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Gay & Bisex

67 Il Camerierino


di Membro VIP di Annunci69.it remigiuslp
09.09.2025    |    5.731    |    11 9.4
"Ruoto e supino lascio torreggiare il membro, sorprende pure me, il mio tronco d’albero..."
Ecco, sono venuto, ho sborrato nel culetto vergine di questo camerierino che ho convinto e profumatamente compensato perché si lasciasse scopare.
Questo sarebbe l’incipit ideale per stimolare un lettore porcello a proseguire. D’altra parte, svelare subito il finale potrebbe togliere tensione alla trama, a meno che non ci sia una conclusione a sorpresa: chi continuerà… saprà.

Veramente, non so cosa mi sia capitato: quando sono in viaggio di lavoro, negli alberghi ogni tanto approfitto di una prostituta o di un’addetta alle camere disponibile ma non ho mai pagato giovani maschi né mi hanno particolarmente attirato.

Sono sposato, diciamo pure contento e soddisfatto, faccio sesso con mia moglie almeno una volta a settimana e - sì, lo ammetto - un paio di volte al mese mi incontro con degli amici per divertirci in ‘gaiezza’: tre quarantenni di cui due omosessuali in ‘coppia aperta’ e uno scapolo ‘bifronte’, infine un mio ex compagno di scuola - attorno ai sessanta e coniugato come me -, con prole ormai volata via. Sfoghiamo così quei desideri e giochi che le nostre gentili consorti non amano più o non ci hanno mai concesso. Infine - siamo onesti - il sesso fra maschi ha un suo sapore tutto particolare.
Per la verità, è accaduto che si sia unito a noi qualche ragazzetto di primo pelo, ma essendo io esclusivamente attivo - e sottolineo attivo - al primo ‘ahi, mi fa troppo male’ ho sempre rinunciato, lasciando ai miei compari l’arduo compito di mettere allo spiedo il polletto.

Tutto ha avuto inizio oggi, nel tardo pomeriggio.
Il viaggio in auto è stato massacrante, sullo ‘Stradone’ è bastato che un autotreno perdesse il carico per bloccare tutto per alcune ore.
Arrivo alla locanda prenotata, ‘Ristorante con alloggio, aperto 24 ore’, roba da camionisti ma visto che proprio qui incontrerò e lavorerò nei prossimi giorni con i nuovi fornitori della nostra ditta me la faccio andare bene.
E da questo momento parte questa strana storia.

Anzi no: breve inciso esplicativo. Come noto ai più e checché ne dicano miei coetanei spacconi, con l’avanzare dell’età la funzionalità del pene maschile retrocede; chi più, chi meno, ma c’è poco o nulla da fare. Stesso fenomeno conosce il mio onorevole e dignitoso attrezzo il quale, pur rimasto ubbidiente - nel senso che quando necessario sa solertemente ringalluzzirsi motu proprio -, decide da sé di quanto. Per dirla in breve, ho classificato il grado di durezza raggiungibile in quattro ‘livelli’, dove 1 è appena percettibile mentre 4 - caso raro - si avvicina a una piena erezione dei circa 50 anni. I livelli 5 e 6, rispettivamente per le età di 35 e 20 non sono più ahimè contemplati.

Torniamo all’avventura.
Qui in mezzo alla foresta il clima è fresco e penso che dormirò bene; la terrazza sul retro è l’ideale per un aperitivo. Me lo porta un moretto dall’aria timida, frangetta sulla fronte, viso tondetto e belloccio. Non so perché ma mi soffermo a valutare il fisico: è in forma però nemmeno troppo, qualche ‘maniglietta’ deve averla. Poi capisco: è il sederotto che occhio e croce potrebbe valere un livello 1. Invece, quel paio di tonde chiappotte spingenti dentro un pantalone di leggera stoffa nera mi stanno alquanto eccitando: le guardo muoversi mentre anche nei miei mutandoni si ravviva qualcosa. Decisamente livello 2.

Ci penso un po’: l’ultimo ‘scarico’ è stato nella bernarda della mia dolce metà circa una settimana fa e ometti non ne vedo dal mese scorso. Certo, quel delizioso posteriore mi ha decisamente ammaliato ma non intendo costringerlo. Nondimeno, ‘tentar non cuoce’ - si dice - per cui farò un’eccezione; per evitare figuracce e simili vado a quella che dovrebbe essere una reception.
“Scusi, lei è il titolare?”
“Sì, al suo servizio.”
“Perdoni il tono diretto ma proprio di un ‘servizio’ avrei curiosità.”
“Capisco: Alessia o Diego?”
“Beh, ecco, di solito preferisco il gentil sesso ma oggi non mi dispiacerebbe… cambiare sponda.”
Sorride sornione: “preciso che in queste faccende non entro, chiudo solo un occhio e se serve concedo la ‘camera speciale’; comprendo i ‘bisogni’ dei clienti, per il resto deve mettersi d’accordo direttamente con lui. Solo che oggi non c’è, ha il giorno libero.”
“Giorno libero? E il cameriere di prima?”
“Quello è Lucianino, è qui da un paio di giorni, studente, solo per l’estate, non credo ‘pratichi’. Semmai me lo faccia sapere.” Il furbo omone sogghigna lascivo.
Forse è meglio lasciar perdere.

Arriva l’ora di cena: i miei occhi hanno un loro parere deciso e preciso nell’inseguire quelle cupolette in movimento fra i tavoli. Non ha l’aria effeminata né sculetta, potrebbe essere mio figlio - anche se ho avuto solo femmine - e sembra uscito ieri dalle scuole superiori. Mi sento frastornato, come avessi bevuto: semplicemente mi arrapa alla grande e il mio arbusto è decisamente a un livello 3.
La solita tecnica di approccio a prostitute o ‘donnette facili’ non credo funzioni, inoltre lo devo agganciare qui, adesso, altrimenti mi potrebbe scappare.

Non ho un piano, gli faccio un cenno e me lo trovo davanti: sprizza sesso da farmi stordire; anzi, siamo a livello 4; l’ultimo almeno un anno fa, se ricordo bene.
“Avrei una richiesta un po’ particolare.”
Annuisce, praticamente non controllo le mie parole, mi invento qualcosa.
“Vedi, faccio grande fatica a prendere sonno, paure strane e incontrollabili, lo strizzacervelli dice che devo avere qualcuno accanto; a casa c’è mia moglie e quando sono in trasferta mi accompagna mio figlio. Buffo, perché ha circa la tua età e ti assomiglia un po’! Quindi ho pensato, ecco, se tu potessi farmi un favore… Sali in camera mia, ti metti sul letto accanto a me, chiacchieriamo un po’, robetta di mezz’ora, appena vedi che mi cala la palpebra puoi andartene tranquillamente. Tutto qui, ovviamente con mancia più che adeguata.”
L’ho sparata grossa, è una fandonia galattica, la voce mi ha quasi tremato. Mi guarda, probabilmente penserà che sono un vecchio porco che irretisce giovanetti con scuse assurde; non capisco se sia sorpreso o schifato. Intanto, dovesse accettare, un primo passo l’avrei fatto.

“Va bene, signore.”

Salgo in camera, doccia, tolgo il copriletto e arrotolo il lenzuolo superiore contro la pediera, indosso solo una camicetta a maniche corte e un paio di pantaloncini verdini.

Preparo alcune banconote bene in vista sul comodino. Altre nel cassetto.

“Entra, stenditi pure sul letto, ecco, così. Come vedi sono già pronto per la notte, mi metto accanto a te.”

“Come desidera, signore.”

Mi inginocchio accanto a lui - i preparativi mi hanno calmato ma il livello passa rapidamente a 2 -, sto per adagiarmi anche io e non resisto: la mia mano sinistra, dotata di volontà propria, cala sopra una sua coscia.
“Questi calzoni sono piuttosto stretti; capisco l’abbigliamento da lavoro ma non ti stringono troppo?”
“Effettivamente, signore, tuttavia a me piacciono; sono anche di moda.”
Risalgo un po’ la sua gamba, sono totalmente in balia del mio arrapamento - salto a livello 4 -, lui non sembra reagire; mi appoggio alla spalliera e con il braccio destro scivolo dietro la sua nuca per abbracciarlo mentre l’altro palmo ormai carezza quasi sfrontato la gamba.

Estraggo altre banconote dal comodino, il camerierino lascia fare…

Oso oltre, risalgo al bordo della sua maglietta, scivolo sotto e gli carezzo il petto. “Voglio solo che tu ti senta a tuo agio, sai? Forse vuoi toglierti questa? Qui fa caldo.”
Sfioro un suo capezzolo mentre il mio bastone ormai è fuori controllo; devo forse introdurre un livello 5… incredibile.

Estraggo altre banconote dal comodino, il camerierino lascia fare…

Lo aiuto a togliere l’indumento, lo stringo a me da una parte mentre formo ampi cerchi sul ventre. Guardo il suo viso: né sorriso, né fastidio, né ribrezzo. La bocca piccola è… irresistibile.

Estraggo altre banconote dal comodino, il camerierino lascia fare…

“Ti dispiace se ti bacio?”
“D’accordo, signore.”

Le labbra si sfiorano, le apro un po’, tento di allungare la lingua, entro, sento la sua; non risponde ma nemmeno respinge. Ha un buon sapore, il cazzo mi duole, rinuncio a qualsiasi altra valutazione del ‘livello’, chiudo gli occhi e adesso so solo - anzi sono certo - di dovere arrivare al suo CULO.

Mi stacco e cerco invano un segnale nei suoi occhi.
“Non ti piace?”
“Ammetto che non mi dispiace ma perdoni la domanda: lei fa questo con suo figlio?”
“Non ho figli maschi.”
Non sento vibrazioni ma nemmeno repulsione; e sono sempre più infoiato. Non voglio forzarlo ma nemmeno mollare ora.

Estraggo altre banconote dal comodino. Poi altre ancora.

Torno a baciarlo, le dita scivolano verso la fibbia dei suoi pantaloni. Finalmente un fremito, non intendo fermarmi a questo punto.

Altre banconote.
L’affare di domani sarà grosso e me lo sento già nel sacco, intanto il mio è enorme nel pacco.

Slacciata la cintura lo giro sulla pancia, il camerierino lascia fare…
Non voglio anzi non posso perdermi in altre moine, tiro giù tutto d’un colpo ed eccoli: due bianchi glutei lisci e candidi.
Mi scappa un: “che meraviglia!”
“Grazie, signore.”
Abbranco quelle burrose caciotte, vorrei baciarle, poggiarvi la lingua, spennellarle fino a bagnarle completamente, schiaffeggiarle pure. Il mio scettro è di idea diversa: scalpita, ha fretta, ormai sono completamente alla sua mercé.
Divarico e osservo l’orifizio scarlatto in mezzo: non amo leccare i buchi dei culi ma questo è irresistibile. Mi ci tuffo sopra a faccia piena e bocca spalancata per leccare con foga e saturarlo di saliva.
Poi, veloce, scivolo su di lui, lasciando affondare la bestia rigida fra le polpette: “ti devo infilzare, quanto vuoi?”
Sussurra: “va bene, signore, sicuramente lei conosce già la tariffa; le chiedo solo di fare piano, la supplico”.

Cosa sto combinando? Sto per deflorare un ragazzo, dovrei sentirmi una merda, sono un uomo inqualificabile; anche se… anche se… ha accettato. Infine è inutile: questo fiorellino anale mi ha stregato.
Ruoto e supino lascio torreggiare il membro, sorprende pure me, il mio tronco d’albero.
“Mettiti tu a cavalcioni, fai tu, fermati quando vuoi, se non ce la fai è lo stesso. Prendi la crema lì sopra.”

******

Hai capito il vecchio porco che irretisce giovanetti con scuse assurde: niente male questo torrione di nerchia! Ora devo impalarmici sopra senza fargli capire che ne ho già presi vari, nel mio burello. Ma forse non è poi tanto arduo, perché questa mazza di legno è veramente incredibile, mi fa quasi paura. Mio cugino - che me lo ha ficcato per primo - non lo ha mica tanto grosso e lungo… e nemmeno tanto duro! Ancora meno la salsiccia del mio fidanzato che fatica sempre a entrare perché un po’ gommosa.

Ecco, sono su di lui, prendo la verga e me la punto contro. Intanto lo guardo cercando di assumere un’aria vagamente smarrita, quasi sullo spaventato.
“È troppo grosso per te? Togliti pure, non ti preoccupare!”
Eh no, caro il mio maturone, prima mi fai la corte, tante storie per palparmi, slimonare, poi tiri fuori un obice da 52 e non me lo vuoi dare nel sederino? Oltre a spremerti ancora qualche quattrino.

Giocherello un po’, alzo e abbasso il bacino, simulo difficoltà, infine mi lascio andare: “aaahhh!”
Il cannone è tutto in me, ha aperto completamente il mio canale: caspita, è poderoso e bellissimo!
Adesso cominciamo ad andare un po’ su è giu, accompagnando con un appropriato concertino di sommessi gemiti di finto patimento: “oohh, oohh, aahh, aahh!”
Scorre sempre meglio e me lo sto veramente godendo tutto. Lo stesso socchiudo gli occhi e tiro il viso in una smorfia.
“Poverino, stai soffrendo! Staccati!”
“No signore, non si preoccupi, ooohhh, ce la faccio benissimo! Uuufffhhh!”
“Aspetta, conosco un’altra posizione migliore!”

Mi fa togliere, stendere di fianco, piegare le gambe e sollevarne una a mezz’aria.
Appoggia la cappellona e inizia a cercare il suo bersaglio: il mio orifizio che stringo per fingere di ostacolare l’ingresso. Ansimo rumorosamente mentre lui ravana finché non decido di rilasciare il muscoletto del pertugio e farlo affondare: “ooohhh, ce l’abbiamo fatta! Va meglio così?”
Decisamente gradevole: disteso comodo su un lato lo lascio scoparmi con serafica calma. Stantuffa lento e completo, mi carezza l’interno coscia, il petto, cerca la mia bocca per baciarci ancora; adesso rispondo e le nostre lingue ci elettrizzano ancor più. Sto veramente godendo alla grande, tanto che inizio ad ansimare e uggiolare come un cagnetto gaudente.

Dura pure parecchio, il matusa, sta pompando lui, per cui ho tempo di assaporare ma anche di pensare. Mi sembra una brava persona, forse ha solo bisogno di sfogarsi e lo sta facendo donando piacere anche a me: credo che rifiuterò i suoi soldi.

Ci siamo: in Terra nulla è per sempre e il maschio trombante prima o poi deve sborrare. Infatti mi abbraccia con calore e inizia ad accelerare progressivamente. Lo assecondo e accompagno volentieri, ondeggio anche io il bacino e sento presto in me il calore della sua venuta.

Credo che rimarrò con lui stanotte e forse anche domani, visto che starà qui tre notti e ho capito di avere ancora tanto da imparare.

Agostembre 2025
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