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SONO MAGGIORENNE ESCI
Lui & Lei

Clarissa


di Eulalia
15.08.2026    |    1.337    |    12 10.0
"Appena mi riprendo, ci guardiamo negli occhi: „Amore, splendida puttana che non sei altro!” mi tiene ferma aprendomi il culo e succede quello che non ho mai osato chiedere..."
Tutto è iniziato quando per fare una sorpresa in palestra a mio marito, l’ho beccato con il notevole cazzo del suo personal trainer in bocca.
Il giorno della scoperta c’è stato un gran trambusto, rabbia da parte mia, giuramenti da parte di mio marito, scuse del trainer e, insomma, tutto il programma completo di quando si coglie qualcuno in flagrante tradimento.
Ovviamente ho fatto una scenata, ovviamente ero indignata, furibonda, ferita, delusa e tutto quello che ci va dietro.
Ma, a pensarci bene, la mia era pura invidia.
Mi sono chiesta chi avrebbe inculato chi, se non li avessi interrotti. Mentre ci pensavo, le mie dita si muovevano frenetiche nelle mutandine; per essere precise sguazzavano nella mia fica mentre mi immaginavo quei corpi.
Per guadagnare tempo tenevo il broncio nonostante i fiori, cioccolatini e tutti i regali che mi faceva mio marito, perché in quanto portatrice sana di corna ero giustificata. Dovevo decidere cosa fare e non era per niente facile.
“Mi perdonerai mai, amore mio?” mi chiede Flavio che con un piede si sentiva già fuori dalla mia vita. Ormai sono passate due settimane dal fattaccio e io ancora non ho ceduto.
“Forse.” gli rispondo fissando le sue labbra che erano così belle avvolte a quella cappella.
“Clarissa, ti prego, chiedimi qualsiasi cosa e la farò, io ti amo e non volevo ferirti. Cerca di capirmi, tu il cazzo non ce l’hai.”
“Davvero qualsiasi cosa?” L’idea che quella zoccola di mio marito sia a mia disposizione mi eccita da morire.
“Si, tesoro mio, qualsiasi. Anche Toni è pronto a qualsiasi cosa. Ti prego, luce dei miei occhi!”
“Va bene Flavio, allora stasera alle otto Toni cena da noi e vi dirò come farvi perdonare.”
“Grazie, tesoro.”
È cotto a puntino e finalmente ho un piano.

