Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > A19. POMPINI AGLI STUDENTI
trans

A19. POMPINI AGLI STUDENTI


di Janus
21.06.2025    |    223    |    8 9.6
"Il ragazzo a quel punto le sorrise, rimise palle e cazzo nelle mutande, si riallacciò i pantaloni e si allontanò senza una parola verso il campetto sportivo da cui era arrivato..."
Il ragazzo che aveva inculato Antonella in casa aveva preso a farle battute spinte pur stando attento a non farsi sentire da estranei… era anche arrivato a palpeggiarla, quando erano soli. Lei però lo sfuggiva: aveva paura di essere scoperta, con tutti i problemi che ciò avrebbe potuto comportare. “Dai…” le faceva lui “…Ho una gran voglia di dartelo ancora…”; “No, fermo… non voglio che ci scoprano… da me puoi avere tutto, ma non qui a scuola!!” ribatteva lei, pur lusingata ed eccitata. “Perché una sera non ti vesti da femmina e non vieni con me dietro le scuole, dove sono i campetti sportivi…? Sai quanti cazzi da succhiare, con i miei ex compagni di classe che giocano a pallone?”.

Antonella non ribatté, ma subito si sentì travolgere dal desiderio… un’idea assurda quanto rischiosa… eppure così attraente!! Però non voleva assolutamente essere scoperta: doveva travestirsi bene… soprattutto doveva nascondere i capelli, che la rendevano riconoscibile. Doveva trovare una soluzione… e le uniche persone che avrebbero potuto aiutarla erano il suo mentore e Cristina, l’amica travestita. “Non so… vedremo…” fece al compagno di scuola, salutandolo per tornare a casa. L’idea di fare la femminuccia con i ragazzi dell’ultimo anno, coetanei del suo amico, si insinuò prepotentemente nella sua testa, rendendola ben presto preda di un permanente calore.

Dopo pranzo, ormai decisa, si recò all’edicola per vedere se il giornalaio poteva aiutarla a realizzare questa sua pazza intenzione. “Buon pomeriggio signore… ha qualche minuto per me?” fece al suo mentore, salutandolo. L’omone, sempre cordiale, le rispose “Certo… arrivò subito…”; lei andò ad aspettarlo nel solito angolino delle riviste porno e lui, appena finito col cliente del momento, la raggiunse. “Dimmi Antonella… che succede?” le chiese; “Ecco… lei mi ha sempre incoraggiato a prendere iniziative…” disse lei, a mezza voce. “Sì, certo… ebbene…? Spiegami senza timore…” la incoraggiò lui.

“Beh… le ho già raccontato che mi sono fatta inculare da un compagno di scuola… ecco, lui mi ha proposto di travestirmi bene e andare ai campetti sportivi della scuola, di sera, per fare pompini ai suoi amici…”. “Uhmmm… un’idea eccitante, ma rischiosa… te ne rendi conto?” ribatté lui; “Sì certo… però se potessi avere una parrucca e Cristina mi truccasse… forse non sarei riconoscibile…” spiegò lei. “Fammici pensare… passa più tardi, ti saprò dare una risposta…” disse lui. Antonella tornò a casa a studiare poi, verso l’ora di chiusura, tornò di nuovo all’edicola. L’uomo le sorrise: “Allora, penso di riuscire ad accontentarti… quando vorresti andarci, a quei campetti?”.

“Beh… quando sarà possibile per lei e Cristina… dipende da questo, penso…” rispose lei. “Allora facciamo così: domani sera, che è sabato, potrebbe andare bene. Credo che dopo cena ci saranno diversi ragazzi a giocare… tu potrai uscire, con qualche scusa? Potresti venire da me verso le 21.30, così Cristina ti preparerà, poi ti accompagneremo in macchina...”. Antonella fu scossa da un brivido di eccitazione, e rispose felice “Sì… dirò ai miei che vado al cinema… nessun problema, signore…”. Preso quell’accordo la femminuccia tornò a casa, cominciando a pregustare l’avventura al femminile che avrebbe presto vissuto.

Il giorno dopo andò a scuola; appena il suo giovane amante la vide, capì subito dalla sua espressione raggiante che lei aveva organizzato qualcosa. “Ciao… allora? Si fa qualcosa insieme…?”; “Sì… stasera, verso le 22.00, penso di riuscire a raggiungerti ai campetti sportivi… ci saranno tanti ragazzi…?”. “Oh sì, certo… il sabato sera vengono in molti a giocare… ottimo, allora… mi troverai vicino all’ingresso della palestra…”. Lei non stava più nella pelle, ed il tempo le sembrò non passare mai, quel sabato. Comunque, la sera arrivò. Antonella aveva già fatto la doccia prima di cena, si era dilatata il buchino col suo fuso di legno. Si era poi spinta dentro della vasellina, aveva indossato la biancheria intima femminile rossa che il mentore le aveva dato, poi si era vestita al maschile per uscire.

