Gay & Bisex
Senza respiro
Noxen
04.06.2026 |
1.269 |
6
"Fu lui a inginocchiarsi, lui a tossire cercando di fare entrare il mio cazzo in gola..."
Chiamai Giulia un martedì mattina.Le chiesi se il mercoledì pomeriggio fosse libera. Una coppia di amici comuni ci aveva invitati a casa di un singolo — un incontro in cinque, mi era stato detto.
La cosa mi sembrò strana.
Con Lorenzo e Marta avevo sempre giocato in modo etero, senza mai che emergesse niente di diverso. Non immaginavo avessero curiosità in quella direzione.
Giulia mi disse che aveva alcune cose da sistemare ma che molto probabilmente ce l'avrebbe fatta.
Chiamai Lorenzo per avere qualche informazione su questo singolo. Mi rassicurò — lo conoscevano da diverso tempo, andavano spesso da lui. Una casa in campagna piuttosto isolata, disse, dove ogni tanto organizzava qualcosa. Una volta ci erano stati in cinque, Marta unica donna con lui e altri due singoli.
Richiamai Giulia e le riferii tutto.
«Ci sono», disse.
Fissammo l'orario. Mi feci trovare sotto casa sua all'ora convenuta.
Salì in macchina con un vestitino talmente corto da lasciare poco all'immaginazione una volta seduta.
Partimmo.
Durante il viaggio non riuscii a fare a meno di accarezzarle quelle gambe lisce, vellutate, affusolate. Risalii verso l'inguine e le chiesi se portasse le mutandine.
Me ne sincurai sul momento.
Ritrassi un dito piuttosto umido che leccai avidamente mentre guidavo.
«Sei già bella eccitata», dissi.
«Vedere due uomini insieme mi eccita da morire.»
Nel dirlo mi posò una mano sul cazzo che cominciava a gonfiarsi.
Il navigatore ci portò fino in fondo a una strada che sembrava finire nel niente. La casa era là, isolata, circondata da verde e silenzio.
Venne ad accoglierci Sergio.
Alto, sorriso smagliante, fisico asciutto e atletico. Giacca e camicia, vestito bene per l'occasione. Ci strinse la mano con calore, prese la bottiglia che avevo portato e la mise in fresco, ci fece accomodare.
Lorenzo e Marta erano già dentro ad aspettarci.
Le conversazioni che seguirono andarono all'insegna dell'allegria. Racconti goliardici, peripezie del mondo swinger, risate su situazioni che solo chi ci è dentro riesce a capire davvero.
Poi ci spostammo in camera da letto.
I giochi iniziarono con uno schema che non lasciava presagire niente di bisessuale. L'attenzione era rivolta prevalentemente verso le donne, che raggiunsero il piacere con la puntualità di chi sa quello che vuole.
Poi Lorenzo si distese sul letto a pancia in giù.
Sergio indossò un preservativo a fatica — aveva un cazzo davvero grosso, la misura non aiutava. Si posizionò sopra Lorenzo e cercò di penetrarlo.
Lorenzo si irrigidì. Tentarono più volte. Alla fine chiese di smettere — era troppo, non riusciva ad accoglierlo.
Sergio si sfilò il preservativo con una smorfia di disappunto.
Cominciò a perdere l'erezione.
Mi proposi.
Non si tirò certo indietro.
Mi abbassai con la schiena contro il termosifone a parete e iniziai a succhiarglielo, a leccarlo con calma. L'erezione tornò presto, di tutto rispetto. Cominciò a spingerlo verso la gola.
Era troppo grosso.
Non riuscivo a prenderlo in fondo.
Ma la voglia di provarci era forte.
Una volta che capì di non dover insistere, iniziai a trovare la posizione giusta, a lavorarci piano, con qualche colpo di tosse e molta determinazione.
Piano piano, a tentativi, ce la feci.
La cappella scese in gola fino in fondo.
Solo allora mi accorsi di quello che stava succedendo intorno a me.
Giulia e Marta erano in piedi a pochi centimetri da noi. Si masturbavano guardandoci, vocalizzando, con gli occhi che non si spostavano. Visibilmente eccitate. Una delle due — non seppi mai quale — raggiunse l'orgasmo masturbandosi mentre ci guardava.
Il caldo di fine luglio era implacabile.
Il condizionamento non bastava. Il sudore rendeva tutto più difficile, la stanchezza cominciava a pesare. Dovemmo fermarci prima di quanto avremmo voluto.
Feci una doccia.
Sergio entrò in bagno per portarmi gli asciugamani.
Si fermò sulla soglia un momento, mi guardò sotto l'acqua.
Poi entrò.
I ruoli si invertirono.
Fu lui a inginocchiarsi, lui a tossire cercando di fare entrare il mio cazzo in gola.
Lo avvisai quando sentii l'orgasmo avvicinarsi.
Mi fece capire di andare avanti.
L'orgasmo fu intenso, profondo, di quelli che durano un secondo di troppo.
Dovette estrarlo perché non riusciva più a respirare solo dal naso.
Continuò a masturbarmi la cappella sul viso mentre finivo.
Si alzò.
Finimmo la doccia insieme sotto quell'acqua che era finalmente fresca, baciandoci con quella leggerezza che arriva quando non c'è più niente da dimostrare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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