trio
Il massaggiatore per una moglie
21.01.2026 |
1.225 |
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"Si inginocchiò tra i due, una mano sul cazzo di Marco, l’altra su quello dello sconosciuto..."
Il desiderio era diventato una ferita aperta tra loro.Ogni volta che Marco la scopava, le parole gli uscivano come veleno dolce:
«Ti immagino spalancata per un altro… le tue labbra gonfie intorno a un cazzo che non è il mio… mentre io ti tengo i capelli e ti dico: “Prendilo tutto, puttanella mia”…»
Sofia arrossiva fino alle orecchie, ma il suo sesso si inzuppava all’istante.
«Marco… non dirlo… sono stata solo tua… mi sento sporca solo a pensarlo…»
Eppure, mentre lui le descriveva la scena – un uomo che la sbatteva a pecora mentre lei gli succhiava il cazzo con la gola piena di saliva, gli occhi lacrimanti puntati su Marco – Sofia si masturbava furiosamente contro la sua mano, veniva squassata da orgasmi violenti, singhiozzando «sì… sì… lo voglio… lo voglio dentro…»
Dopo, si rannicchiava tremante tra le sue braccia.
«Era solo per eccitarci… non lo farei mai davvero.»
Marco le leccava le lacrime dal viso.
«Certo, amore.»
Ma il suo cazzo, ancora mezzo duro contro il suo culo, diceva il contrario.
Quella notte a Taormina la suite odorava di sesso ancor prima che succedesse qualcosa.
Le tende erano spalancate sul mare nero, la luna illuminava il letto come un palcoscenico.
Marco la stava prendendo in piedi, da dietro, le mani di lei premute contro il vetro. Ogni affondo era lento, crudele, studiato per farla impazzire.
«Immagina che sia qui» le ringhiò all’orecchio, mordendole il lobo. «Il massaggiatore di oggi… quello con le mani da stallone e il pacco che si vedeva sotto i pantaloni bianchi. È fermo lì, a guardarti mentre ti apro il culo con le dita. Gli dico: “Vieni. Falla urlare”.»
Sofia gemette forte, le ginocchia che tremavano.
«Marco… sto gocciolando…»
«Gli dico di inginocchiarsi. Di leccarti mentre io continuo a scoparti. Senti la sua lingua sul clitoride, calda, insistente… poi alza lo sguardo e vedi il suo cazzo enorme che pulsa, pronto a sfondarti.»
Lei si spezzò.
«Voglio… voglio sentirlo… oddio, sto venendo…»
«Vieni da troia» le ordinò Marco, spingendo più forte. «Urla che lo vuoi nel culo, nella figa, in bocca… dimmi che sei la nostra puttana stanotte.»
Sofia esplose con un urlo selvaggio, il corpo scosso da spasmi, il sesso che schizzava intorno al cazzo di lui. Marco le venne dentro con un ruggito, tenendola inchiodata al vetro.
Poi, piano:
«Vai a lavarti. Torno subito.»
Quando Sofia uscì dal bagno nuda, i capelli bagnati appiccicati alla schiena, i capezzoli duri per l’aria fresca, trovò la stanza in penombra e lui lì.
Il massaggiatore.
Seduto sul bordo del letto, camicia aperta, pantaloni slacciati, il cazzo già mezzo duro che spuntava fuori come un’arma. La fissava con occhi da predatore, senza dire una parola.
Sofia si bloccò, il respiro corto.
Marco le si avvicinò da dietro, le accarezzò i fianchi nudi, le sussurrò con voce roca:
«Stanotte sei nostra. Solo nostra. Lasciati andare… diventa la troia che sogniamo da sempre.»
Lei tremò tutta.
Guardò Marco.
Guardò il cazzo dell’altro.
Tornò su Marco.
«Fammi essere cattiva… solo per stanotte.»
Marco la spinse piano verso il letto.
L’uomo si alzò, le prese il viso tra le mani grandi e la baciò con violenza, la lingua che le invadeva la bocca. Sofia gemette nel bacio, le mani che già cercavano il suo cazzo, lo stringevano, lo pompavano con fame.
Marco si mise dietro, le infilò due dita nella figa fradicia mentre lei succhiava la lingua dell’altro.
«In ginocchio, puttana» le ordinò.
Sofia obbedì all’istante.
Si inginocchiò tra i due, una mano sul cazzo di Marco, l’altra su quello dello sconosciuto. Li masturbava con foga, alternando la bocca: prima Marco, succhiandolo fino in gola fino a lacrimare, poi l’altro, più grosso, più spesso, che le allargava le labbra e le riempiva la bocca fino a farla soffocare.
«Brava… così… succhialo come una troia vera» ringhiò Marco, tenendola per i capelli.
La misero sul letto a quattro zampe.
Marco sotto, le entrò nella figa con un colpo secco.
L’altro dietro, le sputò sul buco del culo, ci infilò un dito, poi due, poi il cazzo – piano, ma senza pietà – fino a farla urlare di dolore e piacere insieme.
Sofia si trasformò.
«Più forte… sfondatemi… riempitemi tutti e due… voglio sentirvi pulsare dentro… datemi tutto…»
La scoparono senza tregua.
Marco le pizzicava i capezzoli, le schiaffeggiava leggermente il viso.
L’altro le afferrava i fianchi, la sbatteva contro di sé, il pacco che sbatteva contro il suo culo a ogni affondo.
Quando lei venne – un orgasmo animalesco, la figa che schizzava, il culo che si contraeva spasmodicamente intorno al cazzo estraneo – urlò cose che non avrebbe mai creduto di poter dire:
«Venitemi dentro… riempitemi di sborra… voglio essere la vostra troia piena…»
Marco esplose per primo, venendole nella figa con un grugnito profondo.
L’altro la seguì subito dopo, scaricandole nel culo fiotti caldi che le colarono lungo le cosce.
Sofia collassò sul letto, tremante, coperta di sudore, sborra che le colava da entrambi i buchi, le guance rigate di lacrime e rossetto sbavato.
L’uomo si rivestì in silenzio, le diede un ultimo sguardo famelico, poi uscì.
Rimasero soli.
Marco la prese tra le braccia, la strinse forte contro il petto sudato, le baciò la fronte, le palpebre, le labbra gonfie.
«Sei stata perfetta… la mia troia perfetta… ti amo da impazzire.»
Sofia, con la voce rotta dal piacere e dalla stanchezza, gli accarezzò il viso.
«Ti amo anch’io… e stanotte… stanotte sono stata libera. Ma voglio solo te. Sempre.»
Si addormentarono così, nudi, appiccicosi, abbracciati, mentre fuori il mare sussurrava piano.
Una notte da troia.
E poi di nuovo loro due, più sporchi, più complici, più innamorati che mai.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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