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Franco e la sua troia (io)


di freddy15
16.12.2014    |    26.234    |    6 9.2
"Mi sento avvampare, due colleghi d'ufficio mi stavano vedendo in quella condizione e non avevo più scampo, improvvisamente ho sentito di odiare Franco per..."
La mia "storia" con Franco durava oramai da quasi un anno. Nel frattempo io mi ero separato e Franco non incontrava più Luana, la mia ormai ex moglie.
Per mesi e mesi avevo soddisfatto le voglie di Franco in ufficio, ma dopo separato abbiamo iniziato a trovarci anche a casa mia, di solito in ufficio Franco mi diceva di stare a casa che sarebbe passato. Io che da mesi ormai ero ridotto ad essere la sua troia, restavo a casa ad aspettarlo con ansia sperando arrivasse presto per poterlo soddisfare.

Proprio una di queste sere finalmente Franco mi ha inculato, è stato bellissimo anche se un po' doloroso per le sue misure. Dopo avere approfittato ampiamente della mia bocca mi ha fatto appoggiare al tavolo e mi ha preso da dietro senza troppe cautele. Dopo aver puntato il cazzo al mio buco pulsante dalla voglia ha iniziato a spingere, all'inizio lo sfintere opponeva opposizione alla grossa cappella, ma dopo alcune spinte ho iniziato a rilassarmi e senza preavviso Franco con un colpo di reni ha piantato il cazzo tutto dentro di me facendomi urlare per l'improvviso dolore. Ma nonostante il dolore iniziale la penetrazione, o forse proprio il dolore, mi ha provocato un intenso orgasmo con conseguente sborrata alla quale Franco si è eccitato ancor di più e non ha perso l'occasione di farmi notare con parole volgari il mio essere una troia!

Da quel giorno ogni tanto Franco si serviva anche del mio culo e non più solo della mia bocca. Ma nonostante la comodità di avere una casa libera per noi non ha disdegnato di usarmi anche al lavoro, specie facendosi spompinare e per pisciarmi in bocca, cosa che godeva a farmi fare, tanto che si tratteneva dall'andare in bagno per mezza giornata per potersi servire della mia bocca. Godeva e si divertiva come un matto nel mettermi nella posizione di dovere bere tutta la sua urina per non sporcarmi il vestito!

Io tutto sommato ero soddisfatto dalla mia vita e dal rapporto con Franco e mi stavo abituando alla nuova situazione fino ad una sera in cui mi ha fatto una sorpresa.

Eravamo al lavoro quella mattina e in una pausa Franco mi ha detto: "Troia, stasera ho deciso di divertirmi con degli amici e sarai tu a farci divertire". Al momento non credevo di aver capito bene e gli ho chiesto cosa intendesse, e lui con un sorriso beffardo mi ha spiegato che aveva deciso che avrei dovuto fare la troia per lui e i suoi amici quella sera. Nonostante avessi sognato più volte di fare del sesso con più maschi vedermi costretto a farlo la sera stessa mia ha fatto venire un brivido. Un po' per paura, un po' per insicurezza ho iniziato a chiedere informazioni su chi fossero e quanti fossero questi suoi amici e cosa avrei dovuto fare. Franco, sprezzante come sapeva essere solo lui quando voleva umiliarmi mi ha detto di non pensarci e di prepararmi a una serata indimenticabile e si è raccomandato di non fargli fare brutta figura.
Ho passato tutta la giornata al lavoro agitato e Franco non perdeva mai l'occasione per ricordarmi dell'appuntamento!

La sera avevamo appuntamento alle 22,00 a casa mia, alle 21,00 ero già pronto, lavato, rasato, depilato e agitato e il tempo non passava mai fino a quando ho sentito il campanello suonare. Come eravamo d'accordo ho aperto il portone giù e lasciato la porta di casa socchiusa e mi sono denudato e inginocchiato davanti al divano con il culo rivolto alla porta di entrata.
Dopo qualche secondo la porta si è aperta, ho sentito entrare Franco con qualcun altro, tendevo le orecchie per tentare di capire quanti fossero ma erano silenziosi. Franco è venuto subito da me si è messo davanti e guardandomi dritto negli occhi mi ha detto: "brava la mia troia!", ora ci divertiamo vero ragazzi!, Franco ha iniziato a spogliarsi e dietro di me sentivo che anche gli altri si stavano spogliando, ora avevo il suo cazzo davanti alla mia faccia e subito ho aperto la bocca per riceverlo ancora mollo in bocca mentre un paio di mani iniziavano a toccarmi il culo e la schiena.

Dopo un paio di minuti Franco mi ha invitato di darmi da fare anche con i cazzi degli amici, io già eccitato mi giro e mi ritrovo davanti altri 3 cazzi duri e prima di alzare lo sguardo sento una voce conosciuta che mi saluta dicendomi: "ciao troia". Improvvisamente mi rendo conto di avere davanti a me due colleghi di lavoro e un altro sconosciuto. Mi sento avvampare, due colleghi d'ufficio mi stavano vedendo in quella condizione e non avevo più scampo, improvvisamente ho sentito di odiare Franco per quello scherzo, ma uno dei due mi dice, tranquillo sappiamo tutto di te da mesi, Franco ci ha mostrato anche un paio di filmatini e foto, sei proprio una troia!

Mi sono reso conto che da quel momento al lavoro sarei stato non più la troia di Franco ma anche di questi due colleghi, che in quel momento mi stavano offrendo i cazzi durissimi da succhiare.
Ho iniziato a succhiare a turno quei quattro cazzi e dopo qualche minuto ho iniziato ad eccitarmi e a non pensare più di chi fossero. La serata è continuata con alterni pompini e quattro inculate. Ho leccato e succhiato cazzi, palle e culi, ingoiato un paio di sborrate ed ogni volta che uno decideva di servirsi dal mio culo godevo come una troia, il buco del culo era rilassatissimo e accogliente e ad ogni cambio di cazzo io godevo. Dopo non so quanto tempo, visto che avevo perso la cognizione del tempo, e mi sentivo distrutto fisicamente, con la mascella quasi slogata dai pompini fatti e il culo e le reni bastonate Franco mi ha ordinato di sdraiarmi e tutti e quattro mi hanno sborrato sul viso e sul petto, mentre io mi segavo e godevo, ridendo della mia eccitazione e del mio godimento.

Il giorno dopo al lavoro era tutto un sorrisino e le battutine si sprecavano, e già nei due giorni successivi avevo spompinato i miei due nuovi "amici", uno in bagno e uno in archivio.

Ogni sera mi ripromettevo di dare un taglio a questa situazione e mi preparavo ad affrontare i colleghi il giorno dopo e mettere in chiaro che non avrei più fatto niente con loro, ma la mattina mentre uscivo da casa per andare al lavoro mi sentivo agitato e la sicurezza della sera veniva a mancare, e appena giunto in ufficio ero già sottomesso e cosciente di non aver la forza di reagire e tutto sommato la mia posizione di umile troia in balia di Franco e degli altri due colleghi mi eccitava, nonostante la sensazione di inferiorità nei loro confronti mi frustrasse.

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