Lui & Lei
L'Invito Segreto: Fantasie Trasformate
DorianGray28
05.11.2025 |
316 |
0
"Improvvisamente, un tocco leggerissimo, come una piuma, mi ha sfiorato l'inguine, passando sulle palle e poi sull'asta, che era sul punto di esplodere..."
Abitare a Piacenza, molti ritengono sia monotono, ma credo che in ogni città vi siano donne che sognano, amano, adorano e desiderano un qualcosa che i mariti-fidanzati spesso non vedono ma soprattutto non comprendono.Ero alla mia scrivania, perso nel freddo bagliore dello schermo, quando il mio hobby - raccontare storie, soprattutto la mia bruciante ossessione per la figa - mi ha chiamato in modo inaspettato. Un pop-up discreto, un nuovo messaggio, ha fatto tremare la mia attenzione. Ho aperto. Il testo era conciso, audace e scritto con una confidenza che mi ha tolto il fiato:
‘Caro Scrittore,
Sono una lettrice appassionata dei tuoi racconti erotici, che mi procurano sempre una fortissima eccitazione. So che abitiamo nella stessa città. Se ti va di incontrarmi e di trasformare le tue fantasie in realtà, rispondimi e ti dirò come fare.
Francy’
Ricevo commenti, richieste, confessioni. Ma mai un invito all'incontro.
Nonostante il forte sospetto di uno scherzo, l'adrenalina mi ha divorato. Senza esitare, spinto da una sfrontatezza irrefrenabile, ho risposto: "Sono disponibile."
La risposta è stata istantanea, quasi avesse premuto invio nel momento esatto in cui avevo finito di digitare.
‘Questa sera, alle 21.30. Raggiungi la villetta al numero 5 di Via XXXXXX. Suona, ma... prima di varcare la soglia, quando aprirò, dovrai bendarti con un foulard. Lo terrai per tutto il tempo. Se accetti, conferma.’
La cosa non era solo curiosa: era un copione vivente, una situazione degna dei racconti più audaci. Il divieto, il mistero, l'impegno totale. Era impossibile rifiutare. Ho confermato: sarei stato lì.
Il giorno è scivolato via in una nebbia di attesa febbrile. Ogni minuto era un’eternità.
La sera è arrivata portando con sé la promessa dell'ignoto. Una doccia lunga, bollente, per purificare il corpo in vista dell'iniziazione. Profumo, il mio foulard personale riposto in tasca e, quasi per rito, un mazzo di rose rosse.
Via XXXXX era un vicolo cieco ai margini della città, un luogo dove le ombre si allungano e la riservatezza è totale. La villetta si stagliava isolata. Nessuna luce indiscreta, nessuna macchina. Solo un bel giardino intravisto oltre il cancello.
Ho suonato il citofono. La voce che mi ha accolto era una carezza calda e sensuale, un suono vellutato che mi ha inondato le viscere: "Entra... e ricorda la benda."
Davanti alla porta, l'aria era satura di un profumo esotico, un mix di incenso e spezie orientali inebrianti che non riuscivo a identificare. Ho tirato fuori il foulard. Mentre l'oscurità mi avvolgeva gli occhi, ho sentito un brivido: ero osservato.
La porta si è aperta nel silenzio. Una mano, delicata ma risoluta, mi ha afferrato il polso, guidandomi in un mondo di pura oscurità sensoriale.
All'interno, l'aria era densa. Ho sentito il rumore di una presenza vicinissima, un respiro leggermente affannoso. La mano mi ha lasciato.
Un sussurro mi ha sfiorato l'orecchio, caldo e dominatore:
"Ora conoscerai il mio corpo, ma non cercare mai di guardarmi, altrimenti l'incantesimo si spezzerà. E non toccarmi finché non te lo ordinerò."
Ho annuito in silenzio, prigioniero affascinato.
Due mani hanno afferrato le mie, le hanno girate, e le hanno posate sulle sue spalle. Le sue dita hanno iniziato a guidare le mie in una lenta, metodica esplorazione. Sotto i palmi, ho percepito la seta liscia e morbida di un indumento leggero.
