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Lui & Lei

Rischio Totale


di DorianGray28
10.11.2025    |    796    |    0 8.0
"La stanza era un santuario del peccato: luci al neon viola e blu, una vasca idromassaggio a bolle nell'angolo e, soprattutto, uno specchio enorme sopra il letto, pronto a raddoppiare la nostra..."
La quarantena era una tortura, ma le app d'incontri come Tinder e Badoo mi tenevano a galla, a caccia di sesso. Dopo due mesi di swipe compulsivi, ho trovato Arianna. 21 anni, capelli di un arancione quasi fluo, era una dea magra, con una terza di seno perfettamente disegnata e occhi verdi da predatrice. La sua bellezza era magnifica (Considerando che siamo in quarantena, ogni incontro sarebbe stato un miracolo), ma il suo spirito da troia era ciò che mi avrebbe incatenato.
Dopo un approccio iniziale disastroso, l'ho riconquistata. Non cercavamo favole, eravamo lì per sesso non filtrato. Preso il suo numero e l'Instagram, l'attesa era palpabile.
Poi la storia su Instagram: un sito porno premium gratis. Le ho scritto subito, incredulo. Lei ha risposto con una sfacciataggine che mi ha fatto impazzire: "Certo che è vero, idiota. Iscriviti e fammi sapere cosa guardi."
Era una rivelazione. Una ragazza così aperta e sfrontata. Le ho scritto su WhatsApp, e la conversazione è virata subito sul sesso.
"Non me l'aspettavo, Arianna. Una ragazza che sponsorizza porno... sei una troia?" ho scherzato, ma lo pensavo in parte. Lei ha risposto con una risata secca: "Sì. E non mi nascondo. Se mi masturbo, perché dovrei fingere il contrario? Tu cosa guardi, tesoro?"
Il mio cazzo ha reagito immediatamente. Ho iniziato il gioco: categorie preferite, i siti che la facevano bagnare di più, da quanto non si toccava. Domande sempre più spinte. Le ho confessato che stavo avendo un'erezione furiosa solo a parlarne.
La sua risposta è stata un permesso esplicito e una promessa: "Bene. Mi eccita farti eccitare, Alessandro. Sai cosa non ho mai fatto ma vorrei provare? Il voyeur. Voglio che tu guardi. Che diventi duro per me."
Ero in estasi. Le ho proposto una videochiamata immediata.
Ero sul letto in boxer, e lei ha risposto. Indossava solo una maglietta bianca, sottile, senza reggiseno. Sotto, le sue gambe lisce terminavano in un paio di brasiliane lilla che le accarezzavano il sedere sodo. I capezzoli si vedevano chiaramente sotto il tessuto bottone.
"Sei bellissima," ho ansimato. Lei ha sorriso, leccandosi le labbra: "Sono qui solo per farti venire. Sei duro?"
Imbarazzato ma eccitato, ho mostrato il mio rigonfiamento quasi doloroso nei boxer.
"Non hai le palle di toglierti quei cazzo di boxer, vero?" mi ha provocato.
Non me lo sono fatto ripetere due volte. Ho strappato via l'elastico e il mio cazzo in piena erezione è schizzato fuori, pulsando e grondante di desiderio. Ho visto l'eccitazione pura nei suoi occhi verdi.
Arianna ha portato le mani al petto, afferrando l'orlo della maglietta. "Così si fa. Ora guarda bene, perché mi sto per spogliare per te." Ha sfilato la maglia lentamente, mostrando il suo seno sodo, i capezzoli scuri e duri che sembravano pregarmi di succhiarli.
Ho iniziato a masturbarmi, senza staccare gli occhi dal suo corpo. Lei ha portato le mani al suo inguine, gemendo un suono roco e quasi animale.
"Sono già fradicia per te, cazzo. Non riesco ad aspettare."
Si è sfilata le brasiliane con un gesto secco, rivelando la sua vagina rosa e lucida, già bagnata e aperta. Ha afferrato un vibratore massiccio e me lo ha mostrato in telecamera.
"Questo è per te. Voglio che mi guardi mentre mi prendo in diretta."
Ha premuto l'oggetto sul clitoride, gemendo forte. Poi, con un'audacia incredibile, ha spinto il dildo dentro di sé, muovendolo dentro e fuori con una velocità crescente. La sua vagina era così umida che il dildo entrava e usciva schioccando, un rumore porno che mi ha mandato fuori di testa.
"Cazzo, Arianna, sto per sborrare, non smettere!"
Lei ha intensificato i gemiti, i suoi occhi incatenati ai miei mentre muoveva quel cazzo finto sempre più velocemente, spingendolo fino in fondo, in un ritmo infernale e voglioso.
Ho chiuso gli occhi per un attimo e poi sono esploso con un getto poderoso, sporcando le lenzuola e urlando il suo nome.
Quando ho riaperto gli occhi, Arianna mi guardava, con la testa buttata all'indietro, i capelli arancioni sparsi sul cuscino e il dildo ancora dentro. Ha gemuto un lungo, liquido orgasmo, e un attimo dopo, è squirtata in un piccolo schizzo che ha inondato il suo stomaco.
"Mmm, ti ho bagnato il letto, amore," ha sussurrato, tirando fuori il dildo. "E tu mi hai inondata. Perfetto."
Le ho promesso che avrei pulito volentieri. Ci siamo salutati con il batticuore e il corpo in fiamme, ma la promessa era chiara: la prossima volta, saremmo stati nudi e bagnati nello stesso letto.
Dopo la nostra videochiamata assolutamente porno, il desiderio era diventato un chiodo fisso. Eravamo intrappolati in due città diverse dalla quarantena, ma Arianna era la mia troia mentale ormai reale, dovevamo vederci. L'unica soluzione? Un incontro clandestino.
"Motel K, Casei Gerola. È l'unico aperto, è l'unico con i box privati per non farci beccare," ho scritto. La sua risposta è stata una scarica di adrenalina: "Perfetto. Ci andiamo, cazzo. La multa è un prezzo che sono disposta a pagare per la tua sborra."
Il viaggio è stato un tormento di nervosismo e desiderio. Ogni curva, ogni macchina della polizia, era un potenziale fallimento. Ma l'immagine di Arianna che si masturbava per me era la mia benzina.
Sono arrivato per primo al Motel K. Ho infilato l'auto nel box privato, il portone che si chiudeva con un click complice. La stanza era un santuario del peccato: luci al neon viola e blu, una vasca idromassaggio a bolle nell'angolo e, soprattutto, uno specchio enorme sopra il letto, pronto a raddoppiare la nostra performance.
Ho sentito il rumore della sua Mini Cooper che entrava nel box accanto e, un secondo dopo, la porta si è aperta.
Arianna era uno schianto nel suo vestito di seta nera. Era tesa, i suoi occhi verdi selvaggi di rischio e voglia.
"Ce l'abbiamo fatta, amore! Se mi avessero beccata avrei detto che venivo per te, perché sono ossessionata dal tuo cazzo!" ha urlato, afferrandomi e baciandomi con una furia famelica.
Non c'era tempo da perdere. Il rischio era troppo alto per le chiacchiere. L'ho sollevata, schiacciandola contro la parete insonorizzata. Le mie mani le hanno strappato la seta fino all'inguine. La sua fica era già scivolosa di eccitazione.
"Togliti tutto, troia, non voglio vedere stoffa!" ho ringhiato, tirandole via le mutandine.
Lei mi ha spinto via i pantaloni con la stessa fretta e, inginocchiandosi ai miei piedi, ha alzato lo sguardo, con quel suo viso da porca in adorazione.
"Sei enorme, Alessandro. Devi farmi sborrare prima con la bocca. Fammi sentire quanto è brava la tua puttana." Ha afferrato la mia asta turgida e calda e l'ha inghiottita con una gola esperta. Il suono del suo lavoro era sporco e irresistibile.
"Sì, cazzo, così! Fino in fondo! Sei la mia troia perfetta!" le dicevo, tenendole i capelli arancioni.
"Amo il tuo sapore, padrone! Voglio ingoiare ogni goccia!" ha risposto, togliendo la bocca solo per un attimo, il labbro lucido.
Quando non ce l'ho fatta più, l'ho tirata su e spinta sul letto. Si è messa a quattro zampe istintivamente, il culo alto e provocante riflesso nello specchio. Ho ammirato il suo buco anale invitante.
Ho preso il lubrificante e, senza chiedere permesso, le ho spalmato l'ano con violenza lasciva. Lei ha gemuto, un gemito che non era di dolore, ma di pura, sottomessa anticipazione.
"Oggi ti scopo forte il culo, Arianna. Devi urlare il mio nome!" "Inculami, ti prego! Lo voglio tutto, tutto il tuo cazzo!"
Ho spinto la punta e poi il mio cazzone fino in fondo nel suo culo stretto e caldo. Lei ha urlato di pura estasi, un suono amplificato che riempiva la stanza. Ho cominciato a stantuffarla senza pietà, godendomi il movimento del suo sedere che sbatteva contro il mio bacino.
"Più forte, cazzo! Devi spaccarmi il culo! Fammi sentire che mi possiedi!" mi supplicava, la sua voce ormai roca di piacere.
Ero in trance. Ho afferrato i suoi fianchi spingendo a un ritmo bestiale. L'adrenalina del rischio, la sfrontatezza di lei... era il culmine di ogni fantasia. Ho sentito la pressione accumularsi, la testa che mi girava. Ho ruggito il suo nome e ho sborrato una quantità enorme nel suo culo, spingendo con forza fino a svuotarmi completamente.
Siamo collassati sul lenzuolo, i nostri corpi inondati di sudore e sborra.
"Sei la fottuta migliore, Arianna."
Lei si è girata, i suoi occhi verdi pieni di soddisfazione estrema: "Sì, sono la tua troia. E ora fammi un favore... fammi leccare il tuo cazzo per ripulirti... voglio sentire il tuo sapore in tutti i miei buchi. Poi andiamo a fare un bagno nella vasca idromassaggio. Nudi, ovviamente."
Il Motel K era il nostro paradiso proibito. E sapevamo che saremmo tornati, con telecamera accesa.

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