Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > orge > Iena 9: L'harem si allarga
orge

Iena 9: L'harem si allarga


di boschettomagico
22.10.2025    |    164    |    3 9.4
"Dalla loro espressione la mia idea andava a genio ad entrambi, si sono staccati da noi, Severino si è sdraiato, Salvatore si è seduto sul suo petto, si è dato due colpi di sega e ha cominciato..."
Avuta la certezza che Lina era libera al sabato, ho cominciato ad organizzare la seduta godereccia che avevo in mente, ho telefonato a Severino dandogli appuntamento a casa mia per le 15, poi ho chiamato Salvatore. -Sabato pomeriggio hai impegni? -Lavoro. -Trova una scusa qualsiasi, inventati qualcosa, un bugiardo come te sa come fare, alle 15 trovati a casa mia…divertimento assicurato. Ho chiuso la comunicazione senza aspettare risposta, adoravo comandare a bacchetta il mio schiavo; dopo un quarto d’ora ricevevo un suo messaggio, una risposta breve e concisa “Ci sarò!!!”. Il venerdì mattina sono andata a prendere Lina, siamo salite sulla mia macchina e l’ho fatta guidare in direzione Torino dicendogli che doveva impratichirsi a guidare anche in autostrada. Alla partenza era molto tesa ma con il passare dei chilometri la sua guida diventava sempre più sicura, moriva dalla curiosità e mi ha chiesto - Posso chiederti dove stiamo andando? -In un posto dove sei già stata, al sexy shop di Torino. -Vuoi fare spesa? Scommetto che hai qualcosa in mente, che vuoi comprarti qualche articolo particolare da esibire domani. -Vedo che mi conosci bene, ma ti sei sbagliata, sarai tu a comprarti qualcosa per sabato… -Io? Guarda che l’ultima volta mi hai fatto comprare completini sexy in abbondanza, ne ho ancora di quelli che non ho ancora indossato, non voglio buttare via altri soldi… -Ti comprerai una cosa che non possiedi ancora…un bello strap on!!! -E cosa me ne faccio io di uno strap on? -Sta uscendo in te un lato dominante, l’ho capito quando ti ho vista sbattere la tua figa in faccia a Severino, eri sprezzante, decisa, forte dentro; fino a ieri la figura maschile ti incuteva terrore, odiavi l’uomo ma lo temevi, ora pian piano stai cercando una rivincita in cui vuoi vendicarti del fatto che sei stata succube del maschio; e siccome la tua vendetta deve esplodere, sabato inculerai un uomo… scommetto che quel gesto ti affascinerà talmente tanto che ti farà sentire finalmente realizzata. -Tu sei pazza, e chi dovrei mai inculare? - Faremo un’orgetta a quattro…io te, Severino e Salvatore; dimmi tu a chi preferisci rompere il culo. -Non farò mai una cosa del genere, lo farai tu e io starò a guardarti e magari anche ad incitarti. -Tu invece la farai e sono sicura che quella cosa ti affascinerà e ti farà sentire particolarmente realizzata; alla fine sono sicura che mi ringrazierai di averti portata a vivere certe emozioni. Siamo entrate nel negozio che erano le undici e trenta, c’era solo un altro cliente che curiosava, la commessa nel vederci ci è venuta incontro e ci ha sfoderato un bel sorriso di benvenuto -In cosa posso servirvi… -Volevamo uno strap on… Ha sfoderato un secondo sorriso malizioso, decisamente le stavamo simpatiche, ci ha portate a una bacheca dove c’erano diversi tipi di bigoli finti di diverse tipologie e di varie dimensioni…poi ne ha preso uno che era ancora chiuso nella custodia -Questo è l’ultimo prototipo, arrivato proprio stamattina, la novità sta in un particolare lattice più morbido che lo rende quasi identico alla consistenza di un vero cazzo; l’ho preso in mano e l’ho palpato a fondo -E’ vero, è una imitazione perfetta… L’ho passato a Lina che prima di prenderlo in mano si è guardata attorno temendo che qualcuno la potesse vedere, quando ha visto che nessuno era nei dintorni lo ha palpato anche lei e ha annuito. -Ve lo avevo detto…certo costa quasi il doppio degli altri ma ne vale la pena, purtroppo non c’è il modello con serbatoio, ma sono sicura che a breve lo faranno uscire -Lo prendiamo!!! E poi vorremmo un completo nero in