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trio

La cliente capitolo 2


di Midi90
11.06.2026    |    253    |    0 9.0
"Al piano inferiore abita suo cognato con la famiglia, ma l'appartamento è completamente vuoto visto che tornano soltanto nei periodi di agosto e per le feste di Natale..."
Seguito de "La Cliente"
Un racconto più lungo del solito ma che vale la pena leggere fino in fondo (l'ho diviso in capitoli per comodità).
Buona lettura.

L'INVITO


Nel tardo pomeriggio, mentre mi sto finalmente rilassando nel mio alloggio dopo una lunga e calda giornata di turno in piscina, il telefono sul comodino comincia a vibrare. Sul display compare il nome di Anna. Rispondo subito e la sua voce mi avvolge, calda, fluida e carica di quella complicità segreta nata soltanto il giorno prima tra le mura di casa sua. Dopo i saluti di rito, Anna va dritta al punto e mi spiega che per quella stessa sera si è organizzata con le altre clienti del corso di acquagym e con l'istruttrice per una cena in un ristorante tipico della zona, una trattoria rinomata posizionata sulle colline poco fuori dall'agriturismo
«Devi assolutamente venire anche tu, Gianni, non accettiamo scuse», mi dice con un tono persuasivo che mi fa subito sorridere. Mi racconta poi, divertita, un retroscena accaduto dentro lo spogliatoio subito dopo la fine della lezione. Mentre il gruppo di signore si stava cambiando, pianificando i dettagli della serata, la signora Carla – un'altra cliente abituale della piscina, una cinquantenne dall'ironia verace, formosa, spigliata e sempre pronta alla battuta tagliente – se n'è uscita ridendo davanti a tutte: «Ma sì, dai, invitiamo anche Gianni il bagnino! Almeno un bel ragazzo giovane ci movimenta un po' la serata!»
Tutte le frequentatrici del corso sono donne dai quarant'anni in su, quindi la prospettiva di avere a tavola un ragazzo giovane e aitante riscuote subito un grande successo. Anna, mantenendo una perfetta faccia tosta e nascondendo l'enorme eccitazione per quella coincidenza, ha colto immediatamente la palla al balzo. Ha assecondato l'idea di Carla e ha trovato l'appoggio entusiasta e immediato di tutto il resto del gruppo, che ha approvato l'invito all'unanimità.
All'inizio, ascoltando il racconto, mi sento un po' imbarazzato e titubante. L'idea di ritrovarmi in mezzo a una tavolata di donne mature, disinibite e pronte a stuzzicarmi, mi mette un leggero freno. Temo anche che la nostra intesa così recente possa in qualche modo trapelare davanti agli occhi indiscreti delle altre. Ma Anna, intuendo al volo la mia esitazione dall'altro capo del filo, sfodera un argomento perfetto per rassicurarmi: mi spiega che in realtà non sarò l'unica presenza maschile della serata, perché ci sarà anche il marito di qualche altra signora del gruppo. Usa parole calde, dolci e terribilmente persuasive, facendomi capire che l'ambiente sarà misto ma che per noi sarà comunque un gioco eccitante proprio perché proibito.
Mi confida che non vede l'ora di guardarmi in un contesto diverso e, davanti alla sua determinazione e alla certezza di non essere l'unico uomo a tavola, ogni mio dubbio svanisce rapidamente. Decido così di accettare l'invito con grande entusiasmo.


