tradimenti

La chiave


di Membro VIP di Annunci69.it Cpcuriosa60
23.01.2024    |    8.632    |    8 9.6
"La prossima volta la porterò di sera quando il palazzo sarà vuoto” “Tu non la porterai da nessuna parte, amico, da stasera non usciremo più da soli, ..."
Aveva visto il film “La chiave” poco più che ventenne.
Allora gli era sfuggito il sottile erotismo della pellicola, ammaliato solo dalle grazie prorompenti della protagonista.
Sì, c’era un marito anziano che si torturava al pensiero della moglie posseduta da altri, ma l’argomento non lo aveva interessato.
Ed invece ora eccola lì, la chiave in versione moderna.
Una pen-drive, una chiavetta da computer nascosta da un lembo del tappeto in salotto.
Mai vista prima, con una forma buffa e una cordina rossa.
Poteva essere di Lisa?
Lei aveva il suo Pc, stabilmente piazzato su di un tavolino nella stanza dove teneva la biancheria e i suoi abiti.
Le serviva per guardare qualche filmetto finchè stirava, scaricandolo dalla piattaforma S..
Cosa era contenuto nel lezioso piccolo archivio?
Lo soppesò nella mano aperta e decise di provare ad accedervi, infilandolo nel Mac.
Nessuna password a protezione dei dati, tipico di lei che non aveva attivato nemmeno la funzione di blocco del cellulare.
“Non mi serve, non ho nulla da nascondere e poi sicuramente farei casino nel digitarla” gli aveva detto una volta.
Sullo schermo apparvero solo due cartelle, “Foto” e “Messaggi”
Aprì la prima e per poco non si strozzò con il cognac che stava bevendo.
Un centinaio di scatti, tutti hard.
Nella maggior parte, erano di una donna senza volto e con il corpo nascosto da veli colorati.
Un gioco di vedo e non vedo, qualche particolare di un piede calzato da un sandalo dal tacco altissimo, l’attaccatura appena accennata di un seno, ma soprattutto una donna (la stessa?) coperta da un corpo maschile nudo.
Era lei?
Passò, due ore ad ingrandire le fotografie a cercare dettagli rivelatori, a tentare di riconoscere il pizzo della guepiere che ogni tanto si intravvedeva sotto i veli.
Niente, nemmeno i capelli erano d’aiuto perché il caschetto scuro era certamente una parrucca.
Qualche immagine la ritraeva con un’altra donna, ecco in quelle si poteva riconoscere la sua Lisa.
Ora si trattava di aprire l’altra cartella e trattenendo il fiato, cliccò sull’icona.
Decine di fogli word, nominati con sigle strane, alcune esplicite altre oscure.
Si sprecavano i “piselloni”, i “bull”, i “fuck…” quindi decise di aprire i files in ordine di salvataggio.
“D: benvenuta nel sito, ti chiami?
R: Valeria
D: Cosa cerchi?
R: compagnia per fare sesso
…..”
Allora capì che si trattava del copia-incolla di conversazioni forse tratte dallo stesso sito sul quale da anni lui cercava coppie che giocassero con loro.
Non riuscì a continuare la lettura.
Ma perché lei lo faceva da sola?
Che cosa stava succedendo?
Non resistette alla curiosità, un po’ masochista, di aprire un altro file.
“Mi è piaciuto ieri sera a casa di Giacomo.
E’ stato carino ad invitare anche te, è stata la prima volta che l’ho fatto con due uomini.
Non pensavo…”
Chiuse di botto il pc, furibondo per il comportamento di lei, traditrice e troia.
Due uomini, uno evidentemente sconosciuto, e lei, che gli aveva sempre negato di essere interessata al rapporto con singles.
Non che lui ci tenesse, ma magari un’esperienza sarebbe stata utile a capire se vederla toccata da altri poteva dargli un brivido sconosciuto.
Come cazzo faceva a gestire gli incontri, che, contando i files salvati nella pennetta, potevano essere circa una trentina.
Con che scusa si allontanava da casa per andare forse in albergo con l’amante?
E chi aveva fatto loro le foto dove il corpo maschile nudo sopra di lei riempiva l’immagine?
L’altro?