lattex provocante, da padrona “senza pietà”!!! -Una terza? -No una quarta…non è per me, è per la mia amica!!! La commessa ha guardato compiaciuta Lina dicendole “Complimenti…vedo che sta facendo progressi!!!” Ne ha presi due e togliendoli dalla busta li ha stesi sul bancone, Lina ha cominciato ad analizzarli con interesse; quando il cliente che gironzolava prima che arrivassimo ci è venuto a fianco si è staccata però immediatamente dal bancone avvampando di vergogna…stava diventando sempre più disinibita ma a tratti la timidezza di “Porpora” emergeva ancora. Il tizio non l’ha nemmeno guardata e ha chiesto -E’ uscito il VHS nr 3 della serie” Sesso alla casa di riposo” ? -Dovrebbe arrivare la prossima settimana… Il cliente ha sbuffato ed è uscito indispettito. Lina allora ha ripreso a confrontare i due capi indecisa al che sono intervenuta io - L’unica è provarli… possiamo andare nell’ufficio come l’altra volta? - In realtà l’altra volta avevo fatto un’eccezione ma visto che ormai è mezzogiorno chiudo e li provate. Ci siamo dirette nel retro del negozio, mentre la commessa ha chiuso a chiave la porta d’ingresso e ha abbassato le tende; poi senza chiedere permesso ci ha raggiunte nell’ufficio, lo spettacolino dell’altra volta l’aveva gradito molto e sicuramente voleva rivivere quelle emozioni. Stavolta Lina si è spogliata senza la minima remora, senza la presenza di uomini si sentiva più sicura; quando si è tolta le mutande e ha messo in mostra il suo folto vello nero la commessa ha incollato lo sguardo sul triangolo magico e ha deglutito per due volte…una strana idea mi è balzata in mente, l’ho fissata dicendole - Non ci siamo ancora presentate…posso sapere il tuo nome, io sono Annamaria, lei Lina… - Teresa -Ebbene Teresa non ho capito se i tuoi sguardi alla boscaglia di Lina sono di ammirazione o se sei schifata da tanto pelo…chiariscimi questo dubbio. -Io sono pelosa, adoro il pelo e il mio ragazzo impazzisce per il mio triangolo nero ma davanti a quella che tu chiami boscaglia io mi inchino…è una passera favolosa…credimi io la invidio, non potrò mai essere così… - Sapere che una giovane come te ama il pelo mi stupisce, accende la mia curiosità. Credimi muoio dalla voglia di vedere cosa nascondi in messo alle gambe ti prego spogliati, voglio ammirarti. La ragazza mi ha guardata riflettendo, poi ha cominciato a calarsi la gonna, quando si è tolta le mutandine ho potuto ammirare un triangolo contenuto di peli neri che mi hanno eccitata più del dovuto, mi sono avvicinata a lei, le ho messo le mani sotto le ascelle e l’ho alzata come un fuscello facendola sedere sul ripiano della scrivania, poi le ho allargato le gambe e ho tuffato la faccia sul quella piccola aiuola in fiore, odorava di gioventù, di figa acerba che cominciava a pulsare per l’emozione che stava vivendo…ho cominciato a leccarla e dopo due passate di lingua la piccola porcella ha cominciato a smaniare… -Dalla prima volta che siete state qui speravo si avverasse questo…Annamaria hai una lingua fantastica… Si è bagnata immediatamente e il sapore di quella fighetta mi faceva arrapare al massimo, era il primo fighino giovane che assaggiavo e la cosa mi eccitava alla massima potenza; ero al culmine del desiderio e il mio io interiore pretendeva già di dirigere quel momento libidinoso, mi sono rivolta a Lina - Su porcona, hai sentito di come ammira la tua passera…salta sulla scrivania e sbattile la pelosa in faccia che sicuramente te la pennellerà nel migliore dei modi. La mia partner non ci ha pensato su più di tanto e con una agilità invidiabile per la sua età è saltata sul ripiano e ha porto a quelle labbra vogliose il suo sesso peloso; Teresa ha immediatamente cominciato a degustare quella pataccona matura. Era una orgetta di tutto rispetto, la prima a venire è stata Teresa che con un grugnito degno della miglior scrofa mi ha innaffiato il viso, di lì a poco Lina l’ha seguita a ruota ripetendo all’infinito “Bevi brutta porca, bevila tutta…” Io sentivo