Racconto o annuncio?
In questi giorni ho una voglia matta. Non faccio spesso incontri: sono bisex, ma l’amore l’ho sempre riservato alle donne (o quasi). Gli uomini mi stuzzicano altro, per questo con loro sono per lo più passivo: mi piace l’idea di perdere il controllo, di lasciar fare all’altro, di farmi dominare con dolcezza. E poi gli uomini sono più facili, contemplano la scopata o la scopamicizia con molta più semplicità. Però trovare quello giusto è complicato. Gli attivi paiono essere pochi, i bellocci ancora meno. Ho superato i quaranta, ma con i maschi io continuo a sentirmi ragazzino, quindi punto alla fascia sui cinquanta per questo gioco daddy – boy. Ma come dicevo, non incontro spesso: discrezione e salute sono due grandi deterrenti, ma poi, fare il passivo è un lavoraccio. Lavati bene, preparati, esci, spera che le foto siano reali, che l’altro sia sano di mente e non invadente, che sia vero che è sano come un pesce… E tutto questo al di là del vedere se realizzerai il tuo sogno o se invece trovi uno che ti scopa in modo frettoloso e meccanico (o che non gli piaci o non gli si alza…). E che cazzo, in quel caso faccio da me: un bel porno, una bella sega e al massimo uno stimolatore prostatico su per il culo e ti fai una self - scopata da manuale.
Però poi ci sono quelle giornate! Quelle che hai in mente solo di fare sesso, quelle in cui senti la mancanza del calore di un altro corpo, di altre mani che ti tocchino, di un’altra voce che ti entri nella testa. Insomma, ci siamo capiti. Non mi capita spesso, ma quando vado così in calore, divento attivo nella ricerca. Ho avuto di rado fortuna, ma quando è successo… bhe, sul sito ci sono i feedback. Ma non sempre i partner precedenti sono liberi, oppure sono distanti. Quindi oggi, che sono tutto un tremito eccitato apro annunci69 e scorro i profili. Passivo. Passivo, Trav. Effeminato. Over 60, Toppa pancia. Troppo pelo. Cazzo brutto (eh si perché il cazzo è cazzo, ma non sono mica tutti uguali!). Poi vedo la foto di un corpo niente male. Non scolpito, mi sentirei in imbarazzo, forse, con un trentenne fotomodello; io non sono male, credo, magretto (65 kg), pelle chiara, bel culetto, bassino (1,65). Capelli corti, solo baffi e pizzetto, non sono scolpito ma nemmeno ciccio… insomma tutto sta al suo posto e nessuno che ho incontrato si è mai lamentato. Così provo ad aprire il profilo. Bisex di 55 anni, attivo, gli piacciono i giochi di ruolo… comincia a battermi il cuore. Ospita, non ci credo, poco fuori Udine, neanche devo cambiare provincia! Comincio a pensare che ci deve essere la fregatura, quindi vado sulle foto. Compare l’immagine del profilo, pelle abbronzata, depilato sul petto, si vede il segno dei muscoli senza eccesso e si intravede un pizzetto grigio ben curato. Foto due di schiena, bella schiena a trapezio, belle spalle, culo sodo (non che punti a quello, ma afferrarlo mentre scopi può dare soddisfazione). Terza foto, slip bianco, elastico su pancia normale, ne con la tartaruga né trasbordante e il gonfiore sotto il tessuto niente male, si allunga sull’anca e, soprattutto, là dove c’è la punta, una macchiolina che fa sospettare un pisello goccioloso. Ok, non credo di avere feticismi particolari: non adoro i piedi, non mi interessa l’intimo femminile (o maschile), pelle, divise, calciatori… mi resta tutto indifferente, o meglio, posso dedicarmici, se piace all’altro, ma a me interessa quello che c’è sotto (sia sotto i vestiti che sotto la pelle: per fare buon sesso devi avere davanti una bella persona). Però, se c’è una cosa che mi fa impazzire è l’odore di un buon cazzo gocciolante. Si questo è un po’ un feticismo. Ora, chiariamoci: non sto parlando di piselli sporchi, non lavati da giorni e chissà che. Il pulito è un requisito indiscutibile. Parlo dell’odore naturale del cazzo, quello che ha la mattina appena alzato, o la sera, dopo una