LA CENA


Arrivo al locale con qualche minuto di anticipo rispetto all'orario stabilito. Già nel parcheggio illuminato dai lampioni della trattoria noto che si è riunito un bel pezzetto del gruppo: ci sono Anna, Carla e altre cinque signore, accompagnate da tre uomini maturi in camicia e mocassini, presumibilmente i mariti di alcune di loro.
Spengo il motore, scendo dalla macchina e mi avvicino. Appena mi vedono, le signore mi accolgono calorosamente, chiamandomi per nome e sventolando le mani con grandi sorrisi amichevoli. Con assoluta spontaneità mi presentano anche ai tre mariti, che ricambiano il mio saluto con strette di mano cordiali. Nel giro di dieci dieci minuti il quadro si completa: arrivano anche l'istruttrice con il suo compagno, altre due signore da sole e tre accompagnate dai rispettivi partner.
Siamo finalmente al completo ed entriamo nel locale, dove veniamo fatti accomodare lungo una grande tavolata imperiale riservata per noi. Mentre ci sistemiamo, non posso fare a meno di notare che le signore si sono messe tutte decisamente in tiro, sfoggiando abiti eleganti, gioielli luminosi e acconciature curate. Il mio sguardo, ovviamente, cerca subito Anna, e la visione mi mozza il fiato: ha accantonato il costume da bagno per un tubino nero aderente che le fascia alla perfezione i fianchi larghi e mette in risalto il suo bel fondoschiena sodo. La scollatura generosa, ma di classe, incornicia la pelle ambrata e la seconda misura del suo seno, piccolo e compatto. Ai piedi indossa un paio di sandali gioiello che slanciano ulteriormente il suo metro e settanta di altezza.
Io, per la serata, ho optato per un look decisamente più fresco e giovanile: uno short beige dal taglio pulito, una camicia in lino azzurra con le maniche arrotolate sugli avambracci e un paio di sneakers bianche pulitissime. All'inizio, guardando la ricercatezza dei loro outfit, mi sento un filo fuori posto per una cena in agriturismo. Poi, però, mi guardo intorno e noto che anche gli altri ospiti della struttura sono vestiti con la stessa cura. La spiegazione arriva poco dopo, direttamente dalle chiacchiere a tavola: scopro infatti che, a fine cena, nel giardino della struttura comincerà una serata di balli latino-americani. È un genere musicale che detesto cordialmente, ma l'idea non mi preoccupa affatto; l'atmosfera è talmente calda e promettente che nulla potrebbe rovinarmi la serata.
Resto in piedi un attimo, aspettando con educazione che gli altri comincino a sistemarsi per capire dove sedermi. Non faccio in tempo a fare un passo che vengo subito preso d'assalto da una scoppiettante energia femminile. Sono Carla e la signora Sara che, con ampi sorrisi e gesti decisi, mi invitano ad accomodarmi a uno dei due capitavola, proprio in mezzo a loro due.
Carla si siede alla mia destra. Ha 54 anni ed è vedova da almeno dieci; una donna che ha saputo conservare un fascino travolgente. Ha un corpo giunonico, dalle curve piene e generose che non fa nulla per nascondere. Indossa un abito scollato che valorizza il suo décolleté prorompente e i capelli biondi le incorniciano un viso dai lineamenti accattivanti, sempre pronto alla provocazione.
Alla mia sinistra si posiziona invece la signora Sara. È una splendida donna di quasi sessant'anni, divorziata da molto tempo, ma con un fisico compatto e tonico che ne dimostra a malapena quaranta. È una donna decisamente curvy, ben fornita sia sul seno che sui fianchi, di altezza media e dotata di una simpatia travolgente e solare esattamente come Carla.
Ritrovarmi stretto tra queste due forze della natura, pronte a coccolarmi e a stuzzicarmi per tutta la sera, mi fa salire un brivido lungo la schiena. Proprio mentre mi siedo, vedo che Anna prende posto sulla sedia subito accanto a Carla. Per noi è fondamentale mantenere la massima discrezione e non suscitare il minimo sospetto, visto che lei è sposata e lì intorno ci sono i mariti delle altre. Eppure, prima di sistemarsi a tavola, Anna mi lancia un'occhiata complice di sfuggita e mi fa un occhiolino compiaciuto, divertita dalla mia posizione "da re" a capotavola.

