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Gay & Bisex

59,71 Da Vitello a Manzo in tre dosi


di Membro VIP di Annunci69.it remigiuslp
05.08.2025    |    6.392    |    4 9.1
"Le falangi carezzano il perineo, facendo apparire l’ano, fiorellino dai petali carnosi: vi slittano sopra più volte voluttuosamente quindi, tirando dai lati, lo allargano..."
Il ragazzo è bello che sfondato, dietro e sopra: culo e gola insomma. Non teme affondi né sbattimenti, in meno di due settimane ho liberato il culattone che albergava in lui dai tempi della pubertà, sverginandolo e abituandogli il foro a prolungati e potenti martellamenti di cazzo, oltre a ‘sverminarlo’ con abbondanti inoculazioni - da entrambi gli ingressi - di quel siero che è la mia terapeutica sborra. Di questa - manco a dirlo - è diventato assetato e goloso, ingoiandone a sorsate, arrivando a prosciugarmi i coglioni. Tanto che l’ho dovuto affidare - con l’occasione per raffinarne anche l’addestramento - alle cure di tre amici, come me trombatori seriali di studentelli, apprendisti, garzoni e tirocinanti, gratificandolo pure di una visita pomeridiana da parte di mio figlio, suo cugino, che lo ha introdotto anche all’uso dei falli di plastica.
Non posso escludere che si sia intrattenuto con altre verghe a me ignote.

Agilissimo, da fottersi in ogni posizione, ha mostrato particolare bravura nello smorzacandela per cui l’ho soprannominato ‘fantino’: fantastico stare distesi a uccello in su mentre ti cavalca, praticamente masturbandoti con quel suo profondo e stretto budello, gemendo ad ogni salita e discesa, alternando passo, trotto e terminando con un bel galoppo che ti porta a esplodergli dentro il tuo orgasmo, fino all’ultimo fiotto.

Insomma, è pronto per lo spettacolo che il fratello di sua madre - suo zio, cioè io - ha ideato per lui, con uno scopo ben preciso che illustrerò più avanti.

Per ben cominciare descriverò questo moretto diciannovenne di origine sudamericana, dalla pelle leggermente olivastra e di fisico asciutto, forse quasi troppo: vispi occhi scuri, irresistibili labbra da autentico bocchinaro, come si è rivelato essere.
Il lato posteriore è da manuale e richiede di soffermarcisi un po’: glutei lisci dalle dimensioni ideali e armoniose a dir poco, una coppia di mappamondi duri, allargando i quali si accede alla profonda, ampia, deliziosa valletta al cui centro è incastonata la margherita polposa dell’orifizio, di rara bellezza e perfezione. Per gli estimatori di fondoschiena maschili come me, un paradiso da mordere e leccare.
Merita menzione il perineo, piccola cunetta oblunga, compatta, raccordo quasi una strada ideale e invitante per sessioni di linguate a spatola da ano a testicoli.
Per questi ultimi, pisello e altri dettagli sul corpo di questa bomba di sesso leggere oltre.

Vorrebbe ardentemente essere ingroppato da un giovane vicino - tale Brando - il quale, dopo avergli insegnato i rudimenti ed essersi lasciato ripetutamente spompinare, si è invece rifiutato categoricamente di sverginarlo, dichiarando di poter concedere al proprio banano solo retrovie già aperte, meglio se svangate. Parzialmente vero, essendo segmento di un progetto complessivo...

Nicholàs - questo il nome di mio nipote -, invaghito e al limite della disperazione, è arrivato a ingaggiare uno psicologo per capirsi ‘dentro’… Che poi questo, attizzato furiosamente, ‘dentro’ gli ha messo ben altro: il suo bastone di eterosessuale felicemente sposato, verniciandogli infine la faccia a conclusione della ‘visita specialistica’.

Egli non sa di essere ‘vitello predestinato’ entro una antica tradizione famigliare il cui tempo per compiersi sarebbe ora maturo.
Confermata la sua piena idoneità scopereccia, ho avuto l’idea di dare un tono particolare a questa usanza, organizzando una sorta di cerimonia iniziatica, una esibizione con pubblico, naturalmente di soli maschi selezionati i quali, al termine potranno eventualmente a loro volta approfittare dello scatenato e incontentabile recchioncello.

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Data e ora: prossima Domenica, sera.
Teatro: l’ampio salone-soggiorno della nuova casa della famiglia Ignacio - padre, madre e tre sorelle del ‘designato’ - che vi traslocheranno il giorno seguente provenienti dal Sudamerica.
Palcoscenico: il fiammante divanone in finta pelle bianca; un grande specchio su rotelle rifletterà le mosse degli ‘attori’ a loro a uso.
Luci: potenti faretti puntati sul divano-palco, uno spot su treppiede ad uso cercapersone.
Platea: venti sedie pieghevoli opportunamente disposte per altrettanti invitati.
Libretto di sala (faccio le cose per bene, io!): «Da vitello a manzo - Un rito propiziatorio si compie - Recital in tre atti e dosi - Protagonista: ‘El toro Mitraglia’ - Debutta: Nicholàs Ignacio».
Costumi: t-shirt bianca con scritta «Soy un Marica», larghi jeans azzurri, cintura in cuoio nera con borchiette argentate; sotto un sexy boxer aderente a larghe righe bianche e nere.
Colonna sonora: marcetta iniziale, poi solo rumori ambientali essendo prevedibili e graditi mugolii fra il pubblico e gemiti in scena.

