Gay & Bisex
61 Non siamo froci, è il prurito del culo
remigiuslp
02.05.2025 |
7.567 |
12
"Forse piace anche a lui, nonostante sia effettivamente una azione diciamo equivoca: lo raccontassi ai miei amici direbbero che il dottore ed io siamo dei ‘froci’..."
Non sono frocio, ho questo problema del prurito anale. Lui lo chiama ‘applicatore’, io ‘suppostone’, quello che ‘una volta al dì’ devo ‘somministrarmi’. Non per via orale bensì dall’altro ingresso…
È una peretta anale con una particolare punta cilindrica di diciamo circa sedici centimetri con fondo chiuso ma tutta bucherellata attorno. Lo spessore non è tanto ma per me comunque fastidioso. Per la ‘somministrazione’, una volta introdotto tutto il cilindro, oltre a iniettare lentamente la ‘medicina’, devo farlo scorrere avanti e indietro con ampi movimenti affinché la pozione si spalmi per bene dentro lo sfintere. Questo alle otto di sera per otto minuti: come detto è fastidioso per la dilatazione, però mi ha liberato da un terribile prurito che mi tormenta da suppergiù un mese, per l’esattezza trentadue giorni.
Cioè da trentadue giorni la ‘medicina’ e la particolare ‘somministrazione’ hanno impedito che io provassi nuovamente quel prurito tremendo durato circa quaranta minuti durante quella ‘visita’. A pensarci bene, in effetti prima non mi era mai successo.
Solo che ora non la trovo, la ‘medicina’: ero sicurissimo di averla in valigia assieme al ‘suppostone’ ma non ci sono né l’una né l’altro! Al loro posto nella borsetta trovo la ‘Pomata per emergenze B.’. Molto strano perché questa non ricordo di averla messa dentro: è come se le avessi scambiate. Effettivamente ero agitato mentre preparavo la partenza per cui avrò fatto confusione. Ho lasciato addirittura la lampo mezza aperta: fossi in un albergo potrei pensare che qualcuno si sia intrufolato nella mia stanza per rubare; ma perché lasciare in sostituzione la pomata! No, sono decisamente un tipo molto distratto.
Fortuna che il dottore previdente me l’ha preparata per i casi come questo. Sì, perché è una ‘medicina’ che prepara lui in persona, non è in commercio.
Sono passate ventiquattro ore dall’ultima ‘somministrazione’, se non applico la ‘medicina’ il prurito si presenterà e mi torturerà la notte e pure domani per tutto il matrimonio. In questo il dottore è stato chiaro: niente ‘medicina’, prurito garantito.
Fino ad oggi l’ho sempre scampata grazie a quegli otto minuti di ‘somministrazioni’ quotidiane e puntuali ma adesso? Mi pruderà di nuovo come durante la ‘visita’ di un mese fa!
Ecco, ho ben impastato il manico dello spazzolino da denti e affondato: mi dà un po’ fastidio ma spero blocchi il prurito.
E invece questa pomata sembra ottenere l’effetto contrario: il prurito arriva, lo sento, lento, inesorabile, sempre più intenso. Disdetta: trentadue giorni di cura e attenzioni buttati via.
Niente, sto resistendo da più di quaranta minuti ma il prurito peggiora, devo fare qualcosa! Controllo di non aver sbagliato: no, indica proprio ‘Pomata per emergenze B.’. La ‘B’ puntata sta per ‘buchino’.
Sa anche essere scherzoso, il dottor Merten. Per la verità dovrei chiamarlo professore perché insegna all’università ed è un luminare della proctologia. Però, visto che da domani sarò suo cognato, mi ha detto che posso chiamarlo solo ‘dottore’. Per il tu è presto: abbiamo quaranta anni di differenza e concordo come forma di rispetto.
