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48. UNA ALCOVA A QUATTRO RUOTE


di Janus
23.05.2026    |    54    |    7 9.3
"Me lo appoggiò di nuovo sul buco slabbrato, e cominciò a spingere piano… poco alla volta, quel grosso uccello caldo si fece strada..."
Controllando come ogni giorno la chat di A69, mi capitò di curiosare sul profilo della mia amica K., la “sorellina” travestita con cui avevo condiviso il superdotato in camera, che non vedevo da diverso tempo. Capitai nella sezione dei suoi feedbacks e notai che Supers., un singolo che rientrava anche tra le mie amicizie virtuali, le aveva lasciato di recente un bel commento… allora volli leggere anche ciò che lei aveva scritto su di lui, così aprii il profilo di quell’uomo. Constatai che K. ne aveva tessuto grandissime lodi, specie in riferimento alla notevole circonferenza del suo cazzo, e le sue parole mi riempirono all’istante di desiderio!

Scrissi in chat alla mia amica, facendole i complimenti per la “conquista” naturalmente. Lei mi rispose che avrebbe rivisto Supers. il giovedì successivo, e che le avrebbe anche fatto piacere incontrarlo insieme. Io le ricordai che ero libera soltanto di venerdì sera, al che K. ribatté che avrebbe cercato di posticipare di un giorno. Visto che anche quell’uomo rientrava tra le mie amicizie su A69, volli mandargli un messaggio per complimentarmi anche con lui… precisando che mi avrebbe fatto piacere incontrarlo e soddisfarlo come la mia amica aveva fatto! In breve lui mi chiese dove andassi di solito ad incontrare uomini, e finimmo per ipotizzare un incontro al noto “Paradiso delle travestite”.

Trascorsi quindi i successivi giorni nella viva speranza di un incontro a tre: l’amica K., Supers. ed io naturalmente. Arrivò così il venerdì; era ormai una settimana che non gustavo maschi, e non stavo nella pelle dalla voglia, sempre più forte, di incontrare “cazzo largo” come ormai l’avevo ribattezzato nei miei pensieri! Era ormai primavera inoltrata e la temperatura era aumentata di molto, quindi cercai di immaginare cosa indossare di adatto. Nel pomeriggio il “dongiovanni” mi inviò il solito invito: ormai era diventato il mio amante del venerdì, e dissi di sì… anche perché l’incontro con Supers. non era affatto certo! Fin troppe volte avevo sperimentato l’inaffidabilità dei singoli che cercano travestite per svuotarsi le palle: ne contattano diverse, e alla fine vanno con quella che gli conviene sul momento!

Diedi al dongiovanni appuntamento al parcheggio dove, normalmente, facevamo carsex se non mi portava nella sua casetta in collina. Passai ad un punto di consegna Amazon per ritirare un capo sexy che avevo ordinato, poi mi raggiunsi quel parcheggio. Mi misi al femminile, per l’occasione con un vestitino provvisto di spacco orizzontale sul petto per mettere a nudo le tettine, e attesi; lui arrivò, parcheggiò accanto, spense motore e fari ed io salii nella sua utilitaria. Convenevoli e qualche cenno alla bella serata, poi entrambi abbassammo gli schienali. Lui si calò i pantaloni, io mi misi in ginocchio sul sedile, abbassandomi le mutandine per farmi palpare come lui amava fare.

Trascorremmo la successiva mezz’oretta come da copione: prima un lungo, goloso, pompino a quel suo grosso cazzone… una volta sufficientemente duro, preservativo a lui e gel lubrificante nel mio culetto; poi a pecorina sul sedile, rivolta verso dietro. Lui si portò alle mie spalle e mi ficcò l’uccello nel culo senza tante cerimonie… l’improvvisa penetrazione mi fece sentire un po’ di dolore, che però sparì subito. Cominciò a montarmi, aprendomi ogni tanto le chiappe con le mani per poi riprendere la monta. Dopo alcuni minuti, il ritmo con cui mi inculava aumentò… qualche altro affondo, e sussurrò “…Sì… sì… vengo!”. Restò sopra di me per qualche istante, poi tirò fuori il cazzo dal mio retto e si sedette. Mi asciugai il gel rimasto tra i glutei, mi tirai su le mutandine, lo salutai e tornai svelta alla mia auto pensando soddisfatta “L’antipasto intanto l’ho avuto…!”.

Ansiosa di raggiungere la zona presso il mare per incontrare l’altro uomo, misi subito in moto e mi diressi verso l’autostrada. La percorsi veloce ed in poco tempo arrivai al casello d’uscita, per poi dirigermi direttamente verso il mare, essendo già al femminile. Mi fermai poco prima e aprii la chat di A69, per vedere se il singolo oppure la mia amica K. mi avessero inviato qualche comunicazione, ma niente! Raggiunsi così il noto parcheggio di ristorante, già teatro di tanti miei incontri di sesso… c’erano già alcune auto ferme mentre altre andavano e venivano, e diversi uomini gironzolavano accostandosi ora ad una ora all’altra vettura, chiaramente in cerca di approccio.

Non volli parcheggiare, perché sicuramente qualcuno si sarebbe avvicinato e non volevo rifiutare incontri, ma volevo restare libera per mister “cazzo largo”! Fu così che, per quasi mezz’ora, continuai a guidare avanti ed indietro lungo la strada principale, sostando ogni tanto per controllare la chat ma senza risultato. Ad un certo punto, mentre ero in sosta, un furgonato bianco parcheggiò dietro di me; un uomo dai capelli bianchi scese e venne al mio finestrino… gli dissi di avere un appuntamento e declinai il suo invito, poi mi rimisi a girare in macchina. Infine mi stancai e decisi di parcheggiare sotto le cosiddette tettoie, in attesa di sviluppi… o del rientro, in caso negativo.

Poco dopo, finalmente, un messaggio di K., con cui mi invitava a raggiungerla alla sua vettura, verso l’uscita del parcheggio. Eccitata dal desiderio, mi spostai con l’auto verso la sua posizione, le parcheggiai vicino, spensi il motore e, borsa degli accessori alla mano, scesi e mi avvicinai al mezzo che lei mi aveva descritto… non era la sua solita auto, ma un bel van con i vetri posteriori oscurati. Il mezzo era chiuso e al posto di guida non c’era nessuno, per cui decisi di bussare alla portiera scorrevole sul mio lato… pochi istanti, e dall’interno mi fu aperto quanto basta per farmi salire!

Intravidi nell’oscurità due figure: la mia amica in sexy lingerie ed un uomo completamente nudo, verso il fondo del veicolo. Entrambi erano seduti su un materassino, con cui K. aveva ricoperto tutto il pavimento del van dopo, credo, aver rimosso i sedili posteriori… insomma, una accogliente e discreta camera da letto su ruote! Lei mi aveva accennato a questo suo nuovo automezzo, ma non me l’ero certo immaginato così predisposto!! Salutai, mi presentai al maschione tutto nudo (che naturalmente era Supers. ovvero “cazzo largo”) poi mi complimentai con la mia amica travestita; lei mi disse che faceva caldo, per cui aveva socchiuso la portiera scorrevole di sinistra... dallo spiraglio potei notare, con piacere, uomini all’esterno che ci sbirciavano.

Supers. mi rivolse qualche battuta di apprezzamento e K. mi fece intendere di essere già stata soddisfatta… per cui, ora era tutto per me!! Io mi avvicinai all’uomo; aveva proprio un bel cazzo, non lunghissimo ma di grossa circonferenza, esattamente come era stato descritto. Gli chiesi se potevo toccarglielo e, al suo annuire, glielo presi in mano… woww, davvero non riuscivo a racchiuderlo tra le dita!! Qualche istante dopo osai di più, e gli chiesi se potevo prenderglielo in bocca… altro assenso, naturalmente, ed io mi chinai con la testa fra le sue cosce… finalmente in bocca… grosso abbastanza da far fatica a prenderlo senza fargli sentire i denti!! Hhmmmm… anche un delizioso sapore, quel gran cazzo… presi a succhiarlo e leccarlo come mi piaceva fare, senza trascurare ogni tanto di lambire le sue grosse palle. Supers. gemette di piacere, con parole a mezza voce che non mi curai di capire: continuai a spompinarlo, felice di averlo finalmente incontrato!

Una attimo di intervallo, e per riguardo al materassino su cui ero ospite, mi tolsi gli stivaletti per riporli a ridosso dei sedili anteriori. Mi rigirai poi sulle ginocchia verso “cazzo largo” e, dando libero sfogo alla mia voglia, ripresi golosa a succhiarglielo. Supers. ne approfittò per palparmi il culo; io pensai bene di alzarmi il bordo del vestito alla vita e calarmi le mutandine sulle cosce per facilitargli l’opera, poi mi rimisi all’opera con la bocca sul suo cazzone. Lui allungò di nuovo la mano, raggiunse il mio culetto e mi solleticò il buchino con le dita… poi mi infilò dentro credo il medio, e mi sditalinò lentamente mentre io continuavo avida col pompino.

K. stava seduta presso la portiera di sinistra, semiaperta, e mi guardava sorridendo; attraverso lo spiraglio potei vedere uomini che da fuori ammiravano lo spettacolo, e la mia anima esibizionista ne fu alquanto gratificata! Dopo un po’ Supers. mi fermò e mi indusse a girargli le spalle, restando dietro di me… sentii le sue mani sui miei fianchi che mi trattenevano alla pecorina, poi il suo viso tra i miei glutei. Prese a leccarmi il buco con passione, e continuò per qualche minuto. La mia voglia del suo cazzo prese poi di nuovo il sopravvento… pian piano mi girai di nuovo e, chiappe nude all’aria per la gioia dei voyeurs fuori del veicolo, rituffai il viso sul suo inguine per riprendergli l’uccellone in bocca.

Leccai e succhiai il suo bel cazzo per altri minuti, poi cominciai ad aver voglia di provarlo nel culo… certo, era proprio grosso, ben più di quelli che prendevo abitualmente… comunque, pensai, ero già stata inculata dal dongiovanni, quella sera… avevo il buco abbastanza aperto da tentare!! Mi alzai restando in ginocchio sul materassino, cercai nella penombra la mia borsa, presi un profilattico e lo passai al maschione; poi presi il gel lubrificante e me ne passai una generosa quantità nello sfintere… spinsi dentro le dita, due, tre, quattro, dilatandolo a più non posso. Appena mi sentii pronta, passai il gel in eccesso che avevo tra le dita sul cazzo incappucciato che stavo per prendere.

Girai il culo verso Supers., pronta alla monta… lui si mise in ginocchio dietro di me, mi riafferrò per i fianchi e mi appoggiò l’uccello duro tra le chiappe… cercò il buco, lo trovò, cominciò a spingere… io sentii un lieve dolore, data la sua grossa circonferenza, ma lo lasciai continuare. Lui tentò e tentò ancora di spingermelo dentro ma purtroppo, forse perché aveva già montata la mia amica, perse l’erezione prima di riuscirci. Si tirò indietro e mi fece “La prossima volta porto i miei, di preservativi…”; non compresi subito cosa intendesse, e lui mi spiegò “…Con la mia circonferenza devo usare quelli più larghi, altrimenti mi si ammoscia!”.

Allora compresi… lo aiutai a togliere il mio preservativo per lui troppo stretto, poi gli ripresi il cazzo in bocca. Gli si era ammosciato ma col mio servizietto, in poco tempo, glielo feci tornare bello duro! Continuai a spompinarlo… non mi sarei mai stancata!! Comunque dopo un po’ comincia a sentire dolore ai muscoli facciali, per quanto dovevo tenere spalancata la bocca per succhiarglielo!! Allora smisi e mi raddrizzai… lo ammirai per un po’: un uomo molto ben fatto, possente… apparentemente in ottima salute. Rimuginai tra me e me… poi, pur titubante, decisi di provare a prendere il suo cazzo senza preservativo… almeno un pochino, visto che comunque me lo aveva già allargato.

Allora gli offrii di nuovo il culo, e lui tornò a mettersi dietro di me, prendendomi per i fianchi. Me lo appoggiò di nuovo sul buco slabbrato, e cominciò a spingere piano… poco alla volta, quel grosso uccello caldo si fece strada. Lui prese a dare brevi affondi, ma sempre più in profondità… alla fine lo sentii entrare tutto, e praticamente senza dolore!! Ora la monta poteva, almeno per un po’, cominciare… Supers. prese ad incularmi lentamente ed io cominciai a gustarmelo appieno, il suo bel cazzo. K. si era spostata sul sedile di guida lasciando aperte le portiere scorrevoli; da entrambi i lati del van guardoni arrapati si godevano lo spettacolo della mia monta, con l’uccello in mano….

Lo presi così per alcuni minuti; K. ci raggiunse, sedendosi alla portiera con le gambe inguainate dalle autoreggenti di fuori; qualcuno dei guardoni provò a darglielo in bocca… io ero troppo presa dal cazzo che avevo dentro e non riuscii a capire se lei glielo succhiasse o meno. Ancora un po’, poi cominciai a sentirmi indolenzita; anche “cazzo largo” sembrò essere stanco, per cui smise di sodomizzarmi. A quel punto ci ricomponemmo; scambio di saluti, ringraziamenti a K.… Supers. scese sulla sinistra e si rivestì; K. cercò e trovò le sue mutandine rosse sul materassino e se le rimise… io mi tirai su le mutandine e feci per uscire dalla portiera di destra, verso la mia auto. Un guardone calvo che era di fianco tentò l’approccio, ma io declinai con gentilezza dicendo che dovevo rientrare…

Una serata davvero unica, indimenticabile. Più tardi mandai ancora messaggi di ringraziamento in chat sia all’amica K. che al maschione appena conosciuto. Lui, come avevo capito che gradisse fare, mi inviò un feedback ed io ricambiai….
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