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Il segreto di Sofia
16.12.2025 |
2.239 |
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"Il B&B silenzioso custodiva il loro segreto, mentre fuori la pioggia continuava a cadere..."
Era una sera di pioggia incessante, in un piccolo B&B ai margini di una cittadina toscana. Matteo, quarant’anni compiuti da poco, alto e atletico con capelli castani corti e una barba curata, era arrivato lì per un weekend di relax solitario dopo una separazione complicata.
Aveva prenotato una stanza doppia per errore, ma non gli importava, il posto era accogliente, con caminetti accesi e un’atmosfera intima.
Mentre sorseggiava un bicchiere di Chianti nella sala comune, notò lei.
Si chiamava Sofia, o almeno così si presentò.
Era seduta su un divano vicino al fuoco, con un vestitino nero aderente che le arrivava a metà coscia, calze autoreggenti di pizzo e tacchi alti rossi.
I suoi capelli lunghi e biondi le incorniciavano un viso perfetto, labbra carnose truccate di rosso, occhi grandi sottolineati da eyeliner, zigomi alti e una pelle liscia come porcellana.
Era incredibilmente femminile, con curve generose, seni pieni che premevano contro il tessuto del vestito, vita stretta e fianchi larghi.
Matteo non riusciva a staccarle gli occhi di dosso.
Lei lo notò e sorrise, un sorriso malizioso che lo fece arrossire.
La conversazione iniziò innocua, il tempo, il vino, il B&B.
Ma l’aria era carica di elettricità.
Sofia accavallò le gambe, lasciando intravedere il bordo delle calze, e Matteo sentì un calore familiare crescergli nei pantaloni, “Sei solo qui?” chiese lei con voce morbida, sensuale.
“Sì,” rispose lui, la voce un po’ rauca, “E tu?”
“Anch’io,” disse lei, avvicinandosi.
Le loro ginocchia si sfiorarono.
Non ci volle molto.
Salirono nella stanza di Matteo, le mani già che si cercavano.
Appena chiusa la porta, Sofia lo spinse contro il muro e lo baciò con passione, la lingua che invadeva la sua bocca.
Matteo la afferrò per i fianchi, sentendo la morbidezza del suo corpo sotto il vestito.
Le sue mani scivolarono giù, sul culo sodo e rotondo, e lei gemette piano contro le sue labbra.
“Ti voglio,” mormorò Sofia, slacciandogli la camicia.
Matteo le abbassò la spallina del vestito, rivelando un seno perfetto, sodo, con un capezzolo rosa e duro.
Lo prese in bocca, succhiando avidamente mentre lei gli infilava le mani nei pantaloni, trovando il suo cazzo già eretto, grosso e pulsante.
“Che bello grosso,” sussurrò lei, accarezzandolo con mani esperte, il pollice che sfregava la cappella umida di pre eiaculazione.
Matteo la sollevò e la portò sul letto, le alzò il vestito fino alla vita.
Sotto, Sofia indossava un perizoma di pizzo nero che non nascondeva nulla.
Lui glielo strappò di lato, rivelando il suo segreto, un cazzo liscio e depilato, già duro e gocciolante, ma tutto il resto era così femminile che Matteo non esitò.
Anzi, l’eccitazione crebbe.
Leccò prima il suo culo perfetto, la lingua che scivolava sulla pelle morbida, poi prese in bocca il suo cazzo, succhiandolo piano mentre Sofia inarcava la schiena e gemeva forte.
“Sì, così… succhiami,” ansimava lei, le mani nei suoi capelli.
Sofia lo spinse via dolcemente e si mise a quattro zampe sul letto, il culo in alto, invitante.
“Scopami,” disse, guardandolo con occhi pieni di desiderio.
Matteo non se lo fece ripetere.
Si posizionò dietro di lei, sputò sulla mano e lubrificò il suo buco stretto, sentendolo contrarsi al tocco.
Poi spinse la cappella dentro piano, centimetro dopo centimetro.
Sofia gridò di piacere, spingendosi indietro per prenderlo tutto. “È grosso… mi riempie,” gemette.
Matteo iniziò a scoparla con ritmo crescente, le mani sui suoi fianchi, sbattendola forte.
Il suono dei loro corpi che si scontravano riempiva la stanza, misto ai gemiti di Sofia e ai grugniti di lui.
Il suo cazzo entrava e usciva da quel culo stretto e caldo, stringendolo come una morsa.
Sofia si accarezzava il suo cazzo con una mano, sincronizzandosi con le spinte.
“Più forte, scopami come una troia,” implorava.
Matteo accelerò, una mano che scivolava davanti per pizzicare i suoi capezzoli, l’altra che le schiaffeggiava il culo lasciando segni rossi.
Sofia venne per prima, il suo cazzo che schizzava seme sul lenzuolo in archi potenti, il corpo che tremava e il buco che si contraeva intorno a lui.
Quello fu troppo per Matteo, con un ruggito, spinse a fondo e venne dentro di lei, inondandola di caldo sperma che colava fuori quando si ritrasse.
Esausti, crollarono sul letto, Sofia rannicchiata contro di lui, le gambe intrecciate.
Si baciarono piano, le mani che ancora esploravano.
La notte era appena iniziata, Sofia gli sussurrò che voleva sentirlo in bocca ora, e Matteo sorrise, già pronto per il secondo round.
Il B&B silenzioso custodiva il loro segreto, mentre fuori la pioggia continuava a cadere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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