tradimenti
L'aggiornamento
04.08.2025 |
13.443 |
6
"Le mie gambe tremano per il godimento intenso, collasso con le mani strette sul suo capo cercando di riprendere fiato..."
Ho trentotto anni, sono sposata. Mio marito, ha quarantasette anni. Sono un'insegnante di educazione speciale. Abbiamo una figlia di diciotto anni che ha appena iniziato la scuola di design della moda.
Sono un'insegnante itinerante. Questo significa che mi affido pesantemente al mio computer per la programmazione, le lezioni, i rapporti al mio capo e le richieste di materiali e personale.
Poiché il computer è collegato alla rete del distretto, deve essere aggiornato frequentemente. Il distretto utilizza assistenti studenti per aiutare nell'installazione degli aggiornamenti. Questi assistenti sono studenti del dipartimento IT, generalmente con delle borse di studio per cui è previsto svolgano attività lavorative per il College.
Mio marito è via per un viaggio di lavoro di dodici giorni. Mia figlia ha le lezioni e ha preso la mia auto. Fa un caldo tremendo, quindi ho chiesto che l'assistente venga a casa mia per aggiornarlo. Aspetto a lungo e sto quasi per perdere la speranza quando arriva Carlos, uno studente messicano sui vent'anni. È fradicio di sudore quando arriva. Ha camminato per tutti le sei miglia dal campus m'informa, in uno stentato inglese, scusandosi del ritardo.
All'improvviso mi sento in colpa, nei confronti di questo povero ragazzo e gli offro mortificata qualcosa da bere. In cucina si scola un bicchiere di succo d'arancia e fissandomi impacciato, mi ringrazia e far per chiedere un asciugamani. Mi rendo conto che deve sentirsi in imbarazzo e in modalità mamma chioccia, insisto perché faccia una doccia prima di mettersi al lavoro. Accetta con un sorriso e dopo avergli mostrato la doccia nel bagno di servizio, lo lascio fare. Poco dopo, ricordo di non aver cambiato gli asciugamani e presine alcuni, faccio dietro front. Spingo la porta aperta con l'intenzione di consegnare l'asciugamani a Carlos.
Il ragazzo è in piedi davanti a me, completamente nudo. Sorpresa, lascio cadere l'asciugamani, non riesco ad evitare di squadrarlo. Ha il fisico asciutto, la pelle bronzea lucida di sudore, come un corridore. L'occhio mi cade sul suo inguine. Sono scioccata! Il pene di questo ventenne è quasi il doppio delle dimensioni di quello di mio marito. Circondato da una corona di peli neri, riposa su due belle castagne gonfie.
Noto che mi fissa a sua volta, la giornata calda non mi ha permesso di tenere nulla addosso che non fosse un semplice vestitino celeste. Questione di attimi, e mi inginocchio per raccogliere l'asciugamani, nel farlo mi avvicino a lui che resta immobile. La mia mano sinistra è presto avvolta sul suo attrezzo. Carlos mi bacia, voglioso e inesperto, e sento il suo pene pulsare mentre inizia a diventare duro. Le sue labbra sono morbide e insistenti, come le sue mani. Con il suo pisello ormai duro stretto saldamente fra le mie, lo guido in camera da letto.
il tragitto del corridoio avviene in silenzio, accompagnato dal rumore dei suoi piedi scalzi e delle mie infradito.
Sulla soglia della camera, abbandono il mio nuovo giocattolo giusto il tempo di sollevarmi e togliermi il vestito. Sotto, ho solo un paio di mutandine nere. Intrise di sudore e voglia.
Le mani di Carlos sono sulle mie tette. La mia terza di seno è preda del suo assalto. Lecca e succhia i miei capezzoli, strizzandomele a piene mani, mandando scosse di piacere attraverso il mio corpo. Ho i capezzoli invertiti che non diventano eretti. Ho rinunciato a cercare di allattare Lily quando era una bambina a causa di questo. Eppure, ora li sento indurirsi diventando sensibili al suo tocco.
La sua mano destra abbandona il mio seno e scende ad accarezzare la mia fica bagnata. Le mie labbra vaginali sono rosse e gonfie, sporgono dalle mutandine bagnate, pronte per lui.
Gli accarezzo la schiena calda, stringo le sue spalle. Voglio godermi la bocca frenetica su di me e lo spingo verso il basso.
Sento il respiro caldo di Carlos muoversi lungo il mio torso, solleticarmi l'ombelico e infine raggiungere l'inguine. Il suo respiro è bollente sulla mia vulva, attraverso le mutandine che presto raggiungono i miei piedi. La mia passera è finalmente nuda, aperta, per lui. Carlos bacia e lecca stuzzicandomi e facendomi desiderare di più. Mi divora con la fame dell'inesperienza, con la voglia che solo un giovane uomo ha. Le labbra esterne si gonfiano, si separano rivelando il delicato fiore delle mie labbra interne che brillano dei miei succhi. La lingua di Carlos segue frenetica i loro contorni fino a raggiungere il mio clitoride che è eretto e sporge dal suo cappuccio. Quando la sua lingua lo tocca, gemo e piego le ginocchia.
Mi tengo alle sue spalle con una mano, l'altra è nei suoi capelli ad accarezzarli. La vivida immagine di me stessa in ginocchio allo stesso modo e nella stessa stanza che soddisfo mio marito invece di risvegliarmi il senso di colpa aumenta la mia eccitazione sessuale tanto che, se Carlos non fosse così svelto nell'inghiottirli, i miei umori potrebbero quasi soffocarlo.
Scalzo le infradito e le mutandine con la gamba sinistra e poggio il piede sulla sua coscia. Allargo le gambe e sollevo i fianchi per dare a Carlos le labbra e la lingua un accesso migliore. Aggrappato alle mie cosce, lui continua a mangiarmi la fica, e quando la sua lingua è appiattata sulla mia apertura finalmente raggiungo l'apice e esplodo in un orgasmo potente. Le mie gambe tremano per il godimento intenso, collasso con le mani strette sul suo capo cercando di riprendere fiato.
Riapro gli occhi e lo vedo sorridermi a trentadue denti, la faccia zeppa del mio piacere.
Afferra le mie mani delicatamente e si solleva ed è allora che vedo per la prima volta il suo pene eretto. È molto spesso e curvato verso l'alto, è una visione impressionante.
Mi ritrovo sdraiata di schiena sul letto con Carlos in piedi fra le mie gambe. La testa bulbosa del suo grande cazzo che struscia contro le labbra spalancate mi scatena un moto di apprensione che viene spazzato via da un doloroso piacere quando poi spinge più forte e inizia a penetrarmi e allargare l'ingresso della mia vagina. Si ritira. Poi spinge in avanti più a fondo.
"Fermati. Sei troppo grande!" Mi lamento, ma lui non mi ascolta e il dolore iniziale si trasforma in piacere intenso mentre mi penetra sempre più veloce, arrivando a toccare dove non sapevo di poter sentire. Questo ragazzo mi sta portando a vette di piacere che non ho mai raggiunto prima. Tutti i suoi centimetri vengono spinti nelle profondità della mia fica, ancora e ancora.
"Ahhh...ahm, si, oddio, come mi scopi, sono piena, si! Non ti fermare! NON TI FERMARE!"
Alle mie incitazioni vaneggianti, risponde farfugliando in spagnolo fra i denti serrati. Qualsiasi cosa stia dicendo, raddoppia gli sforzi nella monta. Il suo sudore mi goccio addosso, i suoi sbuffi mi ricoprono il volto.
Mi sento completamente riempita, i miei gemiti risuonano nella camera. Poi, senza che lo voglia, le mie gambe iniziano a scalciare selvaggiamente e i muscoli della mia vagina iniziano a contrarsi e stringere l'asta. Poi si rilassa e stringe di nuovo. Continua a stringere in onde intanto che Carlos martella dentro di me, stretto ai miei fianchi.
L'orgasmo mi fa urlare, inarcare, artigliare le lenzuola.
"Dios mìo!" Un'esclamazione a occhi chiusi e inizia a spruzzare potenti carichi di sperma ben piantato in me. Presa ancora dal climax, la mia passera stringe ancora più forte il suo uccello mungendolo senza riuscire a trattenerlo da quanta forza Carlos ci mette nelle ultime scattose spinte.
Quando anche l’ultimo tremolio dei nostri fianchi si è spento, si accascia sul mio petto. Sfinita, mi assopisco schiacciata dal peso del mio improvvisato stallone latino.
Al risveglio, sola e frastornata, mi aggiro nuda per la mia casa. Di Carlos nessuna traccia. Trovo un biglietto indirizzato alla "Senora Hermosa" sul pc, all'interno in inglese mi scrive che ha completato l’aggiornamento e dovrebbe essere a posto per il prossimo mese.
Con quello stesso biglietto mi dirigo verso il bagno padronale, per farmi una doccia. A ogni passo sento la fica ancora aperta, appiccicosa, ed è stranamente gradevole.
Sotto l’acqua, ripercorro gli eventi e l’unica certezza nella testa è che dovrò ripetere questa esperienza, molto prima di un mese. Perché mi è chiaro che Carlos ha aggiornato anche me.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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