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Scambio di Coppia

Quarta parte - il Primo scambio


di Gentilmen
25.01.2026    |    2.263    |    2 8.7
"E se sbaglio? E se non mi piace? E se invece…» Giulia le prese una mano, la strinse piano..."
Era una sera di luglio afosa, la villa al mare isolata tra i pini, il rumore delle onde che arrivava costante come un battito cardiaco.
I ragazzi erano dai nonni da venerdì sera.
La casa era vuota, silenziosa, carica di un’attesa che Laura sentiva pesare sul petto da giorni.
Aveva passato la settimana a rimuginare.
Ogni volta che Marco le sfiorava la schiena di notte, ogni volta che riceveva un messaggio da Giulia o Luca, il pensiero tornava lì: la terza volta, i corpi intrecciati, il piacere che l’aveva travolta fino a farle dimenticare chi era.
Ma stavolta c’era Giulia.
Un’altra donna.
E questo la terrorizzava più di tutto.
Quella mattina, mentre preparavano il caffè in cucina, Laura aveva posato la tazza con troppa forza.
«Marco… non so se ce la faccio stasera.»
Lui si era fermato, l’aveva guardata con calma, senza giudicare.
«Dimmi.»
Laura si era appoggiata al bancone, le mani che tremavano leggermente.
«Con Giulia… è diverso. Con voi due è già stato… tanto. Troppo. Ma un’altra donna? Io non ho mai… non so neanche se mi piace l’idea. Mi sento sporca solo a pensarci. E se poi non mi piace? E se mi piace troppo? E se divento… non so… una persona che non riconosco più?»
Marco aveva spento il fornello, si era avvicinato, le aveva preso le mani.
«Amore, nessuno ti obbliga. Se dici no, chiamo Luca e annulliamo. Punto.»
Lei aveva abbassato lo sguardo, le guance rosse.
«Ma… una parte di me vuole. Tantissimo. Quando ci penso… mi bagno subito. Immagino le sue mani su di me, la sua bocca… e mi odio per questo. Mi dico che una moglie decente non dovrebbe desiderare certe cose. Che dovrei essere contenta di quello che abbiamo già. Eppure… non riesco a smettere di fantasticarci sopra.»
Marco le aveva accarezzato la guancia.
«Il desiderio non ti rende indecente. Ti rende umana. Se vuoi fermarti, fermiamoci. Se vuoi provare, proviamo. Ma decidi tu. Io e Luca rispettiamo qualunque cosa.»
Laura aveva chiuso gli occhi, respirato a fondo.
«Ho paura di non riuscire più a guardarmi allo specchio dopo.»
«O magari ti piacerà guardarti allo specchio dopo. Magari scoprirai una parte di te che ti piace di più.»
Silenzio lungo.
Poi lei, con un filo di voce:
«Voglio provare. Ma piano. Se mi blocco, mi fermate subito. Promettimelo.»
Marco l’aveva baciata sulla fronte.
«Promesso.»
La sera arrivò Giulia e Luca.
Cena leggera, prosecco, chiacchiere che sembravano normali ma vibravano di tensione.
Laura sedeva rigida, le mani in grembo, l’abito nero corto che le saliva sulle cosce ogni volta che si muoveva.
Dopo cena si spostarono sul divano esterno sotto il pergolato.
Luci calde, mare nero in lontananza.
Giulia si sedette accanto a Laura.
Le sfiorò il ginocchio con la punta delle dita.
Laura sobbalzò leggermente, guardò Marco in cerca di aiuto.
Marco annuì piano: “Vai tu, amore. Decidi tu”.
Laura deglutì.
«Giulia… io… non so se…»
Giulia sorrise dolce, non forzò.
«Possiamo anche solo parlare. O guardare i ragazzi. O niente. Dimmi tu.»
Laura abbassò gli occhi sulle proprie mani intrecciate.
«Ho paura. Non ho mai toccato una donna. Non so come si fa. E se sbaglio? E se non mi piace? E se invece…»
Giulia le prese una mano, la strinse piano.
«Allora proviamo una cosa piccolissima. Solo un bacio. Se non ti piace, stop. Nessuno si arrabbia.»
Laura guardò Marco.
Lui annuì di nuovo, gli occhi pieni di amore e desiderio.
Laura annuì appena.
Giulia si avvicinò lentamente, le sfiorò la guancia con le dita, poi le labbra.
Un bacio leggero, morbido, quasi casto.
Laura rimase immobile per un secondo.
Poi rispose.
Le labbra si aprirono piano, le lingue si sfiorarono.
Un piccolo gemito le sfuggì.
Il bacio si fece più profondo.
Le mani di Giulia le accarezzarono la schiena, scesero sui fianchi.
Laura sentì il calore montare tra le gambe, la fica bagnarsi nonostante tutto.
Si staccò un attimo, ansimante.
«Oddio… mi piace…»
Giulia sorrise.
«Vuoi continuare?»
Laura annuì, le guance in fiamme.
«Ma… piano. E voi… guardate. Non intervenite subito.»
Marco e Luca annuirono, già duri nei pantaloni.
Giulia tolse l’abito a Laura con gesti lenti, reverenti.
Laura rimase nuda, tremante.
Giulia si spogliò a sua volta.
Corpo abbronzato, tette piene, capezzoli rosa, fica rasata con un piccolo ciuffo biondo.
Si sdraiarono sul tappeto.
Laura sopra Giulia.
Si baciarono di nuovo, lingue che danzavano, mani che esploravano.
Laura scese con la bocca: baciò il collo di Giulia, succhiò i capezzoli fino a farla gemere, poi scese sulla pancia, esitò un attimo – pudore che tornava – poi arrivò alla fica.
La leccò piano, timida all’inizio.
Lingua piatta, assaporando.
Poi più sicura, cerchi sul clitoride.
Giulia gemette forte, infilò le dita nei capelli di Laura.
«Così… brava…»
Laura si perse nel sapore, nel calore, nella morbidezza.
Il pudore svanì del tutto.
Marco e Luca si avvicinarono.
Marco prese Laura da dietro, la penetrò nella fica mentre lei continuava a leccare Giulia.
Laura gemette contro il clitoride dell’altra, vibrando dentro di lei.
Luca infilò il cazzo in bocca a Giulia.
Le due donne vennero quasi insieme: Giulia squirting leggero sulle labbra di Laura, Laura contraendosi intorno al cazzo di Marco.
Poi scambio.
Marco prese Giulia da dietro, scopandola forte mentre Laura le leccava il clitoride da sotto.
Luca prese Laura nella fica, mentre Giulia si chinava e le succhiava i capezzoli, poi scendeva a leccarle il clitoride mentre Luca la martellava.
Doppia penetrazione per entrambe, baci tra donne, lingue che si cercavano mentre i cazzi le riempivano.
Verso l’alba erano un groviglio sudato, esausto, appagato.
Laura e Giulia sdraiate una accanto all’altra, gambe intrecciate, si accarezzavano piano.
Laura sussurrò:
«Grazie… pensavo di non farcela. Pensavo di essere sbagliata. Invece… è stato bellissimo.»
Giulia le baciò la spalla.
«Sei perfetta così come sei.»
Laura guardò Marco e Luca, sorrise stanca.
«La prossima volta… voglio che ci leccate entrambe mentre ci scopate a vicenda. E poi… voglio provare a farvi venire tutti e due dentro di me, mentre Giulia mi bacia.»
Chiuse gli occhi.
Il pudore era morto del tutto.
Restava solo la libertà.
E il desiderio di andare ancora più lontano.
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