Prime Esperienze
Gianna, l'amica della zia. Cap2
30.03.2026 |
1.881 |
2
"Ma la stabilità era durata poco: cinque anni dopo, aveva scoperto l'ennesimo tradimento del marito..."
Eccoci al secondo capitolo di questa storia. Da qui in avanti, ogni racconto sarà aperto da una data precisa, un riferimento temporale per segnare ogni volta che io e Gianna ci siamo incrociati di nuovo.Quello che era iniziato come un incontro fugace si è trasformato in qualcosa di più costante. Nonostante gli impegni di entrambi, siamo riusciti a ritagliarci i nostri spazi, momenti in cui il mondo fuori scompare e restiamo solo noi, la nostra complicità e quella voglia di divertirci che non sembra esaurirsi mai. Ancora oggi, i nostri incontri continuano con la stessa intensità, e ogni volta è come aggiungere un nuovo tassello a un mosaico fatto di piacere e confidenza.
Ecco il resoconto del nostro primo appuntamento ufficiale dopo quella notte...
Venerdì, 29/09/2025
Roma Capitale
Quel venerdì mattina la sveglia suonò presto, ma non mi pesò. Mi aspettava un weekend di formazione a Roma e, sebbene il corso fosse concentrato tutto nella giornata di sabato, avevo deciso di prendermela comoda. Avevo bisogno di staccare la spina dal caos quotidiano, così avevo prenotato l'hotel già dal venerdì per godermi la città con calma, passeggiare tra i vicoli del centro e respirare un po' di quell'aria magica che solo la Capitale sa offrirti. Era il mio momento di relax totale.
Salii in macchina mentre l'alba iniziava appena a schiarire il cielo. Puntuale come ogni mattina, il telefono vibrò sul sedile del passeggero: era un messaggio di Gianna.
“Buongiorno tesoro, come stai? Sei già partito?”.
Non ci vedevamo da due settimane, ma la tensione tra noi non era mai calata. Ci scambiavamo il buongiorno ogni mattina e, dal tardo pomeriggio fino a notte fonda, le nostre chat diventavano incandescenti, tra messaggi spinti e videochiamate hot che rendevano l'attesa di rivederci quasi insopportabile. Le risposi che ero già in viaggio e che sarei arrivato in circa un’ora. Lei replicò con un semplice: “Ok, a più tardi”.
Arrivato a Roma, sbrigai velocemente le pratiche al comitato per l’accredito del sabato. Avendo il check-in in hotel solo alle 15:00, ne approfittai per una lunga passeggiata in centro e un pranzo tranquillo. Mi sentivo rigenerato, pronto a godermi la mia solitudine domenicale... o almeno così credevo.
Quando finalmente mi diressi verso l'albergo, ciò che vidi davanti all'ingresso mi fece quasi uscire il cuore dal petto.
Ferma vicino a un trolley, c'era una figura che riconobbi all'istante. Era Gianna. Indossava un look casual che però non nascondeva affatto le sue curve prorompenti, e ai piedi portava quei tacchi che la rendevano, come sempre, irresistibile. Appena i nostri sguardi si incrociarono, le si illuminò il volto in un sorriso che conosceva bene il mio punto debole: “Sorpresa!” esclamò radiosa.
Rimasi paralizzato per un secondo, colto da un'eccitazione improvvisa che mi scosse tutto il corpo. Mollai le borse a terra, senza curarmi di nulla, e le corsi incontro. Ci stringemmo in un abbraccio fortissimo, fondendoci in un bacio affamato, proprio come due ragazzini alla prima cotta.
«Ho preso una stanza anche io qui,» mi sussurrò tra un bacio e l'altro. «Ho capito che il tuo impegno sarebbe stato solo per sabato, così ho deciso che non potevo lasciarti passare il resto del weekend da solo.»
Roma mi era sempre piaciuta, ma con lei lì a reclamare la mia attenzione, quel weekend di "relax" aveva appena preso una svolta decisamente più infuocata.
Sbrigate le pratiche del check-in, ci dirigemmo verso l'ascensore. Per una fortunata coincidenza, le nostre camere erano sullo stesso piano. Mentre salivamo, Gianna mi guardò con un’intensità diversa, più riflessiva.
«Ho pensato una cosa,» esordì, accorciando le distanze tra noi nel piccolo spazio della cabina. «Vorrei conoscerti meglio. So bene che tra noi non può esserci una vera storia d'amore, ma possiamo prenderci questi momenti che ci fanno stare bene finché dura, no?»
Ero perfettamente d'accordo con lei; quella complicità senza troppe etichette era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Ma lei non aveva finito: «Questo non toglie che possiamo approfondire chi siamo. Quindi, ecco il piano: ognuno in camera sua per un po', ci vediamo nella hall alle 17:00 e ci facciamo una bella passeggiata in centro. Parliamo, camminiamo e vediamo come far evolvere questa cosa.»
L'idea mi intrigava parecchio. Non era solo sesso, c'era la voglia di scoprire chi fosse la donna dietro quel corpo mozzafiato.
Alle 17:00 spaccate ero giù ad aspettarla. Mi ero messo comodo, in tuta, e anche lei era scesa in versione casual, sostituendo i tacchi con scarpe più adatte a camminare, pur rimanendo incredibilmente femminile. Quel pomeriggio a Roma volò via tra chiacchiere senza fine. Ci raccontammo le nostre vite: io le parlai della mia separazione, della mia bimba e dei ritmi serrati del mio lavoro. Lei, cinquantaduenne separata (ormai quasi divorziata), mi spiegò di come anni prima avesse lasciato la sua città d'origine seguendo il cuore.
Tra un gelato, una pizza al taglio e un drink, le ore passarono veloci. Verso le 20:00, decidemmo di fermarci in una trattoria tipica proprio vicino all’hotel. Fu lì, tra un bicchiere di vino rosso e l’atmosfera calda del locale, che il discorso si fece più intimo e decisamente più piccante.
Mi raccontò di essersi sposata giovanissima, a 22 anni, e di non aver avuto figli a causa della sua sterilità, una condizione che però aveva accettato senza troppi rimpianti. «Con mio marito è andato tutto a gonfie vele fino ai 40 anni,» spiegò, giocherellando col bordo del bicchiere. Poi, la crepa: un tradimento di lui scoperto una decina d'anni prima. Lo aveva perdonato, ma qualcosa si era rotto per sempre.
Da quel punto in poi, Gianna iniziò a sbottonarsi su dettagli molto più spinti della sua vita passata, rivelandomi un lato di sé che non avrei mai immaginato e che accese immediatamente la mia curiosità... e non solo quella.
Mentre finivamo il vino, Gianna iniziò a scendere nei dettagli più intimi della sua vita passata. Mi raccontò di come, due mesi dopo aver scoperto il tradimento del marito, lui le avesse fatto una proposta scioccante per farsi perdonare: concederle una notte di sesso con un altro uomo. All'inizio era rimasta spiazzata, quasi offesa, ma le insistenze di lui avevano finito per stuzzicare una curiosità che non sapeva di avere.
«La mia prima volta è stata in un club di Bologna,» disse, con lo sguardo perso nei ricordi. «Abbiamo fatto uno scambio con altre due coppie. Ero nervosa, ma ne sono uscita entusiasta.» Da lì, quel gioco era diventato un appuntamento fisso, una volta al mese, e sembrava aver ridato equilibrio al loro rapporto.
