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A16. DUE CAZZI IN ROULOTTE


di Janus
31.05.2025    |    178    |    6 10.0
"Alfredo, che intanto era tornato e si era seduto accanto a Massimo, le fece “Sshhh… piano… non gridare così forte… o ti sentiranno dal parcheggio!!”..."
Antonella si sentiva finalmente completa, e felice: essere stata sverginata, le aveva regalato quella sicurezza e quel senso di autorealizzazione che, fino a quel giorno, aveva soltanto potuto sognare. Certo, le convenzioni sociali erano comunque da rispettare… ma, a parte ciò, avrebbe fatto tutto ciò che le sarebbe stato possibile per vivere anche la sua componente femminile, in qualsiasi momento e in qualunque luogo… per prima cosa, decise, avrebbe lasciato crescere i suoi cappelli ancor di più.

Una volta tornati tutti a casa del giornalaio, Cristina salutò e se andò. Antonella invece si trattenne col mentore, e gli chiese “…Mi sono comportata bene, signore…?”; “Certo, molto bene direi… quei due uomini sono stati molto soddisfatti di te!!” rispose lui. “Posso fare qualcosa per… ringraziarla come si deve…?” aggiunse lei; “No, dolcezza… tranquilla… mentre tu venivi sverginata, io ho svuotato le palle inculandomi Cristina… cosa credevi, che mi fossi tenuto la voglia…??” le rispose lui allegramente. Lei sorrise, e chiese “…Quando potrò incontrare gli uomini che non hanno vinto…?”.

“Puttanella ingorda… la tua fame di cazzo è aumentata, adesso che non sei più vergine, vero??” ribatté lui scherzoso “…Sarai accontentata, non dubitare!! Lunedì pomeriggio passa all’edicola, saprò dirti qualcosa… con quelli, siamo d’accordo per un’offerta libera, allora?”. “Sì, signore… per me va benissimo…” rispose l’allieva. “…Appena sarai ben aperta, prenderai nel culo anche il mio cazzo, non dubitare…!” concluse il mentore. Antonella andò in bagno per cancellare ogni traccia di trucco dal suo viso, poi indossò i suoi abiti maschili sopra la lingerie bianca, salutò e tornò a casa.

Il lunedì dopo pranzo, come le era stato suggerito, passò dal giornalaio. C’erano diversi clienti, quindi lei si trattenne nell’angolino delle porno riviste… anche se ormai di cazzi ne aveva presi diversi, la voglia di vedere quelle immagini non le mancava certo! Dopo un po’ il suo mentore la avvicinò “Ciao Antonella… tutto bene? …Domani, di tardo pomeriggio, potresti incontrare due di quegli uomini, se ti va…”; “Certo che mi va, signore… a che ora e dove…?” rispose lei, decisa. “Al parcheggio del supermercato, ti aspetteranno in una roulotte verso le 17.00, e questa è la targa…” proseguì l’uomo, passandole un involucro di carta: all’interno, la targa e una piccola confezione di vasellina!

L’allieva ringraziò, promettendo di recarsi a quell’appuntamento e, avvertendo già i primi fremiti di desiderio, tornò verso casa. Il giorno dopo, tornata da scuola, pranzò con la madre; rimasta sola a casa, usò il lassativo avuto dal mentore, poi pensò di prepararsi… ma come? Finora ci aveva pensato Cristina, e il giornalaio l’aveva accompagnata…. Decise, prima di tutto, di usare il suo fuso di legno per allargarsi il buchino ormai non più vergine. Appena soddisfatta della dilatazione raggiunta, fece una doccia. Indossò quindi reggiseno, mutandine e autoreggenti bianche; infilò sopra una tuta da ginnastica facile da togliere e mettere, prese un rossetto di sua madre, poi si avviò in bici.

L’unico supermercato della zona era dall’altra parte della città, e Antonella lo raggiunse dopo circa 20 minuti. Parcheggiò la bici, poi si guardò attorno: parecchia gente faceva la spesa, con un continuo andirivieni tra il parcheggio e l’edificio commerciale. Però non c’era traccia della roulotte… cominciò a temere che, per qualche motivo, l’appuntamento fosse saltato. Poi diede un’occhiata all’orologio e, notando di essere in anticipo, concluse che forse doveva ancora arrivare. Ebbe ragione: dopo due o tre minuti, vide entrare nel parcheggio una roulotte al traino di una macchina di grossa cilindrata che, lentamente, andò a parcheggiare nell’angolo più distante del piazzale.

La femminuccia attese che quell’auto si fermasse; vide poi scendere due uomini che, parlottando, salirono nella roulotte lasciando la porta aperta... poi vide che chiudevano le tendine dei finestrini. Allora si avviò, prendendo il coraggio a due mani… era il suo primo appuntamento al buio, dopotutto!! Si avvicinò lungo la fiancata, poi bussò un paio di volte vicino alla porta… una voce maschile rispose dall’interno: “Sì…? Avanti, avanti…!”. Antonella si fece animo, e salì i gradini entrando nella roulotte. Appena dentro, un uomo le passò accanto e andò a richiudere la porta alle sue spalle, con un giro di chiave; l’altro restò invece su un sedile, in fondo.

“Ciao… sei Antonella, vero…? Io sono Alfredo, lui è Massimo…” le fece quello seduto; “Sì, signore… sono io, piacere di conoscervi…” rispose lei piuttosto imbarazzata. “Il piacere è tutto nostro, bella…” le fece l’altro uomo, andando anche lui a sedersi. “Ti abbiamo vista al locale dello spogliarello… sei davvero fatta bene!” riprese il primo; “Grazie, lei è molto gentile…” disse lei con un mezzo sorriso. “Dai, facci vedere di nuovo quanto sei carina…” intervenne l’uomo di nome Massimo; a quelle parole la femminuccia, ormai tranquillizzata, chiese uno specchio; “Di là, nel bagnetto…” le fu risposto.

Lei entrò nel piccolo scomparto igienico, prese dalle tasche il rossetto della mamma e, cercando di fare il meglio possibile, se lo passò sulle labbra. Poi uscì, si tolse scarpe e tuta da ginnastica, e rimase in lingerie bianca di fronte ai due uomini. “Un vero spettacolo per gli occhi…” mormorò l’uomo di nome Alfredo, che aggiunse “…Continua, carina…”. A quell’invito lei, ripensando d’istinto allo spogliarello fatto in teatro durante l’asta, cominciò ad ancheggiare seguendo una immaginaria melodia, e si slacciò il reggiseno mettendo a nudo, lentamente, prima un capezzolo poi l’altro.

Poi si girò, dando le spalle ai due uomini… cominciò a calarsi le mutandine, prima su un fianco poi sull’altro, fin sotto le chiappe… poi le spinse giù lungo le cosce, finché non caddero sul pavimento della roulotte. Si piegò in avanti sporgendo il culo verso i due, poi si allargò i glutei con le mani per mostrare loro il buchino. Alfredo e Massimo, nel frattempo, si erano slacciati i pantaloni e li avevano fatti calare con le mutande alle caviglie… poi all’invitante vista di quel forellino, in pochi istanti, si liberarono delle scarpe e di tutti gli abiti rimanendo completamente nudi.

Si rimisero quindi seduti sull’ampio sedile in fondo alla roulotte, con l’uccello mezzo duro in mano; Antonella, ormai con le sole autoreggenti, intanto si era girata verso di loro… vide quei due bei cazzi che la attendevano e, senza indugiare oltre, andò ad inginocchiarsi tra i due uomini, guardando i loro uccelli e prendendone uno per mano. Cominciò a segarli lentamente e, dopo qualche istante, avvicinò le labbra al cazzo di Alfredo; guardando l’uomo con occhi languidi, chiese “Posso…?”. “Certo che puoi… è tutto tuo!!” fu l’ovvia risposta.

Cominciò quindi a leccare quel bastone di carne calda e, dopo un po’, passò a quello di Massimo. Dopo averli leccati a dovere, cominciò a prenderli in bocca, succhiandoli con trasporto… di nuovo, prima Alfredo poi l’altro uomo. Ben presto, l’appassionato doppio pompino rese entrambi quegli uccelli duri e svettanti… Allora Antonella, sorridente ed eccitata, si alzò, prese dalla tasca della tuta la vasellina, si unse bene lo sfintere e se lo dilatò con le dita, chiedendo senza il minimo pudore “Chi mi incula per primo…?” ai due uomini, che la guardavano silenziosi ed estasiati.

Loro si scambiarono uno sguardo d’intesa, poi Alfredo si alzò dal sedile e disse “Inizio io…”; lei chiese “Dove vuole che mi metta…?”, e lui “…Sul pavimento, così mentre ti inculo potrai continuare a prenderlo in bocca a Massimo!”. La femminuccia sorrise e obbedì prontamente, inginocchiandosi tra le gambe del secondo uomo. L’uomo le si mise dietro, con un ginocchio a terra e uno alzato; afferrò Antonella per un fianco, e con l’altra mano le puntò il cazzo duro nell’ano… “Piano per favore… sono stata sverginata da poco…” pregò lei; “Già, lo sappiamo bene…” si sentì rispondere!

Alfredo cominciò a spingere lentamente, con piccoli colpi, finché la sua cappella superò l’ingresso… poi, con calma, continuò a spingerlo fino in fondo, finché rimasero fuori solo le palle. Per la femminuccia era il terzo cazzo nel culo: finché non l’ebbe tutto dentro si concentrò nel prenderlo… poi, sentendosi del tutto a suo agio, riprese col pompino a Massimo e lasciò che Alfredo proseguisse la monta a piacimento. Lui prese a sodomizzarla senza fretta, con lenti e lunghi affondi; lei si gustò l’inculata libidinosa, senza accusare il minimo problema, anzi…

Continuò a prendere golosa in bocca il cazzo di Massimo, badando bene di non affrettare il ritmo della sega o delle succhiate: non voleva certo che lui sborrasse prima di averla inculata!! Per diversi minuti andarono avanti: lei con un uccello in culo e uno in bocca: uno che la penetrava e l’altro che si faceva sbocchinare. Poi Massimo fece all’amico “Devo fermarmi, altrimenti finirò per sborrarle in bocca… fammela inculare un po’ anche a me, adesso!!”. Alfredo si fermò, sorrise, tirò fuori il cazzo dal culo di Antonella e andò nel bagnetto a sciacquarselo.

Massimo invece la fece alzare e, restando seduto, la tirò verso sé facendola mettere a cavallo delle sue cosce, con le ginocchia sul sedile… la abbracciò alla vita e la strinse, baciucchiandole il collo e i capezzoli, poi portò le mani sulle sue chiappe, divaricandole… la femminuccia capì: prese il cazzo duro che sentiva accarezzarle il culo, e se lo guidò nel buco ormai slabbrato dall’uccello di Alfredo… appena avvertì la cappella a contatto dell’ano, abbassò il bacino per impalarsi sul quarto cazzo della sua vita… non poté trattenere un gran gemito di piacere “Hmmmmm…” e “S-siiiiiii… che bello…!!”.

Massimo la afferrò per i fianchi per aiutarla nei movimenti, e Antonella d’istinto cominciò a muovere il bacino… ora su e giù come se trottasse, ora avanti ed indietro scorrendo sulle cosce di lui… poi, d’un tratto, lei si lasciò andare completamente: iniziò a mugolare, a gemere di piacere, con voce via via più forte… “Hummm… ahhh… ahh… sì… sì… dai…”. Alfredo, che intanto era tornato e si era seduto accanto a Massimo, le fece “Sshhh… piano… non gridare così forte… o ti sentiranno dal parcheggio!!”. Lei capì e cercò di gemere con voce più bassa, ma senza riuscirci… allora Alfredo si rialzò, mise un piede sul sedile e, prendendo la femminuccia per la nuca, le diede in bocca il cazzo…

Antonella aveva di nuovo due cazzi dentro, uno nel culo e uno in bocca! Pur continuando a mugolare dal piacere con soffocati “Hmff… hmff… hmmff…”, l’uccello di Alfredo che aveva ripreso a spompinare impediva che venisse sentita dall’esterno! Lei continuò a prendere in culo il cazzo di Massimo, perdendo la cognizione del tempo per quanto le piaceva… Poi Alfredo la reclamò nuovamente; si sedette di nuovo sul sedile, la fece alzare dalle cosce Massimo e la tirò verso sé girata di spalle… lei arretrò verso il suo cazzo e, appena lo sentì tra le chiappe, lo afferrò e se lo puntò nell’orifizio… scese col bacino e, quasi senza accorgersene, se lo trovò tutto dentro.

Cominciò ad andare su e giù, sul palo di carne, gradevolmente… poi capì che faceva troppa fatica sulle ginocchia, quindi appoggiò le mani sul sedile e portò, uno alla volta, i piedi sulle cosce di Alfredo. Riprese il su e giù, con quel bell’effetto del suo cazzetto che ballava all’aria già sperimentato sul letto del motel… Massimo, ammirando quello spettacolo, prese a masturbarsi. Dopo qualche minuto, Alfredo iniziò a respirare più forte… ancora pochi istanti e, con un soffocato grugnito di piacere, scaricò su per il retto di Antonella un bel po’ di sborra calda…

Massimo portò a termine la sua sega: coprì di schizzi bollenti i capezzoli della femminuccia, poi le strusciò sul petto l’uccello finché ogni goccia di sborra fu fuori, e infine andò a sedersi accanto all’amico. Lei allora si alzò, lasciando uscire dal culo il cazzo di Alfredo e un rivolo del suo sperma che le colò lungo una coscia… si ripulì le labbra dal rossetto, si asciugò appena il liquido appiccicoso che aveva ovunque sulla pelle, poi si rimise reggiseno e mutandine. Indossò di nuovo la tuta ginnica e le scarpe, poi sorrise ai due, li salutò con un “Buonasera… e a presto, spero!”, tornò alla bici e si avviò verso casa, felicissima di aver preso nel culo altri due cazzi… e di averli soddisfatti appieno!
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