che la mia passera era fradicia, ma più che godere desideravo possedere quel fighino stretto e invitante; in men che non si dica mi sono incinghiata lo strap on appena acquistato e gliel’ho infilato con un colpo secco cominciando a trivellarla di colpi; la giovane che aveva appena smesso di mugugnare per la leccata ha immediatamente ripreso a contorcersi e ha ripreso a godere…era un susseguirsi continuo di infiniti orgasmi, non so quante volte è venuta so solo che si sono interrotti solo quando io ormai spossata mi sono staccata da lei per sdraiarmi completamente inerme sul suo corpo ma cercando la sua lingua per limonarla, e la porcellina non ha rifiutato la mia lingua e abbiamo cominciato a slinguarci senza il minimo ritegno. Siamo rimaste immobili a recuperare le forze, l’ufficio era impregnato da un persistente odore di sudore e di donna in calore. Teresa doveva aprire il negozio, ci siamo ricomposte a fatica, Lina era euforica e ha comprato entrambi i completi da padrona; prima di uscire mi sono avvicinata alla commessa che aveva lo sguardo allucinato. – Dall’espressione del tuo viso penso che oggi tu ti sia divertita…ecco qui il mio numero di cellulare, giocare ancora con te sarebbe per me un vero e proprio piacere, se ti va dammi anche il tuo. -Lo puoi dire…è dalla prima volta che ti ho vista che avrei desiderato giocare con te, ho un debole per le mature, il mio ragazzo lo sa…e preferisce che sfoghi la mia bisessualità con donne avanti con gli anni piuttosto che con delle mie pari età, teme che potrei innamorarmi di una giovane puledra e mollarlo. -A proposito di questo…l’altra volta mi avevi parlato della contessa Luigia…avendo un debole per le mature ti sei spinta a qualche gioco anche con lei o essendo quasi ottantenne non ti è mai interessata… -Non ho avuto ad oggi incontri con lei, ma ogni volta che viene qui mi ricopre di complimenti e di mance… se capitasse l’occasione non mi tirerei indietro, i suoi ottant’anni non sarebbero assolutamente un problema -Ti chiedo un favore…quello che mi hai raccontato su di lei mi ha intrigato, aiutami a conoscerla, magari qui nel tuo negozio... se sai che un giorno sei sicura che viene mi chiami e io corro. -Senz’altro, e sai cosa ti dico…che anche tu intrigheresti lei… Al ritorno ho guidato io, Lina si sentiva troppo euforica e non se la sentiva di tenere il volante con fermezza. -Annamaria…ma ci pensi che abbiamo fatto sesso con una ragazza che avrà quarant’anni meno di noi…non me lo sarei mai aspettato…ora mi sento quasi un senso di colpa… -Ma cosa dici…è stata lei a farci capire che la intrigavamo…e poi da come le hai sborrato in faccia non penso che in quei momenti ti stavi facendo dei sensi di colpa…sappi che ci sono molti giovani che si sentono molto attratti dalle mature o addirittura dalle super mature…Salvatore e Severino non fanno parte di questa schiera? E allora non stupirti e domani cerca di toglierti tutte le voglie che vuoi con dei bei cazzi giovani. Il sabato mattina siamo andate entrambe dalla parrucchiera, volevamo essere al top per la grande orgia che ci apprestavamo a vivere, prima dell’arrivo dei due maschi Lina ha provato i due completi da padrona scegliendo quello che avrebbe poi indossato, dei due era sicuramente il più sexy. Poi ci siamo preparate in abbigliamento casto per ricevere i nostri ospiti. Sono arrivati in perfetto orario entrambi, a conferma della loro affidabilità; Severino era agghindato di tutto punto, con giacca e cravatta come se dovesse partecipare a un matrimonio, Salvatore in jeans e felpa. Sono entrati piuttosto imbarazzati, per non perderci in inutili preamboli li ho condotti immediatamente nella stanza dei giochi e con un casto sorriso li ho invitati a spogliarsi. Il commesso salumiere in pochi secondi era completamente nudo, l’ingegnere invece si toglieva un capo per volta e ad ogni indumento che si toglieva avvampava sempre più dalla vergogna, finalmente però sono rimasti entrambi completamente nudi, al che ho