La cena si rivela piacevole e divertente fin dalle prime battute. Nico, il marito della signora Diana, si dimostra un vero comico mancato: anima l'intera tavolata alternando freddate esilaranti a imitazioni impeccabili di personaggi famosi, strappando risate a tutti i presenti. Mentre mangio e ascolto le sue performance, la vicinanza di Carla e Sara si fa sempre più avvolgente. Le due signore non perdono occasione per lanciarmi sguardi accattivanti e sussurrarmi battutine sottili e maliziose. A un certo punto, dopo averle versato un altro goccio di vino bianco, Sara si volta verso di me, mi fissa negli occhi e mi ringrazia accarezzandomi delicatamente il dorso della mano con le dita calde: «Grazie, caro», sussurra con un tono che lascia intendere molto più di una semplice cortesia.
Arrivati alla fine della cena, i camerieri iniziano a sparecchiare e a sgomberare il centro della sala per organizzare lo spazio in vista dei balli. Ci alziamo tutti per permettere al personale di risistemare il locale e ci accomodiamo sui salottini e sui divanetti allestiti per noi nel giardino interno. Io vengo fatto sedere di nuovo al centro tra Carla e Sara, con le quali continuo una conversazione fluida e piacevole, mentre Anna si posiziona momentaneamente più lontana, scherzando e chiacchierando con un altro gruppo di signore per non destare sospetti.
Verso le 23:30 le luci si abbassano, diventando soffuse e colorate, e le casse iniziano a pompare i ritmi caldi della musica latino-americana. Molti si alzano subito per andare in pista. Tra questi c'è Sara, che viene invitata a ballare da un uomo suo coetaneo della tavolata accanto. Vederla muovere il suo corpo curvy a tempo di musica, con sensualità e disinvoltura, è uno spettacolo decisamente eccitante; lei stessa, mentre ondeggia i fianchi, si volta più volte per cercare il mio sguardo tra la folla.
«Tu non balli?», sento domandare da una voce familiare.
Mi volto ed è Anna, che si siede sul divanetto proprio accanto a me, dall'altro lato rispetto a Carla, e mi porge un bicchiere di vodka lemon ghiacciato.
«No, sono proprio negato per queste cose, preferisco guardare gli altri. Tu invece?» le rispondo, accettando il drink e sorseggiandolo.
«Oh, lei senza il marito non fa quasi mai niente, è una vera santa! Rispetta fin troppo quel cretino... Altrimenti dovresti vedere come si muove bene quando si lascia andare!» esclama Carla, intromettendosi nel discorso dalla mia destra.
«Non dire così, dai... Parli così solo perché non vi siete mai sopportati» ribatte Anna, arrossendo leggermente e difendendosi con un sorriso imbarazzato che nasconde la nostra complicità.
Dalle battute successive nasce una discussione tra le due donne in cui scopro che, fatta eccezione per l'incredibile e travolgente parentesi vissuta con me il giorno prima a casa sua, Anna è sempre stata una moglie irreprensibile e sinceramente devota alla famiglia. Questo dettaglio non fa altro che aumentare l'eccitazione e il valore del nostro segreto: io sono l'unica, enorme eccezione alle sue regole.
Io ascolto quella conversazione in silenzio, lasciando che il sapore aspro del vodka lemon mi rinfreschi la gola mentre sorseggio il drink con calma. Dalle loro confidenze scopro che entrambe hanno frequentato per anni una scuola di ballo, eppure in quel momento sembrano quasi bloccate, non del tutto a loro agio in un ambiente così caotico. Complice l'alcol che inizia a fare effetto e la voglia di accendere la situazione, decido di mettere un po' di pepe alla serata
«Signore, adesso basta discutere» dico, interrompendo lo scambio e sfoderando uno sguardo decisamente malizioso che rimbalza tra l'una e l'altra «Mi sembra che non abbiate alcuna paura di mostrarvi in costume da bagno davanti a tutti in piscina, no? Allora forza, fatemi vedere anche come sapete muovervi in pista!».
Le due si guardano per un brevissimo istante, quasi sfidandosi in silenzio. Poi Carla, con la sua solita energia travolgente, scatta in piedi, afferra Anna per le mani e la trascina letteralmente al centro della pista, proprio mentre le note sensuali di una bachata iniziano a riempire il giardino. Inizialmente è Anna a prendere il comando della danza. Da quella distanza mi godo lo spettacolo dal divanetto, ordinando un secondo drink al cameriere di passaggio. Il contrasto tra i loro corpi è micidiale. La figura snella, flessuosa e slanciata di Anna si muove in perfetta sincronia con le curve giunoniche e piene di Carla. Anna conduce il gioco con insospettabile disinvoltura, guidando i fianchi generosi dell'amica e facendola ruotare. Ad ogni passo, il décolleté prorompente di Carla ondeggia vistosamente dentro la scollatura profonda dell'abito, mentre il suo fondoschiena giunonico e abbondante si muove a ritmo, attirando gli sguardi di metà locale.
Poco dopo, con un passaggio fluido a tempo di musica, le parti si invertono. Carla stringe Anna a sé, riducendo le distanze a zero. I loro corpi si sfiorano e si modellano l'uno sull'altro seguendo il ritmo sincopato e circolare tipico del ballo latino. La scollatura di Anna si apre, rivelando la compattezza della seconda misura del suo seno, che sussulta sodo a ogni cambio di passo. Carla le stringe le mani sui fianchi larghi e le fa fare un movimento rotatorio: il tessuto del tubino nero aderente si tende allo stremo, evidenziando ogni singola vibrazione del bellissimo sedere di Anna, rotondo, compatto e incredibilmente sodo.
Mentre ondeggiano nella penombra colorata del locale, i seni delle due donne arrivano quasi a sfiorarsi in un gioco di movimenti speculari. Sia Anna che Carla non smettono mai di girare la testa verso la mia direzione. I loro occhi, lucidi e accesi, cercano costantemente il mio sguardo per verificare se lo spettacolo di quei corpi e di quei sederi in movimento mi piaccia, regalandomi sorrisi complici e carichi di una malizia che a tavola era rimasta repressa.

