Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Il desiderio
tradimenti

Il desiderio


di Eriaku
20.07.2025    |    3.682    |    0 7.5
"Scopandole la bocca con la lingua allo stesso modo in cui le limava la la passera con il suo uccello instancabile..."
Alessa era una donna in carriera, un pezzo di Milano in miniatura appena salita alla guida di un dipartimento di architettura. Il suo corpo, modellato da anni di palestra e dieta ferrea, era la sua arma. Tuttavia, doversi ritirare, anche solo per un'estate, nella sperduta Allentown per accudire la nonna malata le faceva venire i nervosi. Temeva che il suo lavoro ne risentisse e, peggio ancora, la città sembrava fatta di un solo tessuto: famiglie numerose, donne incinte che camminavano a braccetto ridendo di cose che a lei non toccavano.

La quiete di Allentown era opprimente. Non c'erano grattacieli, né uomini in giacca e cravatta che correvano dalla riunione all'aperitivo. Solo padri di famiglia che spingevano passeggini, donne con pance arrotondate che parlavano di pannolini e bambini. Alessa si sentiva fuori posto, ma quegli sguardi, quei corpi, quella normalità primitiva la facevano fremere. Era come se la maternità e la sottomissione fossero la lingua unica della cittadina, e lei, suo malgrado, stesse imparando a tradurla.

Dopo solo una settimana, sentiva una pressione al basso ventre che non riusciva a placare. Gli uomini che incrociava per strada — operai in tuta o padri con la prole al seguito — la fissavano con un'intensità che le faceva contrarre lo stomaco. Ad ogni minima sollecitazione, il suo corpo rispondeva con un calore umido tra le cosce, ricordandole cosa stasse mancando.

La notte, sdraiata nel letto immacolato della villetta di famiglia, immersa nel caldo torrido, si toccava immaginando di essere presa. Voleva sentirsi riempire con un membro duro come l’acciaio, inchiodata al muro mentre le martellavano la fica fino a farle uscire urla di piacere. Si odiava per quei pensieri, ma il piacere che ne derivava era incontrollabile. Decise di consultare una psicologa, la dottoressa Farley.

Dopo la prima seduta, si era infine aperta con l'altra donna: «Sono ossessionata dall’idea di essere scopata… e ingravidata», confessò, le mani tremanti. «Mi sento… sbagliata, eppure continuo a fantasticaci su».

La dottoressa, una donna elegante con occhiali dorati, sorrise con distacco. «Sono fantasie comuni. Forse è solo un bisogno di controllo, oppure un desiderio recondito di maternità…»

Ma Alessa non ascoltava più. Mentre la psicologa parlava, i suoi occhi vagavano sul marito di lei, un uomo con spalle larghe e mani grosse, che ogni tanto entrava nello studio per portare caffè o documenti. «E se… se fosse lui a farmi questo?» pensò, immaginando quelle mani che le strappavano i vestiti mentre le ficcavano il uccello in gola.

Quando la seduta finì, Alessa uscì con le gote in fiamme. Aveva passato tutta l'ora a immaginare come sarebbe stato essere presa dal marito della sua psicologa. Camminò a passo veloce lungo la strada, la gonna stretta che le sfregava sul clitoride. Non si accorse subito dell’uomo che la seguiva finché non la chiamò. Era lui. Il marito della dottoressa.

«Alessa», l’apostrofò con voce roca, «Ha dimenticato questa», fece porgendole la borsa in pelle nera.

Alessa, voltatasi, il cuore che batteva forte. «I-Io non me nero accorta! Grazie...»

«Mia moglie mi ha parlato di lei, sa?» La interruppe l'uomo.

«D-Davvero?»

«Sì. E devo dire…» le si avvicinò, il profumo di colonia e tabacco che le invadeva le narici, «che le sue fantasie mi intrigano».

«Non sono fantasie», sussurrò lei, abbassando lo sguardo. «Sono...».

L’uomo le sollevò il mento con un dito. «Desideri che posso aiutarla a soddisfare» completò per lei.

Lei non rispose. Non ce n’era bisogno.

La portò in un bar poco distante, un posto buio e silenzioso. «Mia moglie non sa che sono qui», disse, il tono che si faceva più basso. «Ti aspetta qualcuno a casa?».

Alessa annuì, il corpo che fremeva. «La nonna...E io...».

«Può restare sola?». Le sue mani le accarezzarono le cosce sotto il tavolo. La ragazza poté solo annuire. «Perché non credo che riusciresti a resistere».