Poi era arrivato il trasferimento nella nostra città per il lavoro di lui, dove lei aveva iniziato a lavorare con mia zia Sonia. Lontani dalle vecchie amicizie, tornavano a Bologna ogni tanto per continuare i loro incontri. Fu in una di quelle occasioni che conobbe Aldo, un uomo con cui aveva poi instaurato un legame. Ma la stabilità era durata poco: cinque anni dopo, aveva scoperto l'ennesimo tradimento del marito. Nonostante gli scambi concordati, lui ne aveva combinate di tutti i colori, arrivando quasi a farle perdere diverse proprietà. A quel punto, Gianna aveva detto basta: lui era tornato a Bologna, mentre lei era rimasta qui, continuando a frequentare persone nuove grazie ad Aldo per qualche notte di sesso senza impegno, compatibilmente con il lavoro.
Si interruppe un istante, osservandomi con un pizzico di apprensione, come se temesse che quel passato potesse spaventarmi. Quando però le confessai che anche io conoscevo bene il mondo scambista e che avevo giocato sia in coppia che da singolo, il suo viso si rilassò all'istante. Un sorriso di puro sollievo le illuminò il volto; avevamo abbattuto l'ultimo muro.
Pagai il conto e uscimmo dalla trattoria. L'aria frizzante di Roma ci accolse mentre ci incamminavamo verso l'hotel, ma l'atmosfera tra noi era cambiata: non eravamo più solo due persone che si piacevano, eravamo due complici che parlavano la stessa lingua.
Arrivati davanti all'ascensore, la tensione erotica era diventata quasi solida. Le porte si chiusero e, prima ancora che l'ascensore partisse, lei mi spinse contro la parete metallica. «Quindi non ti ho scandalizzato?» sussurrò, con gli occhi che brillavano di sfida.
Le risposi che quel suo passato, lontano dallo scandalizzarmi, non faceva che accendere ancora di più il mio desiderio. La baciai con foga mentre l'ascensore saliva e la invitai nella mia camera: avevo scelto un letto king size.
Appena varcata la soglia, la tensione esplose. I vestiti volarono via in meno di dieci secondi e ci ritrovammo nudi sulle lenzuola. La stesi al centro del letto e affondai la testa tra le sue gambe: la sua pelle era liscia, le labbra umide e un velo di peluria curata sul pube rendeva tutto ancora più eccitante. Iniziai a leccarla con la fame di chi non aspetta altro, mentre lei, gemendo, mi teneva la testa con una mano e con l'altra si portava un seno alla bocca, assecondando il suo stesso piacere.
Decisi di spingermi oltre. Infilai prima un dito, poi due, finché lei non mi guidò il polso per farmi entrare con tutta la mano. Cominciai a fistarla con ritmo, mentre la mia lingua non smetteva di stimolarle il clitoride. Quando sfilai la mano delicatamente, Gianna si inarcò e si lasciò andare a una squirtata potente che mi inondò il viso e il corpo.
«Adesso voglio sentirti dentro,» sussurrò con il fiato corto.
Non me lo feci ripetere. La possedei con forza, afferrandola per le caviglie mentre mi perdevo a leccare i suoi piedi curatissimi, con lo smalto bianco che risaltava sulla pelle. Lei urlava di spingere sempre più forte e io eseguii, per poi voltarla e prenderla da dietro. Le sue tette pendevano invitanti: le agguantai stringendole con decisione mentre affondavo in lei con colpi secchi.
L'estasi arrivò per entrambi nello stesso istante. Le riempii la figa con un orgasmo profondo mentre lei si abbandonava completamente, lasciando che il mio seme si mescolasse al suo piacere. Prima di staccarmi, raccolsi con la lingua quel mix di umori che le colava tra le gambe e la baciai con una passione infinita.
Ci addormentammo abbracciati, pelle contro pelle, e quella notte riposai come non succedeva da tempo. Al mattino, la sveglia suonò presto per il mio impegno. Mi alzai in silenzio, la guardai dormire ancora un istante e le lasciai un biglietto sul comodino: "A stasera". Un ultimo bacio leggero sulla fronte e uscii dalla stanza, pronto per la giornata ma con la mente già fissa al nostro prossimo incontro.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Gianna, l'amica della zia. Cap2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
