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A18. INCONTRI AL CINEMA
14.06.2025 |
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"Quel cazzo era ormai duro, e lei lo afferrò con una mano… continuò a succhiare e leccare, cominciando allo stesso tempo a masturbarlo lentamente..."
Dopo essersi fatta inculare dal compagno di scuola, Antonella prese ancor più sicurezza in sé stessa; però faceva sempre più fatica a nascondere il suo vero essere femminile… per fortuna ne era consapevole, e questo la aiutava a non fare troppi passi falsi. Il pomeriggio successivo passò all’edicola; il suo mentore la salutò sorridente “Ciao Antonella… come stai? Hai preso qualche altro cazzo nel culo, in questi ultimi giorni…?”. La domanda sorprese l’allieva, ma non abbastanza da impedirle la risposta. “Sì, signore… un mio compagno di classe… aveva capito che mi piace il cazzo…”.“Bravissima, così si fa… però attenzione, i ragazzi spesso non sanno tenere la bocca chiusa…” ribatté lui; “Lo so… spero che mantenga la parola… mi è sembrato sincero… comunque, sono venuta a sentire se deve dirmi qualcosa…”, proseguì lei. “Per ora nessuno dell’asta ha chiesto di te… però, se vuoi, sabato o domenica potresti andare al cinema “XXX”; di solito ci sono uomini che cercano bocche e culi di ragazzi… li vedrai subito: aspettano in piedi o appoggiati al muro, vicino alle uscite di sicurezza con le tende. E, se dovesse arrivarmi qualche richiesta, dirò che possono trovarti là.”
Antonella lo guardò perplessa, poi chiese “Ma posso fidarmi…? E comunque non potrei certo andarci travestita…”; “Travestita magari per ora no, ma con la lingerie da donna sotto sì… anzi, stasera dopo la chiusura portami quella che hai così la faccio lavare, e te ne do dell’altra.” Antonella annuì, salutò il mentore e se ne tornò a casa. La sera stessa, prima di cena, fece un giro in bici a casa del giornalaio per scambiare la lingerie come le era stato detto: lui le diede un bel completo rosso, dicendole “D’ora in poi, non essendo più vergine, potrai usare anche quella colorata, di biancheria…!”.
“Dimmi, hai deciso quando andare al cinema…? Se si fa vivo qualcuno, te lo manderò…”, aggiunse lui; “Domenica pomeriggio, signore… penso verso le 16.00…”, rispose lei. A quel punto, Antonella salutò e se ne tornò a casa, impaziente di indossare il completino intimo rosso che aveva appena ricevuto. La domenica arrivò ben presto e, dopo pranzo lei cominciò a prepararsi: prima una doccia poi un po’ di dilatazione anale, col fidato fuso di legno e abbondante sapone liquido. Quindi in camera, per mettere sotto le mutandine, il reggiseno e le autoreggenti rosse. Si mise infine della vasellina nell’ano, indossò i suoi jeans aderenti, un maglioncino e, appena pronta, uscì.
Il cinema da raggiungere era uno dei pochi della cittadina; non era un cineteatro, per cui aveva la sola platea. Lei vi arrivò camminando per una ventina di minuti, acquistò il biglietto ed entrò nella sala buia: la proiezione era in corso. Il film era una delle tipiche commedie sexy dell’epoca, vietate ai minori di 14 anni, in cui di tanto in tanto si potevano ammirare qualche culo femminile e qualche paio di tette, mentre cespugli di peli di fica apparivano al massimo per un secondo! Antonella amava osservare come le donne seducevano gli uomini, quindi lo spettacolo non le dispiaceva….
Come suggerito dal giornalaio, invece di andare a sedersi restò in fondo alla sala sul lato destro, vicina ad una uscita di sicurezza con la scritta luminosa rossa sulla sommità, appoggiata con la spalla al muro. Appena i suoi occhi si furono abituati al buio, cominciò a notare che, nei pressi, degli uomini guardavano ora il film, ora lei… ricambiò a sua volta quegli sguardi con fugaci occhiate, e attese gli eventi. Il gioco di sguardi proseguì per qualche minuto, poi uno di quegli uomini, un tipo con baffi e barba, alto e ben vestito, le si avvicinò e, con un gesto che la sorprese, le mostrò delle banconote!!
Quell’uomo le sussurrò qualcosa, ma Antonella non comprese per via del sonoro del film ad alto volume: lo guardò, chiedendogli cosa avesse detto, ma di nuovo non riuscì a capire i suoi bisbigli; si girò allora a guardare il film e, dopo qualche istante, sentì la mano di quell’uomo sul culo… le si era messo appena dietro e, complice l’oscurità, aveva preso a palpeggiarla! Lei non si scompose: si girò un istante a guardarlo, gli sorrise e lo lasciò fare, lieta di essere riuscita ad attrarlo e chiedendosi, eccitata dalla situazione, se sarebbe riuscita a prendere il suo cazzo!!
L’uomo le mostrò ancora furtivamente le banconote, ma lei scosse il capo e gli sussurrò decisa all’orecchio “Non voglio soldi… prendo il cazzo solo perché mi piace…”. Lui capì e, con un sorriso ammiccante, mise via quel denaro e continuò a palpeggiarle il culo. Lei d’istinto, cercando di non farsi notare, portò la mano destra dietro di sé, fino alla patta di quel tizio, e prese a palpeggiargli l’uccello attraverso la stoffa… poi cercò di infilarla dentro i suoi pantaloni, per toccarglielo. La cintura di quell’uomo era troppo stretta: lui la allentò di un paio di buchi, per permettere alla mano di lei di scivolare dentro fino al cazzo; lei fece lo stesso con la propria cintura….
Antonella raggiunse l’oggetto del suo desiderio: quel grosso cazzo caldo era finalmente tra le sue dita! L’uomo non fu da meno: trovando la strada sotto il maglioncino di lei, riuscì a mettere la mano dentro i jeans e le mutandine, e fece scivolare le dita tra le chiappe fino al suo buchino. Per qualche altro minuto i due proseguirono il gioco… lei si gustò un dito nello sfintere; lui la sua mano che, giocando col cazzo e con le palle, ben presto ebbe l’effetto di farglielo indurire quasi del tutto. Poi, entrambi cominciarono a desiderare di più… lui le fece un cenno, indicando la pesante tenda dell’uscita di sicurezza vicino a loro: lei, capendo l’invito, annuì in silenzio….
L’uomo si staccò da lei e, pian piano, arretrò cercando di non farsi notare fino a scomparire dietro quella grossa tenda. Lei attese qualche istante, poi lo imitò; appena vicina alla tenda, la scostò appena e si infilò dietro svelta. Tra la tenda e l’uscita non c’era molto spazio, ma era comunque sufficiente… quell’uomo si era messo su un lato, e si era aperto la patta dei pantaloni prendendosi il cazzo in mano e segandosi lentamente; lei si abbassò davanti a lui nella penombra, appoggiò le mani alle sue cosce per reggersi, poi avvicinò la bocca al suo uccello e, golosa, lo imboccò….
“Hmmmmm… che buon sapore…” pensò, cominciando a leccare e succhiare quel cazzo che profumava di pulito. Voleva anche le palle, quindi cercò di farlo capire a quell’uomo; lui allora se le tirò fuori dalle mutande e lei, grata, prese a leccargliele libidinosa per poi risalire lungo l’asta fino alla cappella. Quel cazzo era ormai duro, e lei lo afferrò con una mano… continuò a succhiare e leccare, cominciando allo stesso tempo a masturbarlo lentamente. Il respiro di quel tipo cominciò a farsi più pesante… Antonella capì che si stava avvicinando all’orgasmo! Ma lei voleva prenderlo nel culo, quindi smise di pomparlo e si rialzò lentamente.
Girò la schiena verso quell’uomo e, con pochi gesti, si slacciò la cintura e calò jeans e mutandine a metà cosce. Si chinò in avanti, arretrò verso di lui fino a sentire il suo uccello tra le chiappe; allora glielo afferrò e se lo puntò sull’orifizio… lui la prese per i fianchi e cominciò a spingerle il cazzo dentro… lei cercò di rilassare il muscolo e ancheggiò appena, per facilitare la penetrazione… la cappella dell’uomo si insinuò lentamente nel suo retto finché, superato lo stretto ingresso, scivolò dentro facilmente fino in fondo. Era fatta… lei trattenne l’uomo su di sé per qualche istante per abituarsi ad avere lo sfintere aperto, poi lasciò che cominciasse a montarla.
Erano entrambi piuttosto ansiosi, perché l’intervallo di metà o fine film, con relativa accensione delle luci in sala, avrebbe potuto sorprenderli là dietro… per fortuna quell’uomo doveva avere della voglia arretrata, quindi l’inculata non durò molto: forse un minuto di rapidi affondi, poi un gemito soffocato e la sensazione della sborra calda nel retto fece capire ad Antonella che quello era già venuto!! Lui tirò fuori il cazzo dal culo di lei e si riallacciò i pantaloni; lei si gustò l’attimo, poi si tirò su mutandine e pantaloni, e si riallacciò la cintura… uscirono subito da dietro la tenda, uno alla volta, e giusto in tempo: dopo qualche secondo le luci in sala si accesero per l’intervallo.
Trovandosi entrambi illuminati, l’uomo la guardò e le sorrise sussurrandole “E’ da quando ti ho vista nuda in teatro, all’asta per la tua verginità, che avevo voglia di scoparti il culo…!!”; lei ricambiò il sorriso, e rispose “Allora spero di esserle piaciuta, signore… ora capisco perché mi ha mostrato i soldi: ma se vuole offrire qualcosa per me, deve passare dal giornalaio…”. L’uomo annuì sorridendo, e dopo un saluto a mezza voce si allontanò per andarsi a sedere in platea. Antonella, invece, rimase vicina alle uscite di sicurezza: aveva preso quel cazzo nel culo per troppo poco tempo, e aveva ancora molta voglia… restando in piedi, sperava di essere approcciata da qualche altro uomo!
Si guardò attorno, e vide che almeno altri due uomini, nei pressi, ogni tanto le lanciavano una furtiva occhiata. Poi le luci si spensero, la proiezione riprese… e lei attese speranzosa degli sviluppi! Non ci volle molto: dopo un paio di minuti, uno dei due che la guardavano le si avvicinò poco a poco, fino ad appoggiarsi al muro appena dietro di lei. Antonella si girò a guardarlo fugacemente, con un mezzo sorriso; lui, capendo che ci stava, spostò la mano vicina al muro e gliela mise sul culo, cominciando a palparglielo… lei, per tutta risposta, sculettò per mostrargli il suo gradimento!! Dopo qualche istante di quelle carezze, l’uomo le sussurrò “Andiamo nei bagni, staremo più tranquilli…”.
Antonella fu sorpresa da quella proposta, ma rendendosi subito conto che sarebbe stato meno rischioso della tenda dell’uscita di sicurezza, annuì in silenzio. A quel punto, lui si avviò verso i bagni degli uomini, dall’altra parte della sala, e lei lo seguì a breve distanza. Erano i classici servizi igienici da cinema: un antibagno con dei lavandini e quattro bagnetti affiancati, di cui uno fuori servizio col tipico avviso scritto a mano e attaccato con nastro adesivo. L’uomo che l’aveva rimorchiata entrò in uno di quelli funzionanti, mentre uno spettatore stava uscendo da un altro per andare ai lavandini.
Antonella si sciacquò le mani, aspettando di rimanere sola nell’antibagno, poi si infilò anche lei nel bagno dell’uomo che la voleva. Lo spazio era poco… lui si mise spalle alla porticina, lei si sedette sulla tazza; lui si aprì i pantaloni e tirò fuori il cazzo… lei glielo prese in mano e, dopo averglielo scappellato delicatamente, se lo portò in bocca e cominciò a leccarlo e succhiarlo avida. Lui per un po’ restò fermo, poi le mise una mano dietro la nuca e cominciò a spingerle l’uccello sempre più in gola… per fortuna non ce l’aveva troppo lungo, e Antonella riuscì a prenderlo tutto, fino ad avere la faccia sul suo ventre, tra i peli. Qualcuno, lei sentì, stava usando il bagno accanto... ma non ci badò.
Dopo forse un minuto di bocchino quel cazzo fu duro al punto giusto, e la femminuccia lo volle dentro di sé… si alzò, si girò per dare le spalle all’uomo cercando di non far rumore in quell’angusto spazio, poi si abbassò i pantaloni; l’uomo, vedendo le sue mutandine da donna, emise un gridolino compiaciuto… poi gliele prese sui fianchi e le calò fino alle cosce. L’ano di Antonella era già aperto per l’inculata di poco prima, e ancora unto di vasellina, quindi le fu facile prendere quel secondo cazzo… era comunque un po’ più grosso del primo, e lei lo avvertì chiaramente! Appena glielo ebbe messo dentro bene, quell’uomo prese a sbatterla….
Neppure quel secondo uccello durò molto: dopo un paio di minuti o forse meno, le sborrò nel culo con un grugnito soffocato di piacere… poi strinse forte Antonella a sé, e rimase così per diversi secondi. Il suo cazzo si afflosciò presto, e scivolò fuori dal buco lasciandole colare un po’ di sperma lungo le cosce. Ormai appagati, sia lui che lei si ricomposero ed attesero di sentire che nessuno fosse presente, per uscire dal bagno… appena sembrò il momento buono, aprirono la porticina: purtroppo, proprio in quell’istante, un altro spettatore arrivò dalla sala!! Vide la femminuccia uscire dal bagno dietro l’uomo che l’aveva appena inculata, e sogghignò malizioso….
Il suo occasionale amante se ne andò svelto fuori dei servizi igienici; Antonella, invece, ricambiò il ghigno del nuovo arrivato con un sorriso invitante… non le importava nulla di ciò che avrebbe pensato di lei, anzi… se quell’uomo avesse voluto darle il terzo uccello della giornata, tanto meglio!! …Ma quello non sembrò interessato ad approfittare della situazione, e si chiuse in uno dei bagni. Dopo qualche istante, un po’ delusa, anche lei se ne tornò in sala; stanca di stare in piedi, si sedette nell’ultima fila di poltrone e si rimise a vedere il film… sperando nell’arrivo di qualche altro cazzo!
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