«A cosa?»

«A questo». Le sue dita le strinsero il ginocchio, risalendo piano verso l’interno coscia. «A me».

Alessa rabbrividì. «Non so… non so se posso».

«Puoi. E lo farai».

La portò a casa sua, un appartamento elegante e silenzioso. «Mia moglie è in partenza per un convegno», disse, chiudendo la porta a chiave. «Non tornerà per tre giorni».

Lei lo fissò, il respiro corto. «E se… se torna prima?»

«Non lo farà», rispose lui, slacciandosi la camicia. «Adesso pensiamo ai tuoi desideri».

Alessa non oppose resistenza. Non ne aveva la forza.

La stanza era calda, illuminata da una luce soffusa. Alessa si sentiva come una preda, il corpo che si arrendeva all’uomo che le stava davanti. Un uomo con un fisico asciutto e uno sguardo che sapeva di comando:

«Togliti il vestito», ordinò.

Lei esitò, ma obbedì. Le mani tremanti slacciarono i bottoni, e il tessuto scivolò a terra, rivelando un reggiseno di pizzo nero e mutandine abbinate.

«Bel completino», disse lui, accarezzandole il seno. «Ma non ti serve».

Alessa sentì il tessuto strapparsi sotto le sue dita. «E se tua moglie…»

«Mia moglie non saprà mai», la interruppe, abbassandole le mutandine fino alle caviglie. «Perché tu non glielo dirai. E perché…» le afferrò il mento, «sei mia ora».

Lei annuì, il corpo che si arrendeva, sporgendosi in avanti e offrendosi al suo tocco.

«Brava». Le sue mani le strinsero i fianchi, guidandola verso il divano. «Mettiti a quattro zampe».

Alessa obbedì, il culo nudo che si sollevava verso di lui. «Così?»

«Sì. Così». Le sue dita le sfiorarono la fessura, già bagnata. «Sei già pronta, vedo. Lo vuoi?»

«Sì… sì!».

L’uomo si abbassò i pantaloni, il sesso che spuntava fuori, duro e grosso. «Ecco cosa ti serve», disse, premendo la punta contro la sua figa. «Essere riempita».

Lei gemette, il corpo che si inarcava. «Oh Dio…».

«Dio?» le ringhiò all’orecchio, affondando con un colpo solo. «Non è lui che ti monta, no? Non è la tua anima che cerca risposte, è il tuo corpo che non sa cosa significa essere scopato davvero.»

Il primo affondo le aveva tolto il fiato, un membro che l’aveva spaccata in due. La seconda spinta, lui la prese con più calma, leccandole il collo mentre le pigiava due dita sul clitoride. «Ti sei allargata», le soffiò, «sei pronta per di più». Alessia non rispose. Il suo corpo parlava per lei, spingendosi verso il suo uccello come se non avesse mai desiderato altro.

Alessa urlò, il dolore che si mescolava al piacere. «Ahhh, mi distruggi…»

«No, ti sto facendo sentire viva».

Le anche dell'uomo pompavano dentro di lei, il sesso che le dilatava la vagina con ogni spinta. «Sei una troia, vero?» le disse, le mani che le stringevano i fianchi. «Una troia che vuole essere riempita da un uomo».

«Ahhh! Si, ne ho b-bisogno...Si!».

Lui grugnì, il sesso che le martellava il ventre senza tregua. «Allora goditi il tuo destino».

Alessa poteva solo andare incontro a quelle spinte, sempre più travolta dal piacere. Il suo corpo, un tempo tempio di controllo, divenuto un altare di sottomissione.

Quando l'uomo venne, il suo sperma la riempì. «Ecco», disse, «il primo seme. Ora sei sulla strada giusta».

Alessa sentì il collo dell'utero inondato da quella massa calda mentre lui la teneva ferma, il membro ancora dentro di lei. «Vengo, vengo...Si! Lo sento!».

«Così, goditela...» la incitò lui, mentre ancora si spingeva a scatti per svuotarsi. «Perché tu sei fatta per questo. Per essere ingravidata».

La ragazza era talmente esausta che poté solo chiudere gli occhi, gli ultimi brividi di piacere l'avvolgevano.

***

Dopo un paio d'ore, Alessa si svegliò in un letto. Il suo corpo era nudo, sentiva la passera impiastricciata. «Cosa ho fatto?» sussurrò, le lacrime che le rigavano il viso.

