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Scambio di Coppia

La nuova famiglia di mio padre - Parte 3


di Kalifly81
23.08.2025    |    3.356    |    2 9.9
"“So che per te è importante e se vuoi allora per oggi potresti ritornar di lá a finir quello che avevate iniziato” le dico e lei si sfila, ha un’espressione contrariata..."
Finisco la visita a due appartamenti e mi ritrovo una chiamata da parte di Sara, la richiamo.
All’inizio fa finta di salutare un’amica, sento che si muove e appena s’allontana “Stamattina ho fatto una mezza litigata con mia figlia, lei nega sia successo nulla.”
“Come ha giustificato la mancanza della pillola?” le chiedo.
“Non le ho detto della pillola. M’ha detto che l’accuso di farsi l’uomo che io le ho fregato, e che se lui s’è pentito della scelta è colpa mia e non sua. Ti rendi conto? Ma adesso torno di là e mi sente, devo solo calmarmi un attimo” Sara è parecchio agitata al telefono.
“Calmati un attimo, esci a bere un caffè” insisto un paio di volte e ci mettiamo d’accordo per trovarci ad un bar.
Ci sediamo fuori e lei mi racconta della litigata “Ma con mio padre? Come hai intenzione di comportarti?” le chiedo.
“Guarda, so che a lui Annalisa piace, l’ho sempre saputo. Voglio vedere che mi dice; se anche lui si ostinasse a negare l’evidenza lo pianto su due piedi. Con lui ci sto perchè mi piace come uomo in sè, il sesso non è un granchè e non ci sto per quello, se avesse voluto togliersi uno sfizio potrei anche digerirlo ma avrebbe dovuto dirmelo, e se mi vuole mentire beh io non ci sto, e comunque anche se dovesse ammetterlo in qualche modo gliela devo far pagare”.
“Ripagalo con la stessa moneta” le suggerisco.
“Cioè?” chiede lei e io le spiego “Se lui ti ha tradito con tua figlia tu tradiscilo con suo figlio”.
“Dai smettila”.
“Perchè no?” provo ad insistere “Se devi fargliela pagare perchè no? E hai detto che se confessa potresti anche giustificarlo, se tu lo giustifichi lui deve giustificare te”.
Lei mi guarda un attimo storto, ci sta riflettendo “Lo dici per inventarti una scusa perchè vuoi che finiamo a letto io e te” osserva giustamente.
“Prova ad immaginare, lui ammette che è stato con Annalisa, tu gli fai il caziatone ma alla fine lo perdoni indicandogli che peró anche tu farai la stessa cosa che ha fatto lui; non potrà dirti di no altrimenti ammetterebbe di essere in torto marcio” lei segue il ragionamento riflettendoci “magari ci inviti a cena; a cena terminata potresti dirgli di prendere la pillola lasciandogli intendere che poi andrete a letto, per poi dirgli che dato che l’hai perdonato lui deve lasciarti sedurre me e starsene nella stanza accanto ad ascoltare, sarebbe una bella punizione”.
Sara mi guarda, resta in silenzo un bel po’ “Sarebbe crudele” e ride “sarebbe perfetto”.
“Con Annalisa lascia perdere, te l’ho detto come lei si senta in qualche modo inferiore a te, lascia perdere e quando si son calmate le acqua parlatene assieme” Sara si sporge e mi dà un bacio alla guancia, finiamo la colazione assieme e ce ne torniamo a casa.
La mattina seguente Sara mi scrive che mio padre ha confessato, che l’ha scongiurata di perdonarlo, nei giorni a seguire mi manda messaggi o mi chiama per comunicarmi i particolari del piano che ha messo a punto.
Ha fissato la cena per domani dato che Annalisa ha un compleanno dopo cena e quindi saremo solo noi tre una volta messo a dormire il piccolo; a metà cena gli dirà di prendere la pillola in modo da essere pronto appena Annalisa esce, lo porterà di sopra e gli dirà che per essere perdonato lei dovrà sedurre suo figlio proprio come ha fatto lui, lo manderá in camera di Annalisa che è adiacente e dovrà ascoltarla godere con un altro.
Quando arrivo da Sara mio padre è già lì, Annalisa non c’è in quanto Sara aveva capito male ed il compleanno era un apericena, poco male dato che l’obiettivo era rimaner soli in tre.
Durante la cena noto i loro bisbigli e movimenti, se non sapessi il piano non avrei idea di ció che avviene; ad una certa Sara porta a letto il figlio, quando ritorna faccio finta di voler andar via, Sara chiede di attendere un attimo e sparisce di sopra con mio padre, cinque minuti dopo scende e con un largo sorriso “Dai vieni di sopra”.
La seguo nella sua camera, appena dentro lei socchiude la porta e si leva pantaloncini e maglietta rimanendo con un intimo bianco completamente trasparente “Ho sempre desiderato un tuo bacio” dice a voce alta sorridendo ed avvicinandosi, io fisso quei capezzoli scuri sotto la stoffa trasparente, in piedi ci baciamo lentamente, con lussuria e passione.
Le slaccio il reggiseno “Ti piacciono le mie tette?” suppongo lo chieda perchè mio padre lo senta, non riesco a rispondere per l’imbarazzo e mi limito a piegarmi per prenderle in bocca passando da una all’altra mentre le levo le mutandine.
Infilo due dita in lei mentre in piedi succhio “Dai siediti che te lo voglio prendere in bocca” mi fa strano sentire queste frasi, il loro tono è palesemente recitato ma di certo non faccio storie, mi levo i jeans e i boxer mostrandole l’erezione e mi siedo come m’ha chiesto.
S’inginocchia, le sistemo i capelli mentre lo prende in bocca ed inizia un bavoso su e giù, poca lingua e tanta bocca, a volte lo molla dalle labbra per giocare con le mie palle.
“Toccati” riesco a dirle e lei lo leva dalla bocca ed inizia a toccarsi.
“Mettiti sul letto” le dico prendendole la mano e aiutandola ad alzarsi, si sdraia sul letto e apre le cosce mostrandomi le sue dita che giocano con le labbra della fica.
Le levo la mano ed iniziò un lavoro di lingua prima a ripulire ogni traccia di umore e poi a penetrarla, inizia piano ad ansimare.
Mentre la lecco con un dito cerco il suo retto e lo trovo “Che fai?” chiede lei respirando a fondo.
Sollevo il viso e la guardo “Avevi detto che mi avresti dato tutto” le dico sottovoce “Va bene ma dietro fai piano”.
Infilo il dito nel suo retto piano ed emette un gemito acuto e prolungato, riprendo a leccarla muovendo il dito nel suo retto e facendola ancora gemere, piano lo sfilo via.
Mi sollevo e mi stendo su di lei, la penetro con facilitá ed inizio a muovermi; a lei piace e aumento il ritmo, lei apre ancora di più le cosce ed ora geme “Ancora più forte” dice lei, mi abbraccia e aggiunge eccitata sottovoce “ho bisogno di uno che mi voglia prendere forte”.
Mi stendo meglio su di lei e afferrò a piene mani il suo sedere ed inizio a spingere con molta velocitá, cercando d’impiegare ogni mia energia e lei inizia a gemere, sempre più forte, tiene chiusi gli occhi e geme nel rumore che fa il letto contro il muro.
Mi stacco da lei, sentivo i polpacci troppi tirati.
“Vieni qui” le dico mentre mi rimetto in piedi a bordo letto, lei viene a sedersi sul letto con piedi a terra e lo riprende in bocca stavolta masturbandolo piano, e con la stessa lentezza lo lecca.
“Ohhh sei meravigliosa” la lascio leccare un altro po’ poi la faccio alzare in piedi e le faccio mettere un piede sul materasso “Ma che fai?” dice e sembra contenta; mi avvicino a lei e la penetro; lei geme non s’aspettava una penetrata diretta, io le afferro il sedere e lo spingo verso di me mentre vado avanti ed indietro col bacino; sento le sue mani sul mio sedere ed imita il mio movimento gemendo frequentemente.
Ci sbattiamo l’uno contro l’altra fortemente, inizio ad ansimare piano dal piacere e lei continua con i brevi gemiti continui.
“Il culo” le dico fra un respiro e l’altro.
“Cosììì mi piace iiih” cerca di dire ma io mi tiro fuori e la faccio girare e piegare, si ritrova con le mani sul materasso.
Punto l’erezione al sedere ma noto il suo gran seno in quella posizione penzolare, mi sposto un attimo di lato e prendo una mammella in mano avvolgendola alla base, stringo leggermente e spremo verso il capezzolo, lo rifaccio “Cos’e’?” chiede lei, ripeto il movimento stringendo un po’ le dita “Mmmm vuoi mungermi? Dai con entrambe le mani”.
Non me lo faccio ripetere ed inizio a spremerle il seno ripetutamente senza stringere troppo; mi riposiziono dietro di lei e le penetro la fica visto che richiede meno attenzione, è bagnatissima.
Con una mano si tiene sul materasso e l’altra ne prende una mia e assieme strizziamo il suo seno “Oh finalmenteehh fammi sentire vacca e mungimi, finalmente” non capisco se lo dica apposta per farsi sentire o se lo dica perchè lo pensa, le afferro il seno e inizio a sbattere il mio bacino contro il suo sedere e geme “oh oh oh”.
“Shhhht!” le dico ma lei continua a gemere.
“Shhht zitta” mi fermo dentro di lei.
“No continua dai” poi si mette in piedi e io esco da lei, sentiamo una specie di grugnito,
“Si sta toccando?” chiede Sara.
“Dai che schifo” dico io ed esce dalla camera, io la seguo.
La porta dell’altra camera è aperta, Sara si blocca esterrefatta e vediamo mio padre di spalle, è nudo in piedi a bordo letto, davanti a lui sopra il materasso Annalisa è a pecora, indossa un top nero, dalla cintola in giù è nuda, ai piedi degli stivaletti neri e ad una caviglia penzolano attaccati un paio di pantaloncini jeans ed un perizoma.
Sara entra, lo spinge di lato “Cosa stai facendo?!” vedo loro due girarsi e me ne torno diretto in camera.
Sento Sara arrabbiata quasi urlare, mi siedo sul letto e davanti alla porta passa Annalisa quasi correndo e si ferma vedendomi, entra e socchiude la porta, ascoltiamo Sara urlare contro mio padre.
“Scusami” dice lei.
“Per cosa?” chiedo.
“L’ho trovato che era” non riesce a dirlo ma immagino voglia dire eccitato “mi ha detto che tu ti stavi facendo mamma e io”.
“Forse mi devo scusare pure io” le prendo la mano e la faccio sedere a bordo letto al mio fianco “domani ti spiego tutto. Tua mamma sa che sei stata con mio padre, se te lo chiede non negare ok? La faresti solo incazzare di più. Ma hanno smesso di urlare” non si sente più nulla.
“Non vogliono farsi sentire da Leonardo forse” ci alziamo e piano usciamo, dalla porta semi chiusa vediamo i loro corpi stesi a letto, Sara sta sotto e lui sopra, sembrano muoversi molto piano, distolgo lo sguardo, prendo la mano di Annalisa e la riporto in camera, le levo il top ed il reggiseno, lei si fa condurre sul materasso e si rimette a carponi come prima, punto l’erezione ed entro in lei, mi muovo penetrandola e lei mugola di piacere.
“Sei così stretta, altro che tua madre. Con te è stupendo” le dico sapendo che vuole sentirsi migliore della madre, e per quanto la strettezza della sua fica mi dia più piacere, ora vorrei stare dentro Sara.
“Davvero?” chiede lei “Ti do più piacere io?” afferro i suoi fianchi spingendolo dentro “Oh! Non lo senti? Senti come mi piace”.
“Si lo sento” dice lei mentre io la penetro sempre più forte “si” ripete “lui non si muove molto, con te mi piace di più. Si. Vengo” e riavverto quel suo pulsare, le pareti che mi stringono, mi stupisco della velocità con cui è venuta, era evidentemente giá a buon punto, mi fermo in lei per non venire a mia volta perchè quello stringere mi porta quasi all’apice.
Riprendo a muovermi piano dentro lei quando sento le sue pulsazioni diminuire “Da domani allora lo facciamo solo io e te e con nessun altro?”.
“Siiii” dice trascinando la -i- ancora provando piacere.
“So che per te è importante e se vuoi allora per oggi potresti ritornar di lá a finir quello che avevate iniziato” le dico e lei si sfila, ha un’espressione contrariata.
“Non è importante e comunque stanno litigando, se ti dico che non voglio farlo con altri tu mi ci mandi subito?!” ha un tono infastidito.
“Ho pensato fosse importante per te. Di là lo stanno facendo. Ho solo pensato che tu l’hai mandato su di giri, e che ti avrebbe dato fastidio se poi è tua madre a raccoglierne i frutti” so che la stuzzico sul vivo ed infatti la sua espressione da contrariata diventa pensosa e domanda “Da domani solo io e te e ci dimentichiamo di oggi?”.
“Se è ció che vuoi si”.
“Ma come faccio ad andar di lá e sostituirla?” chiede, ci alziamo e andiamo verso l’altra camera: lui è steso e Sara sopra di lui lo cavalca, lui ci vede e sussulta, Sara si ferma e si volta, appena ci vede si toglie, non posso far a meno di notare che non è molto lungo ma è piuttosto tozzo “Che fate lì?” chiede Sara e le faccio cenno di uscire.
Esce e prova a dire a sua figlia “Io e te dobbiamo” ma Annalisa è dentro in camera, io prendo per il polso Sara e la conduco nell’altra stanza.
“Che succede?” chiede Sara mentre io le prendo la mano e la metto sulla mia erezione “Mettitelo dentro” lei lo afferra, si mette a pecora sul letto e se lo porta sulla fica, io spingo, le prendo i fianchi ed inizio a sbatterla, è molto bagnata.
“Era già venuto?” le chiedo.
“Cosa? No” dice eccitata “tu sei già venuto?”.
Ansimo di piacere dato che sta arrivando l’orgasmo “No ma sto quasi per venire”.
Mi levo da lei e la faccio girare in fretta e stendere a letto, mi metto sopra di lei a gambe aperte “Mi piace l’uomo che prende l’iniziativa” e apre la bocca, io lo infilo nel suo seno e mi muovo in fretta avanti e indietro, lei si prende il seno e lo stringe “Ecco, vengo” lo sfilo e lo schiaccio sul suo viso masturbandomi e venendo, lei mi leva la mano lo prende menandolo con foga e chiude gli occhi facendosi impiastricciare il viso.
Mi tolgo da lei per non pesarle ulteriormente “Volevo godermele di più” dico palpeggiandole il seno, lei con una mano si libera l’occhio sporco mentre sentiamo dei gemiti maschili venire dall’altra stanza.
“Quando parlerai con Annalisa non essere troppo arrabbiata intesi? Mi ha detto che da domani vuole frequentare solo me. Tu che intenzioni hai?” le chiedo e lei ci pensa su finendo di pulirsi con la mano.
“Devi ancora godertele di più no?” e si soppesa una mammella “E devo ancora darti il culo. Se volete frequentarvi all’inizio potremo farlo in segreto per un po’, che dici?”.
Non le rispondo, ci risistemiamo.
Quando usciamo dalla camera Annalisa s’è chiusa nella sua, mio padre è in bagno e io decido di andarmene via per non vederlo.
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