Vanno avanti così per almeno tre brani di fila, alzando progressivamente la temperatura della pista. Nel frattempo, dò un'occhiata in giro e noto che Sara sembra essere entrata in profonda sintonia con l'uomo insieme al quale si era alzata. Si sono spostati in una zona più riparata del giardino per rinfrescarsi e consumare un drink da soli. La guardo flirtare con quel tizio ed è uno spettacolo davvero sexy: ha un leggero velo di sudore che le fa brillare la pelle del décolleté generoso, lasciando intravedere le sue forme da quarantenne formosa e spensierata, provocante e sicura di sé nonostante l'età.
Dopo l'ultima nota della bachata, Anna e Carla decidono finalmente di concedersi una pausa e ritornano verso il divanetto. Sono visibilmente accaldate, stanche ma cariche di adrenalina. La vista di entrambe è micidiale: i capelli sono leggermente scompigliati e qualche ciocca umida si incolla sul collo e sulle tempie. Il sudore fa aderire ancora di più i tessuti leggeri dei loro vestiti alle forme del corpo; la scollatura giunonica di Carla pulsa a ritmo del suo respiro accelerato, mentre il tubino nero di Anna evidenzia in modo provocante la linea snella dei suoi fianchi larghi e il calore che emana dalla pelle ambrata. Si siedono una alla mia destra e una alla mia sinistra, stringendomi di nuovo in mezzo a loro. Ordiniamo un altro giro di drink per rinfrescarci e io colgo l'occasione per fare loro dei sinceri complimenti
«Davvero bravissime, signore... Sapete muovervi molto, molto bene», dico, lasciando la frase volutamente in sospeso. Mentre lo dico, riservo un velocissimo occhiolino d'intesa ad Anna. Lei coglie al volo il riferimento segreto ai nostri movimenti del giorno prima e arrossisce di colpo nella penombra, portandosi il bicchiere alle labbra per nascondere l'imbarazzo. Poi mi volto dall'altra parte, stringendo le distanze con la mia vicina: «Anzi, siete state davvero sensuali», aggiungo, fissando dritto negli occhi Carla.
Sapendo che lei è vedova e libera da qualsiasi legame, decido di essere molto più diretto ed esplicito nell'approccio. Carla recepisce l'affondo ravvicinato, mi lancia un'occhiata felina che scivola sul mio corpo e ricambia con un «Grazie...» sussurrato in modo incredibilmente malizioso, avvicinando impercettibilmente la sua spalla alla mia.
Da quel complimento diretto nasce una conversazione profonda e intrigante, alimentata dall'alcol e dall'atmosfera carica di elettricità che si è creata attorno al nostro divanetto. Il discorso si sposta sul fascino femminile e su quanto le donne sappiano essere incredibilmente attraenti e sensuali anche dopo una certa età. Senza troppi giri di parole, confesso loro di aver già avuto in passato esperienze e frequentazioni con donne più grandi di me.
Carla e Anna mi ascoltano rapite, poi si guardano e sostengono, quasi all'unisono, di non aver mai avuto avventure con ragazzi più giovani. Io e Anna sappiamo perfettamente che lei sta mentendo davanti all'amica, ma mantengo una perfetta faccia tosta e faccio finta di nulla, reggendo il gioco.
Ormai la confidenza tra noi tre è totale, tanto che comincio a raccontare in modo disinvolto e dettagliato alcune delle mie varie esperienze passate. Le due signore ascoltano visibilmente incuriosite e affascinate dalle mie parole; Anna, in particolare, sa bene che non sto mentendo, avendo testato personalmente la mia passionalità soltanto ventiquattr'ore prima. Mentre parlo e descrivo quei dettagli, sento l'eccitazione strisciare sotto i pantaloni, ma il flusso dei nostri pensieri viene improvvisamente interrotto da Sara, che ci raggiunge radiosa insieme al suo nuovo amico
«Ragazze, vi dispiace se vado via con lui?» ci domanda con un sorriso d'intesa. «Raggiungiamo i suoi amici in un altro locale, anche perché qui tra mezz'ora chiudono tutto... Ce la fate a trovare un altro passaggio per il ritorno?».
Do un'occhiata all'orologio sul telefono e mi rendo conto che sono già le due del mattino. Presi dalle nostre chiacchiere, non ci siamo nemmeno accorti che l'intero gruppone dell'agriturismo è già andato via: siamo rimasti solo noi tre del nostro tavolo, insieme a un altro paio di coppie ancora intente negli ultimi balli in pista. Prima ancora che le due donne possano scambiarsi un'occhiata indecisa o rispondere, prendo in mano la situazione, deciso a giocarmi fino in fondo le mie carte
«Ma che problema c'è? Le riaccompagno io a casa», dico sfoderando un sorriso sicuro e rassicurante.
Segue una leggerissima discussione di cortesia, il classico teatrino in cui sia Anna che Carla tentano di fare una mossa di resistenza per non dare l'impressione di cedere subito al mio invito. Ma la mia determinazione e la comodità della proposta hanno la meglio: alla fine accettano, scambiandosi un sorriso.


