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L'incendio del ritorno


di Membro VIP di Annunci69.it DorianGray28
28.05.2026    |    1.422    |    0 9.2
"L'ho afferrata per i fianchi, aumentando il ritmo, spingendo fino in fondo, finché il piacere non è diventato insostenibile per entrambi..."
La pioggia leggera batteva sul parabrezza, quasi a voler scandire il ritmo di un battito cardiaco decisamente troppo accelerato. Accanto a me, sul sedile del passeggero, c’era lei. La donna che, nonostante gli anni e le strade separate, non era mai davvero uscita dalla mia testa. L'unica che avessi mai amato sul serio, l'unica con cui il sesso non era mai stato solo sesso, ma una specie di tempesta perfetta.
​Quando le avevo scritto quel messaggio di auguri qualche tempo prima, non mi aspettavo nulla. E invece, una parola aveva tirato l’altra, i ricordi erano riaffiorati e, con un misto di audacia e nostalgia, le avevo proposto quella birra. Quando aveva accettato, stampando un "ok" sullo schermo del mio telefono, quasi non ci credevo.
​Ora era lì. L’avevo presa sottocasa, era salita in auto e l’aria si era subito riempita del suo profumo, lo stesso di sempre, capace di risvegliare in me un istinto primordiale. Avevamo deciso di spostarci in un paesino vicino, un posto tranquillo dove nessuno ci conosceva. Durante il tragitto le parole uscivano a stento; c’era un imbarazzo strano, denso, elettrico. Lei guardava fuori dal finestrino e io stringevo il volante, con i jeans che cominciavano a farsi decisamente troppo stretti. Bastava la sua vicinanza a mandarmi in corto circuito: cazzo, l'avrei sventrata subito, dritto sul sedile, senza nemmeno aspettare di arrivare al bar.
​Al locale, davanti a un paio di birre, la tensione aveva iniziato a sciogliersi. I nostri sguardi si incrociavano, complici, carichi di tutto quello che avevamo condiviso e che nessuno dei due era riuscito a replicare con qualcun altro.
​Il vero capolavoro, però, è iniziato sulla strada del ritorno.
​Invece di imboccare la via di casa sua, ho girato il volante verso quella stradina isolata, nascosta dagli alberi, dove anni prima passavamo le ore a fare le peggiori porcherie. Ho spento i fari. Il motore è rimasto acceso, un ronzio basso nel silenzio della notte.
​Lei si è guardata intorno, poi ha voltato la testa verso di me, con un sorriso accennato e gli occhi lucidi: «E che ci facciamo qui?».
​Non ho risposto a parole. Mi sono allungato verso di lei, le ho preso il viso tra le mani e l'ho baciata. È stato un bacio disperato, affamato, che lei ha accolto aprendo subito le labbra, stringendomi i capelli. In un attimo, l'imbarazzo è evaporato, sostituito da una foga che non sentivamo da una vita.
​Senza interrompere il bacio, le sue mani sono scese veloci sulla mia cerniera. Ha tirato fuori il mio cazzo, già durissimo, pulsante. Si è chinata tra le mie gambe senza farselo ripetere due volte. Il calore della sua bocca, il movimento esperto delle sue labbra e lo sguardo che mi lanciava dal basso verso l'alto mi hanno fatto perdere la testa: è stato, senza ombra di dubbio, il pompino più bello, profondo e devastante che avessi mai ricevuto in tutta la mia vita.
​Non sono riuscito a trattenermi a lungo. L'ho sollevata di peso, facendola voltare e mettendola a quattro zampe contro il cruscotto, tirandole giù i pantaloni con una foga cieca. Quando l'ho spinta tutta dentro da dietro, un gemito rauco è uscito dalla sua gola.
​La macchina oscillava, i vetri si appannavano rapidamente. La carne sbatteva contro la carne in un ritmo frenetico, animalesco. E mentre la possedevo con tutta la rabbia e il desiderio accumulato in quegli anni di assenza, lei si stringeva al sedile, girando la testa all'indietro per guardarmi. Con il fiato corto, tra un gemito e l'altro, ha cominciato a gridarmi in faccia tutta la sua frustrazione:
​«Sì, scopami così... cazzo, scopami così! Quel cornuto del mio compagno mi scopa sì e no una volta al mese... mi manchi da morire, scopami forte!».
​Quelle parole sono state benzina sul fuoco. L'ho afferrata per i fianchi, aumentando il ritmo, spingendo fino in fondo, finché il piacere non è diventato insostenibile per entrambi. Siamo venuti insieme, gridando nel bitacolo della macchina, in un'esplosione che ha ripulito anni di nostalgia.
​È stata la scopata più bella, violenta e perfetta di sempre. La conferma che certe chimiche, semplicemente, non si possono cancellare.
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