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A14. VERGINITA’ IN PALIO – IL VINCITORE


di Janus
16.05.2025    |    130    |    4 9.5
"“Mi sembra che questo posto sia ideale per farti sverginare il culo, cara Antonella…” scherzò il mentore con la sua allieva; lei sentì per un istante il sangue arrossare le sue guance, poi..."
Conclusa la raccolta delle offerte il giornalaio chiuse l’incontro, salutando tutti e riservandosi di contattare il vincitore, per comunicargli come avrebbe ricevuto la sua… vincita! Come tutti ebbero lasciato il teatro, fece alzare Antonella dalla poltrona. Ringraziò quindi l’amico padrone del posto, ringraziandolo per la sua disponibilità… quell’uomo sorrise e, palpeggiando il culo della femminuccia nuda, rispose “…Però, mi piacerebbe assaggiarla meglio, questa ragazzina…!”. “Hhummm… perché no? Te lo sei meritato, amico mio… fai pure… abbiamo ancora un po’ di tempo, dopotutto…” gli rispose il mentore. L’allieva, da parte sua, sorrise maliziosamente al padrone del teatro.

Lui allora la condusse in un ufficetto, si calò pantaloni e mutande, si sdraiò su un divano e le fece “Ecco, vieni sopra di me, col culo sulla mia faccia…”. Lei obbedì, trovandosi così col sedere sul viso dell’anziano, ed il cazzo di lui a portata di bocca. Quel libidinoso vecchio cominciò a leccarle avido il buco, mentre lei prese in mano il suo uccello, leccandolo e succhiandolo: era il suo primo “69”, e non le dispiacque affatto… tutt’altro: si gustò sia quella lingua umida che le frugava il buchino, sia il cazzo in bocca. Il vecchio non durò molto, forse per la forte eccitazione… pochi istanti di bocchino, e sborrò in bocca ad Antonella con un rantolo di estasi. Lei leccò bene tutto, poi si rialzò, uscì dall’ufficio per raggiungere il giornalaio, e si rivestì.

Appena pronti, si misero in macchina e presero la via del ritorno. Rientrando dal teatro, il giornalaio espresse ad Antonella parole di apprezzamento per la sua disinvolta esibizione: era rimasto colpito, molto colpito, dall’estrema femminilità espressa dalla sua giovane allieva… femminilità di certo più forte di quella di tante vere donne! Lei, già di per sé felicissima per l’eccitante esperienza di esibizionismo che aveva potuto vivere, ringraziò il suo mentore con la consueta educazione… Giunti a casa, l’allieva tornò a mettersi completamente nuda come sapeva di dover sempre fare, a parte dei sandali e della bigiotteria, e lo raggiunse in salotto.

Lui nel frattempo aveva aperto la scatola delle offerte; a quel punto, cominciarono ad aprirne una alla volta insieme e lessero la cifra offerta per la verginità dell’allieva. Le misero quindi in ordine, dalla più alta alla più bassa, ponendo accanto a ciascuna la foto del cazzo del relativo offerente. “Bene, abbiamo il risultato…” fece lui; “L’offerta più alta è la stessa per due uomini, a quanto sembra… quindi potrai scegliere quale dei due sarà il primo ad incularti, nella tua vita!”. Antonella, un po’ sorpresa da quell’esito inaspettato, non rispose…

Prese le due foto corrispondenti e concentrò lo sguardo sui due cazzi che si contendevano la sua verginità anale… “Sono tutte e due bellissimi…” disse dopo qualche istante. “Se ti piacciono entrambi nulla vieta che, dopo che il primo ti avrà sverginata, tu venga inculata anche dal secondo… oppure, potresti prendere nel culo il secondo in un successivo incontro…” le fece notare il mentore. Poi lui aggiunse “Considera anche, cara Antonella, un aspetto importante… anche se magari un pochino scorretto: nessuno di questi uomini conosce quali siano le offerte degli altri…”.

“Questo vuol dire che tu potresti scegliere, liberamente, da quale cazzo farti sverginare… intendo senza far vincere necessariamente quelli con l’offerta più alta…”. “Oppure, sai cos’altro ti dico…?” proseguì “…Dal momento che questi signori ti hanno dedicato tempo e attenzioni, potremmo anche dire a quelli che non hanno vinto che, più avanti, potranno avere il tuo culetto ad offerta libera… se tu vorrai!!”. Antonella fu piacevolmente sorpresa dalla proposta del suo mentore e ribatté tutta lieta “Sì, sì signore…! Questa idea mi piace molto… perché deludere quegli uomini, dopotutto…??”.

Restò un attimo in silenzio, poi aggiunse senza alcun falso pudore: “…Io vorrei proprio soddisfarli tutti, quegli uomini che sono venuti ad ammirarmi al teatro… uno alla volta, o anche in due o tre per volta…!!”: la puttanella che l’allieva aveva dentro si stava scatenando, e senza alcun ritegno! “Bravissima, così si fa…!!” ribatté il giornalaio, approvando con veemenza: la bramosia di cazzo della femminuccia che stava svezzando lo aveva riempito, all’istante, di orgoglio e di libidinosa quanto perversa soddisfazione!

Poi lui continuò “Bene… ora dobbiamo stabilire soltanto quando, e dove, incontrerai il vincitore o tutti e due i vincitori se vorrai, per concedere la vincita… per il quando, direi un sabato sera o una domenica, in modo da avere tempo per fare le cose con calma... per il luogo, sarebbe bene un posto dove si possa andare senza troppo controllo di documenti… che ne pensi?”. “Per me va tutto bene, signore…” rispose l’allieva, allo stesso tempo ansiosa e felice di quella imminente, nuova svolta nella sua vita al femminile.

“Allora, quale dei due vincitori scegli? …O li vuoi tutti e due insieme…?” chiese il giornalaio. Lei non ebbe il minimo dubbio: “Tutti e due insieme, signore… poi, sul momento, in qualche modo sorteggeremo il primo…”. L’idea piacque al mentore, che fece “Bene allora… ad esempio, potresti fare così: comincerai a succhiare il cazzo a tutti e due, poi quello che lo avrà duro per primo ti sverginerà…! E se dovesse essere difficile giudicare, potresti portare un dado, oppure un mazzo di carte da ramino: chi pescherà quella più alta, avrà il tuo culo per primo!”.

Antonella fu molto eccitata da quella prospettiva: sentirsi un conteso oggetto di piacere le ingenerava soddisfazione fin nel più profondo dell’animo, e annuì raggiante. Il mentore, infine, la salutò dicendole che avrebbe organizzato tutto nei giorni successivi, e di passare all’edicola verso il giovedì. Lei tornò verso casa, chiedendosi come mai quel giorno il mentore non le aveva sborrato in bocca o sul culo come aveva fatto quasi sempre… ma non ci badò: ripensò invece ai bellissimi momenti vissuto nel teatro dove si era esibita.

Il giovedì seguente, puntuale, Antonella si presentò all’edicola; lui l’attese nel solito angolino dei porno, le diede una furtiva palpatina al culo e la salutò “Ben arrivata… tutto bene?”. Lei si accorse con la coda dell’occhio che un altro uomo era presente, poco più in là: si chiese arrossendo se quello avesse visto il giornalaio palparla… ma poi le parve che fosse intento a cercare qualche pubblicazione, e si rincuorò. “Allora ragazzina…” continuò l’uomo, “…Il tuo bel culo sarà sverginato questo sabato sera… in effetti, è quello il giorno in cui la gente ha più tempo per divertirsi!”.

Antonella, con dentro un gran brivido di eccitazione, sorrise e annuì; lui proseguì “…Vieni da me verso le 21.30; Cristina ti preparerà come si deve, poi andremo in macchina fuori città, dove ho dato appuntamento ai due vincitori…”. “Certo signore…”, trovò quindi la forza di rispondere. “Una cosa molto, molto importante: per prenderlo nel culo devi essere ben pulita… intendo dentro… quindi sabato mattina devi andare in bagno e liberarti… e se non dovessi riuscirci, prendi questo: è un leggero lassativo e avrà l’effetto necessario!”; a quelle parole le mise in mano una scatoletta, poi la lasciò libera di andare.

I due giorni mancanti passarono in un batter d’occhio: la femminuccia era ansiosa di provare il suo primo cazzo nel culo ma, dovendo incontrare due uomini insieme, anche un po’ timorosa di fare qualche sbaglio o non essere all’altezza. Ad ogni modo, fece quanto il mentore le aveva detto e si servì anche del lassativo. Dopo cena raggiunse puntuale casa del suo mentore; come lui le aveva anticipato, trovò l’amica travestita Cristina ad attenderla per prepararla. Solito scambio di bacini sulle guance, poi entrambe si accomodarono in camera seguite dallo sguardo del giornalaio, che per l’occasione si era messo in giacca e cravatta.