DISINIBITE


Arrivati alla mia macchina nel parcheggio ormai deserto, sblocco le portiere e apro personalmente quella del passeggero anteriore
«Chi si accomoda davanti?», domando, guardandole con un sorriso. Si fa avanti Carla, muovendosi sui tacchi con una disinvoltura felina che emana sensualità da ogni poro. Il vestito scollato asseconda le sue forme giunoniche e il suo profumo intenso riempie subito lo spazio. Mentre sale a bordo, mi sfiora deliberatamente la mano con le dita calde e mi lancia un'occhiata intensa:
«Che gentile, grazie» dice con una voce roca che è tutto un programma. Subito dopo faccio fare spazio ad Anna, che si accomoda sul sedile posteriore; mi guarda attraverso lo specchietto retrovisore e mi regala un sorriso radioso, ormai completamente libera da ogni iniziale imbarazzo. Salgo al posto di guida, allaccio la cintura e metto in moto
«Allora, dove vi porto, signore?».
La risposta di Carla arriva del tutto inaspettata, rompendo gli indugi:
«Io non ho ancora la minima voglia di dormire... Vogliamo andare tutte da me per farci un ultimo bicchiere?» propone, voltandosi sul sedile verso la parte posteriore per fissare Anna, con un tono deciso che sembra quasi volerle imporre una risposta positiva.
«Beh, in effetti è un po' tardino... Però io domani mattina sono libera» risponde Anna, oscillando tra l'incertezza e la tentazione «Per me andrebbe anche bene, ma poi come torno a casa?».
«Ti riporto io, non ti preoccupare», intervengo pronto, cogliendo al volo l'occasione d'oro che si sta profilando. Intanto accendo l'aria condizionata per rinfrescare l'abitacolo. Sotto la luce soffusa del cruscotto, noto che le due donne sono ancora leggermente accaldate e bagnate dal sudore della pista; la pelle umida fa risplendere i loro seni dentro le scollature, accendendo la mia eccitazione. «E poi sono ampiamente abituato a fare le ore piccole» aggiungo per rassicurarle, e scoppiamo tutti e tre in una risata complice.
Imposto la direzione e ci dirigiamo verso casa di Carla. Durante il tragitto, Carla continua a parlare a ruota libera, ammettendo con una punta di nostalgia ed eccitazione che non passava una serata così divertente e spensierata da tantissimi anni. Dietro, Anna resta in silenzio, ma attraverso lo specchietto vedo che il suo sguardo incrocia spesso il mio, carico di un'attesa vibrante per quello che sta per succedere.

Carla abita in una graziosa villetta di tre piani, isolata e immersa nel silenzio della notte. Varchiamo il cancello automatico e percorriamo a piedi un piccolo vialetto curato. Ci spiega che vive da sola da quando i suoi due figli si sono trasferiti all'estero. Al piano inferiore abita suo cognato con la famiglia, ma l'appartamento è completamente vuoto visto che tornano soltanto nei periodi di agosto e per le feste di Natale. La sua abitazione si sviluppa sui due piani superiori, ai quali accediamo salendo una rampa di scale esterne in pietra.
Quando apre la porta d'ingresso, mi ritrovo davanti a un ambiente imponente e caloroso: un grandissimo salone, arredato con stile, dove spiccano due ampi divani in pelle e due poltrone disposti attorno a un grande tappeto persiano. Sullo sfondo si notano la cucina a vista con un'isola moderna e una grande vetrata che conduce a un terrazzino coperto. Poco più avanti, una rampa di scale in legno massiccio conduce alla zona notte del piano superiore. Carla ci fa accomodare nel grande salotto. La prima cosa che fanno entrambe è liberarsi finalmente dei sandali. Vederle girare per la stanza a piedi nudi, con le unghie curate che affondano nel tappeto, mi provoca una scarica di eccitazione pazzesca. Ormai la tensione accumulata in macchina è diventata impossibile da contenere e la sagoma del mio membro è fin troppo evidente sotto il tessuto leggero dei pantaloni. Nel sedersi sul divano di fronte, Anna lancia un'occhiata proprio in quel punto e si morde vistosamente il labbro inferiore, gli occhi lucidi per il desiderio.
Poco dopo rientra Carla dalla cucina, portando con sé tre calici di cristallo e una bottiglia di vino bianco tenuta in fresco nel secchiello del ghiaccio. Versa da bere e solleviamo i bicchieri per un ultimo brindisi intimo. Io mi sono sistemato su una delle poltrone, mentre le due donne hanno preso posto ognuna su un divano differente, creando una disposizione che mi permette di averle entrambe sotto tiro. Carla si mette comoda, raggomitolando le gambe sul divano: mentre sorseggia il vino, inizia ad accarezzarsi lentamente le cosce con passaggi fluidi della mano, scoprendo l'orlo dell'abito. Dall'altro lato, Anna è più silenziosa ma decisamente più audace con gli occhi: non fa altro che divorare con lo sguardo il mio pacco teso, mandando giù il vino a piccoli sorsi rapidi.

