Lui & Lei
La Cinese Che non Dimenticherò
10.11.2025 |
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"Lei gemeva il mio nome in un misto di cinese e italiano, parole spezzate che non capivo ma che erano musica per le mie orecchie..."
Solo un paio di giorni fa ho ceduto alla mia routine mensile di indulgenza, ma questa volta il centro estetico era diverso, suggerito da un amico che ne conosceva la vera natura. È un luogo appartato, lontano dal mio solito giro, ma ora so che vale ogni singolo chilometro di distanza. È gestito da un team di ragazze asiatiche, belle da togliere il fiato, che non si limitano ai massaggi tradizionali; sanno esattamente come appagare ogni fantasia erotica che potresti avere. E ti assicuro, la mia è stata debitamente appagata.L'appuntamento era stato fissato un paio di settimane fa per il loro "Speciale Completo" – un massaggio con un tempo extra di 15 minuti di pura estasi e una regola d'oro che faceva già impazzire la mia immaginazione: rimanere coperto solo da un asciugamano, strategicamente posizionato per non coprire la zona che fremeva di più.
Appena due giorni fa è arrivato il giorno. Ho optato per l'autobus per evitare lo stress del parcheggio, ansioso di arrivare. Entrando, l'atmosfera era già carica di promesse silenziose. Mi hanno subito accompagnato in una piccola cabina privata per prepararmi. Lo studio era stranamente vuoto, permettendomi di prendermela con una calma che preannunciava il caos dei sensi. Sara – la seducente cinese che mi avrebbe assistito – mi ha invitato a spogliarmi e a raggiungerla nella stanza accanto, sdraiato sul lettino e con quel solo, sottile pezzo di stoffa a coprirmi.
Ho fatto come richiesto. Mentre lei era nella stanza accanto a scegliere l'olio, ad accendere candele profumate e a selezionare una musica che prometteva peccato, mi sono steso, sentendo già la tensione che si accumulava nel mio bacino. Pochi secondi dopo, la musica soffusa ha riempito la stanza, e ho sentito Sara entrare, muovendosi con una grazia che era già una tortura.
L'Inizio dell'Estasi
Sara si è avvicinata, il suo sorriso velato da un'aria di complicità maliziosa. Mi ha chiesto se ero comodo; le ho risposto con la voce roca che ero più che comodo e che non vedevo l'ora che iniziasse a lavorare su di me. Lei ha riso, un suono basso e caldo, e si è accostata al lettino. Le sue mani esperte si sono posate proprio sopra l'asciugamano – un tocco leggero, stuzzicante, che mi ha fatto sussultare. Era solo un gioco, un preludio erotico, sapevo che non sarebbe iniziata subito da lì.
Ha preso l'olio alla vaniglia, la cui fragranza si è immediatamente mescolata al calore della stanza. Ha iniziato a spargerlo sulle mie gambe, massaggiando con una vigoria sensuale dal basso verso l'alto, un'azione che in teoria era per la circolazione, ma che in pratica stava incendiando il mio sangue. Ero già in subbuglio. La sola idea di quella cinesina mozzafiato che mi metteva le mani addosso stava facendo gonfiare e fremere il mio cazzo in attesa.
L'ho lasciata fare, godendomi la lenta, inesorabile risalita delle sue mani. Si avvicinavano sempre di più, centimetro dopo centimetro, al mio inguine, al mio cazzo che ormai palpitava con una sua volontà. Non sapevo cosa aspettarmi, ma volevo solo che quel pomeriggio di puro piacere carnale nelle mani di Sara non finisse mai.
L'asiatica è finalmente arrivata al bordo della stoffa, e le sue piccole dita affusolate hanno iniziato a strisciare, saggiando il terreno, quasi al di sotto. La salita si è interrotta solo quando lei ha deciso di abbassare ulteriormente le luci, lasciando accese solo le candele che gettavano ombre danzanti sulla sua figura.
Eravamo immersi in un'oscurità complice, rotta solo dalla fioca luce tremolante delle candele. L'asciugamano era un ricordo sul pavimento, e il mio cazzo era teso, duro come marmo, pulsando sotto le sue mani esperte. Sara continuava la sua opera d'arte con l'olio, salendo e scendendo, creando un attrito caldo e scivoloso che mi faceva gemere involontariamente. Stavo per esplodere, il piacere era una scarica elettrica costante, ma l'orologio mentale mi ricordava che avevamo ancora un quarto d'ora. Volevo allungare quel momento di tortura estatica.
Sara, i cui occhi asiatici luccicavano nell'ombra, ha percepito la mia lotta per il controllo. Ha interrotto brevemente il movimento, il palmo caldo ancora avvolto attorno alla mia asta fremante.
"Non aver fretta, Alessandro," ha sussurrato, la sua voce bassa e roca, più sexy del fumo di una sigaretta. "Ma non tutti i clienti resistono così tanto. Meriti un privilegio speciale."
Non ho avuto il tempo di chiederle cosa intendesse. Il suo sorriso è diventato una smorfia predatrice. Con un movimento fluido e mirato, ha posato una mano all'altezza del mio ventre e l'altra sul mio ginocchio, scavalcandomi a cavalcioni in un istante. Non si è seduta; è rimasta a mezz'aria sopra il mio bacino, il suo corpicino di seta rossa che sfiorava il mio petto nudo, e il suo viso che si è abbassato sul mio.
"L'eccezione," ha ansimato, il suo respiro caldo sul mio inguine, "è che voglio sentirti dentro di me prima di farti venire."
Ho spalancato gli occhi. L'adrenalina ha colpito come un pugno. Lei era ancora vestita con la sua tunica da massaggio, ma sotto... era completamente nuda. Le sue labbra si sono posate sulle mie con una ferocia inattesa, un bacio selvaggio e umido che sapeva di olio alla vaniglia e lussuria.
Mentre le nostre lingue si intrecciavano in una lotta furiosa, Sara ha posizionato la punta del mio cazzo, tumido e gocciolante, contro la sua vagina calda e bagnata. Senza esitazione, e con un gemito soffocato che mi ha fatto impazzire, si è calata su di me, inghiottendo il mio membro in un colpo solo fino alla radice.
Cazzo.
Ero dentro. La sensazione della sua intimità stretta e vellutata, umida di desiderio, attorno al mio cazzo teso era un'esplosione di piacere che ha superato ogni fantasia. Lei ha iniziato a muoversi con un ritmo lento ma fottutamente intenzionale, macinando il bacino sul mio in un modo che mi faceva mugolare.
"Sì... così," ho ansimato, afferrandole le natiche sode e spingendo in profondità.
Sara ha aumentato la velocità, i suoi capelli neri che le ricadevano sul viso in una cortina sexy. Il suono del nostro incontro bagnato riempiva la stanza. Lei gemeva il mio nome in un misto di cinese e italiano, parole spezzate che non capivo ma che erano musica per le mie orecchie. Ogni spinta era più profonda, più intensa, fino all'anima.
Il piacere era troppo. Sentivo il mio corpo tremare; il culmine non era solo vicino, era qui, inondandomi.
"Sto per venire!" ho gridato, affondando per l'ultima, disperata spinta.
Sara ha urlato di rimando, un grido acuto di puro piacere che mi ha fatto perdere ogni controllo. Si è aggrappata alle mie spalle mentre esplodevo dentro di lei, un getto caldo e denso che lei ha accolto con un lungo, profondo, sensuale sospiro.
Siamo rimasti in silenzio per un momento, ansimanti, il cuore che ci martellava nelle orecchie, io ancora fottutamente dentro di lei. Il ricordo del suo calore interno, solo due giorni fa, è ancora vivo e doloroso.
Poi, con un bacio leggero, Sara si è ritirata lentamente, lasciandomi con la sborra che mi colava sulla pancia e una sensazione di completa e assoluta soddisfazione.
"Sara, sei stata... una dea," ho detto, completamente senza fiato.
"Torna presto, Alessandro," ha risposto, leccandosi le labbra con un sorriso oscenamente seducente. "Il centro offre molti altri privilegi."
Non credevo che i centri “Estetici” facessero servizi così wow...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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