Del resto, pensandoci bene, le foto con quei veli colorati gli dicevano qualcosa.
Doveva averle viste sul sito e non gli aveva dato importanza, perché?
Provò a ricordare l’annuncio, sempre più convinto di averlo incrociato nel suo peregrinare da una pagina all’altra.
Veli, donna, letto con la testiera in ferro battuto, finchè le vide in un angolo dell’immagine, due manette.
Provò a digitare nel sito una chiave di ricerca, “Bdsm” e restringere il campo tra le inserzioni della sua città.
Ed Eureka, eccola la troia, un annuncio scarno ma abbellito da una decina di fotografie piuttosto esplicite.
Lei legata al letto, imbavagliata e penetrata con un fallo di gomma.
L’immagine era piuttosto scura e ancora non poteva trovare un dettaglio tale da identificarla con certezza.
La sua rabbia pian piano era stata sostituita da una certa, dolorosa, eccitazione che forse crebbe nel leggere il testo corredato dalle foto:
“Signora 55enne, come da foto, desidera essere corteggiata da maturo gentiluomo per giochi che la vedano sottomessa.
Graditi gruppi di amici non frettolosi né chiacchieroni.
Non ospito, vengo da sola”
Chiarissimo, non c’era che dire.
Guardò di sfuggita il tempo di permanenza nel sito (quattro mesi) e lesse i commenti che vari maschi avevano lasciato.
Tutti lusinghieri. non c’era di che stupirsi…
“Ho incontrato Valeria più volte, solo adesso riesco a lasciare un commento.
Una Signora remissiva, golosa e generosa, dalle labbra e dalla fica sempre umide, vorrei poterla ospitare senza l’assillo dei telefoni che ci richiamano alle nostre case.”
Incontrata più volte quindi e forse scopata sia in bocca che nella passera e sicuramente le era piaciuto.
E più sotto:
“Vorrei averla qui, nel mio ufficio, sulla scrivania dove l’ho fatta sdraiare e fatta godere.
Ho dovuto coprirle la bocca per non far sentire i suoi gemiti, peccato, il gioco con le pinzette è stato gradevole.
La prossima volta la porterò di sera quando il palazzo sarà vuoto”
“Tu non la porterai da nessuna parte, amico, da stasera non usciremo più da soli, mattina o pomeriggio o notte che sia” pensò….
Tornò ai files, aprendo il più “pesante”
Un testo, abbellito da altre fotografie, ancora diverse.
Un altro uomo, in primo piano il suo culo e l’attaccatura dell’uccello infilato in una passera e sotto a tutti un altro maschio.
“Ti mando le fotografie scattate dal nostro amico mentre Nando ed io ti scopavamo.
Spero ti piacciano, a noi è piaciuto fotterti e speriamo di rifarlo”
Chiaro, inequivocabile, irreparabile?
Non era la situazione in sé a sconvolgerlo, piuttosto il tradimento, il suo prendersi il piacere da sola.
Si passò la mano sul viso e decise di averne avuto abbastanza.
Chiuse definitivamente il pc e staccò la chiavetta.
E sentì aprirsi la porta di casa.
“Sono tornata, che traffico, poi la nebbia…”
La guardò entrare, spettinata dopo essersi tolta il berretto e d’istinto appoggiò le spalle al divano per renderle meno agevole baciarlo.
Ma lei non lo fece…
“Eccola, dove l’hai trovata questa chiavetta?
Nicoletta la cercava, mi ha detto che forse poteva esserle caduta dalla borsa qui da noi…”
La sua mano agguantò il cordino colorato e l’oggetto smarrito fu chiuso nel piccolo pugno.
“Le telefono subito, sembrava così preoccupata…
Vedrai farà un salto subito a prenderla, magari la inviterò a cena, che dici?
Sai, ha bisogno di compagnia dopo che Enzo l’ha lasciata….”
Sì, davvero, ha bisogno di tanta compagnia e chi meglio di un vecchio amico potrebbe fargliela?
Beh, Lisa sarebbe d’accordo, ne era certo.
Aveva visto sulla chiavetta le immagini, chiare, di loro due impegnate in uno splendido 69.
Solo un interrogativo, di nuovo: e chi le aveva scattate?




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