giornata nei pantaloni, quello che crea il pre cum e che diventa più intenso attorno alla cappella. Questo si, mi manda ai pazzi. Solo che, se chiedi ad uno di non lavarsi il cazzo prima di un appuntamento, travisa subito e rischi o di prenderti del zozzo o di trovare uno sporco sul serio. Quindi la foto di quel pisellone, negli slip bianchi e puliti, con quella macchiolina di pre sperma mi manda ai pazzi. Fermo lo slideshow. Respiro. So che la foto seguente è del cazzo nudo e ho bisogno di prepararmi. Se mi trovo davanti una cosa che non mi piace mi corolla tutto addosso. Ora, capiamoci, non è che esistano cazzi migliori o peggiori, come non esistono davvero persone belle e brutte: esiste quello che piace a te! E tolti i pisellini davvero molto piccoli, quelli storti in modo eccessivo e quelli corti e tozzi, non mi sono mai tirato indietro, se il resto mi piaceva. Ma se devo dire qual è il cazzo perfetto… Bhè quello che assomiglia la mio. Clicco e vado alla foto dopo. E mi parte la salivazione. Un cazzo spettacolare. Non enorme: il cazzo di Rocco Siffredi è bellissimo, magari tutti se lo sognano, sbavano all’idea di averlo tra le mani, ma, o sei aperto come un’autostrada, o trovartelo nel culo fatico a pensare sia così piacevole. Il cazzo piccolo, vabbhè ok non ci gusta… ma quello medio. Bhè lo dicevano i latini che nel mezzo sta la perfezione. E quello che fisso è un bel cazzo bruno, depilato sulle palle gonfie e coi peli corti attorno. Anche qui, nulla contro i peli, ma è fastidioso trovarseli in bocca. Il cazzo è proporzionato, sarà sui 18 cm, circonferenza adeguata alla lunghezza… stimo un diametro sui 5, per fare gli ingenieri, leggermente curvato in su e con una cappella a fungo, perfettamente innestata sul tronco: un pelo più larga, viola e lucida. Sto impazzendo solo a guardarlo.
Non esito un attimo, chiedo l’amicizia. Vorrei mandare un messaggio, anche, ma son timido, di base. Se non mi risponde all’amicizia vorrà dire che non gli interesso e… no, ha troppi requisiti! Sul profilo dice che è 1,80 per 80 kg, un omone, potrebbe strapazzarmi come vuole, e dove lo trovo un altro così? Scrivo un semplice “Ciao, posso interessare?” e poi sospiro.
E ora? Cerco un porno di quelli che dico io. Sono indeciso tra uno con Nicola Venziano, uno dei pochi pornoattori italiani decenti, o uno con Costanzo Fierron; lui non è il mio tipo fisicamente, ma a parte il bel cazzo ha una cosa che mi fa impazzire: parla ed essendo ispanico capisco cosa dice. Ecco, vedi, dicevo di non avere feticismi e invece… Sarà che sono mentale, ma… Se uno mi parla mentre scopa, mi dice cose sconce e mi costringe a rispondere, magari mentre lo guardo… mamma mia! È un tipo di dominazione sottile che mi manda ai pazzi. D'altronde, chi ha letto i miei racconti, avrà capito che la chimica che mi sgretola è uno che ti domina deciso, ma che fa il dolce. A me quel contrasto lì risveglia il good boy compiacente che si annida in me. Sarà che nella vita ordinaria sono uno deciso e assai difficile da piegare, per cui nel sesso coi maschi vorrei tanto qualcuno che prenda il controllo, del mio corpo e della mia testa. Non mi piace il dolore però, per cui, quando ho provato il master bdsm (un po’ di esperienze le ho fatte eh, non lo do via come il pane, ma in quarant’anni ho sperimentato per capire cosa mi piace) non ne sono uscito soddisfatto. Pinzette sui capezzoli, giocattoli, dilatazioni, sculacciate… Eh niente, che ci posso fare? Mi uccidono la libido. Preferisco un morso in un momento di passione, una strizzata di capezzolo, una sculacciata, ma solo se siamo proprio presi. Non mi eccita la sofferenza, mi travolge l’idea di perdere il controllo, almeno quando scopo assieme a qualcuno che gioca con me, perché gli piaccio e dunque di cui mi posso fidare. Anche perché, fuori dalla scopata, non ti conviene provare a trattarmi da passivella sottomessa.
Bip. Mi sono perso nei miei pensieri mentre cercavo il filmetto giusto e il sito mi avvisa che è arrivato un messaggio. Il cuore salta un battito. Respiro e apro la schermata.
“Sembri carino, cosa cerchi?”
Oddio. Ha risposto. Le mie immagini sono esplicite, d'altronde questo è un sito di incontri, chi se ne frega dei paesaggi che ami, diciamocelo, a tutti interessa sapere se gli piaci, poi degli hobby parliamo quando ci vediamo, in caso.
“Ho letto che ti piacciono i giochi di ruolo… Io cerco un papà che mi istruisca e mi scopi deciso e dolce”.
Invio. Ci provo sempre, a me pare una sintesi perfetta di quello a cui punto, ma finora non ho mai realizzato a pieno la mia fantasia.
E parte la chat. Mi piace che sembriamo due che si annusano. Nulla di troppo tresh né di troppo melenso, scambi di messaggi che oscillano tra il conoscere la persona e conoscere i gusti sessuali: due adulti che si parlano, sapendo qual è l’obiettivo e cercando di capire se è realizzabile. Dopo mezzora arriva la grande domanda: “Mi dai il numero e ci spostiamo su telegram?”
Questo sì che diventa un passo. Sul telefono c’è la mia foto, se concordo saprà chi sono, tutto diventa reale.
“Questo è il mio, se vuoi scrivi tu, cucciolo.” Colpo da maestro, mi lascia scegliere e mi chiama cucciolo. Mi ha preso.
Salvo il numero e gli scrivo un “Eccomi”. Aspetto che il telefono aggiorni il contatto, esce la foto profilo: lui che beve un bicchiere di vino. Adesso sono in ansia: lui è perfetto! capello corto e grigio come il pizzetto, occhi chiari, sorriso gentile, ma un po’ birichino… Beve del vino e vedo pure il fumo di una sigaretta. Spero sia sua. Fumo. Se so che all’altro da fastidio, prima di un incontro lavo i denti e non tocco la sigaretta, sono in grado di controllarmi, ma so che ci sono dei talebani in materia. Dopo tutta questa carica, se ora mi desse il due di picche perché fumo o non gli piace la mia foto profilo mi verrà da piangere.
“Ma che cucciolotto carino! Mi fai venire pensieri molto sconci!” Fisso lo schermo del telefono col cuore a mille.
Chattiamo ancora un po’. Non mi pare vero, andiamo sul concreto, cosa ci piace e cosa no. A me piace tutto, se fatto bene, a parte il deepthroat: se ho un cazzo in bocca voglio godermelo, non soffocarmici. E poi ho un po’ il sogno dell’orgasmo anale: mai provato, ma alcuni con cui sono stato mi hanno fatto un bel massaggio prostatico e l’ho trovato una buona alternativa. Non che sia venuto a causa di quello, però credo che “prepari” a dovere alla scopata.
La conversazione mi assorbe, sembra uscito da uno dei miei racconti, capisce il gioco, ormai per lui sono cucciolo e io inizio a chiamarlo papi. Se lo avessi qui, ora, gli salterei addosso, ma siamo due adulti, con impegni. Questo mi preoccupa, se non concludiamo c’è il rischio che la mia foga passi, che le cose da fare mi assorbano, che lo sbattimento di lavarsi dentro, prepararsi e tutto, mi scoraggino. Stiamo parlando da un’oretta, lui è in pausa pranzo e io libero professionista.
“Ok, devo tonare al lavoro. Vuoi venire a vedere un porno da me, stasera?” sobbalzo, sembra leggermi nei pensieri. Esito un attimo e arriva il secondo messaggio: “Secondo me possiamo fare così: vieni da me per le 19.30, mettiamo su un porno, beviamo una cosa e ci conosciamo dal vero. Hai detto che un pompino non si nega a nessuno e che ti piace il mio cazzo. Io una bella succhiata la apprezzo sempre: ci incontriamo, ci parliamo dal vero, se per uno dei due è no, nonostante questa chiacchierata così stimolante, la chiudiamo con un bel pompino, prometto cazzo che sa di maschio e non di menta... Se invece ci piacciamo, ti scopo con calma e a lungo, fino a che non mi implori di riempirti di latte.”
Deglutisco. Non so neanche più chi sono. Non controllo nemmeno l’agenda, se ho un impegno sta sera lo disdirò. Rispondo solo “Ok, dammi l’indirizzo”.