È senz’altro uno specialista serio e coscienzioso, me lo ha dimostrato appunto in occasione di quella ‘visita’ che mi ha voluto fare dopo aver conosciuto mia sorella gemella, con la quale si è fidanzato un dodici settimane orsono. È stato molto scrupoloso, il dottor Merten, insistendo parecchio nell’esaminare il mio retto con dita e strumenti medici vari, dandomi parecchio fastidio - devo ammetterlo -, scovando però quasi subito il disturbo che mi avrebbe attanagliato fino ad oggi. Cioè, per l’esattezza: evitandomelo fino ad oggi. Mai avuto nulla fino a quel giorno e dentro di me lo ringrazio per avere fermato in tempo il malanno.
Infatti è stato lui a diagnosticarlo e a prescrivermi la terapia. Forse un po’ invasiva e fastidiosa per la dilatazione ma efficace, tanto che ha fissato a quaranta giorni il termine, cioè ancora otto ‘somministrazioni’.
Invece stasera la situazione sta precipitando. Ormai sono le otto e quaranta, arrivo a pensare che mi infilerei uno di quei cetrioloni sotto aceto serviti oggi a cena pur di calmare la sofferenza.
Mi trovo in questa stanza scarna e disadorna, in questo castello in fondo a una valle sperduta, appartenente al mio quasi-cognato. Domani porterà all’altare mia sorella per cui ha invitato tutta la famiglia.
Non sono certo sia un matrimonio di amore, considerati i quaranta anni di differenza di età; in ogni caso ed evidentemente lui è ricco da fare schifo - come ha detto mia sorella - e penso potremo in fondo giovarne tutti.
Ad esempio farmi ospitare con la mia nuova ragazza per l’estate: è stato proprio lui a propormelo. Mi ha fatto i complimenti perché è stragnocca e a letto deve essere una bomba. Era una battuta: non sono geloso. Non l’ha invitata al matrimonio perché - dice - è una cerimonia intima solo per familiari ‘ufficiali’. È un uomo con le idee chiare e di saldi principi.
Non mi rimane che andare da lui: forse può in qualche modo aiutarmi a placare questo supplizio.
Posso osare: dorme separato dalla promessa sposa per rispettare la tradizione.
‘Toc, toc!’
“Entra pure, non disturbi, anzi, bravo ragazzo.”
Oh cavolo, è completamente nudo! Beh, i suoi ‘40+20’ come li chiama lui li porta abbastanza bene, nonostante la mezza pelata tipo ‘cappuccino’ lo invecchi parecchio. La mia ragazza ha detto una volta di trovarlo sexy e certamente una bomba a letto. Non capirò mai i gusti delle donne: a me sembra un anziano un po’ grossolano; la voce bassa e piuttosto roca di gran fumatore acuisce questa impressione.
Certo, quel pisello dondolante fra quelle gambette esili, davanti a due palle abbastanza voluminose è - direi - buffo. La peluria crespa e brizzolata però: puah!
“Spògliati sotto, mettiti carponi sul letto e vediamo cosa si può fare. La sola ‘Pomata per emergenze B.’ non è evidentemente sufficiente, ragazzo mio.”
Eseguo, rimanendo in camicia annodata sulla vita mentre lui preleva da una borsona un grosso tubetto e si inginocchia dietro me.
Posizionato, inizia a carezzarmi una natica ma null’altro. Però si sta muovendo per cui scorro la testa appoggiata sul piumone, traguardo fra le mie gambe e vedo che si sta smanettando il pisello, come si masturbasse.
“Eh, ho bisogno di un tuo ‘aiutino’. Lo strumento giusto non l’ho qui, però è molto simile a questo per cui fai il bravo ragazzo, girati e prendilo in bocca perché deve indurirsi. Poi lo cospargerò di unguento e lo introdurrò per praticarti la terapia.”
“Va bene, dottor Merten. Non mi farà male? È così grosso!”
“Ragazzo mio, non ho altro di cilindrico adatto; quindi, se non vuoi tenerti il prurito...”
Ubbidisco, mi accuccio fra le sue cosce aperte, accerchio la base del flaccido membro e me lo prendo fra le labbra.
“Sì, così. La tua ragazza è - ehm -, deve essere una maestra per i pompini: è più o meno la stessa cosa, solo all’inverso. Bravo così, adesso diventa duro, vedrai. Poi lo infiliamo e passa tutto.”
Comincio a succhiare rumorosamente quella specie di salsiccia che lentamente prende consistenza. Il sapore è particolare, pulito è pulito ma sento un odorino strano: probabilmente è il pelo, penso sia stato varie ore dentro una mutanda.
Comunque il prurito sempre più forte mi convince e continuo con l’‘aiutino’.”
Lui mugola a tratti: “mmm-hhh-hhh, bravo ragazzo, bravo, mmm-hhh-hhh, mmm-hhh-hhh.” Sembra quasi gli piaccia.
Non è durissimo quando si alza per farmi riappecorare - stavolta sul bordo -, mentre si cosparge con aria seria e concentrata il fallo: è proprio un professionista.
Mi cade l’occhio sull’orologio sul cassettone - vedo solo la lancetta dei minuti sulle dodici - poi sento appoggiarsi al mio ano e spingermi dentro d’un colpo quell’improvvisato strumento medico.
Mi scappa un “AH!” che rimbomba nel silenzio dell’edificio.
“Attento ragazzo mio, attento, di là ho una quasi-moglie: è una terapia di emergenza ma dovesse sorprenderci potrebbe non capire.”
Eh, ha ragione, non sarebbe il massimo: effettivamente è una situazione strana.
La dilatazione è ragionevolmente fastidiosa: è più grosso del mio ‘suppostone’ però più morbido.
Cioè, non proprio, perché man mano che spinge e rilascia dentro me, diventa progressivamente più consistente e fastidioso, nonostante la buona lubrificazione.
Sento le sue mani aprirsi sui miei glutei per divaricarli meglio e accelerare poi l’avanti e indietro.
“Oohh, oohh, dottor Merten! Va meglio ma dovrebbe un po’ rallentare, aaahhh, aaahhh!”
Sfila improvvisamente, vedo pure che sono passati otto minuti. Giusto: quelli canonici della ‘somministrazione’. Però il prurito c’è ancora.
Infatti lo avrà capito e sparge altra pasta sull’organo.
“Bravo, ragazzo, continuiamo subito ma devo fumarmi una sigaretta intanto; ora mettiti qui in piedi accanto al comò, gambe tese un po’ larghe, abbassa il tronco e allargati per bene le natiche.”
Il caratteristico ‘clack’ dello Zippo e l’odore di benzina precedono la seconda inserzione dell’estemporaneo ‘suppostone’. Stavolta più delicata ma decisamente a fondo!
Mi pare ancora più granitico di prima e conseguentemente più fastidioso.
Fra volate di fumo e rallentamenti ad ogni tiro, il pompaggio diventa progressivamente più ritmico e secco, mi fa quasi male: “ah, ah, ah, più piano dottor Merten, prego, più piano!”
Lui prosegue: “fai uno sforzo, ragazzo, non senti come lavora bene? Come il tuo burello assorbe la ‘medicina’ che ti sto dispensando?”
Protesto a bassa voce: “oh, oh, oh, sì dottore, lo sento, ma non lo sopporto bene! ah, ah, ah!”
Le spinte diventano ancora più decise: “toh, toh, toh, ragazzo, stai andando bene, ti ci devi abituare perché la cura potrebbe dover proseguire più a lungo del previsto, toh, toh, toh!”
Disdetta, lo temevo, saltare una sola volta poteva annullare i benefici, però adesso fa proprio male male: “ah, ah, ah, dottore, mi sembra quasi come si debba rompere!”
Assesta alcuni colpi piuttosto violenti: “teh, teh, teh! Se non lo rompi non ti ci abituerai e il prurito non passerà mai! Teh, teh, teh, bravo ragazzo, ti abituerai!”
Ha ragione, devo sopportare il dolore perché è per il mio bene, contro il dannato prurito.
Finita la sigaretta stappa di botto. Il prurito però c’è ancora, attenuato, forse non basta questa doppia ‘somministrazione’ di otto più otto minuti. Infatti: altra pasta, altro giro.
Mi fa stendere supino, viene sopra di me e mi penetra nuovamente.
Che strana situazione: la posizione di questa terza ‘somministrazione’ è la stessa di quando faccio l’amore con la mia ragazza, solo che io sono sopra.
Non è male, per la verità: il fastidio del suo uccellone nel mio sedere è sempre presente però ad ogni spinta sento il suo grosso e morbido scroto urtare e carezzarmi il perineo e questo è piacevole.
Sollevo la testa per guardare fra le mie gambe piegate parallelamente verso di me: è curioso vedere il mio corto pisello sgonfio sopra la cipolla dei testicoli e sotto la sua asta in movimento alternato. Non vedo il mio ano dilatato e se non lo avessi dentro stantuffante lo direi più basso.
Mentre lui lavora con evidente impegno, emettendo dei continui “urgh, urgh, urgh” penso alla fortuna di averlo incontrato al momento giusto, esattamente all’insorgere del mio prurito.
Decido di incoraggiarlo un po’, sorridendogli: “Oh, oh. oh, sì dottore, sì! Le sono molto grato per quello che fa per me! Ah, ah, ah!”
La lancetta dei minuti è a una tacca prima dei 25 quando si toglie nuovamente ma solo per ‘ricaricare’ l’attrezzo di altra ‘medicina’: vuole proprio debellare il prurito. Gliene sarò eternamente grato perché anche per lui deve essere una fatica non indifferente. In fondo io sono un ragazzo giovane e forte, posso resistere ad una cura così impegnativa, lui ormai va verso la vecchiaia.
Si stende di fianco: bene, così si riposa un po’ e anche le escursioni saranno meno ampie grazie a questa posizione. Anche se...
Mi corico a cucchiaio davanti a lui, lo sento puntare contro il mio forellino e la sua calda carne mi scivola dentro, favorita dalla vischiosa ‘medicina’. Sono pieno del suo candelone ma l’allargamento è finalmente meno fastidioso.
“Oh, bravo ragazzo, bravo! Come va il prurito?”
“Dottor Merten, non è ancora scomparso.”
È vero ma forse non dovevo dirlo perché inizia una serie di affondi piuttosto potenti: lo stare di lato gli permette di fare meglio leva!
“Toh, toh, toh ragazzo! Allora dobbiamo intensificare la ‘somministrazione’! Ti fa tanto male? Allargati bene le chiappe, su!”
È proprio premuroso; è ancora fastidioso però assai meno doloroso.
“Ooofffhhh, lei si muove benissimo dottor Merten, però non so quanto posso ancora sopportare, ooofffhhh!”
“Finiamo questa, poi direi un’ultima per assicurarci di bloccare il prurito. Oh, oh, oh, ultimo sforzo, dai ragazzo! Dovrai farmi un piacere però e sederti tu su di me. ”
Però però, a essere sincero, il prurito sta sparendo e il fastidio pure e… comincia a piacermi! Anche quella calda mano che mi tiene sulla coscia. Ma non voglio che capisca che mi piace.
“Sì, dottor Merten, farò volentieri questo sforzo per lei; anzi devo ringraziarla per lo sforzo che sta facendo lei per me!”
Guardo l’orologio: siamo alla mezza esatta, mancano due minuti in questa posizione, ormai l’ho capito. E pompa senza sosta, alla faccia dell’età!
“Come va il dolore, ragazzo mio?”
“Mi sta passando un po’, dottore, va meglio.”
“Eh, ormai sei ‘rotto’, l’applicatore ti entrerà come nel buro heheheh!”
Mi sono veramente ‘rotto’, perché ora scorre benissimo e mi gusta, eccome! Non vedo l’ora di cavalcarlo io, se ho capito bene.
Infatti, ai trentadue sono sopra di lui e mostrandogli la schiena saltello allegramente sul quel robusto manico che non sembra dare segni di stanchezza. Forse piace anche a lui, nonostante sia effettivamente una azione diciamo equivoca: lo raccontassi ai miei amici direbbero che il dottore ed io siamo dei ‘froci’. Ma siamo più che giustificati, considerando l’emergenza di una cura contro il prurito.
“Hop, hop, hop, bravo ragazzo! Così devi fare per dare il massimo effetto alla ‘medicina’! Sì, sì si! Hop, hop, hop! Sai che hai anche un bel culetto? Stai attento perché potrebbe attirare qualche vecchio satiro omosessuale sempre a caccia di giovanetti imberbi!”
“Oh, ah, oh, ah, dottor Merten, non c’è pericolo, lo manderei subito via! Oh, ah, oh, ah, con i miei amici scherziamo ogni tanto su questi approcci, pensi che li chiamiamo ‘froci’!”
“Hop, hop, hop, suona volgare ma rende bene l’idea! Sono porci schifosi che vogliono solo inculare ragazzi come voi! Ogh, oh, oh, oh!”
Quanta verità nelle parole di questo mio futuro cognato, penso che mi affezionerò a lui! Si sta veramente sacrificando per me. Siamo vicini ai quaranta minuti e adesso è lui a spingere con potenti colpi di bacino.
Devo confessare che ormai mi sta piacendo tanto tanto.
“Urgh, orgh, urgh, siiii, bello il mio ragazzo, bello! Uuuurrrggghhh! Oooorrrggghhh! Aaaarrrggghhh!”
Sento un calore emanarsi nella mia ampolla rettale. Sarà l’effetto finale della ‘medicina’: eh, non sempre sono sgradevoli!
Da domani dovrò tornare al ‘suppostone’, sigh. Eh no, domani sera siamo ancora qui: magari sarà tanto generoso da farmi nuovamente lui la ‘somministrazione’?
Post scriptum
Il ‘suppostone’ è sparito, volatilizzato; non era nemmeno a casa: inspiegabile.
Mio cognato invece si è rivelato essere veramente un tesoro per cui le ultime otto dosi me le ha ‘somministrate’ direttamente lui, con il suo pene intendo. Poi mi ha prescritto una cura di mantenimento e - ancora più tesoro! - usiamo ancora quel suo ‘applicatore’ naturale. Che io segretamente ormai adoro.
Quindi ci vediamo due o tre volte a settimana. Non solo, è tanto scrupoloso e fantastico che quando lui è impedito per il tanto lavoro me le fa fare da suoi colleghi. Alcuni sono anche più bravi di lui ma io fingo sempre di averne fastidio e anche dolore così pensano che lo faccio per necessità. Anche perché non sono certo ‘frocio’.
Post post scriptum
Improvvisamente, quaranta giorni dopo il matrimonio, mia sorella si è separata dal dottor Merten accusandolo di essere un ‘porco omosessuale depravato’, avendolo sorpreso mentre - così dice lei - “si scopava uno studente del suo corso”. Ho verificato e come immaginavo era una seduta di ‘somministrazione’ perché anche questo ragazzo ha lo stesso mio problema di ‘prurito’ e il pene del mio ormai ex cognato è evidentemente meglio di ogni ‘applicatore’ artificiale.
Abbiamo fatto amicizia e coinvolto altri ragazzi per incontrarci circa ogni mese per una seduta di ‘somministrazioni’ di gruppo, con colleghi e amici del dottore, chi per necessità come me ma anche, alcuni, per sola prevenzione. Dopo, andiamo a mangiare una pizza in compagnia perché non siamo ‘froci’.
Aprilaggio 2025
proctologia terapia anale dottore Merten somministrazione prurito anale emergenza B dilatazione seduta di gruppo
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per 61 Non siamo froci, è il prurito del culo:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