Ho appena finito di sparecchiare la cena. Mio marito e Toni sono disorientati, abbiamo gradevolmente chiacchierato e non ho avanzato richieste. Per tutta la sera me li sono guardati. Ho studiato le loro mani, le braccia muscolose, ho cercato gli indizi della loro confidenza, magari uno strofinamento sotto il tavolo, ma loro, purtroppo, sono stati ineccepibili. Due scolaretti educatissimi e per bene con due nerchie roventi nascoste nei pantaloni.
Ma ora che mi avvicino a loro con due pacchettini regalo si guardano preoccupati.
“Andate in camera, vi cambiate e aspettate che vi venga a prendere.”
Obbedienti vanno di là, ognuno col proprio pacchetto fra le mani.
Scappo in bagno.
Mi levo l’abito. Sotto sono già pronta. Corsetto, reggicalze e calze nere, mi infilo veloce le tacco dodici, una vestaglia nera e trasparente, agguanto il frustino e i due guinzagli per andare a origliare dietro alla porta.
“Mi chiudi il collarino, per favore” chiede mio marito e poco dopo sento Toni che ribatte:” Non appoggiarmi il cazzo che mi viene duro.” Silenzio e qualche risatina.
Spalanco la porta all’improvviso: “Pronti?”
Sobbalzano ma sono pronti e belli da morire.
Oltre al vezzoso collarino di strass, per ognuno avevo preso dei boxer neri superaderenti che gli disegnano l’uccello. Ammetto che entrambe sono piuttosto dotati.
“Fermi!” mentre mi avvicino per agganciare i guinzagli prima all’Uno, mio marito, poi al Toni, il Due.
A mio marito sfugge “Sei bellissima!”
“Uno, ti ho fatto una domanda?” sottolineato da una scudisciata sulle cosce.
“No.”
Altra scudisciata “Qui si dice, Si signora oppure No signora e solo se vi interpello. Chiaro?”
Nessuno fiata, ma le loro verghe premono contro il tessuto sottile dei boxer, Due ha anche una macchia di umido.
Con il frustino gli do un colpo al cazzo “Due, vergognati!”
Li ispeziono per bene e mi sembra di sentire i loro brividi sotto ai miei polpastrelli.
A Uno calo un poco i boxer per guardargli il buco del culo e spingere un po’ col manico del frustino “Ti piace zoccola?”
“Sissignora” mi risponde, mentre gli agguanto il cazzo più duro del marmo.
Torno in salotto tirandomeli dietro per il guinzaglio.
Mi siedo in poltrona ed esordisco con un bel: “Riprendiamo da dove eravamo rimasti l’ultima volta. Uno, in ginocchio e imboccati quel bel cazzo che hai davanti agli occhi!”
Non ho fatto conto con l’ondata di eccitazione che mi pervade. Mi sembra che la mia fica zampilli alla vista di questo spettacolo.
Mio marito cala i boxer di Toni, l’uccello durissimo scatta fuori quasi a schiaffeggiarlo e lui prende subito in bocca la punta. Sta sbavando ed è uno spettacolo.
“Due, ingozzalo.”
“Sissignora” e con un colpo d’anca i suoi coglioni sbattono sul mento.
Mi allungo per toccare questo bendidio insalivato che entra ed esce dalla bocca di mio marito.
Ho fretta di prendere questi due cazzi, tanto mi arde la gnocca, ma allo stesso tempo voglio vedere e provare ancora un sacco di cose.
L’effetto è un po’ quello del luna park, ci sono talmente tante opzioni che non si sa quale scegliere.
“Fate a cambio, voglio vedere come succhi tu, Due.”
Toni è una vera puttana, aspetta che mio marito sia in piedi, per scendere con la lingua fino al bordo dei boxer da cui spunta la punta strozzata. Mentre mi infilo le dita nella fica lui si imbocca tutto l’uccello senza fare una piega. Si mette a carponi sporgendo il culo muscoloso con i suoi boxer a mezza coscia. Sembra che preghi di infilargli qualcosa nel culo.
Certo non aiuta nemmeno il fatto che Uno, mio marito, gli trattiene la testa mentre gli scopa la bocca.
Questo spettacolo mi fa venire senza ritegno. Passo la mia mano fradicia sul viso di mio marito: „Guai a te se vieni!” lo minaccio.
Un po’ di gel sul nuovo plug vibrante, gli divarico il culo e con una certa decisione glielo pianto a Due che risponde con un sospiro di soddisfazione.
“Girati e appoggia le mani al tavolo.” Ordino a Uno. Gli divarico bene le chiappe “Lecca!” è il comando per Due. Gli infila proprio bene la lingua, ma io voglio vedere la faccia di mio marito mentre viene sodomizzato. Do le indicazioni. Toni sputa gli sputa fra le chiappe e dall’espressione piena di aspettativa di Flavio capisco che è già abituato a prenderlo in culo, quella troia! E gli piace anche parecchio.
Riporto Uno a carponi davanti a me. Due da bravo aspetta i miei ordini.
Mi accomodo sul divano e tiro il guinzaglio di Uno finché la sua faccia non è schiacciata sulla mia fica spalancata. Adesso sono le sue natiche spalancate verso Due che riprende a fotterlo occhi negli occhi con me.
Non voglio che ancora che sborrino.
Così obbligo anche lui fra le mie cosce e sento le loro lingue che si intrecciano fra fica e ano. Questo deve essere il paradiso delle fiche, due maschi fra le cosce che grufolano dando il meglio.
La voglia di cazzo prende il sopravvento, lo voglio duro e selvaggio in ogni buco. Voglio essere sbattuta fino a stordirmi. Sento le loro mani che si fanno avide sul mio corpo. Si aggrappano ai seni, alzano e allargano le mie natiche seguite dalle due lingue, mi stanno divorando.
Il mio corpo brucia in un delirio di aspettativa e io non ce la faccio più.
“Appena vi levo il guinzaglio potete scoparmi come gli animali che siete!”
Lo sgancio per primo Due.
È come una magia: „Che gran troia che sei!” da barboncino obbediente si trasforma in lupo.
Sgancio anche mio marito.
Hanno subito la meglio: rimango schiacciata fra corpi, mani, cazzi e baci.
Toni mi solleva di peso e mi cala sul cazzo di mio marito che mi apre la fica come una colonna di fuoco.
Appena mi riprendo, ci guardiamo negli occhi: „Amore, splendida puttana che non sei altro!” mi tiene ferma aprendomi il culo e succede quello che non ho mai osato chiedere. La nerchia nerboruta di Toni si fa strada dilatando il mio ano fino all’inverosimile. Affonda con una spinta che sembra non finisca mai.
Con queste due nerchie che rincorrono il loro piacere dentro di me vengo proiettata in un universo parallelo di orgasmi che esplodono uno dietro l’altro.
Siamo caduti dal divano e nemmeno ce ne siamo accorti gli uni adagiati sugli altri col fiato corto e soddisfatto.

Sono passati due mesi. I miei barboncini ed io abbiamo avuto molte serate all’insegna del guinzaglio.
Recentemente abbiamo capito che vogliamo qualcosa di più e così frequentiamo qualche locale speciale.
Mi godo sempre l’effetto che fa la nostra entrata. I miei due maschi belli e obbedienti non strattonano mai i loro guinzagli, mi seguono mansueti ignorando maschi e femmine che seducono con la loro presenza. I tanga brillantinati en pendant con i collarini ipnotizzano i presenti con i loro riflessi valorizzando i loro nerchioni perennemente in tiro.
I loro cazzi vibrano mentre aspettano con pazienza la mia scelta. Adorano essere esibiti, ammirati, toccati e palpati sotto il mio stretto controllo.
Un uomo di fianco a noi si sta segando fissandoli, gli leggo la voglia negli occhi. Abbasso un poco il tanga di Due. Fa capolino il suo cazzo bagnato in punta. La mano dell’uomo accelera e viene.
Poco più in là vedo un giovanotto appetibile, mando Uno in avanscoperta con il guinzaglio che ondeggia sulla sua schiena nuda. Gli mette una mano sul culo e gli parla fitto ad un orecchio, secondo me gli lecca anche il collo. Sento Due che mi si appoggia contro col suo uccello durissimo, mentre Uno sta chiaramente palpando il cavallo dei pantaloni dello sconosciuto.
Vengono tutti e due verso di noi.
Noto un certo rigonfio nei pantaloni del ragazzo che molto educatamente mi dice:” Buonasera signora, spero di meritarmi presto anch’io il collarino.”
Non vedo l’ora di sguinzagliare i miei due barboncini che lo fissano con occhi di brace e mentre gli infilo la lingua in bocca penso che effettivamente non è una brutta idea avere una scuderia tutta per me.
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