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trans

A22. CAZZI ALLA PISCINA COMUNALE


di Janus
12.07.2025    |    228    |    4 9.3
"Antonella aprì la borsa, prese il flacone e versò sulle dita dell’istruttore un po’ di sapone liquido; lui riportò la mano tra le sue chiappe, la lubrificò a dovere, poi pian piano le..."
Dopo l’avventura notturna in autostrada, Antonella trascorse qualche giorno con i genitori ed il fratello maggiore, rientrato brevemente in famiglia dai suoi studi. Giorni tranquilli, non fosse stato per un particolare: il fratello aveva portato con sé la fidanzata del momento, con la quale spesso si abbandonava a spinte effusioni! Sembrava quasi che lo facesse apposta: come Antonello era in vista, lui palpava senza ritegno il culo alla sua ragazza e guardava il fratellino con uno strano ghigno! Lei ebbe un dubbio: forse suo fratello aveva capito, o sospettava che a lui le ragazze non interessassero…? Comunque, dopo un po’, finì per non farci più caso.

Le spudorate attenzioni del fratello per quella ragazza, però, finirono per ridestare nella femminuccia la voglia di sesso tenuta repressa. La masturbazione notturna a culo all’aria non poteva bastarle… pensò allora all’unico aiuto su cui poteva contare: il giornalaio, con le sue conoscenze. Passò quindi al chiosco, e attese paziente che il suo mentore potesse dedicarle qualche istante. Appena libero lui la salutò festoso, dicendole sottovoce “Mi stavo giusto chiedendo quanto ancora avresti resistito alla voglia di cazzo…!”; lei lo guardò quasi implorante e lui proseguì “Uno degli uomini che devono ancora farti il culo è istruttore di nuoto alla piscina comunale.”.

“…Potresti andarci, così magari ti si farà lui e forse qualcun altro di loro…”; Antonella, con lo sguardo riconoscente, accettò subito “Grazie davvero, signore… quando si potrebbe fare…? Ho davvero troppa voglia…”. “La piscina è aperta tutti i giorni, ora che è estate… meglio comunque andarci in tarda mattinata: c’è meno gente. Quando andrai chiedi di Flavio, dicendo che devi fare una lezione di prova… capito?”. Lei lo ringraziò ancora, e lui le fece sorridendo: “…Mi ringrazierai col tuo culetto, quando sarà abbastanza aperto da poter prendere il mio cazzo senza problemi!!”; “Sarà un gran piacere anche per me, signore…” ribatté pronta lei, con aria da perfetta puttanella.

Poi l’omone specificò “Non c’è bisogno di travestirti… vai così come sei, con una tuta da ginnastica… non dimenticare il costume, l’accappatoio, il necessario per fare la doccia e per cambiarti…”, e la salutò sornione. Tutta felice, lei se ne tornò a casa; entrò e, come spesso negli ultimi giorni, trovò soli il fratello maggiore e la sua ragazza… lui era seduto sul divano, lei gli si era messa a cavallo delle cosce e si stavano slinguando in bocca. Come vide Antonello, il fratello maggiore tenne stretta la ragazza a sé per la vita e le sollevò la gonna dietro, mostrando al fratellino che lei non aveva le mutande… “Dai… cosa fai…? Non siamo soli…” fece la sua fidanzata, con scherzoso e finto pudore.

“Che bel culo che ha… e come è fatta bene… beata lei!” pensò invidiosa la travestita… poi andò in camera facendo finta di nulla, seguita dallo sguardo divertito di quei due. Quel giorno ormai si era fatto tardi, per cui lei decise di andare in piscina il giorno dopo. L’indomani, dopo la colazione in famiglia, disse del suo interesse per il nuoto ai genitori, si preparò come il giornalaio le aveva detto e, borsa sportiva a tracolla, prese la bicicletta e si avviò. La piscina comunale si trovava dalle parti delle scuole, per cui la raggiunse in breve tempo; passò accanto alla palestra, e ripensò ai pompini fatti di notte agli studenti… giunta in piscina, parcheggiò la bici e si diresse all’ingresso.

Entrò e raggiunse quella che sembrava la segreteria, dove chiese di Flavio come il mentore le aveva detto. “Un momento, te lo chiamo…” le fu risposto dall’addetto, che uscì da dietro il banco e si avviò per i corridoi. Poco dopo quel tipo fu di ritorno, seguito da un uomo muscoloso dai capelli corti, in maglietta e pantaloncini. “Sono Flavio, mi cercavi…?” fece lui; “Buongiorno signor Flavio… sì, sono qui per una lezione di prova… mi è stato detto di chiedere di lei…”. “Aahhh sì… la lezione di prova… giusto! …Vieni con me, che ti spiego come funziona…” rispose lui, invitando il ragazzo a seguirlo.

Quell’uomo fece strada verso gli spogliatoi, chiedendo per conferma sottovoce “…Tu sei quella dello spogliarello al teatrino, vero…? Riconosco i tuoi capelli…”. “Sì signore, sono io… Antonella, lieta di conoscerla…”; “Il piacere è tutto mio, cara…” ribatté lui, aprendo una porta e cedendole il passo. “Ecco, questi sono gli spogliatoi degli uomini… puoi metterti in costume in una di queste cabine, poi la borsa la chiudi in uno degli armadietti alla parete e tieni al polso la chiave. Quel passaggio laggiù porta alla piscina… fai la doccia automatica mentre passi; io ti aspetto a bordo vasca…”. “Va benissimo signore, grazie… arrivo in un attimo…” rispose lei, già piena di desiderio….

Antonella seguì le istruzioni e poco dopo entrò in piscina. Non c’era quasi nessuno… l’istruttore le fece fare qualche tuffo e provare qualche stile di nuoto, poi le disse “Per me può bastare… ho già capito cosa devi migliorare, se vorrai fare qualche ciclo di lezioni…” poi aggiunse “…ora puoi farti la doccia e aspettare nella cabinetta in cui ti sei cambiata… mi spiego…?”; “Certo signor Flavio, ho capito… sarò là tra qualche minuto!” ribatté lei, felice e con un sorrisetto malizioso. Lasciò quindi la piscina per lo stesso passaggio da cui vi era entrata, andò all’armadietto, prese accappatoio e doccia schiuma, lasciò il costume, richiuse e si diresse alle vicine docce, nuda e sculettando….

Alle docce trovò un uomo maturo che stava lavandosi, e poco dopo un altro arrivò dietro di lei… entrambi le guardarono il culo ammiccanti, maneggiandosi esplicitamente gli uccelli. Lei fece finta di nulla e iniziò la doccia, canticchiando e lanciando, di tanto in tanto, un’occhiata ai cazzi di quei due. Quella situazione le piaceva molto: le ricordava la doccia fatta con il giornalaio e Beppe, al circolo del tennis, molte settimane prima!! Poi uno di quei due le propose sottovoce “Se vuoi, ti lavo la schiena…”; “Oh sì sì, grazie signore, davvero gentile…” rispose lei con fare da puttanella: un invito a nozze!! Quell’uomo prese a strofinarle le spalle… poi scese giù, sempre più giù… fino al culo.

Le passò le dita tra le chiappe, fino al buchino, e lei lo lasciò fare mugolando appena e sporgendo il culo in fuori per facilitargli l’opera… poi si sentì dire “…Anche noi eravamo con Flavio al teatro dove ti sei spogliata, sai carina…?”. Lei fu sorpresa da quella rivelazione, ma non si scompose e fece “Oh…!! Ma davvero…?? Spero di esservi piaciuta, allora…!”. “Ci sei piaciuta, eccome…!” le rispose il secondo uomo, “…E tra poco te lo dimostreremo… ma ora vai alla cabina, Flavio ti aspetta… noi veniamo dopo…”. La femminuccia si sentì eccitatissima: non uno, ma ben tre cazzi erano lì a sua disposizione!! Chiuse il rubinetto, indossò l’accappatoio e si avviò ancheggiando verso le cabinette.

Antonella riprese la sua borsa dall’armadietto, poi si avvicinò alla cabina più prossima; con la coda dell’occhio intravide Flavio che entrava negli spogliatoi… finse di non vederlo, ed entrò nello scomparto scelto. Quelle cabine, tutte dipinte di blu, avevano un sedile in legno che si alzava: abbassandolo, esso bloccava automaticamente la porta in chiusura. Lei naturalmente voleva consentire l’accesso… quindi lasciò il sedile mezzo alzato e la porticina socchiusa. Non dovette attendere molto, forse un minuto: l’accesso si aprì, e l’istruttore di nuoto si intrufolò nella cabinetta. Lei si era tolto l’accappatoio e attendeva fremente, in totale nudità.

Senza una parola, Flavio le si mise alle spalle e prese a palpeggiarle i seni, soffermandosi sui sensibili capezzoli… poi portò una mano sul suo culetto, facendola scendere lenta fino a toccarle con un dito lo sfintere… ce l’aveva piuttosto asciutto e chiuso, quindi le chiese “Dove hai messo il doccia schiuma…? Usiamolo per ungerti il culo, dai…!”. Antonella aprì la borsa, prese il flacone e versò sulle dita dell’istruttore un po’ di sapone liquido; lui riportò la mano tra le sue chiappe, la lubrificò a dovere, poi pian piano le insinuò prima un dito poi due nel buchino… il doccia schiuma, pur con una lievissima sensazione di bruciore, fece il suo dovere e l’ano della femminuccia fu presto ben aperto.

Lei prese a mugolare di piacere, eccitatissima da quelle robuste dita che le palpeggiavano i capezzoli e sditalinavano il culo… portò la destra sul “pacco” di Flavio, capendo che stava andando in erezione… allora infilò la mano dentro i suoi pantaloncini, fino a raggiungere il suo caldo uccello. Glielo accarezzò per qualche istante, poi si girò verso l’uomo e, guardandolo negli occhi, si abbassò davanti a lui fino a sedersi. Lui si abbassò i pantaloncini e lasciò penzolare all’aria il suo bel cazzo, ormai quasi duro. Antonella sorrise e aprì d’istinto le labbra, poi cominciò a leccare le palle di Flavio.

Dopo avergli lavorato a dovere lo scroto, salì e scese con labbra e lingua più volte lungo l’asta… infine prese la sua lucida cappella in bocca, e cominciò a succhiargliela golosamente. “Piano… piano!! …O mi farai sborrare subito!!” le fece lui ad un tratto, fermandola; allora lei si alzò e gli girò le spalle, appoggiandosi al sedile, in un chiaro invito a farle il culo. Lui sorrise felice: si prese il cazzo in mano e lo puntò nell’ano della femminuccia… spinse lentamente e, grazie al doccia schiuma, ben presto lo ebbe tutto dentro di lei. Doveva avere una gran voglia, l’istruttore di nuoto… prese a sbattere Antonella con foga, e ben presto le sborrò dentro con gran gemiti di piacere….

Lei avvertì una piacevole sensazione di caldo nelle viscere… poi Flavio si staccò, si tirò su i pantaloncini, le diede una pacca sul culo e uscì dalla cabina dicendole “Ciao… spero di rivederti presto!”. Lei ricambiò il saluto con un sorriso e asciugò lo sperma che le colava dal buchino, poi attese gli altri due uomini… loro erano là vicino, in accappatoio: appena videro l’istruttore di nuoto allontanarsi, si avvicinarono alla cabinetta di Antonella facendo “Possiamo…?”, una richiesta dalla risposta scontata, naturalmente! Si ritrovarono in tre in quell’angusto spazio, cercando di sistemarsi al meglio… il sedile era abbastanza largo, quindi i due si sedettero fianco a fianco e lei si inginocchiò.

I due uomini si aprirono gli accappatoi, mettendo a disposizione della femminuccia i loro cazzi ancora flosci… lei, felicissima, li afferrò con le mani e cominciò a segarli lentamente… quindi avvicinò il viso all’uccello di destra, e cominciò a leccarlo tutto… poi lo stesso servizietto regalò a quello di sinistra. Quindi tornò al primo, che prese in bocca cominciando a succhiarlo… e lo stesso fece col secondo, succhiando e leccando con libidinosa passione. Ben presto quei due cazzi cominciarono a svettare duri e vogliosi… “Chi mi incula per primo…?” chiese allora Antonella; “Io, se posso… altrimenti tra poco finirò per sborrare…!” rispose l’uomo a sinistra.

Lei si alzò, prese di nuovo il doccia schiuma e si unse lo sfintere, poi si chinò sul cazzo dell’uomo seduto lasciando il culo a disposizione dell’altro. Quello le strusciò l’uccello duro tra le chiappe, e lei glielo prese in mano per aiutarlo a penetrarla… una leggera spinta, e scivolò dentro il suo ano aperto senza fatica. A quel punto lei tornò a succhiare il cazzo dell’uomo seduto, lasciando che l’altro la inculasse a piacimento… mentre si dava da fare, altri frequentatori della piscina entrarono nello spogliatoio chiacchierando, ma lei non se ne preoccupò, anzi… ne fu maggiormente eccitata! Quello che la montava ben presto raggiunse l’orgasmo e, come Flavio, le riempì il culo di sperma….

Quell’uomo tornò a sedersi, mentre il secondo si alzò e si portò alle spalle di Antonella… lei aveva il buco del culo ormai slabbrato per le inculate appena prese, e tutto unto dal doccia schiuma e dallo sperma appena ricevuto… “Vuole che mi ripulisca, signore…?” fece al secondo uomo, per rispetto; “No no, tranquilla… mi piace anche di più, il culo così imburrato!!” rispose lui, portandosi alle sue spalle. Lei, un po’ sorpresa da quella piccola perversione, appoggiò le braccia sul sedile di legno ritrovandosi quasi viso a viso con l’uomo che l’aveva appena montata… l’altro si prese il cazzo con la destra e con la sinistra afferrò un gluteo della femminuccia, allargandolo per vederle il buco unto.

Le appoggiò la cappella e spinse, scivolando dentro fino alle palle; poi cominciò ad incularla, prima piano poi sempre più energicamente. L’uomo seduto, allora, regalò un’altra sorprese ad Antonella: le mise un braccio attorno al collo e la tirò a sé, prendendo a baciarla in bocca mentre giocava con i suoi capezzoli!! Per lei una esperienza nuova… ma subito si adattò, e trovò la cosa piacevole… non male, quella lingua dal gusto acre di maschio che giocava con la sua!! Anche il secondo uomo raggiunse l’orgasmo in pochi minuti, e di nuovo lei si sentì riempire di liquido caldo… ormai soddisfatti, i due la salutarono e uscirono dalla cabinetta. Lei andò a farsi un’altra doccia, si rivestì, e via a casa felicissima dei tre cazzi appena presi!
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