detto a Lina di incatenarli alla spalliera, però non all’ultimo listello ma al penultimo, questo per permettere loro di muoversi con più facilità. I loro uccelli erano mosci, ho preso allora due piume di pavone ne ho data una a Lina dicendole - Su, solletichiamoli un po’, cerchiamo di metterli a proprio agio. E’ stata una mossa perfetta, perché sotto quelle leggere carezze i loro cazzi hanno cominciato a rizzarsi, era bellissimo vedere i due manici che con piccoli scatti si alzavano in perfetta sintonia come le sbarre di un passaggio a livello; essendosi gonfiati a mezza altezza, con la piuma potevamo ora solleticarli nei coglioni spingendosi fino al loro orifizio anale e lì l’erezione si è completata in modo perfetto, ero ormai calda - Siamo in quattro in questa stanza e abbiamo tutti una cosa in comune, un amore sviscerato per il cazzo, forza ragazzi cercate di avvicinarvi e vedete di sfregarvelo a vicenda. Hanno cercato entrambi di spostarsi il più possibile verso il punto di congiunzione delle due spalliere, Severino è riuscito seppur con fatica ad accarezzare il polpaccio di Salvatore con la pianta del suo piede, tutti due hanno emesso un gemito di piacere, io ho cominciato a incoraggiarli -Su…cercate di sfiorarvi i cazzi a vicenda… Si sono messi d’impegno ma nonostante cercassero quel contatto non riuscivano toccarsi, io e Lina siamo andate a indossare le nostre tute nere di lattex e quando siamo tornate nel vederci così agghindate i due hanno aumentato i loro sforzi, riuscivano solo a sfiorarsi per cui ho invitato Lina a mollare di una ventina di centimetri la catena per concedere a loro maggior libertà di movimento; la mia assistente con agilità felina si è arrampicata sulla spalliera e ha allentato la catena, quando è ridiscesa i due schiavi sono finalmente riusciti a entrare in contatto con i loro uccelli. Era uno spasso vedere come entrambi spingevano i loro cazzi per strofinarseli a vicenda, i cazzi pulsavano a mille e quando le due cappelle riuscivano a toccarsi emettevano dei sospiri di estremo piacere. Mi sono avvicinata a loro, la mia tuta era formata da due pezzi, un bustino con laccetti di pelle che lasciavano quasi scoperti i seni e una gonna corta con uno spacco; alzavo appositamente la coscia per mostrare che ero senza mutande e loro incollavano lo sguardo sotto la gonna per ammirare la mia pelosa. Lina aveva invece una tuta completa molto aderente, che metteva in mostra le sue sinuose curve ma che non offriva particolari visioni dirette, si sentiva così trascurata, i loro sguardi erano incollati solo su di me; allora si è sfilata la tuta ed è rimasta completamente nuda e a quel punto i due schiavi hanno spostato la loro visuale sulla mia amica. Mi sono avvicinata a loro, con le mani ho mollato ulteriormente la catena che li legava al collo verso l’interno avvicinando i loro visi e con tono di comando ho ordinato - Su schiavi baciatevi, limonatevi senza limiti…le vostre padrone vogliono che ci facciate eccitare… Ora che erano ancora più liberi hanno immediatamente avvicinato le loro labbra e hanno cominciato a baciarsi, Salvatore incollava la sua bocca contro il collega schiavo e cercava di succhiarlo tenendo le bocche a contatto; Severino invece tirava fuori la sua lingua e pregava l’amico “Tirala fuori anche tu dai che è bello slinguarsi così” erano al massimo dell’eccitazione, se prima i loro cazzi erano duri ora sbarre di acciaio. Vederli così arrapati ci faceva eccitare a dismisura, ora era il momento di entrare anche noi in gioco, li abbiamo liberati dalle catene e li abbiamo condotti al letto rotondo, li abbiamo fatti mettere a tre quarti del materasso dove la seduta era leggermente più stretta nella posizione a pecora in modo che i loro volti erano vicinissimi e uno difronte all’altro a modo che potevano continuare a limonarsi; non capivano cosa volevamo fare ma tacevano come animali che stavano per essere sacrificati. Quando hanno visto che stavamo per metterci lo strap on hanno capito tutto; Severino è sbiancato in viso, Salvatore invece che aveva già gustato quel tipo di intrattenimento ha sorriso… ho chiesto a Lina - Cara scegli tu il partner che vuoi deflorare… - Non ho dubbi mi prendo l’ingegnere…abbiamo ancora un conto da regolare… Ho preso un barattolo di vasellina e l’ho allungato a Lina -Non mettergliene troppa, l’inculata più bella è quella che dà anche un po’ di sofferenza. Abbiamo cominciato a ungere i culi dei due gay, Lina mi ha dato ascolto ma esagerava un po’ con il livello di sofferenza che avevo suggerito, tanto che Severino dava qualche segno di dolore…ma con molta dignità; io invece ho lavorato il buco di Salvatore con il dito medio e il salumiere ha cominciato a differenza del suo compagno di giochi a godere della mia intrusione fin da subito, anzi mi incitava a violentarlo con il dito -Così padrona, così…sei divina lavoramelo senza ritegno e preparami a ricevere poi il tuo cazzone. A un certo punto ho urlato a Lina “Vai!”, era quello che la vaccona voleva, ha tolto il dito e ha infilato con un colpo deciso il suo cazzo di lattice nello sfintere dell’ingegnere che ha risposto con un urlo iniziale ma che dopo quattro colpi è stato sostituito da una serie di ansimi di piacere -Così Lina…così…infilamelo tutto!!! La mia amica pur essendo alla sua prima esperienza del genere dimostrava già di aver appreso le mie lezioni e pur essendo infervorata dimostrava pure di avere una eccelsa lucidità -Ma che Lina e Lina…come ti permetti di prenderti simili confidenze…se vuoi chiamarmi per nome lo accetto ma devi chiamarmi “Padrona Lina” e devi darmi del lei; qui non sei l’esaminatore che vuole respingermi all’esame, sei solo un povero pederasta che brama di farsi inculare. Ero entusiasta, sentivo appagarsi in me la sete del potere, vedere i due ragazzi che vibravano sotto i nostri colpi mi davano un senso di dominio completo e della cosa ne godevo oltremisura, ma non mi bastava -Su finocchioni, alla spalliera nonostante le catene vi ostacolassero i movimenti facevate di tutto per limonarvi e ora che siete faccia a faccia non ne approfittate? Su slinguatevi!!! I due non se lo sono fatto ripetere e allungando il collo hanno incollato le loro bocche tra di loro staccandole solo quando dovevano gemere di piacere; io e Lina spesso incrociavamo i nostri sguardi e ci beavamo delle espressioni estatiche dei nostri visi, ora però la mia figa reclamava la sua parte e sono intervenuta di nuovo - Adesso cari i miei marmocchi è ora che diate anche voi… io e Lina abbiamo smesso di stantuffarli e ci siamo sdraiate al centro del letto, una di fianco all’altro, spalancando oscenamente le cosce -Avanti!!! Scopateci come si deve, nel sesso bisogna saper anche dare non solo ricevere e ricordatevi che dovrete venire solo quando vi saremo completamente appagate e vi daremo l’autorizzazione. I due non hanno particolarmente gradito l’interruzione forzata delle nostre pompate ma come hanno visto i nostri triangoli pelosi hanno ripreso vigore e hanno cominciato a penetrarci invertendo i ruoli. Eravamo talmente eccitate che di lì a poco abbiamo cominciato a godere, gli orgasmi si sono succeduti in continuazione, avrei voluto non smettessero mai, quando però capivo che i due stavano per cedere li invitavo a cambiare partner, quel gioco li esaltava così che si scambiavano la figa da soddisfare e quella pausa mandava indietro la loro sborrata. A un certo punto però, Salvatore che era già reduce da un flop del genere, mi ha quasi implorata -Padrona Annamaria, scusami ma non ce la faccio più, se non sborro mi scoppiano le palle -Va bene…sono appagata… voglio però che vi sborriate in faccia a vicenda. Dalla loro espressione la mia idea andava a genio ad entrambi, si sono staccati da noi, Severino si è sdraiato, Salvatore si è seduto sul suo petto, si è dato due colpi di sega e ha cominciato ad inondare la faccia del compagno, era un vero e proprio tsunami di sperma, una serie continua di getti copiosi che si infrangevano sul viso dell’ingegnere che a bocca aperta avrebbe voluto ingoiare tutto quel succo di cazzo. Quando finalmente la furia di Salvatore si è esaurita si sono scambiati la posizione ed è stata la volta di Severino a vuotarsi le palle sul viso estasiato del salumiere. Si sono sdraiati esausti con la faccia tutta impiastricciata di sborra densa e calda; io e Lina nel vederli così ci siamo congratulate con lo sguardo…li avevamo letteralmente distrutti e abbiamo festeggiato l’evento con una limonata carica di libidine per poi sdraiarci anche noi al fondo del materasso sfinite. Siamo stati tutti quattro immobili a recuperare le forze, poi Severino ha rotto il silenzio -Padrone…desidererei lavarmi il viso…posso andare in bagno… L’ingegnere aveva perso di colpo la sua baldanza e ora era docile e remissivo, pian piano stava scoprendo quale doveva essere il suo ruolo e io dovevo approfittarne… -Aspetta, andiamo tutti insieme, ve la laviamo noi la faccia… Ho guardato Lina in faccia, la maiala aveva già capito tutto, abbiamo preso per mano i due ragazzi e ci siamo dirette in bagno; la mia assistente ha aiutato Salvatore a sedersi nella vasca e appoggiare la faccia sul lato inclinato…il porco sapeva già cosa sarebbe successo, aveva già sperimentato quel gioco e dall’espressione del suo viso era ben lieto di ripetere quell’esperienza. Severino invece guardava me e poi i due senza capire nulla ma curioso di vedere cosa sarebbe successo. Lina si è accucciata flettendo le gambe ha allargato le cosce e ha cominciato pisciare in faccia al suo schiavo. Salvatore ruotava il collo per farsi inondare da entrambe le parti e sussurrando -Padrona Lina ti ringrazio, lavami bene, la tua pioggia é divinamente tiepida e molto piacevole. A tratti teneva il viso ritto e apriva la bocca per dissetarsi e Lina muovendo il bacino cercava di centrargliela. Nel vedere ciò Severino si è irrigidito di colpo e guardandomi con terrore mi ha detto con voce concitata -Se pensi che anch’io mi abbassi a simili schifezze ti sbagli… non sono uno zozzone come quel depravato. -Hai accettato di partecipare all’orgia e devi stare alle regole; poi quando te ne andrai se la cosa non ti sarà piaciuta sarai libero di rifiutare altri nostri inviti e tornare a farti fottere dal quel cazzo moscio del tuo vecchio professore. Il mio tono secco lo ha colpito ed è rimasto in silenzio a vedere Lina che finiva di vuotarsi la vescica; come hanno abbandonato la vasca l’ho preso per mano e dopo aver risciacquato la vasca, cosa che ha particolarmente gradito, l’ho fatto accomodare come Salvatore. Mi guardava terrorizzato, ma io ho cercato di alleviargli la tensione, gli ho avvicinato la passera vicino alla faccia, gliel’ho fregata dolcemente sul naso dicendogli -Su Severino, annusa, senti che bell’odore ha la figa della tua ex professoressa… -Non te l’ho mai detto, ma sai che da ragazzo a volte me lo menavo pensando a te mentre venivo -E allora non avere il terrore, guardala…una volta ti segavi pensandola e oggi me l’hai scopata per ore… Il suo sguardo si è improvvisamente rilassato e ha avvicinato il viso per annusarmela, ma della iena non devi fidarti e come ha appoggiato il suo naso tra i miei peli io ho aperto il rubinetto e ho cominciato a pisciargli in faccia; ha cercato di sfuggire ma io ho stretto le cosce immobilizzandolo, poi l’ho obbligato a ricevere la mia pioggia dorata e lui ha quel punto è riuscito solo a chiudere gli occhi. Guardavo la sua faccia disgustata, non provavo il minimo senso di pena, anzi vederlo così mi eccitava -Su Severino gira la faccia dolcemente che ti pulisco anche le guance…sei pieno di sborra dappertutto! Ha aperto gli occhi e ha alzato il capo per evitare i miei getti sul naso, i nostri sguardi si sono così incontrati -Dillo che non è poi tanto male, che pensavi molto peggio -Mi piace sentirla scendere sul petto…e sull’uccello… Ho abbassato il bacino e ho finito di versargli gli ultimi getti sul cazzo, che a quel contatto, alla faccia della sborrata che aveva fatto nemmeno mezz’ora prima è tornato prepotentemente in piena erezione -Brutto porco, ce l’hai di nuovo duro, fingi di fare lo schizzinoso ma in realtà sei eccitato, sei un maialone!!! Siamo rimasti immobili a guardarci di nuovo negli occhi, avrebbe voluto negare che aveva provato del piacere ma sapeva che l’evidenza dei fatti lo condannava, ha mollato il mio sguardo e mi ha detto -Ora posso finalmente risciacquarmi la faccia? -Certamente, lavatevi pure tutti e due. E’ uscito dalla vasca e si è diretto verso il lavabo, Salvatore però ha detto -Padrona se me lo permetti io preferirei solo passarmi un asciugamano, non voglio lavarmi, toglierebbe l’odore di padrona Lina mentre torno a casa e io adoro quell’ odore. Siamo tornati alla stanza dei giochi per rivestirci, là l’odore di sesso era intenso e penso che piacesse a tutti quanti; prima che se ne andassero mi sono messa davanti a loro e li ho sentenziati - Vedo che tra voi si è instaurato un certo rapporto di complicità, sono certo che vi piacerebbe rincontrarvi per giocare solo in due; io non posso certo proibirvelo ma desidererei esserne infornata e darvi personalmente il permesso per incularvi. Salvatore mi ha guardata terrorizzato – Padrona te lo posso garantire, io ho già tradito una volta la tua fiducia e me lo sono legato al dito, ti dirò tutto…anzi, sappi che è più di un mese che non mi ricevevi nella stanza dei giochi, ma io pur avendo avuto qualche approccio ho rifiutato tutto e mi sono limitato a menarmelo pensandoti però intensamente. -Ti credo e voglio dimostrati la mia gratitudine. L’ho portato ancora in bagno, ho aperto il cestone della biancheria sporca, ho preso un paio di mie mutandine e gliel’ho dato -Questo è un mio regalo così quando ti masturberai, annusandolo potrò esserti vicina in quei momenti. -Padrona Iena te ne sono grato, lo conserverò sempre nel mio comodino, grazie ancora!!! Severino rimaneva muto in un angolo e si leggeva in lui tanta invidia per quanto visto, prima di uscire dal bagno mi si è avvicinato e con tono dimesso mi ha sussurrato -Padrona Annamaria ti chiedo scusa per il mio ardire ma…potresti regalarmene un paio anche a me? Ho sorriso e gliene ho dato un paio anche lui, mentre andava verso la macchina ho visto che le annusava. Erano le sette, avevamo fatto quattro ore di sesso intenso, eravamo quasi stremate per cui ci siamo fatte portare due pizze a domicilio, abbiamo cenato in silenzio contemplativo e poi siamo andate a letto addormentandoci come sassi. Abbiamo dormito fino al suono delle campane di mezzogiorno…svegliandoci in piena forza con le energie completamente recuperate, abbiamo mangiato ricordando i momenti salienti della nostra performance sessuale, Lina era euforica, incerta su chi fosse il miglior scopatore tra Severino e Salvatore e galvanizzata della sua esperienza di scopatrice. -Per la prima volta mi sono sentita sicura di me stessa in un letto a fare sesso, ho capito cosa si prova ad essere dominante sul partner e la cosa mi ha esaltata; poche settimane fa mi avevi chiesto di scoparti ed io ero arrossita dicendoti che non me la sentivo assolutamente, ora se ti va lo desidererei con tutto il cuore. Cinque minuti dopo eravamo a letto, ci siamo scaldate con un bel 69 ma come le nostre fighe si sono bagnate Lina è scesa dal letto e si è infilata il suo strap on: era fantastica, il suo foltissimo pelo copriva i laccetti e le attaccature, per cui era la perfetta immagine di una bella donna munita di un bel cazzo. Mi piaceva vederla in quella posa statuaria con quell’uccello ritto e duro, mai avevo desiderato un cazzo così prepotentemente, nemmeno il giorno in cui mio marito mi aveva sverginata. Ho allargato le gambe, lei mi è salita sopra e mi ha penetrata con dolcezza. Come l’ho sentita entrare dentro di me sono stata invasa da un benessere generale: era la prima volta che una donna mi penetrava e quella novità mi piaceva…oh quanto mi piaceva!!! Gli ondeggiamenti di Lina