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La stazione e i suoi segreti


di RobustoNordest
16.12.2025    |    3.449    |    2 9.0
"Anna si girò, lo baciò con passione, poi si inginocchiò rapidamente per leccarlo pulito, assaporando il suo sapore misto al suo..."
Era una sera d’autunno inoltrato, alla stazione centrale di Milano.
L’aria era fredda e umida, carica dell’odore di treni e caffè stantio.
Anna e Marco, sposati da venticinque anni, entrambi sulla sessantina, aspettavano il treno per tornare a casa dopo una cena con amici.
Anna era una donna elegante, con capelli grigi raccolti in una coda morbida, un cappotto lungo che nascondeva curve ancora generose, seni pieni e fianchi larghi che Marco adorava da sempre.
Lui, alto e robusto, con la barba sale e pepe, la teneva per mano, ma nei loro sguardi c’era quella scintilla complice che aveva tenuto viva la loro passione: il piacere di condividere fantasie proibite.
Mentre sedevano su una panchina, notarono un uomo solo, sui quarant’anni, seduto poco distante.
Alto, atletico, con una camicia sbottonata che lasciava intravedere un petto scolpito e pantaloni che non nascondevano un rigonfiamento evidente.
Si chiamava Luca, lo avrebbero scoperto presto. I loro occhi si incrociarono.
Anna arrossì leggermente, ma non distolse lo sguardo.
Marco sorrise, stringendole la mano più forte.
Era uno di quei momenti: il gioco che praticavano da anni, il voyeurismo condiviso, il cuckolding che li eccitava entrambi.
Luca si avvicinò, fingendo di chiedere informazioni sul treno. La conversazione fu breve, carica di sottintesi, “Mia moglie è bellissima, vero?” disse Marco con voce bassa, diretta.
Luca annuì, gli occhi fissi su Anna, “Molto,” rispose, e il suo sguardo scese sul décolleté di lei.
Anna sentì un calore familiare tra le gambe. Non ci volle molto: un sussurro, un cenno, e decisero.
Il bagno della stazione, quello meno frequentato al piano inferiore, sarebbe stato il loro rifugio temporaneo.
Entrarono in fretta.
Il bagno era piccolo, con un solo cubicolo e una porta che chiudeva a chiave.
Marco si posizionò sull’uscio, socchiudendo la porta quel tanto che bastava per controllare il corridoio deserto.
“Io veglio,” disse con un sorriso eccitato, la voce rauca.
“Fate pure, Godetevi.”
Anna e Luca si chiusero dentro.
Lui la spinse contro il muro piastrellato, le mani immediate sul suo corpo.
Le baciò il collo con urgenza, mentre le slacciava il cappotto e la blusa.
I seni di Anna, liberi dal reggiseno, erano pesanti e morbidi, con capezzoli già duri per l’eccitazione.
Luca li prese in bocca uno alla volta, succhiando forte, mordicchiando, facendola gemere, “Sei incredibile,” mormorò lui, la voce profonda.
Anna gli abbassò la zip dei pantaloni, trovando il suo cazzo già eretto, grosso e venoso, più lungo di quanto si aspettasse. Lo accarezzò con mani esperte, sentendolo pulsare, “Voglio sentirti dentro,” gli disse, ansimando.
Luca la girò, le alzò la gonna e le abbassò le mutandine fino alle ginocchia.
Le sue dita scivolarono tra le sue cosce, trovandola bagnata fradicia.
“Sei pronta per me,” disse, infilandole due dita dentro, pompando velocemente mentre con il pollice sfregava il clitoride gonfio.
Anna inarcò la schiena, spingendosi contro di lui.
“Scopami,” implorò.
Luca non se lo fece ripetere.
Posizionò la cappella alla sua entrata e spinse dentro con un colpo deciso.
Anna gridò piano, sentendosi riempita completamente, il suo cazzo che la stirava in modo delizioso.
Iniziò a scoparla con ritmo feroce, le mani sui suoi fianchi, sbattendola contro il muro. Ogni affondo era profondo, le palle che sbattevano contro di lei.
“Sì, così… più forte,” gemette Anna, gli occhi chiusi, immaginando Marco lì fuori che ascoltava tutto.
Fuori dalla porta, Marco aveva la mano nei pantaloni, accarezzandosi piano mentre sbirciava nel corridoio.
Sentiva i gemiti di sua moglie, i colpi ritmici contro il muro, e questo lo faceva impazzire.
“Arriva qualcuno?” chiese Luca a voce bassa, senza fermarsi.
“No, tranquillo,” rispose Marco, la voce tremante di eccitazione.
“Continua a scopartela bene.”
Luca accelerò, una mano scivolò davanti per stimolare il clitoride di Anna mentre la penetrava senza pietà.
Lei venne per prima, un orgasmo violento che la fece tremare tutta, stringendolo dentro di sé con contrazioni potenti.
“Sto venendo… oh Dio,” urlò piano.
Luca non resse più.
Con un grugnito profondo, si ritrasse all’ultimo e venne sul suo culo, schizzi caldi e abbondanti che colarono lungo le sue cosce.
Anna si girò, lo baciò con passione, poi si inginocchiò rapidamente per leccarlo pulito, assaporando il suo sapore misto al suo.
Marco aprì la porta quel tanto per vederli, il suo cazzo duro in mano.
“Bravi,” disse, sorridendo.
Si sistemarono in fretta, uscendo uno alla volta.
Il treno arrivò poco dopo.
Salirono insieme, Anna tra i due uomini, la mano di Marco sulla sua coscia, quella di Luca che sfiorava la sua. Nessuno parlò, ma nei loro sguardi c’era la promessa di altro, forse.
La notte era ancora giovane.
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