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A23. L’AMICO DEL RIPETENTE
19.07.2025 |
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"Lei afferrò quell’uccello e lo guidò sul punto giusto, lui la prese per i fianchi e cominciò a spingere… grazie alla vasellina ancora presente, lui le scivolò dentro senza troppa fatica…..."
Dopo il pieno di cazzi alla piscina comunale, per diversi giorni, Antonella restò quieta e appagata da quella indimenticabile avventura… però, la soddisfazione che provava dentro, traspariva fin troppo chiaramente dall’aria sognante che aveva in viso… tanto che, alla fine, Carlo il compagno di scuola ripetente che l’aveva inculata le chiese sottovoce “Hai preso cazzi ultimamente, vero…? Si capisce dalla tua faccetta da troia felice!!”. A quella esplicita domanda lei, ormai sicura delle sue scelte, non cercò di negare: al contrario, raccontò spudorata e disinvolta all’amico la sua avventura in piscina.Carlo la ascoltò, fissandola quasi come se non credesse alle proprie orecchie, poi sbottò divertito “Sei proprio una gran puttanella! Brava…!! Uno di questi giorni ti farò una bella sorpresa, vedrai!!”. Lei sul momento gradì il complimento ma poi, ripensando all’accenno ad una sorpresa, cominciò a preoccuparsi e a chiedersi cosa il compagno stesse architettando… “Speriamo che non spifferi in giro che mi piace il cazzo…” pensò tra sé e sé. Naturalmente quel pensiero, nei giorni successivi, le ronzò di continuo in testa accompagnato da un misto di timore e libidinoso desiderio.
Poi una mattina l’amichetto la prese da parte e le rivelò la sua idea malandrina: “Uno dei miei ex compagni di scuola ha problemi con le ragazze, come tanti del resto… ha una sorella più grande che è via per l’università, ma ha lasciato le sue cose nella camera che ha mantenuto in famiglia. L’idea è questa: andiamo a trovarlo insieme, quando è solo in casa, e lo convinco a farti travestire con gli abiti della sorella, per fingere che tu sia una ragazza… poi gli insegnerò come toccarti e baciarti, e tu farai la tua parte… ha un cazzo bello grosso, e se ci saprai fare potrai prenderlo… che ne dici??”.
Antonella rimase un po’ interdetta da quella proposta: andare in casa di uno sconosciuto per fare sesso le sembrava rischioso… se i genitori fossero improvvisamente tornati?? Ma poi l’idea cominciò a piacerle, e rispose a Carlo che ci avrebbe pensato. Gli fece anche qualche domanda su dove abitasse il ragazzo che li avrebbe ospitati, per capire come in caso avrebbe potuto raggiungere il posto… ma lui la rassicurò subito: c’era una fermata dell’autobus proprio di fronte alla casa, quindi nessun problema per il trasporto. A quel punto lei si convinse del tutto e disse di sì al suo compagno.
Fu così che un paio di giorni dopo, di pomeriggio, lei e Carlo si incontrarono alla fermata dell’autobus in piazza, per recarsi a casa dell’altro studente. Antonella naturalmente era vestita al maschile, senza la lingerie femminile che era solita indossare ogni volta che poteva: per quell’incontro aveva concordato col suo amico di fingere di essere un normale ragazzo... comunque, prima di uscire di casa, si era dilatato bene il buchino col suo fuso di legno e si era lasciata dentro della vasellina, per essere già lubrificata. Pochi minuti, e raggiunsero la fermata necessaria; scesero dall’autobus, attraversarono la strada, si avvicinarono ad un cancelletto e suonarono il campanello.
Il cancelletto si aprì, i due entrarono e il ragazzo che li attendeva apparve sulla soglia di casa; “Ciao… ben arrivati… io sono Emilio, piacere…” fece ad Antonella, che incontrava per la prima volta. “Ciao… Antonello, piacere mio…” rispose lei, preferendo presentarsi al maschile. “Venite, vi faccio strada…” proseguì quel ragazzo facendoli entrare, e aggiunse “posso offrirvi qualcosa da bere…?”. “Per me un succo di frutta o una spremuta, se c’è…” fece Carlo; “Per me acqua va bene, grazie…” disse invece la femminuccia. Emilio servì ai due ospiti quello che avevano chiesto, prese per sé della Fanta, poi si accomodarono in salotto sui divani.
Qualche chiacchiera di circostanza, poi Carlo portò il discorso sui problemi di Emilio con le ragazze… “Sai Antonello, lui è un po’ timido e mi chiedevo se, tra amici, non potessimo far qualcosa per aiutarlo…”. “Cosa potremmo fare…? Hai qualche idea…?” chiese lei fingendosi ignara. “Ecco… se tu che hai i capelli lunghetti fossi d’accordo… potresti mettere degli abiti di sua sorella e fingere di essere una ragazza… così io insegnerei a lui come comportarsi…!”. La femminuccia si finse sorpresa dalla proposta “Ma… veramente… ecco… io… beh, si potrebbe anche fare, ma senza esagerare, va bene…? E poi… deve restare un segreto tra noi tre, lo farò solo per amicizia!!”. “Emilio, se sei d’accordo potremmo andare in camera di tua sorella…” concluse Carlo, e i tre si avviarono.
La stanza della sorella era quella tipica di una ragazza: dovunque erano presenti colori e oggetti femminili; su un lato c’era anche il tipico mobiletto con specchio per il trucco, pieno di accessori, rossetti e così via. “Ecco, qui dovresti trovare qualcosa di adatto…” fece Emilio, aprendo un armadio. Carlo, più smaliziato, subito frugò nei cassetti e tirò fuori delle mutandine, un reggiseno e un vestitino estivo giallo a fiori, che passò ad Antonella dicendo “Dovrebbero andarti bene… provali, dai…”. La femminuccia, fingendosi imbarazzata, protestò “Va bene… però… non voglio cambiarmi mentre mi guardate… uscite un attimo, almeno!”.
I due ragazzi la accontentarono; Antonella prontamente si tolse maglietta, pantaloncini e mutande, poi indossò quegli indumenti femminili. Mise ai piedi delle ciabattine che erano presso il letto, poi si passò un po’ di rossetto sulle labbra, si diede un’occhiata allo specchio e infine chiamò i due amici. Appena Emilio la vide rimase a bocca aperta, poi riuscì a dire “Cavolo… ma sembri davvero una ragazza… stai davvero bene… col rossetto, poi, sei uno schianto…!!”. Carlo osservò compiaciuto la reazione del suo amico, poi fece “Dai Emilio… ora hai a disposizione una bella ragazza che ci sta… avvicinati, e prova a baciarla…!”. Il ragazzo, dopo un attimo di incertezza, accolse l’invito.
Emilio cinse la femminuccia in vita, e lei gli mise le braccia al collo… pur goffamente, i due si ritrovarono con le bocche incollate e le lingue che giocavano tra loro… entrambi chiusero gli occhi, e cominciarono a gustarsi quel bacio mugolando soddisfatti. “Ora comincia a palparla… fai capire quanto ti piace…” fece allora Carlo ad Emilio, e lui prontamente portò la mano destra sul culo di Antonella, accarezzandoglielo prima incerto poi con crescente vigore. D’istinto poi le sollevò il vestitino dietro, insinuando la mano nel solco di pesca ancora coperto dalle mutandine… poi azzardò di più, e infilò le dita sotto le mutandine raggiungendo la nuda pelle e il buchino di lei.
La femminuccia in incognito, a quelle carezze, cominciò a lasciarsi andare e gemiti di piacere iniziarono a fondersi con i mugolii del bacio in bocca… lei poi capì che il ragazzo stava eccitandosi: il suo basso ventre, a contatto dell’inguine di lei, cominciava a dar segni di rigonfiamento!! A quel punto Antonella perse ogni residuo pudore: si staccò dalla bocca di Emilio, si liberò gentilmente dal suo abbraccio e, lentamente, si inginocchiò davanti a lui guardandolo negli occhi… lui non parlò, lei gli slacciò la cintura e aprì la patta dei suoi pantaloni, lasciandoli scendere sulle caviglie… avvicinò il viso alle sue mutande, poi gliele abbassò a metà cosce per mettere a nudo il suo cazzo.
E che magnifico cazzo!! Il compagno ripetente aveva ragione: Emilio ce l’aveva davvero grosso… non quanto il giornalaio, ma forse più o meno come Renato, l’apprendista meccanico che l’aveva inculata in officina!! Lei lo ammirò estasiata, poi la voglia la travolse: glielo prese in mano e se lo portò alla bocca… “Che buon sapore… quanto mi piace…” pensò tra sé e sé, iniziando a spompinarlo con tutta la maestria che ormai possedeva. Il ragazzo era senza parole; il suo uccellone stimolato dalle labbra e dalla lingua della femminuccia svettava sempre più possente, e Carlo osservava la scena soddisfatto: “Che te pare, Emilio…? Ora che te l’ha fatto diventare bello duro con il bocchino, devi fartela… le ragazze non lo dicono, ma non aspettano altro… solo il cazzo!!”.
A quelle parole Antonella smise di succhiare quel magnifico uccello, si rialzò, prese Emilio per una mano e si fece seguire verso il letto… poi si tirò su il vestito, si tolse le mutandine e si stese di traverso sul letto, con un cuscino sotto il bacino per avere il sedere rialzato. Carlo fece capire all’amico che doveva mettersi sopra di “lei”; “Ecco, ora devi metterglielo nel culo… fai finta che sia una fica!”. Così dicendo, lui afferrò le chiappe di Antonella con le mani e le allargò, per mostrare all’amico il buco… Emilio riuscì a puntare l’uccello sullo sfintere; lei glielo afferrò per guidarlo nella penetrazione e lo pregò “Piano, mi raccomando… non farmi male, o smettiamo di giocare!!”.
Carlo, intanto, aveva tirato fuori il cazzo dai pantaloni, e osservava quello spettacolo segandosi lentamente. Per fortuna lei aveva ancora l’ano ben lubrificato dalla vasellina… sentì quella grossa cappella tentare di farsi strada dentro di lei, forzandole lo sfintere… ma per quanto lui spingesse, non riusciva a metterglielo dentro: troppo grosso il suo cazzo, troppo stretto il buco di lei! Carlo comprese di dover intervenire, e fece all’amico in difficoltà “Aspetta… lascia che glielo metta in culo prima io, per un po’… ce l’ho meno grosso di te, e dopo ti sarà più facile!!”. Emilio fu d’accordo; si spostò di lato, lasciando Antonella all’amico.
“Mettiti a pecorina, dai…” fece lui alla femminuccia; lei ubbidiente si mise in ginocchio, col culo ben proteso verso l’esterno del letto. Carlo le si piazzò dietro col cazzo duro in mano, e glielo puntò sull’ano. Lei afferrò quell’uccello e lo guidò sul punto giusto, lui la prese per i fianchi e cominciò a spingere… grazie alla vasellina ancora presente, lui le scivolò dentro senza troppa fatica… “Visto come è entrato bene?” fece lui all’altro ragazzo, che intanto guardava attento. Emilio annuì, e l’altro cominciò con calma ad inculare Antonella… lei, ormai senza ritegno, cominciò a gemere… “Ecco, senti? Se stai facendo le cose per bene, la ragazza te lo farà capire… perché le piacerà!”.
Il ripetente, continuando ad inculare la Antonella, invitò l’amico a darle di nuovo il cazzo in bocca… “Così te lo mantiene duro…!” spiegò. Emilio non se lo fece ripetere: si portò vicino alla faccia di lei e le appoggiò l’uccello sulle labbra; lei spalancò la bocca e accolse di nuovo in gola quell’oggetto del suo desiderio, riprendendo il pompino. Come le piaceva, avere un cazzo nel culo e contemporaneamente uno in bocca: la sua pratica preferita, da vera troietta ingorda di uccelli! Carlo aumentò il ritmo dell’inculata finché, dopo alcuni ultimi energici affondi, con un gran rantolo di piacere le sborrò nel culo, riempendoglielo di sperma caldo.
“Ora tocca a te… vedrai che ti sarà più facile, adesso che ne ha preso già uno di cazzo!” fece ad Emilio. “Però io vorrei farlo come con una ragazza… di fronte…” ribatté lui a mezza voce; Antonella capì e si distese sul letto di schiena, testa sul cuscino, alzando e allargando le gambe… il ragazzo le si mise di fronte e le andò sopra, alla missionaria… lei gli prese l’uccello con la mano e se lo puntò nel buco ormai slabbrato dalla prima inculata. Lui spinse… benché aperta e lubrificata, per lei non fu facile: quel cazzo era davvero grosso! Pian piano comunque riuscì a riceverlo, alternando rilassamento a profondi respiri per resistere al dolore, finché l’ebbe tutto dentro.
“Ora fermo, fammi abituare per favore… ce l’hai enorme!!” fece lei ad Emilio. “Ecco, ora comincia ma lentamente…” disse lei dopo alcuni istanti, ed il ragazzo iniziò a montarla, o meglio scoparla nella sua immaginazione, con affondi lunghi e lenti come gli era stato chiesto. Lei portò una mano a proteggersi le palline: lui ogni tanto ci sbatteva sopra, possedendola, rischiando di farle male! Mentre la scopava, Emilio volle anche riprendere a baciarla… la abbracciò come un tenero amante, chiuse gli occhi e le mise di nuovo la lingua in bocca… Antonella la accolse volentieri, ricambiando l’umido bacio… si sentiva così femmina: tutto ciò non poteva che farle estremamente piacere!
Quella scopata nel culo andò avanti a lungo… sembrò quasi che Emilio non riuscisse a venire, nonostante l’eccitazione e il suo cazzone durissimo! Poi finalmente l’estasi… un gran gemito di piacere, e anche lui vuotò le palle dentro la femminuccia. Il ragazzo restò incollato a lei, amorevolmente, per almeno un altro minuto… poi riaprì gli occhi, lasciò uscire il cazzo ormai mezzo floscio dal suo culo apertissimo, lasciando colare sperma sulla sua pelle, nel solco di pesca…. L’attimo era passato… in pochi istanti Antonella si rimise al maschile… scambio di saluti… promessa di rivedersi presto, per una nuova lezioncina… poi lei e Carlo ripresero l’autobus e via, a casa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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