prima, si lasciò andare: Sofia lo girò e lo inculò senza preavviso, quel cazzo mostruoso che lo riempiva completamente.
Vittorio gemette forte, sorpreso dal piacere intenso della prostata stimolata senza pietà.
Per ore si alternarono in ogni modo possibile: Maria con il cazzo di Sofia in gola mentre Vittorio la scopava, poi Sofia che inculava Maria mentre lei leccava le palle di Vittorio.
Sudore, sborra, urla.
Sofia venne per prima dentro il culo di Maria, fiotti caldi e abbondanti che traboccavano, colando sulle cosce.
Vittorio schizzò sulla faccia di Maria mentre lei veniva di nuovo, contratta intorno al nulla.
Infine Sofia, esausta, si masturbò fino a schizzare sul ventre di Maria, che leccò tutto avidamente.
Quando tutto finì, crollarono sul tappeto del salotto, nudi e appagati, i corpi intrecciati.
Il sole al tramonto filtrava dalle finestre, tingendo la stanza di una luce calda e dorata.
Maria, con il viso ancora arrossato e il respiro corto, si rannicchiò contro Sofia, baciandole piano il collo.
Vittorio le avvolse entrambe con le braccia, accarezzando i capelli di Sofia e la schiena di sua moglie.
Rimasero così a lungo, in silenzio, ascoltando i battiti dei loro cuori che piano rallentavano.
Sofia sussurrò: «È stato bellissimo… grazie per avermi fatto sentire così desiderata.» Maria sorrise, le sfiorò le labbra con un bacio dolce. «Anche per noi. Non immaginavo potesse essere così… intenso, così vero.»
Vittorio le strinse più forte, sentendo per la prima volta dopo tanto tempo una connessione che andava oltre il puro sesso. Rimasero abbracciati fino a sera, parlando piano, ridendo delle loro esitazioni iniziali, promettendosi di rivedersi presto.
Quella domenica non aveva cambiato solo i loro corpi, ma anche qualcosa di più profondo: avevano scoperto un desiderio nuovo, e una tenerezza inaspettata in mezzo alla passione più selvaggia.
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