Gay & Bisex
Uno Scopamico Speciale 2 - Tocca a me
07.08.2025 |
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"Nonostante si sia lavato bene ha un retrogusto di pipì che non mi da’ alcun fastidio, anzi direi che è anche eccitante..."
Questa serie breve di racconti di racconti di fantasia l’avevo pubblicata già tempo fa con il precedente account. Mi fa piacere condividerla di nuovo, buona lettura. L'unica cosa reale è che all'epoca della stesura del racconto avevo davvero 44 anni.------------------------------------
Dopo il primo incontro con Giovanni (vedi racconto precedente), sono stato parecchi giorni senza cercare niente e nessuno. Ero soddisfatto, ma allo stesso tempo mi chiedevo se avessi fatto bene. Un pomeriggio, navigando su A69 per leggere qualche altro bel racconto, mi arriva un messaggio. E’ Giovanni che mi chiede come va e come mai non mi sono più fatto sentire.
Gli dico come mi sento, cosa ho provato e che per il momento non ho voglia. Da persona esperta e discreta, capisce che non è il caso di insistere, mi saluta e chiude la conversazione. Ma nella mia testa rimaneva sempre quel tarlo di voler provare quella esperienza: farlo godere! Passano i giorni e nella mia testa passano mille pensieri. Ogni tanto mi collego ad A69 per vedere se ci fosse Giovanni on line, ma non riuscivo a trovarlo. Il suo ultimo accesso risale a qualche giorno prima. “Sicuramente ci sarà rimasto male” dico tra me e me. Vorrei scrivergli, ma non so che dire. Non ho nemmeno il suo numero di telefono per mandargli un messaggio.
Quando ormai avevo perso le speranze, mi arriva la notifica di un messaggio:
“Se non ti scrivo io, tu non mi avresti mai scritto” Scrive Giovanni.
“Hai ragione, ti chiedo scusa” rispondendo al suo messaggio “ma non sapevo cosa dirti. Senti, voglio fidarmi di te, ti lascio il mio numero di telefono, così magari facciamo prima”.
Almeno così volevo dimostrargli fiducia. Grazie a quel gesto di fiducia iniziamo una lunga serie di messaggi tramite Whatsapp, parlando del più e del meno, fino a quando Giovanni prende l’iniziativa e mi scrive “ti va di rivederci?”
Rimango in silenzio, non so che scrivere. Il cervello mi dice di no, ma sotto il mio cazzo diventa barzotto. E si sa che negli uomini alla fine è il cazzo a vincere.
“Si mi va di vederti” gli scrivo dopo averci pensato parecchio “ma l’unica condizione la sai, niente penetrazione”.
“Va bene Marco” mi risponde “ma stavolta vieni tu a casa mia”.
Altra pausa. Non so che fare, ma sono eccitato. Voglio ripetere questa esperienza e farne di nuove. Mi butto, dico di sì e ci accordiamo per il giorno dopo. Prendo permesso da lavoro, passo per casa, mi lavo per bene e poi vado a casa sua. Trovo facile la via perché non abitiamo lontani. Citofono e mi dice di salire. Cazzo, mi tremano le gambe, ho le mani fredde e sudate. Arrivo alla porta che trovo aperta e subito viene Giovanni ad accogliermi in casa. Stretta di mano, pacca sulla spalla e mi fa accomodare.
Caffè e sigaretta per rompere nuovamente il ghiaccio accompagnate da due chiacchiere.
“Vado a mettermi comodo” mi dice, “aspettami qui”.
Mi sale l’ansia, vorrei andarmene ma mi sto eccitando. Dopo poco ritorna in salone; era solo con i boxer e sotto si vedeva il suo bel pacco tosto.
“Allora? Ti piace?” mi chiede
“Sì Giovanni, sei arrapante” rispondo balbettando.
“Allora non dire niente e vieni con me sul mio letto, che staremo più comodi” mi dice con sicurezza
Lo seguo in camera sua: aveva abbassato un pochino le tapparelle e c’era penombra. Come entriamo, si gira, mi prende e mi bacia. A quel punto mi lascio andare. Ormai siamo in gioco e giochiamo! Mi afferra per il culo e mi tira a sé. Sento la sua eccitazione e inizio a muovermi. Piano piano sposta le sue mani e mi slaccia i pantaloni. Li fa cadere ai miei piedi. I nostri cazzi si toccano attraverso i boxer. Lo sento duro. Mi stacco, il tempo di spogliarmi e mi butto sul letto per aspettarlo.
Giovanni si toglie i boxer si butta vicino a me. Ci baciamo di nuovo. La mia mano scorre sul suo petto e scende fino ad afferrare il suo cazzo duro. Lo masturbo lentamente. Sento il sangue che pulsa nelle sue vene. Mi bacia con più passione, è eccitato. Allora sto facendo bene. Il mio cazzo sembra voglia esplodere per quanto è duro. Era da tanto che non lo sentivo così. Prendo il mio ed il suo cazzo insieme con la mano in modo che si tocchino. E’ davvero una bella sensazione che anche lui sembra gradire. La sua mano si poggia sulla mia testa e me la spinge giù. E’ arrivato il momento. Scendo piano piano alternando baci e lingua. Mi soffermo sui suoi capezzoli che mordicchio, succhio e lecco (a me mi manda ai pazzi e spero anche a lui).
Lo sento ansimare, scendo sempre lentamente, ormai non penso più a niente tranne che a dargli piacere ed a riceverlo. Afferro il suo cazzo e lo dirigo verso la mia bocca. E’ duro e la sua cappella lucida mi fa impazzire. Lecco dolcemente la punta, poi apro la bocca e inizio a metterlo dentro. Nonostante si sia lavato bene ha un retrogusto di pipì che non mi da’ alcun fastidio, anzi direi che è anche eccitante. Sa di uomo.
Con la mano lo muovo su e giù dentro la mia bocca. Lecco bene cappella asta e palle. Alterno mano, bocca e lingua. Mi metto comodo in mezzo alle sue gambe, gliele faccio piegare in modo da avere tutto quel ben di Dio a mia disposizione. Continuo con il mio pompino. Sta godendo, lo sento da come pulsa e da come si muove Giovanni. Faccio colare la mia saliva sulla sua cappella e lo ingoio tutto. Ripeta questa cosa più e più volte. Mi piace tanto. Interrompo giusto un attimo per bagnarmi bene il dito medio. Riprendo con il mio lavoro di bocca mentre con il dito bagnato vado a cercare il suo culo. Lo massaggio un pochino e poi piano piano lo spingo dentro. Giovanni chiude le gambe sulla mia testa. Ormai non posso più muovermi. Ho il suo cazzo in bocca ed il mio dito ficcato nel suo culo. Non posso fare altro che terminare il mio lavoro e devo dire che non mi dispiace. Però gli sposto le gambe perché non riesco a respirare. Continuo a spompinare Giovanni mentre il mio dito prosegue nel suo culo. Ansima e si muove.
A volte spinge fino ad arrivare infondo alla mia gola. Mi fa venire da rigettare. Mi fermo e glielo dico. Si scusa e nel frattempo si mette di lato. Lo devo fare anche io, ma dalla parte opposta. Siamo pronti per un fantastico 69. Che fantastica goduria. In bocca ho un cazzo bellissimo e sul mio cazzo ho una bocca che sta lavorando il mio cazzo con estrema esperienza. Dopo un po’ che ci lavoriamo a vicenda, sento sulla mia lingua un sapore salato e leggermente denso.
“Giovanni, ma mica starai per venire” gli dico fermando un attimo il mio lavoro di bocca.
“Sì tesoro, sono arrivato al limite” mi risponde.
Mi sposto, ancora non me la sento di farmi spruzzare in gola, né tantomeno addosso. Mi metto di fianco a lui e con la mano inizio a masturbarlo come quando lo faccio da solo. Con l’altra mano gli massaggio le palle ed ogni tanto lavoro sul suo buchino. Vedo che si irrigidisce e tutto d’un tratto, violentemente, esce uno schizzo di sborra che finisce sul pavimento. Rallento la masturbazione fino a quando non vedo che esce la fatidica “ultima goccia”. Qualcosa è finita sulla mia mano, ma ripeto, non mi piace. Quindi mi alzo e vado a lavarmi.
Quando ritorno a letto, lo vedo rilassato ma con ancora il suo cazzo bello barzotto.
“Vuoi venire anche tu?” mi chiede.
“No Giovanni, non preoccuparti” gli dico “Oggi toccava a me farti impazzire e spero di esserci riuscito”
“Hai ancora tante cose da imparare, ma sei stato davvero bravo” mi dice “ed hai una bocca fantastica”.
Arrossisco e mi alzo di nuovo per vestirmi. La ragione inizia ad avere il sopravvento sul mio cazzo ed ho solo voglia di andarmene. Giovanni lo capisce e vedo nei suoi occhi un velo di tristezza. Mi dispiace, ma sotto questo punto divista, non sono un buon amante. Aspetto che finisca di rivestirsi per farmi accompagnare alla porta. Al momento dei saluti, una semplice stretta di mano e la solita frase “alla prossima”.
“Lo spero” mi dice lui chiudendomi la porta alle mie spalle.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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