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A10. ESIBIZIONISMO NOTTURNO
11.04.2025 |
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"Beppe attese che la prima auto si avvicinasse di più, poi mandò Antonella verso il centro del parcheggio e le fece “Ecco, ora apri il soprabito e tienilo bene aperto con le mani, fatti..."
Dopo la domenica pomeriggio trascorsa con il giornalaio e Cristina, Antonella passò il tempo a bearsi segretamente di quelli che considerava i suoi “successi”. Nascose accuratamente la lingerie nera con cui era tornata a casa e, dentro di sé, prese anche un solenne impegno: avrebbe fatto un pompino ad ogni uomo che, per qualsiasi ragione, avesse scoperto la sua natura femminile e la sua voglia di cazzo! Però… dopo aver visto l’amica travestita inculata dal giornalaio, anche il suo buchino cominciava a reclamare attenzioni…!Pensò quindi che fosse giunta l’ora di provare il suo fuso di legno. In un momento di solitudine domestica, lei prese quell’oggetto del desiderio, lo unse bene con il sapone intimo liquido e, pian piano, cominciò a spingerselo dentro lo sfintere… ma dovette fermarsi: ce l’aveva troppo stretto, per prenderci direttamente quel legno! Ricorse allora alle dita, per preparare il buchino e dilatarlo a sufficienza. Provò quindi di nuovo e, con sua gran soddisfazione, dopo le dita quel fuso di legno le scivolò dentro agevolmente, senza troppo dolore né fatica.
Per alcuni minuti se lo spinse lentamente avanti ed indietro nel culo, provando ogni volta a farlo entrare di più. Si gustò le sensazioni che quella forzata apertura le stava regalando poi, sentendosi appagata, smise. Si lavò e ripulì quell’improvvisato cazzo di legno, tornando a nasconderlo in camera sua. Poi la voglia cominciò a renderla impaziente, perciò il giorno dopo risolse di passare all’edicola e sentire se il giornalaio avesse già programmato il loro successivo incontro.
Dopo gli abituali saluti, il mentore le fece capire che aveva deciso di “regalare” la sua bocca a Beppe, perciò lei avrebbe dovuto recarsi a casa sua il sabato sera alle 21.00, con la biancheria femminile indossata. Antonella per un attimo restò incerta su come fare, poi pensò di dire ai suoi che sarebbe andata al cinema… a quel punto, disse semplicemente “Va bene, signore… sabato sera alle 21.00 davanti casa sua allora…”. Soddisfatto della disponibilità dimostrata dall’allieva, il giornalaio le sorrise e la salutò assestandole, in segno di approvazione, una leggera pacca sul culo.
Il sabato sera Antonella cenò con i suoi; accennò al film che voleva vedere, poi andò in camera a prepararsi. Col timore di essere scoperta, indossò svelta la lingerie nera e mise sopra i suoi normali abiti da ragazzo; appena pronta si avviò in bici, nel buio squarciato dai lampioni, verso il centro. La biancheria femminile sulla pelle le procurava un intenso piacere, glielo si poteva leggere in viso… ben presto arrivò di fronte alla residenza del giornalaio, assicurò la bici ad un albero e attese che le venisse aperto. Lui apparve puntuale e la fece entrare; in casa c’era anche Cristina, che le andò incontro salutandola affettuosa “Ciao tesoro… che bello rivederti!”.
Antonella ricambiò altrettanto affettuosa, con bacini sulle guance come la “sorellina” le aveva insegnato. “Stasera ti trucco io…” proseguì la travestita, prendendola per un braccio e accompagnandola verso la camera degli ospiti; poi aggiunse “Prima, se vuoi, puoi farti una doccetta… sarai più femminile!”. L’allieva accolse il suggerimento: si denudò, fece una rapida doccia giusto per rinfrescarsi dalla pedalata, poi tornò in camera. Cristina la stava aspettando vicino allo specchio con i prodotti da trucco a portata di mano e le fece “Vieni e siediti, cara…”.
L’amica travestita procedette quindi a truccarla, facendole delle belle labbra rosse e rendendole gli occhi molto femminili e seducenti con le matite, concludendo “Per stasera penso proprio che sia sufficiente…”. Le spruzzò poi del buon deodorante da donna; il giornalaio entrò in camera, guardò Antonella e approvò “Sei proprio sexy, complimenti Antonella! E complimenti a Cristina, che ti ha resa così carina!”. Entrambe ricambiarono con un sorriso, poi la travestita la fece alzare per proseguire con l’abbigliamento.
“Stasera sotto sarai in nero…” proseguì, porgendole un completo di reggiseno, mutandine e pesanti calze velate di quel colore. Antonella indossò con calma quella lingerie, sentendo dentro un gran calore per l’eccitazione. Cristina poi le fece indossare dei braccialetti e due collane di diversa lunghezza per adornarle polsi, collo e petto. A quel punto, le calzature: un paio di bassi stivaletti neri, con tacco largo di media altezza, che Antonella indossò notando come facevano spiccare le sue caviglie affusolate. “Basta così, per stasera…” intervenne il giornalaio “Ora provati questo…”.
Con quelle parole le porse un soprabito da donna, di colore nero all’esterno e beige all’interno, con la cintura. Antonella lo indossò, se lo strinse in vita e fece qualche passo per la camera facendosi guardare e guardandosi allo specchio… “Ora aprilo e facci vedere come stai…” le fece l’uomo. Lei obbedì, slacciando la cintura e aprendo il soprabito di fronte a loro per mostrare il suo corpo sinuoso vestito della sola lingerie nera. “Cazzo… sei proprio una gran fichetta, complimenti…” le fece lui, con Cristina che aggiunse “Direi un vero schianto, tesoro… tu li farai impazzire, gli uomini!”.
Antonella cominciò a chiedersi di Beppe e di cosa avrebbe dovuto fare, a parte il pompino… non immaginava certo cosa fosse stato organizzato per lei, quella sera! Poco dopo sentì suonare il campanello; il giornalaio andò ad aprire e, dopo pochi istanti, Beppe entrò sorridente nell’appartamento. “Buonasera a tutti…” salutò, e aggiunse “Serata ideale, con la luna e per niente fredda…!”. Antonella si chiese il perché di quelle parole… poi, il mentore le fece “Ora uscirai con Beppe e farai esattamente quello che ti dirà… non deludermi, eh?”.
Lei si sentì persa e si chiese impaurita “Come…?? Stanno forse scherzando…? Dovrei uscire truccata da donna, in intimo e tacchi alti, con solo il soprabito a coprirmi…??”. Poi, guardando il giornalaio e Beppe, capì che non stavano affatto scherzando… allora si calmò e, ripreso il controllo, annuì senza una parola. Cristina la salutò dicendole “Fai la brava tesoro, capito...?”, poi il giornalaio accompagnò lei ed il suo amico alla porta. Beppe prese Antonella per mano e si diresse verso l’uscita: per fortuna non c’era nessuno in giro… appena fuori, lei prese sicurezza e camminò sculettando fino all’auto.
Beppe le aprì galantemente la portiera e la fece accomodare, poi salì al posto di guida e mise in moto. Si diressero fuori città, e viaggiarono per circa dieci minuti; mentre guidava, Beppe portò la mano tra le gambe di Antonella… lei allora aprì il soprabito, e lui prese a palpeggiarle le cosce. Arrivarono in una zona di aperta campagna, punteggiata da zone boscose di varia estensione. Beppe prese una stradina verso uno di quei boschi, con la sicurezza di chi conosceva bene la zona; arrivò ad un piccolo parcheggio in ghiaia, dove forse la gente lasciava l’auto per fare passeggiate o pic-nic, e fermò l’auto. Non c’era nessun altro in quel momento, e l’uomo invitò Antonella a scendere.
Appena entrambi fuori dell’auto, lui le disse “Togliti il soprabito e rimettitelo alla rovescia, cioè col nero all’interno…”. Antonella lo fece gustandosi, per un istante, la temperatura mite della sera sulla pelle… “Brava… ora aspettiamo qualche spettatore…” aggiunse Beppe. Pur non capendo il senso di quelle parole, lei attese tranquilla accanto all’amico del suo mentore. Dopo una decina di minuti apparvero in lontananza, sulla stradina che li aveva portati sin lì, i fari di una macchina in arrivo… poi, più dietro, quelli di altre due vetture. “Bene… ora ci divertiremo… e farai divertire, puttanella!” le fece lui ammiccante, mentre quelle auto si avvicinavano.
Beppe attese che la prima auto si avvicinasse di più, poi mandò Antonella verso il centro del parcheggio e le fece “Ecco, ora apri il soprabito e tienilo bene aperto con le mani, fatti illuminare dai fari… fai vedere a tutti quanto sei carina!”. La femminuccia provò una forte eccitazione mista a timore: le piaceva essere guardata, certo… ma una simile situazione non se l’aspettava... avrebbe corso qualche rischio? Comunque si affidò all’istinto e, come Beppe le aveva detto, si slacciò il soprabito, lo aprì con le mani e attese, seminuda in lingerie nera, la prima delle auto in arrivo….