Antonella si svestì, fece una doccia passandosi il doccia schiuma nel buchino più volte, poi si spalmò su tutto il corpo la body-cream brillante. Si affidò quindi alle mani esperte della sua mentore, e la sua preparazione fu più o meno come quando era andata al teatro: smalto rosso alle unghie di mani e piedi, ritocco del viso, rossetto e trucco occhi. Poi indossò delle calze velate, combinate con mutandine e reggiseno in pizzo bianco. Abbondante deodorante, bigiotteria non troppo vistosa e orecchini, scarpe decolté con un tacco medio-alto, un vestito bianco al ginocchio e soprabito beige.

“E’ pronta!” esclamò alla fine Cristina, con un sorriso. Il giornalaio andò in camera a vedere di persona, e poté soltanto complimentarsi per l’opera della travestita: Antonella appariva radiosa e sexy al punto giusto! A quel punto, tutti scesero in garage e si misero in macchina; uscirono dall’abitato seguendo la nazionale finché, dopo meno di mezzora, giunsero ad un alberghetto sperduto nella campagna. “Ci siamo, ragazze…” fece l’uomo, parcheggiando; “…Aspettatemi un momento, prendo le chiavi alla reception…” aggiunse, dirigendosi a piedi verso un ingresso illuminato.

Dopo qualche minuto il giornalaio tornò e fece scendere le due travestite che lo seguirono; Cristina aveva von sé una grossa borsa, con vestiario e trucchi di riserva a portata di mano. Si diressero verso il retro del fabbricato, e presero una scala esterna per salire al primo piano. Qui una lunga balconata serviva tutti gli accessi ai singoli miniappartamenti di quello che, in pratica, era un residence. Arrivati al loro numero, l’uomo infilò la chiave nella serratura e aprì, poi accese la luce e tutti entrarono.

Era un bel bilocale, con un ampio ingresso in cui erano ricavati salotto, angolo pranzo e angolo cottura, e una camera con letto matrimoniale; tra i due vani, il bagno dotato di ogni confort. “Mi sembra che questo posto sia ideale per farti sverginare il culo, cara Antonella…” scherzò il mentore con la sua allieva; lei sentì per un istante il sangue arrossare le sue guance, poi si calmò e annuì con un sorriso. “Tra non molto i tuoi due sposini arriveranno… vediamo che sia tutto a posto…” aggiunse l’uomo. A quelle parole, Cristina prese dalla sua borsa un vezzoso velo da sposa e un bouquet di fiori finti: “Questi sono per te, cara… per la tua prima volta penso che siano davvero appropriati!”.

Il mentore andò a vedere la camera, e mise su comodino un mazzo di carte, dei profilattici e un vasetto di vasellina. “Ecco cosa succederà, quando arriveranno…” disse tornando dalle due femminucce, “…Voi due ragazze andrete ad attendere in bagno; io li farò entrare e li accompagnerò in camera, poi vi avvertirò e accompagneremo Antonella dai suoi due mariti… lei dovrà avere addosso soltanto la lingerie e le scarpe, ed il velo da sposa in testa… tutto chiaro?”. L’allieva e Cristina annuirono, e dopo qualche istante il campanello suonò. Subito le due femminucce andarono in bagno e si chiusero la porta alle spalle, mentre l’uomo si avviò verso l’ingresso per aprire.

Fuori della porta c’era un uomo di mezza età, in giacca e cravatta, che probabilmente aveva esagerato col profumo… poi, subito dietro di lui spuntò un secondo uomo, anch’egli ben vestito. “Buonasera, buonasera…” fecero i due, “…Siamo qui per riscuotere la nostra vincita!”. Lui sorrise loro, ricambiò il saluto, e li fece entrare aggiungendo “Ben arrivati, signori, e grazie per la vostra puntualità… è tutto pronto: mi conoscete abbastanza, e sapete che io ho una sola parola…”. Una volta dentro, proseguì “…Potete già accomodarvi in camera… la sposina arriverà subito da voi, e sarà a vostra completa disposizione!”.

Senza farselo ripetere, i due ringraziarono e andarono verso la camera. Si guardarono un po’ attorno giusto per ambientarsi, scelsero ciascuno un proprio lato del letto, poi attesero visibilmente emozionati l’arrivo della loro sospirata “vincita”. Il giornalaio accostò la porta della camera, poi bussò alla porta del bagno; Cristina fece uscire Antonella, tutta nuda a parte la lingerie, il velo in testa ed i fiori in mano come le era stato detto… l’allieva si avviò sculettando sui tacchi alti verso la camera… una magnifica visione, un fiore in tutto il suo splendore, pronto da cogliere!
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