Le mie mani sono scese. Sul seno sodo, ho riconosciuto la trama di un reggiseno che lasciava liberi i capezzoli tesi. Erano grandi e turgidi, esattamente come li amo. Poi il ventre piatto. Una pausa carica di tensione tra le gambe: il perizoma era ridottissimo. Non riuscivo a capire se fosse aperto, ma la figa era indubbiamente perfettamente depilata. Le mani sono scese sulle gambe, fino alle caviglie. Si era inginocchiata per facilitare la mia esplorazione.
Si è rialzata, ritirando le mie mani. "Di tuo gradimento?" La sua voce era un filo di eccitazione. "Ora, girati. Voglio che mi tocchi e mi conosca anche dietro. Mani sulle spalle, e scendi."
Ho obbedito. Ho accarezzato le spalle, sono sceso lungo la schiena, fino alle natiche toniche. Non ho resistito: ho palpato quel culotto sodo. Non ha protestato. Mi sono spinto fino al solco, sollecitando con un dito il buco attraverso la stoffa, sentendola fremere in risposta.
"Adesso spogliati, che tocca a me esaminarti a fondo."
Mi ha ripreso la mano, guidandomi in una stanza dove il profumo mi ha risvegliato ricordi lontani, gli odori eccitanti dei primi amori clandestini.
Ho sentito il fruscio del suo vestito cadere, poi l'intimo. Mi ha fatto toccare il suo seno, il suo pube: era nuda. Si è chinata, mi ha sfilato scarpe e calzini, mi ha aperto i pantaloni facendoli scivolare. La camicia è stata sbottonata, aperta. Poi è passata dietro di me. Mi ha sfilato la camicia, e il suo corpo nudo si è premuto per un attimo sulla mia schiena.
L'ho sentita fremente, famelica. Ha afferrato l'elastico degli slip e li ha abbassati. Li ho scalciati via. Ero nudo.
Era una fantasia che vivevo solo nelle lettee digitate e nei pensieri prima di andare a dormire, ma viverla, sentire la sua eccitazione contro la mia, era indescrivibile. La mia erezione si faceva dolorosamente tesa, un atto di sfacciata e incontrollabile lussuria.
Francy mi ha guidato a sedermi su qualcosa di morbido e instabile – forse un materasso ad acqua – coperto da lenzuola di seta.
La donna del mistero si è posizionata dietro di me. Le sue mani, piccole e delicate, hanno iniziato a sfiorarmi e accarezzarmi. Le sue labbra calde hanno iniziato a baciare lentamente il mio collo, facendomi fremere, per poi scendere lungo la schiena.
"Adesso distenditi. Voglio accarezzarti tutto."
Ero prono. Le sue mani sapienti si sono alternate alla sua bocca, baciando e succhiando lungo la schiena, sui glutei. Una sensazione incredibilmente eccitante che mi ha fatto ansimare.
Mi ha chiesto di girarmi. La mia erezione era uno sfoggio di impudenza, ma lei non ci badava. Ha iniziato a baciare e succhiare le mie dita, poi è risalita lungo le gambe.
Arrivata all'inguine, si è sollevata. Ha iniziato a baciarmi il petto, succhiando i miei capezzoli. Ero io, di solito, ad amare quel gesto. Ora, provarlo, era una sensazione meravigliosa. Avrei voluto afferrare la sua testa, interrompere la regola, reclamare la sua bocca con un bacio selvaggio. Ma gli ordini erano categorici.
Improvvisamente, un tocco leggerissimo, come una piuma, mi ha sfiorato l'inguine, passando sulle palle e poi sull'asta, che era sul punto di esplodere. Francy mi stava facendo uscire di senno.
Ansimavo, rantoli di piacere mi uscivano dalla gola. La mia eccitazione era al picco.
Poi, si è seduta accanto a me. Le sue labbra calde si sono unite alle mie in un bacio lungo, dolce e prepotente. La sua lingua si è insinuata nella mia bocca in un'esplorazione selvaggia. Ero completamente perduto nel bacio, mentre le sue braccia mi stringevano e i suoi seni si schiacciavano sul mio petto.
Si è staccata. Il suo respiro era affannoso.
Poi è successo l'imprevisto.
Ho sentito una lingua risalire l'asta del mio cazzo. Ha raggiunto il glande, leccato, e le labbra si sono aperte, inghiottendo la punta e succhiando.
Ero interdetto. Francy era ancora lì, abbracciata a me, la sua bocca impegnata a baciarmi. Di chi erano quelle labbra, quella bocca che mi stava pompando con l'esperienza di una professionista?
Ero in estasi. La mia erezione, incredibilmente tesa, era vicina all'esplosione. Le mani di Francy mi accarezzavano la schiena, e un'altra bocca mi spompinava mentre le mani della nuova arrivata accarezzavano i miei testicoli. Due donne.
Dopo meno di cinque minuti di quella dolce tortura, si sono fermate. Una di loro si è seduta su di me, lasciandosi penetrare sino in fondo e iniziando a cavalcarmi con foga, il suo corpo umido e ansimante. Mi ha intrappolato la lingua con la sua, mentre cavalcava.
La bocca dell'altra ha iniziato a succhiare i miei testicoli, gonfi di sborra. Il mio corpo vibrava, pronto a cedere.
Un gemito acuto della donna sopra di me, che è venuta abbandonandosi un attimo sul mio petto. Si è rialzata. L'altra ha smesso di leccarmi.
Mi ha fatto alzare, girare. La sua mano ha guidato il mio membro verso un buco umido che lo attendeva. L'altra donna era in ginocchio. La mia accompagnatrice mi ha spinto da dietro, facendomi affondare nella figa che colava i suoi umori, e mi ha sussurrato all'orecchio: "Scopala, porco. E falla godere come hai fatto godere me."
Non mi sono fatto pregare. Ho iniziato a scopare con furia, colpi lunghi e profondi. Sentivo il corpo dell'amica strisciarsi sulla mia schiena, le sue mani ovunque, la sua lingua leccarmi il collo, gemendo nel mio orecchio.
Dopo qualche minuto, una contrazione del suo bacino, il suo ansimare che si è fatto veloce. Stava venendo. Ho accelerato le spinte ed esploso in un orgasmo liberatorio. Ho gridato "GODOOOO!" mentre la mia sborra riempiva il suo corpo, sentendo ogni singola goccia.
Sfinito, mi sono sdraiato. Ma colei che era dietro di me si è accucciata sul mio viso, offrendomi la sua figa appagata da succhiare. Nonostante la spossatezza, l'ho leccata con passione, infilandole le dita, fino a farla godere di nuovo, inondando la mia bocca con il suo miele.
Mi hanno fatto rialzare, rivestito in silenzio, accompagnato alla porta. Un bacio sulla guancia. E sono uscito.
Mi sono tolto il foulard. La porta era chiusa. Le tapparelle abbassate. Nel tragitto verso casa, la mia mente era un turbinio vertiginoso. Il mio desiderio sessuale più recondito si era realizzato: due donne a mia disposizione. Eppure, non sapevo chi fossero.
Erano giovani, i loro corpi sodi e sensuali, la loro bravura incredibile. Il buio aveva amplificato ogni singola sensazione, ogni odore, ogni tocco.
A casa, la doccia: prima bollente per lavare via il sudore e i profumi, poi gelida per ricompormi. Sono crollato nel sonno.
Per tutta la settimana, ho controllato la posta con l'ansia di un amante. Il lunedì successivo, il cuore mi è balzato in gola. Un nuovo messaggio di Francy con un video allegato.
‘Guido, sei stato bravo. Ti è piaciuta la sorpresa? Se ne vuoi un’altra, torna al solito indirizzo questa sera alle 21.30, ma prima guarda il video e conferma.’
Non ho atteso. Ho aperto il video e sono rimasto inchiodato.
Mostrava la porta aprirsi, me che entravo bendato, e poi... tutta l'orgia. Francy era una mora con un fisico stupendo. L'amica, più piccola ma ugualmente stupenda. Chi aveva girato il filmato era un professionista: i volti delle due donne erano oscurati da un alone bianco, rendendole irriconoscibili.
Ho risposto immediatamente: accettavo.
Quel giorno, ero in trance. Il tempo non passava mai. Finalmente, la sera. Doccia, cena leggera, e via verso la nuova avventura.
Il rituale era lo stesso: l'ordine di bendarmi.
E la porta si è aperta di nuovo.... Questo e un'altro racconto!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per L'Invito Segreto: Fantasie Trasformate:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