I fari la illuminarono, mettendo in risalto il suo corpo femmineo sullo sfondo scuro del soprabito… lei si guardò, capendo allora perché aveva dovuto rivoltare quell’indumento! Anche le altre due auto raggiunsero il parcheggio, illuminandolo quasi a giorno; a quel punto Beppe le disse “Dai, toglitelo quel soprabito… fai vedere quanto sei puttana!!”. Lei obbedì pronta, porgendo all’uomo l’indumento e dando libero sfogo alla sua voglia di esibirsi… le auto le girarono lentamente intorno, con i fari che di tanto in tanto la illuminavano tutta. Lei non deluse le aspettative: prese a muoversi sculettando, girando su sé stessa per farsi ammirare.
Infine si mise di spalle e, lascivamente, calò le mutandine sulle cosce per mostrare a tutti, orgogliosa quanto libidinosa, il suo bel culo…. A quel punto Beppe la richiamò e la fece salire in auto, poi salì anche lui al posto di guida. Le altre auto parcheggiarono poco più in là e spensero il motore, facendo tornare il silenzio. L’uomo abbassò il sedile, si slacciò i pantaloni calandoli con le mutande fino alle caviglie e, prendendosi il cazzo mezzo duro in mano, le disse “Ora è il mio turno, carina… fammi un bel pompino!”. Senza una parola Antonella si mise in ginocchio sul suo sedile, si protese sul ventre di Beppe, gli prese l’uccello in mano e cominciò a servirlo come ormai aveva imparato a fare….
Lingua sulle palle e sull’asta… cappella in bocca… masturbazione lenta… su e giù con la testa per prendere golosa quel cazzo fino in gola. Beppe si rivelò ancora più porco: abbassò le mutandine nere di Antonella mettendole di nuovo il culo a nudo, poi aprì il finestrino dietro di lei e accese brevemente la lucina dell’abitacolo… lei sentì aprire e richiudere le portiere delle altre auto e, ben presto, diversi guardoni si assieparono dietro la femminuccia, per ammirarle il sedere mentre succhiava il cazzo. Qualcuno di loro chiese qualcosa sottovoce, Beppe annuì con una cenno… e subito Antonella sentì delle mani palparle e pizzicarle il culo, per poi scendere su cazzetto e palline!
Lei non se lo aspettava, ma non si scompose: continuò a dedicarsi, golosa, al membro duro che stava spompinando! Qualcuno andò al finestrino di Beppe per chiedergli altro, e lui di nuovo acconsentì… lei, a quel bisbiglio, si chiese cos’altro lui avesse loro concesso… poi sentì che la portiera dalla sua parte veniva aperta. Per un attimo temette che volessero incularla, ma non fu così: quei guardoni, invece, presero a masturbarsi ammirandola e palpeggiandola! Compreso il gioco, lei si sentì ancor più femmina e proseguì col pompino, roteando lentamente il bel culo sotto i loro occhi bramosi.
Passarono altri minuti poi, tra gemiti di piacere, si sentì arrivare sulle chiappe parecchi schizzi di sborra calda… quindi il silenzio: i guardoni avevano avuto la loro parte!! Beppe aveva assistito a tutto ciò, sempre più eccitato e col cazzo durissimo; lei proseguì senza sosta col bocchino, aumentando il ritmo delle leccate, dei risucchi e della sega… qualche altro istante e lui, accorciando il respiro, cominciò a dar segni dell’avvicinarsi dell’orgasmo; lei aumentò ancora il ritmo del suo servizietto… e finalmente, tra gran mugolii di piacere Beppe le riempì la bocca con gran schizzi di sborra bollente.
Antonella, come amava fare, risucchiò tutto quel nettare e, alzando spudorata gli occhi su di lui, inghiottì deliziata… poi si rese conto, guardandosi attorno, che mentre lei portava a termine quel pompino, le altre auto avevano lasciato la zona. Dopo alcuni istanti Beppe si riprese, e scese per rivestirsi più comodamente. Antonella fece lo stesso, cercando di non imbrattare il sedile con la sborra dei guardoni che aveva sul culo. Prese dei fazzolettini multiuso, si ripulì le chiappe il meglio possibile, poi si tirò su le mutandine ed indossò di nuovo il soprabito.
Appena pronti, entrambi risalirono e partirono per rientrare, mentre altre auto si dirigevano verso quel parcheggio. Per tutto il viaggio di ritorno lei ripensò ai bellissimi momenti vissuti da femmina, quella sera… e volle ringraziare l’amico del suo mentore per l’esperienza che le aveva regalato. Beppe la lasciò al suo amico; lei entrò, si tolse il soprabito e gli stivaletti, si struccò, indossò sulla lingerie nera i suoi abiti maschili; poi salutò e, sulla bici, prese felicissima la via di casa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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