Riprendiamo il discorso iniziato in precedenza e, mentre sto elencando i tanti lati positivi che trovo nel frequentare donne più grandi e mature, Carla posa il suo calice vuoto sul tavolino di vetro al centro della sala.
«Mi verseresti un altro po' di vino, Gianni?» mi chiede, lanciandomi un'occhiata felina e carica di malizia.
Mi alzo subito dalla poltrona senza pensarci e mi avvicino a lei. Il movimento improvviso mette in totale evidenza l'erezione che spinge prepotentemente contro il tessuto degli short. Mi accorgo all'istante che entrambe le donne inchiodano lo sguardo proprio in quel punto. L'effetto è immediato: Anna, sul suo divano, si porta istintivamente una mano al petto, infilando le dita nella scollatura per accarezzarsi il seno sodo; Carla, che si trova seduta proprio davanti a me, all'altezza perfetta, allunga delicatamente una mano e appoggia il palmo sul mio pacco teso.
Mentre mi sfiora con una carezza decisa, sussurra:
«Mmm... vogliamo proprio vedere se tutte le cose belle che dici sulle donne grandi sono vere allora?». Senza aspettare una risposta, con dita rapide e sicure mi slaccia la cintura, sbottona gli short e li fa scivolare giù insieme alle mutande, liberando di colpo la mia asta dritta, turgida e marmorea, con la cappella gonfia e umida che pulsa nella penombra del salone. Sento Anna muoversi eccitata alle mie spalle, ma non posso voltarmi. Carla rimane per un attimo letteralmente colpita dalle dimensioni e dal vigore della mia erezione, poi solleva lo sguardo lucido verso l'amica
«Ah però... Anna, vieni subito a vedere qua», esclama con una nota di meraviglia nella voce roca. Carla stringe le dita attorno al mio cazzo e comincia a muovere la mano lentamente, risalendo lungo l'asta caldissima. Anna si alza dal suo divano e ci raggiunge a passi felpati sui piedi nudi; si ferma accanto all'amica e, fingendo una parziale innocenza, si china a guardare da vicino la mia carne tesa lasciandosi sfuggire un soffocato: «Wow...».
Hanno entrambe le mani sul mio cazzo e lo muovono con gesti lenti e divertiti, scambiandosi sguardi complici e sorrisi maliziosi.
«Erano davvero anni che non vedevo un cazzo così duro! » esclama Carla, con gli occhi fissi sulla mia carne tesa.
«A chi lo dici...» mente Anna con una perfetta faccia tosta, sollevando la testa per lanciarmi un velocissimo occhiolino d'intesa che l'amica non può cogliere.
Io rimango immobile al centro della stanza, lasciandomi coccolare dalle attenzioni incrociate delle due donne, mentre l'adrenalina mi pulsa nelle vene. Carla, decisa a prendere l'iniziativa, scosta delicatamente l'amica e, con un movimento fluido e sicuro, si china in avanti accogliendo il mio membro tra le labbra calde.
«Mmmmm...» la sento mugolare di piacere mentre inizia a muovere la testa avanti e indietro. Usa una mano per stabilizzare l'asta e con l'altra scivola più in basso, massaggiando con delicatezza le mie palle.
Anna, però, non ha la minima intenzione di restare a fare la semplice spettatrice. Si alza in piedi dal divano e, con gesti decisi, si libera del tubino nero lasciandolo cadere sul tappeto. Resta in intimo, ma nel giro di un secondo slaccia anche il reggiseno, liberando il suo seno piccolo e sodo. Si avventa su di me, azzerando le distanze: prima mi cattura le labbra in una limonata profonda e appassionata, e poi si sposta leggermente all'indietro, invitandomi implicitamente a concentrarmi sul suo décolleté.
L'eccitazione in quel salotto è ormai oltre il livello di guardia. Allungo una mano e la poso tra i capelli di Carla, accarezzandole la testa per assecondare il ritmo del suo pompino profondo, mentre mi chino in avanti per baciare e mordicchiare i capezzoli pronunciati di Anna, che getta la testa all'indietro e comincia a emettere i primi, caldi sospiri di piacere.

«Se ti vedesse tuo marito...», dice Carla, staccandosi per un momento dal mio cazzo. La sua bocca è bagnata e un sottile rigolo di saliva le scivola lungo il mento mentre mi fissa con gli occhi lucidi. «Quasi non riesco a credere di vederti così disinibita» conclude con un sorriso colmo di stupore
«Mai dire mai, mia cara! E poi, meglio così, no? Dici sempre che sono troppo timida e non faccio mai nulla... Adesso ti faccio vedere di cosa sono capace» ribatte Anna con un tono deciso e una luce di pura sfida nello sguardo. La competizione improvvisa che si accende tra le due amiche porta l'eccitazione all'interno del salone a livelli unici, quasi insostenibili. Anna mi prende con forza per le mani, si sposta verso la poltroncina in pelle e si siede spalancando le gambe, invitandomi chiaramente a concentrarmi su di lei. Non me lo faccio ripetere due volte: in pochi gesti rapidi mi sfilo la camicia di lino e le scarpe, rimanendo del tutto nudo, e mi fiondo subito tra le sue cosce. Mi inginocchio sul tappeto e affondo il viso nella sua figa caldissima, leccandola con colpi vigorosi e continui. La reazione di Anna è immediata. Sotto l'azione della mia lingua, il suo piacere cresce così rapidamente che nel giro di qualche minuto viene travolta da un orgasmo potentissimo. Inizia a gemere forte, bagnandosi completamente, e in preda all'estasi mi afferra la testa con entrambe le mani, spingendomi con forza ed esigendo ogni singola carezza fino a lasciarmi quasi senza fiato.
Carla, che nel frattempo ha colto l'occasione per spogliarsi completamente liberando tutte le sue splendide forme giunoniche, si è accomodata sull'altra poltroncina in pelle. Siede a gambe spalancate, offrendo una visuale totale del suo corpo maturo e provocante. Con una mano si massaggia con decisione il seno enorme, pizzicandone i capezzoli larghi e turgidi, mentre con l'altra ha già infilato due dita nella figa, muovendole a ritmo regolare
«Se hai finalmente finito con Anna, vieni un po' qui... che ti faccio vedere io cos'è un vero orgasmo» dice Carla, ridendo con una nota di sfrontata sicurezza nella voce roca.
Mi stacco lentamente dalle cosce di Anna, con la bocca e le labbra completamente bagnate dai suoi umori caldi. Anna, ancora ansimante per il culmine appena raggiunto, mi afferra per il collo, mi attira a sé e mi bacia con passione, scambiando i fluidi in una limonata intensa
«Vai... e falla godere» mi sussurra all'orecchio con un sorriso complice, spingendomi dolcemente verso l'amica.
Mi alzo in piedi sul tappeto del salone. Con il cazzo durissimo, lucido e sempre più bagnato che pulsa prepotentemente nella penombra, copro i pochi passi che mi separano dall'altra poltrona e mi dirigo deciso verso Carla, pronto ad accettare la sua provocazione.
Mi inginocchio sul tappeto e appoggio le mani sulle cosce piene di Carla per allargarle al massimo le gambe. Lei sposta agilmente le dita verso l'alto, concentrandosi sul clitoride, e io affondo la lingua nella sua figona caldissima, accogliente e segnata da una leggera e piacevole presenza di peluria sul pube, che rende il tutto ancora più naturale e conturbante. Si nota chiaramente che è una donna matura, consapevole e con un bagaglio di esperienze notevole.
Mentre lecco e affondo la lingua con colpi decisi, Carla inizia a muovere il bacino seguendo lo stesso ritmo sinuoso ed elastico che usava poco prima sulla pista da ballo, aumentando contemporaneamente la pressione delle dita per spingere l'eccitazione al massimo. Fa scivolare l'altra mano tra i miei capelli, stringendoli per guidare la mia testa contro di lei
«Sì... sì, così! Continua, continua!» urla con la voce rotta dal piacere.
Sento che è ormai a un passo dal culmine. Improvvisamente mi afferra con forza per i capelli, mi stacca da sé per un istante e si lascia andare completamente: il suo corpo sussulta in un orgasmo travolgente che rilascia una calda gittata di squirt, limpida e abbondante, che riga il pavimento arrivando fino al tavolino di vetro e bagnando il tappeto.
Ancora tremante per l'estasi, mi spinge di nuovo con la testa tra le sue gambe spalancate, regalandomi un sorriso trionfante
«Questo sì che è un orgasmo come si deve... Adesso ripuliscimi tutta» mi ordina con una risatina complice e roca, voltando la testa per lanciare un'occhiata di pura sfida ad Anna, che nel frattempo è rimasta sulla sua poltrona a guardare la scena, massaggiandosi la figa a ritmo regolare per l'eccitazione.