Dopo cena, salutò i suoi e si avviò in bicicletta verso l’abitazione del giornalaio, impaziente di incontrare sia il mentore che Cristina che l’avrebbero preparata per la serata. Arrivò puntuale; come sempre, l’uomo la stava aspettando appena fuori dell’ingresso e, dopo un saluto, la fece entrare in casa. L’amica travestita la stava aspettando in salotto; appena la vide entrare, si alzò e le andò incontro festosa “Ciao cara… che piacere rivederti… come stai?”; “Ciao Tina… benissimo, grazie… tu?” ribatté Antonella, ricambiando i suoi consueti bacini sulle guance. “Tutto bene, tesoro… dai, andiamo in camera che ti faccio bella …”.

L’allieva la seguì in camera degli ospiti, come ormai abituata a fare. Ben sapendo cosa fare, in pochi istanti si liberò del vestiario maschile restando in lingerie, mise le ciabattine da camera e andò a sedersi di fronte allo specchio, a disposizione dell’esperta amica. “Bene, con la biancheria sei già a posto… procediamo allora… non devi essere riconosciuta, quindi ho pensato ad una parrucca nera lunga… il trucco sarà intonato a quel colore…”. Nei successivi minuti Cristina, dopo aver fatto indossare all’allieva una cuffietta per tenere raccolti i capelli naturali, procedette con fondotinta, eyeliner, mascara, rossetto impermeabile e quant’altro.

Abbinò al tutto delle collane e dei bracciali, infine le fece indossare una parrucca di capelli neri lunghi fin quasi a metà schiena. Del profumo femminile, un vestitino in maglia rosso aderente, dei sandali a tacco medio, una borsetta in cui mise la vasellina e dei fazzolettini di carta, e fu pronta. Il giornalaio aveva seguito compiaciuto la preparazione; vedendo Antonella pronta, le fece “Forse dovresti mettere sopra una giacchina… la sera fa ancora fresco…”; Cristina annuì, e prese dall’armadio una giacca nera da donna corta che l’allieva indossò. “Sei uno spettacolo, davvero una creatura per il sesso!!” le fece il mentore, ringraziando Cristina per la sua bella opera.

“Se siamo pronti, possiamo andare…” aggiunse poi l’uomo; per prudenza aveva deciso di muoversi in macchina, quindi scesero nel garage e, saliti in macchina, si diressero verso la zona delle scuole e dei limitrofi campetti sportivi aperti alla cittadinanza. Pochi minuti di guida e furono sul posto. Era una zona di periferia, di edificazione piuttosto recente. La strada principale correva lungo il lato lungo della zona, e da essa si diramavano alcune stradine asfaltate che portavano a piazzali antistanti i fabbricati. A breve distanza dagli edifici scolastici era stata realizzata una grande palestra e, lungo uno dei lati lunghi, due campetti sportivi.

Di fronte alla palestra e sul lato dei campetti diversi lampioni illuminavano quasi a giorno, mentre il lato opposto e quello dietro la palestra restavano in ombra… perfetti per appartarsi, pensò tra sé e sé Antonella. Il giornalaio raggiunse il piazzale di fronte alla palestra e parcheggiò. Attesero qualche istante, poi Antonella vide il compagno di scuola in attesa… “Eccolo, è lui… “, fece al mentore; “Bene… scendi pure tranquilla… noi restiamo qua in macchina…”. L’allieva prese il coraggio a due mani, aprì la portiera e scese, incamminandosi verso il giovane amico. Lui in un primo momento non la riconobbe, tanto lei aveva l’aspetto di una ragazza… poi capì e le fece “Ma sei tu???”.

“Davvero da non credere… sembri veramente una gran fica, vestita e truccata così!!”. Lei lo salutò a mezza voce, eccitata ma anche timorosa. Lui la prese per mano, e camminarono insieme lungo il bordo dei campi, per farsi vedere…. Entrambi i campetti erano impegnati da diversi ragazzotti che giocavano a pallone, tra sonore urla goliardiche. “Andiamo in fondo, fino all’angolo della palestra… i miei ex compagni di classe sono nel secondo campetto” fece lui. Lei lo seguì, e dopo qualche istante raggiunsero l’angolo. I cinque o sei ragazzi che stavano giocando lanciarono fugaci occhiate a quella che sembrava una splendida ragazza, scambiando sottovoce qualche commento.

Salutarono il loro amico che la stava accompagnando, e lui rispose “Ciao ragazzi… come va? La mia amica voleva vedervi giocare…”. Dopo qualche istante, uno di loro uscì dal campetto e si diresse dietro la palestra, nella zona buia. Antonella lo guardò mentre le passava accanto, e si sentì dire dal compagno “Vagli dietro, dai…!”. Lei sul momento fu sorpresa ma si riprese subito e, dopo uno scambio di sguardi con l’amico, girò l’angolo e camminò anche lei nel buio seguita dallo sguardo di lui. Il ragazzo che l’aveva preceduta era qualche metro più avanti, appoggiato al muro della palestra; aveva tirato il cazzo fuori della patta dei pantaloni e se lo stava segando lentamente.

Le parole erano inutili, naturalmente. La femminuccia gli si avvicinò, gli prese l’uccello in mano e proseguì qualche istante nella lenta masturbazione… poi, vogliosa, si spostò davanti a lui, si abbassò e glielo prese in bocca. Quel ragazzo aveva un bel cazzo a fungo: una grossa e liscia cappella, in cima ad un’asta di minor diametro. Antonella aprì la bocca e prese quel glande, succhiandolo per qualche secondo; poi si tirò indietro e, con le mani, si fece largo nei pantaloni del giovane e delicatamente tirò fuori i suoi testicoli: aveva voglia di leccarglieli, a prese a farlo con lunghe slinguate… lui socchiuse gli occhi, e si godette quella lingua calda e vorace.

Dopo la leccata alle palle, Antonella andò con la lingua su e giù per l’asta, insalivandola bene; ritornò alla cappella, che leccò a lungo tutto attorno per poi riprenderla in bocca. Ricominciò infine la sega, mentre leccava e succhiava il glande. Andò avanti per forse un minuto, finché il ragazzo cominciò ad essere scosso da fremiti: lei capì che doveva essere vicino all’orgasmo, quindi accelerò leggermente sia la pompa sia la sega… ancora pochi istanti e, tra i gemiti di piacere di lui, lei si sentì arrivare in gola degli abbondanti schizzi di sborra calda… lasciò uscire quell’uccello dalla bocca, poi mantenendo la cappella scoperta con la mano sull’asta, leccò e succhiò avida ogni traccia rimasta di sperma.

Il ragazzo a quel punto le sorrise, rimise palle e cazzo nelle mutande, si riallacciò i pantaloni e si allontanò senza una parola verso il campetto sportivo da cui era arrivato. Antonella si rialzò, poi attese nel buio…. Non attese per molto: dopo nemmeno un minuto, ecco un altro ragazzotto arrivare verso di lei! Come il primo, anche quello si appoggiò al muto della palestra, tirò fuori l’uccello e lasciò che Antonella facesse il suo dovere… poi fu il turno di un terzo, un quarto, quindi un quinto, infine un sesto ragazzo: tutti svuotarono le palle soddisfatti nella bocca di Antonella, e lei trangugiò avidamente il nettare caldo che di volta in volta le arrivava in gola.

Ormai la femminuccia cominciava a sentirsi la bocca dolorante!! Attese ancora nel buio, ma stavolta vide arrivare il suo amico. “Li hai spompinati tutti e sei… bravissima!!” le fece lui; “Oh… non c’è più nessuno allora…?” chiese lei. “No… ora però tocca a me… voglio incularti!” gli fece lui, tirando fuori l’uccello già duro dai pantaloni. Lei non se lo fece ripetere: si alzò il bordo del vestitino, abbassò le mutandine rosse e si appoggiò al muro della palestra, sporgendo bene il culo. Il ragazzo le appoggiò il cazzo tra le chiappe, lei glielo prese in mano e se lo puntò nello sfintere, ancora unto dalla vasellina.

Una spinta lenta ma decisa, e la cappella si fece strada dentro di lei, fino in fondo… lei trattenne il ragazzo dentro di sé per un istante, poi lasciò che iniziasse la monta. Lui cominciò a sbatterla energicamente, evidentemente eccitato dall’averla fatta usare dai suoi amici… pochi minuti e, rantolando dal piacere, le riempì il culo di sborra calda. La tenne stretta a sé, poi si tirò indietro; un rivoletto di sperma colò fuori dall’ano slabbrato di Antonella, bagnandole il perineo e lo scroto… entrambi soddisfatti, si ricomposero. “Non passiamo vicino ai campetti per tornare al piazzale… meglio sul lato buio” le fece lui. Infine, entrambi si ritrovarono davanti all’ingresso della palestra.

Il compagno di scuola salutò Antonella e continuò in direzione dei campetti sportivi; lei raggiunse l’auto del giornalaio, parcheggiata poco più in là. Quando fu vicina all’auto, vide attraverso il vetro che Cristina stava succhiandogli il cazzo… si fermò, chiedendosi cosa fare, ma l’uomo la vide e le fece cenno di salire. Lei salì dietro e richiuse la portiera; Cristina continuò col pompino senza badarle, finché dopo qualche istante il giornalaio le venne in bocca mugolando in estasi… ormai tutti soddisfatti della serata, si rimisero in strada verso casa del giornalaio.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per A19. POMPINI AGLI STUDENTI:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni