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Gay & Bisex

Con il Padrone e una coppia 1


di freddy15
26.10.2020    |    9.530    |    3 7.2
"Io mi impegnavo e leccavo con grande trasporto e farlo mi procurava un profondo piacere e le parole umilianti che accompagnavano il mio impegno mi eccitavano..."
Ormai è quasi un anno e mezzo che frequento Carlo e dopo un primo periodo di incontri fatti di pompini e inculate, di volta in volta mi ha aiutato a scoprire il mio lato più profondo della mia sessualità.
Infatti è stato Lui ad introdurmi nel mondo della sottomissione e a rendermi completamente Suo schiavo. All'inizio mi ha portato a diventare un appassionato leccatore del buco del culo, cosa che ora adoro fare, non solo per il sapore del culo per me così eccitante ma soprattutto per la sottomissione mista ad umiliazione che provo a farlo.
Poi di volta in volta mi ha coinvolto in altri giochi fino a rendermi un vero schiavo sottomesso, e mi ha fatto rendere cosciente che essere umiliato è per me la più grande soddisfazione.

Un paio di mesi fa Carlo durante un incontro, mentre ero legato con dei costrittori ai polsi e alle caviglie e mi frustava le palle legate con un cordino elastico con un frustino, mi ha proposto un incontro con una coppia di suoi amici. Mi ha spiegato che con loro ne aveva già parlato proponendogli un incontro con la Sua cagna sottomessa e ubbidiente (ero io!), solo sentire che mi aveva descritto così a degli sconosciuti mi ha provocato una forte eccitazione e non ho esitato a rispondere: "se al Padrone fa piacere fa piacere anche a me" e così ha continuato a spiegarmi la situazione dicendomi che erano una coppia molto aperta abituati ad incontri e frequentatori di club per scambisti. La Lei una bella signora molto porca interessata a provare a giocare con uno schiavo il Lui, semi-impotente passivo con gli uomini che amava farsi scopare.
Una settimana dopo, Carlo mi ha contattato dicendomi che l’incontro sarebbe avvenuto il venerdì alle 17,30 a casa Sua se ero ancora convinto. Ho risposto subito di si e per i giorni successivi non ho fatto altro che pensare a quello che mi aspettava, ero eccitato e un po’ agitato e non riuscivo a togliermi di testa quel pensiero. Immaginavo come sarebbe stato essere lo schiavo di una donna visto che fino a quel momento mi ero sottomesso solo a Carlo.
Il venerdì come da accordi alle 17,30 mi sono presentato a casa di Carlo, appena entrato come sapevo di dover fare sempre ad ogni incontro mi sono spogliato nudo e mi sono messo a quattro zampe e mentre mi metteva il collare con il guinzaglio con il Suo consueto tono autoritario mi ha detto: “bene cagna, adesso ricordati di fami fare bella figura”.
Dopo pochi minuti hanno suonato alla porta e il mio cuore ha iniziato a battere forte dall’emozione. Carlo si è alzato dal divano e tenendomi al guinzaglio mi ha portato alla porta, ha aperto e ha fatto entrare Mauro e Luana. Appena entrati e chiusa la porta Luana ha esclamato: “bene abbiamo proprio una bella cagna” e rivolgendosi a me: “fatti vedere per bene schiavetto” mentre mi girava attorno osservandomi. A quel punto Carlo mi ha dato uno schiaffo ad una natica dicendomi. “come si saluta?” ed io ho immediatamente baciato i piedi della Signora che indossava un tacco 12 nero, cosa che Luana ha apprezzato molto accompagnando un bravo con una risatina. Mauro invece mi guardava con uno sguardo che esprimeva pena per la mia situazione.
Fatte le presentazioni Carlo ha preso la situazione in mano e come faceva ad ogni nostro incontro mi ha accompagnato verso il bagno sempre al guinzaglio mentre parlava con Luana di me come parlasse di una cosa, un animale indegno di rispetto ma senza usare parole offensive, era questo il Suo potere, mi umiliava senza ricorrere a volgarismi gratuiti. Io già sapevo quello che mi aspettava in bagno, ma farlo di fronte a degli sconosciuti mi creava imbarazzo, appunto umiliazione. Giunti in bagno Carlo si è spogliato e si è seduto sul bidet ed io in ginocchio ho iniziato a lavargli il culo le palle ed il cazzo e poi lo ho asciugato Carla era eccitatissima nel vedermi in quella situazione e continuava a fare apprezzamenti sul mio essere ubbidiente e docile. Poi con mia costernazione ha detto a Mauro, “dai spogliati che la cagna ti fa il bidet!”. Questo non me lo aspettavo e ho alzato lo sguardo verso Carlo che con il guinzaglio mi ha dato una frustata ad una natica ricordandomi che non ero io a decidere. Così mi sono trovato a lavare il culo e il cazzo anche a Mauro vergognandomi non poco soprattutto vedendo il suo sguardo che esprimeva tutta la sua pena e forse un po’ di schifo per me.
Finito il “il servizio”, ci siamo spostati verso la stanza preparata per l’incontro, questa volta Carlo ha ceduto il guinzaglio a Luana che mi ha accompagnato mentre diceva a Carlo: “gli dovremmo dare un nome a questa cagna che dici’”. Carlo gli rispondeva: “io la ho sempre chiamata cagna perché mi sembra che non meriti un vero nome”, e Lei quasi ridendo “si forse hai ragione non merita tanto”, anche Mauro ha parlato “in effetti non credo che una nullità così lo meriti” gattonavo al guinzaglio sentendo queste parole e mi sentivo umiliato più che mai, ma anche eccitato da tanta umiliazione, dalla derisione e pronto a subire la sottomissione che mi aspettava, e proprio in quel momento Carlo ha detto a Luana e Mauro: “merita di essere trattata così, guardate” e con un piede mi ha spinto in modo di farmi cadere di fianco e “vedete come gli tira il cazzo” mentre mostrava la mia eccitazione facendo scoppiare una risata generale alle mie spalle!
Giunti alla stanza Mauro disteso nel letto e Luana si è seduta in fianco mentre Carlo preparava gli “attrezzi” del mestiere. Mentre Carla accarezzava e maneggiava il cazzo semiduro del marito io ai suoi piedi ho iniziato a leccargli i piedi che mi porgeva davanti alla faccia. Passavo la lingua lungo il collo del piede per poi scendere verso le dita per poi leccarle e succhiarle con passione e con evidente soddisfazione della Signora che mi diceva che ero un bravo leccapiedi e mi incitava a succhiare un dito alla volta o a passare la lingua per bene tra le dita. Io mi impegnavo e leccavo con grande trasporto e farlo mi procurava un profondo piacere e le parole umilianti che accompagnavano il mio impegno mi eccitavano ancor di più. Per lunghi minuti ho continuato nel mio compito di leccapiedi mentre Lei continuava a maneggiare il cazzo del marito fino a quando Carlo mi ha ordinato di alzarmi in piedi, obbligandomi a smettere di adorare i piedi della Signora, e da seduto sul letto ha iniziato a legarmi le palle con il cordino elastico mentre Carla lo aiutava tenendo il mio cazzo premuto sulla mia pancia.
continua..
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