Non era sola.

«Hai fatto esattamente ciò che volevi», disse una voce alle spalle, le mani che le accarezzavano il sedere. «E lo rifarai». Le sue dita scivolarono dentro di lei. «Perché è quello che vuoi. E ora te lo dimostro», disse, abbassandosi i pantaloni. Il membro, lungo e spesso, spuntò fuori, duro come un chiodo.

Alessa lo fissò, il respiro che si bloccava. «È… è troppo grosso».

«Per cosa?» chiese l’uomo, facendosi strada fra le sue cosce già premuto contro la sua fica. «Per il tuo buco stretto? Eppure, lo hai già preso, no?»

E senza darle il tempo di rispondere, le affondò dentro, il cazzo vigoroso le spalancò la fica fino a farla urlare.

«Ahh!»

«Brava», disse l’uomo, accarezzandole il seno. «Lasciati andare».

«Adesso te lo faccio risentire com'è», chiosò, afferrandole il retro delle cosce. «Essere scopata».

E Alessa fu scopata in ogni posizione, il corpo che si inarcava e contorceva durante l'amplesso. Lui la penetrava fino ad essere sepolto dentro di lei, pompando con forza, strappandole gemiti a ogni affondo, riversandole il proprio sudore addosso. Le ficcò un dito in bocca, ordinandole di succhiarlo. «Così», disse, «sei una brava troia».

Poi la scopò più lentamente, torturandole i seni, i pollici che le sfregavano i capezzoli. «Ti piace, vero? Essere trattata come una cagna da coprire».

«Sì… sì, mi piace!» urlò Alessa, il corpo che si scioglieva in un piacere mai provato. «Non smettere… ti prego!»

L'uomo d'improvviso si ritrasse, il cazzo gocciolante. «Sei ancora stretta», disse, affondando con un colpo che la fece gridare nuovamente. «Non lo sarai per molto ancora».

Fece di lei quello che voleva, alternandosi fra la fica e la bocca di Alessa, violandole l'ano con le dita unte della sua stessa saliva. Scopandole la bocca con la lingua allo stesso modo in cui le limava la la passera con il suo uccello instancabile.

Dopo averla stremata diede sfogo al suo, di piacere. «Ecco!», disse, continuando a chiavarla aggrappato ai suoi seni. «Ti ho riempita di nuovo, come desideravi».

Rimase in quella casa per due notti e si fece montare ancora e ancora, il corpo che si abituava a quello dell'uomo, al suo comando, venendo puntualmente ricompensata con sperma caldo e denso.

La mattina del terzo giorno l’aveva scopata ancora un'ultima volta di lasciarla finalmente andare, contro la porta. La ragazza era venuta come un fiume sentendosi inseminare ancora una volta.

«Sei mia, ormai», le aveva lui sussurrato all’orecchio, ancora dentro la sua fica gonfia. «Ti ho rovinata, come volevi».


***

Nei mesi seguenti, Alessa smise di combattere. Accolse anzi con gioia ogni cambiamento: I seni, ora pesanti di latte, le dolevano. Le cosce, una volta strette, si arrotondarono. La pancia crebbe in fretta, aspettando due gemelli.

Ogni uomo che la vedeva camminare con il suo incedere dondolante e armonioso la fissava, e lei lo invitava con lo sguardo.
Alla morte della nonna, era rientrata a lavoro solo per sbrigare le pratiche di trasferimento. Sarebbe infatti tornata a vivere nella dimora dei suoi avi ad Allentown. Passeggiava per l’ufficio con il ventre prominente che si alzava e si abbassava a ogni passo. Le colleghe la fissavano, sussurrando tra loro. «Come ha fatto?» chiedevano. «Chi è il padre?»

Alessa non rispondeva, oramai era una donna completamente trasformata anche nella mente. Sorrideva soltanto, il suo corpo che parlava per lei. Qualche settimana dopo, sdraiata nel letto con l'uomo che un tempo era il marito della dottoressa Farley, sentiva le sue mani che le accarezzavano la pancia. «Sei bellissima», le disse, «la mia troia fertile».


Nota dell’Autore: La nostra giovane protagonista ha così ceduto al suo desiderio. C’è da chiedersi se abbia veramente avuto una possibilità di sopprimerlo, oppure se è stata l'aria di Allentown a darle la spinta giusta. Edit: 06.05.2026
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il desiderio:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni