tradimenti
La Liturgia del Peccato (3)
26.07.2025 |
223 |
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""Sì, Padre, " sussurrò, e la sua voce era ferma, devota, quella di una discepola che ha appena ricevuto la verità assoluta..."
Il Vangelo secondo il RegistaLa sua richiesta disperata pendeva nell'aria stagnante del confessionale, un'eco di fragilità che sembrò infrangersi contro la dura parete di silenzio del Padre. Eleonora, con il viso ancora umido di lacrime di frustrazione, si aspettava un mormorio di preghiere, una penitenza di rosari, un blando conforto spirituale.
Ciò che ricevette, invece, fu una trasformazione.
La figura scura dietro la grata si mosse. Non fu un movimento di conforto, ma uno di deliberata, fredda concentrazione. Il corpo del prete si raddrizzò e, quando parlò, la sua voce era irriconoscibile. Era sparito il tono vacuo e impersonale del confessore. Al suo posto, un sussurro basso, stranamente fermo, quasi clinico. Un sussurro che non offriva perdono, ma strategia.
"La preghiera è per le anime deboli, Eleonora," mormorò il Padre, e ogni parola era un colpo di scalpello che scolpiva una nuova realtà. "Il tuo demone non si scaccia. Si doma. Si umilia. Lo nutriremo con la sua stessa fame fino a farlo soffocare."
Eleonora rimase immobile, interdetta. Il suo pianto si arrestò di colpo. Quello non era il linguaggio di un prete. Era il linguaggio del potere.
"Hai fallito," continuò la voce, spietata e precisa, "perché sei stata un'attrice senza un regista. Hai offerto tutto subito, come una prostituta ansiosa. Hai concesso la tua immagine, ma non hai orchestrato l'attesa. La tua prossima penitenza non sarà per l'anima, ma per il corpo. Il suo."
Eleonora trattenne il respiro, un brivido che non era di paura ma di eccitazione oscura le corse lungo la schiena. Il confessionale non era più un luogo di giudizio. Si era trasformato in un teatro di prova, in una sala strategica per un'incursione nel cuore della lussuria.
"Domani tornerai da lui," le ordinò il Padre, la sua voce un filo di ghiaccio e fuoco. "Farai la tua lezione come sempre. Sentirai il suo sguardo, la sua verga che si indurisce nei pantaloni per te. Ti nutrirai della sua adorazione silenziosa. Ma questa volta, seguirai il mio copione. Il mio Vangelo."
Eleonora si sporse ancora più vicino alla grata, pendendo dalle sue labbra. L'uomo che lei conosceva come Padre si era dissolto; al suo posto c'era un maestro, un burattinaio, un regista del peccato, e lei, finalmente, aveva trovato il suo ruolo.
"Atto primo: L'Esca." Il sussurro del regista divenne ancora più intimo. "
Nello spogliatoio, ripeterai la tua danza, ma più lentamente. Ti toglierai il top, ma lascerai il reggiseno. Ti sfilerai i pantaloni, ma terrari il tanga. Camminerai nuda, gli darai la visione della tua pelle, ma non l'offerta completa. Sarai un banchetto dietro a un vetro, a portata di sguardo ma non di mano. Lo porterai sull'orlo della disperazione."
"Atto secondo: La Falsa Uscita."
Eleonora poteva sentire il respiro pesante e controllato dell'uomo. Era il respiro di chi sta descrivendo la propria fantasia. "Poi, lo deluderai. Ti rivestirai. Non con i tuoi abiti puritani, ma con un vestito semplice, quello che indossi ora. Raccoglierai le tue cose. Con calma, ti dirigerai verso la porta, come se tutto fosse finito. Gli darai la stessa morte che hai provato tu: la frustrazione, lo svuotamento. Sentirai il suo cuore di peccatore sprofondare. Crederà di aver perso la sua occasione."
"Atto terzo: La Rivelazione e il Comando."
La voce del Padre si abbassò ancora di più, diventando quasi un ringhio di piacere represso. "Ma non uscirai. A un passo dalla porta, ti fermerai. Ti volterai lentamente. E camminerai verso di lui. Direttamente verso il suo armadietto. Niente più segreti. Niente più giochi d'ombra. La caccia è finita."
Il prete fece una pausa, lasciando che la tensione diventasse quasi insopportabile. Eleonora sentì la sua fica pulsare con una violenza che non provava da anni. Quello era più potente di qualsiasi atto fisico. Era la profanazione dell'attesa stessa.
"Bussarai piano al suo armadietto, una sola volta," concluse il regista con la sua istruzione finale. "E quando lui, tremante e confuso, aprirà, tu non dirai nulla. Lo guarderai negli occhi, poi scenderai con lo sguardo sul rigonfiamento dei suoi pantaloni. E gli darai il tuo unico, sacro comando: 'Finisciti. Ora. Per me.' Non lo toccherai. Lo costringerai a sbrigarsi davanti a te, nel silenzio umiliante dello spogliatoio, non come un amante, ma come un cane a cui viene ordinato di obbedire. Il suo orgasmo non sarà un trionfo, ma un atto di sottomissione. La sua vergogna sarà il tuo trionfo. Questo ucciderà il tuo demone."
Silenzio. Eleonora ansimava leggermente, il suo corpo interamente consumato da quelle immagini, da quel piano di vendetta erotica così perfetto, così crudele. Alzò lo sguardo verso l'ombra dietro la grata. "Sì, Padre," sussurrò, e la sua voce era ferma, devota, quella di una discepola che ha appena ricevuto la verità assoluta.
"Questa è la tua penitenza," disse lui, tornando per un istante al suo tono formale, una maschera sottile su un volto che Eleonora poteva solo immaginare contorto in una smorfia di lussuria contenuta. "Va' in pace, figlia mia. E non fallire."
Lei uscì dal confessionale. Non era più una penitente in cerca di perdono.
Era un'assassina, armata di un copione divino e pronta a sacrificare l'anima di un uomo sull'altare della propria, ritrovata, onnipotenza. La chiesa non le era mai sembrata così sacra.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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