Risponde e va off line. I soliti dubbi mi aggrediscono: faccio la cosa giusta? E se è un fake, e se poi non mi piace? E… Ma la verità è che, se non mi trovo davanti un obeso settantenne col cazzo piccolo, che ha messo foto finte, lui è perfetto. E ho voglia. Metto giù il telefono e vado in bagno, tiro fuori il doccino. Sospiro, questa è la parte veramente noiosa del passivo. Pulirsi dentro. Ma è fondamentale, non solo per rispetto all’altro, che tirare fuori dal buco un pisello sporco è sgradevole, ma anche per me. Innanzitutto, se non sei bello pulito, ho scoperto, la penetrazione è più fastidiosa, ma soprattutto, se la mia testa è preoccupata di quello, neanche un dio del sesso può farmi rilassare. Quindi meglio iniziare ora, che così il corpo ha tempo di pulirsi bene e di rilasciare tutta l’acqua. Mi chiedo sempre come facciano i passivi in coppia a gestire sta rottura…
Parto alle 19.00. Non siamo così distanti e il Friuli è una bellissima regione, soprattutto piccola, difficile che servano più di 40 minuti per arrivare da qualche parte, se vivi a Udine, cioè praticamente al centro.
Google maps non tradisce. Arrivo davanti alla villetta. Non che se abitasse in appartamento cambierebbe qualcosa, ma l’idea di un posto dove i vicini non sentono tutto quello che ti capita in casa ti dà più libertà.
Come sempre mi tremano le gambe quando, dopo un espiro profondo, scendo dall’auto e vado verso il portoncino. In questi casi ricordo sempre la prima volta che, diciannovenne, andai al sexyshop. Per prendere il coraggio di entrare a comprarmi il primo porno gay della mia vita (allora internet non era così prodigo), avrò passeggiato davanti all’entrata cercando di sembrare indifferente per almeno venti minuti. Quando alla fine ho messo mano alla maniglia mi tremava tutto il corpo. E poi, per quanto il proprietario fosse cordiale, mentre inventavo una scusa assurda per giustificare l’acquisto di una casetta homosex, ero praticamente di ghiaccio. Ironia della sorte, il porno in questione non mi diede neanche questa gran soddisfazione; forse è quella la paura latente mentre suono.
Il cancello si apre, faccio il vialetto cercando di sembrare sciolto, arrivo alla porta e lui apre.
Dio, è davvero lui. Niente foto fake, niente ritocchi, niente cazzate. Un bel cinquantacinquenne, sorridente, con addosso pantaloni da tuta e maglietta che lascia intendere il bel corpo che c’è sotto. Ha addosso delle infradito e vedendo la mia tensione il sorriso si fa un po’ birichino: «Piacere Marco» mi porge la mano. La stringo: ha una bella presa ferma e asciutta. Una parte di me sta per morire e l’altra ringrazia Dio.
Entro. Mi dice di lasciare le scarpe accanto alla porta. Per fortuna ho calzini decenti, ma per questo incontro mi son preparato per essere ineccepibile.
Mi porta in salotto, c’è il divano, il tavolino davanti, la tv sulla parete di fronte, bella grande, e accanto un portatile, sul mobiletto.
«Siediti che apro il prosecco, cucciolo spaventato», mi prende in giro mentre io sorrido teso.
Va verso la cucina a vista, apre il frigo, armeggia con una bottiglia: «Ho scaricato i link che mi ha i mandato, mi piacciono i tuoi gusti… scegli tu il preferito…» mi dice.
A metà pomeriggio mi ha mandato un messaggio: “Se dobbiamo vedere un porno, mandami qualche link così capisco cosa ti piace e troviamo quello perfetto per entrambi”
Ho diligentemente obbedito e ora vedo lo schermo del pc con diverse schede aperte: ha selezionato quelli che gli piacciono di più, ora tocca a me decidere cosa farà da sfondo ai nostri giochi. Sono sempre teso, ma lui, cazzo, mi piace davvero. Anche il modo di muoversi mentre avanza verso il salotto coi due bicchieri pieni.
Sono chino sul portatile. Lui si siede sul divano, lo avverto senza vederlo. Ho dei pantaloni morbidi neri e una maglietta scura: «Bella vista, fai con calma» commenta lui. Sapere che mi guarda il culo mi da un tremito mentre scorro le schede.