Mentre l'adrenalina scorre a mille, ci rendiamo conto che non abbiamo alcuna protezione a disposizione per procedere oltre. Carla ed Anna, invece di scoraggiarsi, si scambiano un'occhiata d'intesa e decidono d'accordo che a questo punto è il mio turno di venire per chiudere in bellezza la serata.
Mi fanno accomodare sul grande divano del salone. Carla si inginocchia prontamente sul tappeto davanti a me; con un movimento esperto afferra il mio cazzo, rimasto durissimo e bagnato, e lo stringe tra le sue tettone abbondanti, cominciando a fare su e giù prima di avvolgerlo con la bocca in un pompino profondo e travolgente.
Io, intanto, non perdo tempo: afferro Anna per i fianchi e la invito a mettersi sopra di me a cavalcioni, posizionando la sua figa caldissima proprio all'altezza del mio viso per permettermi di leccargliela vigorosamente mentre l'amica lavora più in basso.
L'incrocio di stimoli è micidiale e il salone è riempito dai nostri respiri affannosi. Nel giro di una decina di minuti sento che il culmine è ormai inevitabile. Faccio scendere Anna, che si inginocchia sul tappeto proprio accanto a Carla, entrambe con lo sguardo rivolto verso l'alto, eccitatissime e pronte a ricevere il finale.
Mi metto in piedi davanti a loro e, dopo gli ultimi affondi liberi, esplodo rilasciando un potente e copioso getto di sborra direttamente sui loro visi. I colpi arrivano caldi sulla loro pelle. Le due donne accolgono tutto ad occhi chiusi, lasciando poi che il liquido scivoli via lentamente. Quando riaprono gli occhi, la visione è incredibilmente sensuale: hanno il trucco completamente sfatto, i capelli scompigliati e sono visibilmente sudate per la foga del ballo e del sesso, ma sui loro volti splende un'espressione di pura felicità e appagamento. Subito dopo si avvicinano al mio cazzo e, a turno, cominciano a leccarlo con devozione per ripulirlo, per poi passarsi la lingua sulle labbra e sulle dita per raccogliere ogni minima goccia rimasta, assaporando la conclusione di quel gioco perfetto.


CONCLUSIONE?



Le due donne si alzano dal tappeto, mi guardano con gli occhi lucidi e mi danno un bacio a turno, profondo e intenso, che sa ancora di tutti i nostri liquidi appena scambiati. Poi, complici e sorridenti, si dirigono insieme in bagno per rinfrescarsi. Appena hanno finito, vado anche io a darmi una rapida ripulita, lasciando che l'acqua porti via la fatica ma non l'adrenalina della notte.
Ci ritroviamo sul terrazzino, avvolti dalla frescura che precede l'alba. Offro a entrambe una sigaretta e ci rilassiamo fumando insieme, guardando il cielo che inizia lentamente a schiarirsi. Poco dopo, Carla rientra in cucina e ci prepara un ottimo caffè caldo. Ci sediamo a berlo e iniziamo a parlare del più e del meno con assoluta disinvoltura, come se nulla di quello che è appena accaduto fosse successo, tutti visibilmente soddisfatti, felici e rilassati.
Guardo l'orologio e mi rendo conto che sono ormai le cinque del mattino; la mia sveglia per il turno in piscina suonerà tra pochissime ore. Decido quindi che è arrivato il momento di salutare. Anna mi dice che resterà a dormire lì da Carla, così da non farmi fare tardi con un ulteriore giro in macchina. Le ringrazio entrambe per la splendida accoglienza. Mentre mi avvio verso l'uscita, Carla si ferma sulla porta, mi fissa negli occhi e mi sgancia l'ultima provocazione:
«Beh, Gianni... A me sembra proprio che tu non sia uno che lascia le cose a metà, giusto? Perché a me piace sempre finire tutto quello che inizio». Sul suo volto maturo dipinge un sorriso carico di promesse.
«Ovviamente anche a me piace finire le cose. Vedrò di farmi trovare decisamente pronto per la prossima volta allora» rispondo sicuro. Le stampo un ultimo bacio audace sulle labbra prima di girarmi e scomparire lungo le scale esterne della villetta.

Due giorni dopo, sono di turno a bordo vasca e le vedo arrivare insieme in piscina per l'ora di lezione. Dopo quella notte passata insieme, ai miei occhi sembrano ancora più belle, sensuali e cariche di fascino. Le saluto con la solita discrezione e professionalità per non destare i sospetti degli altri clienti, ma appena finisce il corso di acquagym ed escono dall'acqua, si avvicinano alla mia postazione approfittando di un momento di distrazione generale.
«Senti un po', Gianni... Questa sera che dici se organizziamo una bella cenetta da me?» propone Carla a bassa voce, guardandomi con intensità.
«Io porto l'ottimo vino bianco da bere» afferma subito dopo Anna, con un'occhiata complice.
«E io allora penso a portare il dolce» rispondo prontamente con un gran sorriso, stringendo i manubri tra le mani e pregustando già i dettagli di una seconda, indimenticabile serata a tre.
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