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trans

A15. LA PRIMA VOLTA DI ANTONELLA


di Janus
24.05.2025    |    180    |    10 9.5
"“Abbassa bene la schiena… sporgi il culo verso di me…” le fece il secondo uomo; lei obbedì, felice di poter dare piacere anche a lui..."
Il mentore le fece cenno di andare in camera, dicendole semplicemente “In caso di problemi… noi siamo qui.”. Antonella aprì la porta ed entrò in camera, tenendo il bouquet davanti a coprirle il cazzetto, mentre il giornalaio richiuse la porta alle sue spalle. Al suo apparire in lingerie, tacchi alti e velo da sposa i due uomini, ancora vestiti, sgranarono gli occhi, le sorrisero e le andarono incontro, pieni di desiderio… le si accostarono uno per fianco, e presero a darle dei bacini sul collo. Lei, a quel tocco, rabbrividì dal piacere… allora socchiuse gli occhi, e si gustò quelle nuove sensazioni…

Uno dei due le slacciò il reggiseno, sfilandoglielo delicatamente… poi entrambi, uno per lato, presero a lambirle i capezzoli con la lingua, poggiandovi quindi le labbra per succhiarli avidamente. D’istinto, lei gettò il bouquet sul letto e abbandonò le braccia lungo i fianchi… il secondo uomo si portò poi dietro di lei, le passò la lingua lungo la schiena giù fino alle mutandine; quindi si mise in ginocchio e gliele abbassò lentamente, continuando a scendere con la lingua nel solco di pesca… quello che le aveva tolto il reggiseno, intanto, le si era messo davanti ed era passato con la lingua dal capezzolo all’ombelico, poi giù verso il cazzetto moscio della verginella…

A quel punto lei si ritrovò con un uomo davanti, che aveva preso a passarle la lingua sia sul cazzetto che sulle palline, e l’altro alle sue spalle, che le aveva divaricato i glutei con le mani e cominciato a leccarle, con forza, il buchino… quelle due lingue che la frugavano vogliose la resero, ben presto, tutta scossa da brividi di piacere. A quel punto i due uomini si rialzarono e, in pochi istanti, si liberarono di calzature e abiti rimanendo completamente nudi. Antonella ammirò i loro uccelli, già avviati all’erezione, agitarsi a mezz’aria davanti a lei… sentì che era giunto il suo turno: mise a terra sul tappeto un ginocchio, poi l’altro… si trovò così i due cazzi all’altezza del viso, per sua intima gioia.

Prese quei due bei membri uno per mano, e cominciò a leccarli, a succhiarli… ignorò la sequenza che aveva praticato più volte: semplicemente, fece come le veniva voglia di fare sul momento! Leccò quelle quattro palle, quelle due aste, imboccò quelle due belle cappelle, lasciò affondare in gola quei manganelli caldi più e più volte… e appena stanca di tenere la bocca spalancata, tornò daccapo a leccare dove e come il desiderio le dettava! Quei due magnifici cazzi arrivarono ben presto al massimo dell’erezione, allo stesso tempo… un problema da risolvere quindi, ma di facile soluzione: non badò alle carte, ma indicò un uomo alla volta e disse con un filo di voce “Pari… e dispari!”.

I due uomini compresero il gioco e, senza una parola, agitarono allo stesso tempo le mani chiuse a pugno per poi aprire delle dita… venne un cinque: aveva vinto quello che le aveva leccato il culo!! Da bravi compagni di gioco, i due si sorrisero poi presero Antonella per mano e la condussero verso il letto… “Io però vorrei incularti senza preservativo…” disse il vincitore: Antonella non fu contraria… era la sua prima volta: anche lei voleva il culo pieno di sperma!! A quei tempi certi rischi erano ancora poco percepiti per cui, molto spesso, i rapporti venivano consumati senza protezione.

La verginella, prima di raggiungere il giornalaio, si era penetrata col suo fuso di legno più a fondo possibile per cui il suo orifizio era già abbastanza dilatato; prese della vasellina dal vasetto, come Cristina le aveva suggerito, e se la spinse nel buco lubrificandolo ben bene, dilatandolo e rendendolo cedevole con le dita. Poi prese uno dei cuscini, lo posizionò al centro del letto, e ci si stese sopra di traverso a pancia in sotto: il suo perfetto culetto, rialzato, era una vista bellissima ed irresistibile… l’uomo che aveva vinto la sua verginità salì sul letto e le si mise a cavalcioni delle cosce; l’altro invece girò attorno al letto, le si mise di fronte con l’uccello vicino alla sua bocca, e le accarezzo i capelli rassegnato ad osservare…

Lei si concentrò sul cazzo che l’avrebbe deflorata e resa definitivamente femmina: si afferrò le chiappe con le mani e se le divaricò, perché il suo buchino fosse ben visibile a colui che l’avrebbe avuta per primo… Sentì l’uomo sopra di lei strusciarle avanti ed indietro l’uccello tra le chiappe… poi avvertì la liscia cappella puntata nell’ano e si preparò: il momento era arrivato! “Piano, per favore…” pregò a mezza voce; “Non preoccuparti, sarò gentile, lo so che per te è la prima volta…” rispose quell’uomo. Lei lo sentì spingere… e si sentì aprire… non era un cazzo molto grosso, per fortuna!

La cappella si fece strada piano piano nello sfintere, e lei cercò di assecondarla respirando forte e aprendosi ancor di più con le mani… poi un improvviso, acuto dolorino la costrinse ad implorare “Ahi… ahi… piano…”. “Ormai è fatta… ora sei mia, troietta… e non sei più vergine!!” rispose l’uomo, affondando completamente il cazzo dentro di lei, fino alle palle. Lui restò fermo in quella posizione per qualche istante, per dar modo ad Antonella di abituarsi ad avere quel palo nel retto; lei apprezzò quella pausa e sentì, con piacere, il suo orifizio rilassarsi e accettare quella nuova e calda presenza: il più era fatto… e lei si sentì felice!

“Va meglio…?” le chiese gentilmente, quasi sottovoce, l’uomo; “Sì… sì, ora va molto meglio signore, grazie…” rispose lei, quasi bisbigliando. Accertatosi delle condizioni della giovanissima travestita, lo sverginatore cominciò, allora, a montarla… tirò fuori un po’ del cazzo, per poi spingerlo di nuovo dentro molto lentamente… e di nuovo fuori… e di nuovo tutto dentro… Antonella era scossa da improvvisi brividi di estasi: il dolore era del tutto scomparso, e ora avvertiva soltanto un senso di crescente piacere. Lo sverginatore aumentò leggermente il ritmo dell’inculata, cominciando a sbattere la femminuccia con sonori “Spat… Spat… Spat…” sulle sue burrose natiche….

Lei, ormai preda del piacere, dopo qualche istante prese ad alzare ritmicamente il culo corrispondendo gli affondi del cazzo, per farsi penetrare ancor più a fondo… Ormai tranquilla, concentrò la sua attenzione sull’uomo che aveva di fronte e, mentre veniva inculata, prese in mano e in bocca il suo uccello… un cazzo nel culo e uno in bocca: era stato il suo sogno proibito, fino a pochi minuti prima… sogno che ora, finalmente, si era avverato!! Dopo qualche istante, lo sverginatore si fermò e, correttamente, lasciò il posto all’altro vincitore.

Il secondo uomo salì in ginocchio sul letto, afferrò Antonella per i fianchi e la tirò piano a sé, per farla mettere a pecorina. Lei non oppose resistenza: ormai era stata sverginata, e provare altre posizioni le stava senz’altro bene!! Si ritrovò quindi in ginocchio, con le braccia tese appoggiate sul letto. “Abbassa bene la schiena… sporgi il culo verso di me…” le fece il secondo uomo; lei obbedì, felice di poter dare piacere anche a lui. Come sentì il secondo cazzo tra le chiappe, lei volle prendere l’iniziativa: lo afferrò e si puntò la cappella dritta nell’ano ormai aperto.

L’uomo cominciò a spingere e, senza troppo sforzo, fece entrare prima la cappella e subito dietro tutta l’asta. Lei respirò a fondo, e lasciò entrare quel paletto di carne, quasi senza avvertire dolore… il secondo inculatore restò fermo qualche istante, ammirando quel superbo culo ormai suo, poi spinse la travestita col il viso sul materasso e, tenendola ferma in quella posizione con una mano, iniziò a sbatterla. Anche lui la penetrò per alcuni minuti, con ritmo via via crescente e gran colpi di bacino su quel candido sedere.

Antonella, ormai, avvertiva solo un indicibile piacere… quanto aveva sognato di prendere cazzi nel culo… altro che fuso di legno: non c’era assolutamente paragone!! Poi, il secondo uomo lasciò a sua volta il posto al primo; Antonella venne fatta mettere sulla schiena con le gambe aperte all’aria, ossia alla missionaria, e di nuovo si ritrovò il cazzo che l’aveva sverginata tutto dentro… una sensazione diversa, con l’amante di fronte che la guardava negli occhi… gradevole anche quella posizione, certo!!

Qualche minuto di monta, poi fu di nuovo il turno del secondo vincitore; lui le fece riunire le gambe e distendere sul fianco col culo proteso, poi le si mise dietro in ginocchio sul letto a cosce aperte, e la inculò di nuovo a fondo strizzandole un capezzolo… Altra posizione, altro piacere per Antonella che gustò di nuovo quel secondo cazzo nel culo! Poi lui smise e si staccò da lei; i due uomini si guardarono un istante, poi si stesero sul letto fianco e fianco… quello che l’aveva sverginata le disse di mettersi a cavalcioni sopra di lui, di fronte, e di impalarsi da sola sul suo uccello.

Lei eseguì, si guidò quello strumento di piacere nel retto, e cominciò ad andare su e giù… il ricordo delle lezioni di equitazione di qualche anno prima, allora, si fece strada nella sua mente facendole pensare spiritosamente dentro di sé “…Ecco a cosa serve imparare il trotto all’inglese!!”. Un piacere nuovo la pervase, inducendola prima a socchiudere gli occhi, poi a proseguire il trotto con le mani a stimolarsi i capezzoli… qualche minuto, poi il secondo uomo la reclamò: “Anche a me da sopra, bella… ma girati di schiena… voglio guardarti il buco col mio cazzo che entra ed esce!”.

Lei obbedì cercando di accontentare anche lui; prese nel culo il suo uccello, poi cominciò a trottare… ad un tratto, d’istinto, volle cambiare la posizione: portò le braccia tese dietro per appoggiarvisi, raddrizzò le gambe in avanti e, facendo forza su braccia e piedi cominciò ad andare su e giù… sublime!! Andando su e giù col bacino, il cazzetto le ballonzolava all’aria… e quel movimento le piacque davvero molto! A quel punto i due uomini si guardarono, e concordarono di concludere…

Fecero mettere la femminuccia di nuovo a pecorina e, prima lo sverginatore poi il secondo, la incularono ancora fino a sborrarle dentro… Antonella avvertì quegli schizzi caldissimi invaderle il retto, una prima volta e poi una seconda… e se li gustò ad occhi chiusi, beata… dopo che anche il secondo uomo le ebbe riempito il culo di sperma, lei si buttò in avanti, distesa a pancia sotto sul cuscino come all’inizio… e così restò, per alcuni minuti, assaporando i rivoli di sborra che dal suo buco slabbrato colavano giù, sulle palline e tra le cosce… sensazioni da sogno, che fino a quel momento aveva soltanto potuto immaginare!

I giochi erano ormai fatti… i due uomini, ancora scossi dall’orgasmo, diedero riconoscenti ad Antonella dei bacini sulle chiappe… poi si ricomposero, salutarono cordiali il giornalaio e Cristina, infine se ne andarono, insieme come erano arrivati. Il mentore e l’amica andarono in camera, da Antonella; “Tutto bene, tesoro…?” le chiese Cristina; “Sì… sì… benissimo, davvero… non ho quasi sentito dolore… e mai avrei immaginato tanto piacere… prendere il cazzo nel culo è bellissimo… vi sarò sempre riconoscente, per avermelo fatto scoprire…”!

“Per noi è stato un piacere, Antonella…” le fece il suo mentore, “…E anche un dovere: la tua anima femminile doveva giustamente essere portata allo scoperto, per la tua stessa felicità…”. Antonella a quel punto se ne andò in bagno, si ricompose lasciandosi però lo sperma dei due uomini addosso e nel culo, si rivestì e, appena pronta, si misero in macchina per far ritorno a casa del giornalaio. Per tutto il tragitto, lei fu come in trance: non riuscì un solo istante a dimenticare la prima doppia inculata della sua vita, con annessa perdita della verginità…

Inoltre, man mano che viaggiavano, una consapevolezza si fece strada nel suo animo: finalmente era “donna”, completamente “donna”. La sua femminilità, che pure pochissimi conoscevano a parte lei stessa, ora si era concretizzata con la perdita della verginità. Tutto ciò la riempiva di orgoglio, di felicità, di senso di realizzazione… era ciò che aveva tanto desiderato e, finalmente, ce l’aveva fatta… Ora, un nuovo obiettivo prese forma e si fissò nella sua mente: doveva farsi inculare da cazzi sempre più grossi, fino a poter prendere quello enorme del suo mentore… ma prima, non voleva farsi sfuggire gli altri dieci che avevano partecipato all’asta senza vincere il suo culetto!
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