Alla fine scelgo un porno che mi ha sempre eccitato, due bei paparini dotati che condividono un ragazzetto con la metà dei loro anni che geme senza sosta. Adoro questo video perché più volte il twink finisce con le gambe tremanti, è una cosa che mi fa impazzire e che vorrei tanto provare.
Parte il porno, coi tre sul divano che parlano, l’audio è basso, mi dirigo verso il mio ospite: «Cosa ti piace di questo pornazzo?» chiede.
Mi siedo accanto a lui e prendo il bicchiere che mi offre: «Che il ragazzino sembra completamente abbandonato ai due maschioni», rispondo prima di bere un sorso.
Lui sorride, la sua mano mi sfiora la spalla, poi mi afferra la nuca, calda e forte: «Come tu ti abbandonerai a me?» chiede fisandomi negli occhi.
Io credo di perdere la salivazione, annuisco e lui sorride tirandomi a sé: «Baciami», sussurra.
Mentre mi lascio condurre verso la sua bocca, considero che anche la sua voce calda e profonda mi piace. Poi le nostre labbra si incontrano. Prima è un bacio delicato, poi la sua lingua scivola nella mia bocca, non è invadente ma misurato, sembra esplorarmi. Mi separo per posare il bicchiere, poi torno spontaneamente da lui. Il bacio si fa più appassionato, lui è vorace, meticoloso, la sua lingua insegue la mia, si separa, mi prende il viso tra le dita di una mano: «Fuori la lingua cucciolo!» ordina. Quando obbedisco mi stuzzica con la punta della sua lingua. Giochiamo così, solo con l’estremità e lui intanto mi prende una mano, la guida sul petto, sulla pancia e infine sul pacco. Sento qualcosa di duro sotto la stoffa morbida. Mi scappa un gemito e stringo quel pisellone.
Come in risposta, dalla tv arriva un sospiro, quando il ragazzetto si trova davanti i due cazzoni.
Continuiamo a baciarci, la sua mano corre sulla schiena e arriva alle natiche, me le stringe dolcemente, mi accarezza il solco e io mi aggrappo al suo pisello.
«Ti piace questo paparino?» mi chiede quando ci separiamo.
Io annuisco, mi accoccolo sulla sua spalla, guardo il video col cazzo duro nei pantaloni e continuo a massaggiare il suo attraverso la tuta, mentre lui mi accarezza la schiena, si insinua sotto la maglietta e poi dentro i pantaloni, accarezzandomi il sedere. Quando mi sfiora nel solco do un gemito, lui mi prende il mento tra le dita, mi gira verso di lui, mi bacia e inizia a massaggiarmi il buchetto.
Poi si separa, toglie la mano, sorride: «Ci mettiamo più comodi?» chiede, sfilando la maglietta.
Annuisco e lo imito: mi piace il suo corpo, possente rispetto a me, più scuro. Sa di pulito, già baciandolo ho sentito il profumo che si è messo, l’odore di un buon bagnoschiuma. Una parte di me è delusa, avrò un altro cazzo che sa di detergente intimo, ma per come stanno le cose non posso lamentarmi. Mi sfilo la maglietta, lui sospira, mi tira a sé e mi aggredisce un capezzolo. Lo lecca, succhia, mordicchia mentre le mani corrono sulla schiena, sembrano voler sentire ogni centimetro della mia pelle. Mi scappa un “O Dio” sorpreso, mentre in estasi tocco la sua pelle bollente, gli accarezzo le spalle, affondo le dita tra i suoi capelli per tenerlo su di me.
Passa all’altro capezzolo e mi riporta la mano sul pacco che stringo diligentemente.
Risale sul petto con la lingua, poi sul collo e infine mi succhia il lobo dell’orecchio: comunque andrà la serata, questo già basta a farmi morire.
«Che dici, solo un pompino o ti fai scopare dal papino questo bel culetto?» le parole sussurrate mi fanno tremare.
«Farai piano?» domando. Ho sempre paura di provar dolore anziché piacere.
Lui mi bacia, poi mi prende il viso tra le mani, perché lo guardi: «Solo all’inizio. Poi sarai tu a implorarmi di scoparti più forte!»
Tremo e annuisco, quest’uomo mi ha preso dentro, mi ha capito, ha trovato la mia parte sottomessa e sa come risvegliarla piano piano.
«Dillo allora» mi ordina, senza lasciare il mio viso.
«Cosa?»
«Che starai con me e che mi darai il tuo culetto, che desideri il mio cazzo, che vuoi essere mio!»
Deglutisco: so che voglio questo, ma la mia mente resiste. Sospiro: «Papi, sì, voglio il tuo cazzo, voglio che mi scopi, voglio sentirti dentro fino a farmi tuo!»
Lui sorride, mi tira a sé e mi bacia, poi guida la mia testa sul suo petto, lecco un capezzolo: «Lecca tutto!» orina mentre mi guida sulla pancia, sull’ombelico, sui pantaloni. Premo il viso sul tessuto della tuta, cercando di sfiorare il cazzo.
«Levami i pantaloni, cucciolo!»
Afferro tremante l’elastico e tiro. Sfilo l’indumento, anche se sono ipnotizzato dagli slip neri pieni di quel cazzo che ho visto solo in foto. Gli tolgo del tutto i pantaloni, gli bacio un piede, e risalgo lungo la gamba con piccoli baci, fino ad arrivare al pacco tanto agognato. E quando affondo il viso sull’inguine credo di morire. L’odore del bagnoschiuma si è fermato a pochi centimetri da qui.
Sollevo la testa sorpreso, incontro i suoi occhi: «Non era questo che volevi? Ho fatto la doccia senza toccare quel punto… Cambiato idea? Vado a farmi il bidè?» chiede sincero.
Io non oso parlare, mi getto col naso sugli slip, inspiro e credo di morire: eccolo lì, l’odore di un cazzo vero. Non sporco, solo, vivo. L’odore del sudore, del pre sperma, forse una punta sottile di urina… quell’odore che ricorda il pesce e il sesso. Passo tutto il viso sugli slip, lo voglio dappertutto, voglio che mi resti addosso.
«Ti piace il profumo di cazzo di papà?» chiede.
Alzo il viso, lo guardo: «Lo adoro! Mi fa impazzire!» rispondo con voce roca.
E poi torno a strusciare. La guancia mi si inumidisce quando sfioro la punta e sussulto felice di quel precum che sto facendo produrre io…
Non resisto più, afferro l’elastico e libero la bestia. Mi svetta davanti alla faccia. Lo afferro. È circonciso, ma non del tutto scappellato. Sentirlo pulsare tra le dita che a stento lo circondano (ho le mani piccole), mi fa impazzire. Lo sego piano e gli bacio le palle gonfie, risalgo con piccoli baci sull’asta, arrivo alla cappella umida, bacio prima, lecco poi, infine succhio; solo lì, sul buchino, per abbeverarmi a quel liquido trasparente che sa di sesso, poi riscendo con la lingua, lo lecco tutto, nessun punto deve restare asciutto, mentre lui sospira e mi dice che sono un bravo cucciolo. Arrivato in cima, lo scappello e avvicino il naso. Lì l’odore è più intenso, lo aspiro, strofino sulle narici il bordo del glande, per assorbire quel profumo mascolino, muschiato e poi, finalmente, risalgo, lo bacio un’ultima volta, e me lo faccio scivolare in bocca. Oddio, quanto adoro il sapore di un cazzo pulsante, caldo e turgido. Potrei passare così tutta la sera, succhiando, assaporando, facendolo scorrere sulla lingua, sentendo la sua durezza, il suo calore, quel senso di liscio che solo il pisello ha.
Godo nel sentirlo ansimare, gli accarezzo le palle, scendo a leccarle per bene, riempiendomi la vista del cazzone lucido della mia saliva. Adoro tutto quello che sto facendo.
E poi lui inizia a parlare: sono domande retoriche, ho il cazzo in bocca e posso rispondere solo annuendo e con goffi “mmm”; eppure mi fanno sbrodolare.
«Ah ti piace il cazzo del papà? Certo che ti piace, sei un bravo cucciolo, un cucciolo affamato di pisello! Guarda come succhi il dolcetto, come lo assapori! Guardami, guardami negli occhi mentre mi ciucci la verga! Ti piace vero, si? Si? E allora continua, fammi vedere quanto lo volevi in bocca! Assaporalo!»
Mi stacco solo per leccargli l’inguine e farlo tremare e godermi il suo «O cazzo, bravo, bravo, lecca il tuo papà! E adesso baciami il cazzo, lo devi baciare tutto questo cazzone, perché poi entrerà nel tuo culetto e ti trasformerà il buchino in una fighetta!!!»
Obbedisco anche se una parte razionale di me si preoccupa che voglia farmi male, ma ha promesso che farà piano. Bacio quel pisello con devozione, poi lui mi guida a riprenderlo in bocca e succhio, finché non si stacca strappandomi un gemito.
«Via i pantaloni, cucciolo, voglio vedere quel bel culetto!» mi dice.
Mi alzo un po’ incerto, sfilo i pantaloni e poi le mutande e mi volto. Mi ordina di mettermi a novanta con le mani sul tavolino del salotto. Non ho ancora finito di piegarmi che sento le labbra sulle chiappe. Me le bacia, me le accarezza e poi inizia a leccarmele. Solo quando entrambe sono completamente bagnate finisce nel solco strappandomi un gemito. La lingua lo percorre tutto, piena, come se mi assaporasse, poi si ferma sul buchetto. Ci soffia sopra: «Apri le chiappette! Divaricale per me, mostrami la rosellina!»
Io cerco di restare in equilibrio, mentre mi afferro i glutei e li separo. Lui sospira, poi inizia a leccarmi con la punta della lingua. I gemiti mi sgusciano di bocca senza controllo, le sue mani mi afferrano i fianchi, la sua lingua comincia ad insinuarsi, lentamente mi apre, infila saliva dentro di me e poi la lingua, finchè non la sento praticamente dentro il culo e comincio a mugolare in estasi. Quando credo che non ci sia nulla di meglio, lui mi limona il buchetto, spinge dentro la lingua e con esso saliva, rendendolo bagnato e poi succhia martoriando la mia rosellina in un modo che mi fa impazzire. Comincio a toccare il mio lato mistico, mormorando alternativamente “Dio” e “Cazzo” come se invocassi una divinità pagana, finchè lui non si stacca, perché si accorge che mi tremano le gambe per la posizione.
Risale con la lingua lungo la spina dorsale, mi lecca il collo, arriva all’orecchio: «Povero cucciolo, la posizione è difficile? vieni, siediti sul divano…»
Obbedisco, lui mi porge il bicchiere, mentre getto un occhio distratto al porno: il ragazzino è incaprettato, cazzo in culo e pisello in bocca… credevo sarebbe servito ad eccitarmi, ma quest’uomo è meglio di qualunque video, mi sta facendo perdere il senso di me, mi sta prendendo meglio di qualunque fantasia, mi sento più fortunato del piccoletto in quel video. Bevo un sorso di prosecco, ancora fresco, come fosse il sacro Graal. Poi lui mi toglie il bicchiere, mi sistema: testa sul cuscino, schiena sulla seduta, culetto appena fuori, esposto. Mi fa sollevare le gambe, mi sorride e mi accarezza: «Guarda che bello sei, così esposto, apri le gambe, mostra la fighetta a papà!»
Non ho la fantasia di essere donna, ma se a lui piace chiamare il mio buchino, fighetta, io non ho obiezioni, fa parte dell’essere a sua disposizione… sono tutto un fremito mentre divarico le gambe, guardando inconsapevolmente il mio cazzo barzotto. Mentre lo succhiavo me lo sono segato, ma poi non gli ho più dedicato attenzioni. Ma qui, non mi interessa averlo duro e svettante, mi interessa essere suo, del mio papi.
Lui sorride gentile: «Mmm che bel maschietto tutto mio… Sei mio vero? Sei pronto ad essere bravo per il tuo papino vero?»
I suoi occhi chiari mi fissano e io annuisco mentre lui si succhia l’indice e il medio, facendomi capire cosa intende fare. Il suo cazzo, ancora duro pende tra le gambe. Allungo una mano incerto, lo afferro, lo sego e il suo sguardo dà come un lampo di approvazione che mi gratifica, poi mi avvicina le dita alla bocca. La schiudo subito e le accolgo: che siano già bagnate dalla sua saliva rende la cosa simile ad un bacio, che le lecchi io è una affermazione che lo voglio: so cosa sta per fare.
Le sfila piano dalla mia bocca, si muove lentamente, mentre scende verso il mio sedere. Le sento appoggiare piano sul mio buchino. Mi afferra una caviglia per tenermi aperte le gambe. Io mugolo, mi contraggo spaventato: temo sempre che la mia fantasia si scontri con la realtà, ma lui è furbo, non entra, mi inumidisce il solco, lo accarezza, e poi mi riporta le dita in bocca. Lo fa una, due, tre volte. La mia rosellina è umida, vorrei che entrasse ma non oso chiederlo e continuo solo a fissarlo negli occhi, arrendevole, mentre gli masturbo quel cazzo spettacolare, il cui odore mi è rimasto in faccia e in bocca. Lui sorride: «Mmm questo culetto prega di essere violato… ma tu non lo hai ancora chiesto…» mi sussurra.
Spalanco gli occhi, mentre il suo indice e il suo medo continuano a massaggiare circolarmente il buchino pulsante…
«I bravi bambini sono sinceri e dicono la verità… vuoi che il tuo papino ti sditalini? Vuoi che infili le dita dentro questa fighetta maschile e trovi la tua prostata e la massaggi facendoti impazzire, mostrando la tua vera natura, rivelando chi sei davvero? Se è così devi solo chiederlo…» dice premendo le due dita sul mio buchetto, senza però entrare.
Stringo di più il suo bel cazzo e annuisco.
«Non ho capito…» insiste, togliendo le dita, succhiandole platealmente e poi posandole sulle mie labbra, la caviglia ancora ferma nella sua morsa. Apro la bocca, succhio quelle dita come fossero il suo cazzo che stringo in mano. La mia testa va in confusone. Vorrei chiedergli di farlo, ma non ho il coraggio.
Le due lunghe dita si avvicinano al mio solco, lo sfiorano solo: «Quindi?» chiede altero, fissandomi negli occhi.
Qualcosa cede dentro di me: «S.. Sditalinami…» mormoro.
«Come?» il suo sorriso è quasi beffardo, sa di avermi in pugno, il suo cazzo pulsa nella mia mano, questo dominarmi lo eccita e la sua eccitazione travolge anche me, dio se ci siamo capiti! Caspita se ci sa fare. Sono rosso in volto, la mia parte razionale non vuole cedere, ma le sue dita che sfiorano le mie terminazioni nervose si appellano ad una parte più profonda di me, a cui non importa essere coerente, che vuole solo, finalmente, godere.
Con la mano libera gli afferro il polso le cui dita massaggiano il mio buchino: «Ti prego, papi, entra… Esplorami, fammi godere!» Non riconosco nemmeno la mia voce, è più alta, supplichevole, arrendevole… e quando il suo dito indice mi accontenta, diviene un gemito.
Sento il dito scivolare, affondare. Il polpastrello mi penetra, entra, lui piega le altre dita, perché quel gesto non è casuale, sta cercando qualcosa. Lo sento ravanare nel mio retto, spingere, tastare, finchè non trova quel che cerca.
I suoi occhi non si sono mai staccati dai miei. Quado trova il punto, i miei si spalancano sorpresi, gli stringo il cazzo, come per aggrapparmi a quello e lui sorride compiaciuto: «Qui?»
«Oddio!» è tutto ciò che posso dire, mentre lui inizia a tormentare gentilmente quel punto.
Il mio respiro si fa affannoso, ma lui ha il controllo della situazione e fa di più, quando è certo di aver trovato la mia prostata, si china e mi bacia. Mi aggrappo alle sue spalle con la mano libera, l’altra incollata al suo cazzo, come ne andasse della mia vita, il suo movimento diviene più intenso, poi si separa e toglie il dito. Io gemo.
Mi sorride, si avvicina a me e mi porge il cazzo mentre appoggia indice e medio sul mio buco. La mia testa è vuota, la volto, dirigo quella verga odorosa di sesso e saliva verso la bocca, inizio a succhiarla e lui preme le due dita dentro di me. Sento il buchino resistere e cedere, un po’ di fastidio per quella violazione, ma mi piace e metto la mia passione su quel cazzo, voglio restituirgli il tormento eccitante che mi sta dando.
Quando mi sussurra: «Ah, la mia piccola troietta che gode a farsi aprire la fighetta mentre mi succhia il cazzo!» per un attimo temo di poter venire così…
Un idea di cosa mi piacerebbe… può darsi che lo continuo… ma se hai capito il senso e vuoi provare a realizzarlo, io sono qui per te…
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Racconto o annuncio?:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