Per il primo atto ho redatto un copione che Nicholàs eseguirà, il secondo sarà ‘a braccio’ - o forse meglio dire ‘ad cazzum’. Finale improvvisazione totale in base allo stato del debuttante.

Come motivazione, gli ho fatto credere che il modo migliore per dimostrare a Brando l’avvenuta deflorazione sia un amplesso dal vivo con questo ‘Toro’.

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Il momento è arrivato, gli spettatori sono:
- il sestetto delle ‘piccole canaglie’ del caseggiato che con la scusa di un fantomatico club si riuniscono nelle cantine a spararsi seghe - spesso a vicenda -, con l’ausilio di vari giornaletti dei quali sono fornitore clandestino, lasciandoli cascare ‘inavvertitamente’ dal catafascio dei quotidiani quando passo dai garage al vano scala: sono del parere che la gioventù abbia diritto a corretti ed esaustivi strumenti educativi;
- cinque sposati ‘bisessuali curiosi’ del circondario, riconoscibili per gli occhiali scuri;
- quattro anzianotti del quartiere, realisticamente più interessati a lumarsi un porno dal vivo che a scoparselo, magari ci scappa qualche palpatina;
- i miei tre amici stalloni che hanno collaborato al ‘rodaggio’ del vitello.

In prima fila lo psicologo ‘fedifrago’ che non è riuscito a somministrare al suo paziente un secondo consulto e naturalmente il suo miraggio trombereccio Brando.
Come ‘regista’ con delega alle luci ho tutto davanti a me.

Si comincia.
Buio in sala, si illumina la sola scena.
La musichetta accompagna l’entrata in scena dell’attore: si ferma davanti al divano, leggero inchino per ringraziare, si siede al centro, meglio si adagia a metà schiena sulla seduta.
Lo sguardo spazia sui presenti: pur controluce sta sicuramente cercando il suo Brando, convinto di potergli oggi dimostrare di essere preparato a prendere in culo il suo pisello perfetto, preceduto dalla meravigliosa cappella appuntita, come da lui descritti.

Le mani scivolano sulle cosce con ampi passaggi alternati, sorride con quella sua espressione maliziosa che fa immediatamente tirare il mio arbusto e penso anche quelli degli altri; chiaro segnale un mormorio. Questo brunetto è pazzesco, fa arrapare solo così!

L’animaletto lussurioso prosegue sul petto, toglie lentamente la maglietta, portando alla luce il tronco.
“Orca quanto è bbono!”, esclama uno dei vecchietti, provocando alcune risatine.
Si carezza le collinette degli addominali scolpiti e il sorriso intrigante dice: ‘vi piace quello che vedete, eh porcelloni? Mmmhhh’.

‘Slac!’ La fibbia alla vita scatta, la cintura si sfila e la zip si apre piano. La mano si insinua, affonda sotto lo spesso tessuto e inizia a impastare il pacco. Le nere pupille luccicano verso gli ormai eccitati astanti e sembrano dire: ‘lo tiro fuori, tranquilli, ma intanto soffrite ancora un po’!’
Non sanno di essere qui principalmente per il suo didietro…

Il silenzio accompagna l’attesa spasmodica, intravvedo vari bigoli già liberati - chi dalla bottega, chi con calzoni abbassati -, occhi sbarrati, concentrati su quello spogliarello degno di un bordello.

I pantaloni di Nicholàs scendono fino a terra a richiamare un generale, sonoro “ooohhhooohhhooohhh!”
Finalmente appare il boxerino, la gobba del sesso, le dita vi scorrono lascivamente sui lati. Altri brusii e commenti: “zuccherino, facci vedere la zucchina, mmmhhh!” - “Dai frocetto, tiralo fuori, non tenerci sulla corda!”
Decisi passaggi sopra il tessuto gonfiato dal membro, in evidente allungamento e irrigidimento. Solleva il bordo sull’inguine per lasciare scappar fuori di lato la sola cappella, turgida, purpurea e giocarci un po’: “Uuufffhhh, siiiii, vai zoccoletto, vai cosiiiii!”
D’un colpo si libera di quest’ultimo indumento e la biscia scatta sull’attenti.
Ovazione, applauso e qualche fischio di approvazione.
Svetta duro, è un gran bello spadotto: al momento gioca da passivo ma verrà giorno in cui dovrà usarlo per castigare sederini.

Quadretto sublime il magro corpo armonioso, adagiato sui cuscini chiari, vagamente crepitanti sotto i suoi movimenti, le gambe mezze aperte, i capezzoli come piccole sentinelle sullo sfondo.

Avvolge la cuspide del glande, passa più volte e stringe appena i due lobi tondi e lucidi.
La voce del dottore non lontano da me: “mmmhhh, ora inizia a sgorgare”. Infatti un gocciolone di fluido trasparente e vischioso fuoriesce, lo intercetta con un pollice, lo tira in alto facendolo filare, se lo porta alla bocca e lo sorbisce ghignante.

“Aaaahhh, è più arrapante di una figa, nooo, vengo già! aaaggghhh!”: è il fresco sposino del piano di sotto, seguito a ruota dal tabaccaio che segretamente fa il travestito a pagamento: “dannazione, anch’io, non resisto, uuuggghhh!”
Noto vari altri spruzzi fra cui il dirimpettaio - padre di famiglia - e un paio di segaioli dei sotterranei: sappiamo che la verde età causa spesso eiaculazione precoce.

Sempre più beffardamente l’improvvisato attore assesta decise raspate mentre si libera di calzoni e intimo.
Nudo, ammiccante, labbra malandrine appena dischiuse, solleva i piedi allargando le cosce, come ad accogliere un immaginario maschio che lo stia per prendere alla missionaria.
Sto ribollendo, la mazza mi fa male e devo liberarla anch’io a questo punto.
Altre imprecazioni per zampilli incontrollabili.

Le falangi carezzano il perineo, facendo apparire l’ano, fiorellino dai petali carnosi: vi slittano sopra più volte voluttuosamente quindi, tirando dai lati, lo allargano.
“Uuurrrggghhh, sai come te la leccherei io, quella michetta! Mmmmhhh, continua sgualdrinello, continua! Ooooggghhh!”

Un po’ di saliva su un indice per penetrare il pertugio.
Ancora dal pubblico una voce di ragazzo: “vengo, piegati che te la faccio in bocca!” Questi disinibiti furfantelli hanno imparato pure a ciucciarseli!

Questa scena l’abbiamo studiata provata e ripetuta più volte: con languida mossa Nicholàs si appecora contro la spalliera, offrendo al nostro ludibrio quello spettacolare deretano. Divarica i meloncini portando in piena luce canale e forellino provocando un altro, ancor più intenso borbottio.
Da ammirare anche i coglioncini, pendenti cipollette rugose e - sullo sfondo - il tarello, zucchina puntata in direzione opposta, colante limpido umore.
Si ferma così, un quadro impressionista, una fotografia di libidine totale. La sala risuona solo degli scuotimenti delle mani sui falli eretti e degli urti sugli scroti.

Riprende a palpeggiarsi, poi sull’anello anale per giocarci ancora ripetutamente e a fondo. Pare chiamare: ‘anelo un cazzo, voglio un cazzo, datemi un cazzo!’

È il momento: nel buio in fondo alla stanza si distingue la sagoma di un uomo. Silenziosamente, ‘El Toro’ si avvicina a piccoli e lenti passi, ammirato dalla posa decisamente provocante e dalla sensualissima danza del figlio: sì, perché il divo di oggi è il mio cognato Sebastiàn, suo padre.
Che ora lo ‘monterà’.

Ha anticipato di un giorno l’arrivo rispetto al resto dei familiari per ottemperare alla ‘Regola’, strettamente legata all’attività di allevamento di mucche, tipico della dinastia di questo ramo degli Ignacio. Lui afferma essere iscritta in un misterioso testamento addirittura del 1600, incredibilmente custodito nella parrocchia del loro paese.
Tradotto all’incirca: «quale buon auspicio per una schiatta bovina sana e fertile, così come il toro con la giovenca, il primogenito maschio, completata l’età stabilita di anni diciotto, si accoppierà con il padre, il quale vi depositerà il seme della stirpe, elevando l’erede da vitello a manzo, fino a diventare, giunto il tempo opportuno, egli stesso toro».
Le ‘somministrazioni’ saranno in numero di tre per garantire quantità adeguata ad un assorbimento soddisfacente, di cui la prima per via superiore onde poter colare dall’alto negli intestini.

Sarà come dice, nonostante la discendenza commerci legnami ormai da almeno settant’anni ma riconosco che non ci fosse stata questa sospetta e strampalata consuetudine, non avrei avuto probabilmente modo di approcciare e chiavarmi con tanta facilità questo diavoletto e puttanello in erba.

Inizia il secondo atto, il momento dell’entrata in scena del ‘Protagonista’: un gioco di luci sorprenderà e farà certamente sballare il pubblico, drammatizzando l’arcano da me predisposto, in un gioco ancor più INCESTUOSO di quello degli ultimi giorni con me, fratello di sua madre.

Lugosto 2025
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