erano lenti, cadenzati, come se quella pratica fosse per lei frutto di grande esperienza, poi oltre a scoparmi mi ha infilato la lingua in bocca e il nostro atto d’amore ha toccato l’apice. Godevo, quanto godevo… guardavo il suo volto estasiato da l piacere e capivo di amare quella donna -Tesoro mio, mi stai facendo impazzire, mi aspettavo di essere presa da una belva scatenata come hai fatto con Severino e invece mi stai rosolando a fuoco lento… -Con Severino scopavo…con te sto facendo l’amore…mi muovo cercando i movimenti che piacciono a me quando mi scopano per farti godere il più a lungo possibile, ti amo e ti amerò per tutta la vita. L’orgasmo è arrivato in modo prorompente, sicuramente uno dei più belli della mia vita, guardavo Lina, il suo viso ora era rosso paonazzo, era tesa e stava aumentando le sue pompate sempre più intensamente, mi ha guardata con occhi di brace e con un mezzo tono di comando mi ha letteralmente urlato -Ti voglio prendere alla pecorina!!! Mi sono posizionata a quattro zampe, la mia partner nel vedermi così ha cominciato a urlare - Ti voglio!!! Ti voglio!!! Mi stai accendendo di desiderio!!! Questa volta me lo ha infilato senza il minimo riguardo e come è entrata dentro di me ha cominciato a stantuffarmi a tutta velocità…mi sentivo puttana come non mai; anche Salvatore mi aveva scopata così ma era stato sotto mio ordine, ora invece ero io a obbedire alle voglie della mia compagna che aveva abbandonato tutta la dolcezza messa in mostra solo mezz’ora prima e ora mi stava quasi violentando…ma quella violenza era gradita…infinitamente gradita!!! -Lina mi stai facendo impazzire…sei una furia…mi stai facendo sbrodolare come una maiala… -Penso che sia merito di questo prototipo di uccello che ci ha venduto Teresa… -Ma cosa dici, il merito è tuo, della tua furia, del tuo ritmo scatenato, della tua voglia di me, godooooo!!! Per altri dieci minuti gli orgasmi si sono succeduti a ritmo vertiginoso poi Lina esausta ha ceduto e dopo essersi staccata da me si è sdraiata al mio fianco respirando a tutto spiano per la fatica accumulata. Sbuffava come un treno a vapore e continuava a ripetere “E’ stato bello scoparti!!!” Le ho tolto lo strap, le ho allargato le gambe e mi sono tuffata in quella montagna di pelo invitante, sono bastate una decina di leccate perché la mia donna mi sborrasse in faccia inondandomi di umori; a quel punto lei mi ha preso la testa tra le mani e mi ha spinto la faccia contro quella boscaglia fradicia costringendomi a continuare a leccargliela e ripetendo all’infinito “Non smettere, ti prego non smettere!” Quando si è finalmente placata, ci siamo abbracciate intensamente mettendo a diretto contatto i nostri cuori che battevano all’impazzata e abbiamo ridato di nuovo spazio alla dolcezza e al sentimento. Eravamo entrambe realizzate, appagate, innamorate; quel momento catartico è stato però interrotto dal trillo del cellulare di Lina. - Non rispondere…non rompere l’atmosfera magica che regna in questa stanza… Lina ha guardato il display e ha ribattuto dispiaciuta - Non posso, è Cesare, sono tre giorni che non lo sento. La voce di suo figlio rimbombava nel silenzio della stanza e io sentivo tutto - Ciao mamma, scusa se non ti ho chiamata prima ma qui è un inferno, alcuni giorni siamo impegnati anche dopo cena; forse smettiamo giovedì ma ho poi due riunioni, comunque sabato prossimo sarò a casa. -Ho una grande notizia da darti, ho preso la patente…ce l’ho fatta!!! -Dimmi che non mi stai prendendo in giro…non posso crederci come hai fatto! -Tutto merito di una mia vecchia compagna di scuola che mi ha dato lezioni e mi ha seguita nell’esame da privatista … sabato sera te la farò conoscere perché vi offrirò una cena “da Mario” e festeggeremo la mia promozione.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.4
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Iena 9: L'harem si allarga:

Altri Racconti Erotici in orge:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni