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Il sogno di Matt-parte seconda


di Membro VIP di Annunci69.it Cpcuriosa60
15.02.2024    |    1.671    |    5 8.8
"Glielo chiesi, sfacciato come non avrei mai pensato di essere..."
E a gentile richiesta, la seconda e ultima parte (e sento i sospiri di sollievo di chi non ama le soap opera....)
Grazie ancora, Matt.
Sei stato un soffio di gioventù, anche se solo (o per fortuna) via Telegram
.........

La guardavo, estasiato, ascoltavo la sua voce dolce che pareva raccontare una favola ad un bimbo che fa i capricci e non vuole dormire.
“Poi le loro mani furono si di me, sfiorarono il mio corpo, indugiando ognuna in un punto diverso: chi mi sollevava i capelli per esporre il collo, chi mi massaggiava le spalle scendendo verso il seno, chi invece aveva afferrato con delicatezza le mie natiche e ne scorreva la rotondità.
Ma era il quarto uomo che pareva aver perso ogni freno.
Sdraiato per terra, leccava i miei piedi, ancora rivestiti dalle autoreggenti e calzati nelle dècollete' dai tacchi a spillo.
Le sue mani accarezzavano invece le mie gambe, risalendo sempre più curiose verso le cosce ed oltre.
Io ero senza fiato e cercavo con lo sguardo il mio Amore, che vedendomi un po' in ansia si avvicinò per baciarmi.
Tra una carezza e l'altra mi ritrovai nuda e, tolte le scarpe, fui condotta alla vasca e nell'acqua già mossa dalle bolle.
Ci accomodammo tutti e per qualche minuto ci godemmo il tepore ed il piacevole solletico della Jacuzzi.
Poi come in un sogno, a turno, i miei compagni di gioco si inginocchiarono davanti a me, mezzi sommersi e mi toccarono il corpo.
Sembrava una danza per la lentezza dei movimenti e per l'avvicendarsi tra loro dei maschi.
I miei sensi urlavano quasi il piacere di quei gesti, lo stupore di essere al centro dell'attenzione e la visione di tutta quella virilità a mia disposizione.
Mi pareva di impazzire dall'eccitazione, volevo che finisse ma anche che continuasse.
Finché fui fatta uscire dall'acqua e avvolta in un grande telo caldo.
Le mani stavolta mi asciugarono e due mi sollevarono quasi senza sforzo per depormi sul letto immenso nella stanzetta a fianco.
Mi sdraiarono ancora avvolta dal telo e….”
Ripresi io la parola interrompendo il racconto della signora, dicendo “immagino che dopo sul letto abbiano iniziato a toccare leccarti e baciarti in ogni dove e nel mentre tu hai iniziato a giocare con i loro strumenti stuzzicandoli con mani e bocca…”
E lei, con lo sguardo un po’ sognante, annuì e si affrettò ad aggiungere che sul letto iniziarono le penetrazioni mentre lei si gustava gli altri con le mani e la bocca.
Raccontò che il gioco era durato qualche ora, che le venute furono abbondanti e libere, chi sul corpo, chi sul seno, chi aveva inondato l'interno di prezioso piacere.
La mia eccitazione ormai era ben chiara ed evidente, forse anche la coppia era sedotta dai ricordi del passato e dalla mia voglia di farne parte!
“Seguici” mi disse lui e nessun ordine mi fu mai tanto gradito.
La loro casa li rispecchiava.
Calda, vissuta, con mobili sicuramente costosi ma di classe.
Dopo una piccola sosta a turno in bagno ci dirigemmo direttamente in camera da letto, basta chiacchiere...
Io ero impacciato, stavo vivendo il momento da molto desiderato e non sapevo come muovermi.
Lui, capi', e baciandola le disse "vi lascio soli, comportatevi bene..." e se ne andò.
Grande uomo, in quell'attimo lo ammirai e ne divenni quasi succube, assurdo.
Mi lasciava con la sua donna ma lo faceva come una concessione, dall'alto del suo essere sicuro di lei e della sua lealtà, nonostante ora si stesse spogliando davanti a me.
Osai toccarla, non appena si liberò della gonna e iniziò a slacciarsi la camicetta che furono le mie mani tremanti a far scendere dalle sue spalle.
Avevo immaginato il suo corpo, masturbandomi davanti alle fotografie pubblicate sul sito, mai volgari ma spontanee, un paio prese da lontano, lei fra le onde.
Toccai quel seno maturo, il mio cazzo rispose con una scossa quasi dolorosa.
Abbassai le spalline del body leggerissimo e mettendomi dietro a lei lo feci scendere, prima dalla schiena, poi dalla curva dei fianchi e infine dalle natiche rotonde.
Lei stava immobile, mi lasciava fare, chissà se stava ridendo di me, impacciato come non mai.
Ero ancora vestito ma le feci appoggiare il suo corpo al mio, stringevo il suo seno, lo accarezzavo, sorprendendomi di sentirla ansimare, sempre più, mentre le stuzzicavo piano i capezzoli perfetti.
La volevo con tutto me stesso ma nello stesso tempo volevo aspettare.
Decisi che era ora di spogliarmi e lo feci in fretta per non far calare quell'eccitazione mai provata.
La guardai, una volta nudo, mettendomi davanti a lei, col cazzo eretto e poi mi avvicinai.
Lei ancora mi sorprese, abbassandosi prima che riuscissi a toccarla di nuovo e lo accolse in bocca con un movimento improvviso.
Fu troppo, venni in quell'angolo di paradiso, caldo e umido, provando un godimento mai vissuto.
Lei bevve tutto e questo mi mandò ancor più in estasi.
Non so come ci trovammo sul letto, fianco a fianco, le sue mani mi sfioravano calde e gentili.
E la voglia riapparve quasi subito, il mio uccello era pronto di nuovo.
Ebbi voglia di assaggiarla e la mia bocca percorse il suo corpo, con una lentezza che non era da me.
I suoi gemiti mi riempivano la mente e sentirla fremere mi faceva impazzire.
E il profumo della sua pelle, l'odore appena muschiato della sua fica, la leggera umidità che ne usciva e di nuovo la voglia di prenderla.
Glielo chiesi, sfacciato come non avrei mai pensato di essere.
"Posso scoparti, mi fai impazzire..."
L'attesa della sua risposta fu l'attimo più lungo della mia vita e il suo "Sì", appena sussurrato, la musica più bella mai udita.
Da bravo ragazzo, ingabbiai il mio amichetto in un preservativo e con una calma che non provavo la penetrai cercando di essere delicato e paziente.
Lei mi accolse con lenti movimenti dei fianchi, gemendo nel suo modo quasi timido ma che diventava più eccitante ad ogni istante che passava.
La coprii col mio corpo, cercando di non schiacciarla e gustai la sensazione quasi di dominio.
Avrei voluto spingere con forza, farle forse del male perché nello stesso tempo, sapevo che non sarebbe mai stata mia del tutto.
"Piano" mi dissi, "gustala piano".
E guardavo il suo viso, gli occhi chiusi, la bocca semiaperta da cui uscivano gemiti di inconfondibile piacere.
"Guardami" le dissi e lei aprì gli occhi, luminosi anche nella penombra.
E venne, in un orgasmo dolce, niente urla da film, solo la bocca spalancata in cerca dell'aria.
Sentii la sua fica contrarsi attorno a me e poi di nuovo lei alzò il bacino per accogliermi e di nuovo prese il suo piacere.
Non ne potei più, nemmeno io e di nuovo venni come se fosse la prima volta in vita mia.
Mi staccai da lei a malincuore e girandomi lo vidi, sul bordo più lontano del letto.
Ci aveva guardato, da quanto non lo sapevo e stava menandosi lentamente un cazzo di tutto rispetto.
Feci qualcosa che non avrei mai pensato, mi abbassai su di lui e glielo presi in bocca.
Subito anche lei mi fu vicina e gli disse di stendersi.
Giocammo con lui, leccandolo e baciandolo, scambiando anche noi ogni tanto un bacio profondo.
La bocca di lei accolse alla fine il suo seme ed io pure lo assaggiai baciandola.
La stanza era calda e profumata di noi ma sentii che dovevo andare.
Mi rivestii ed uscii, appagato ma conscio del mio dolore urlante e del fatto che non li avrei più rivisti.
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