Lui & Lei
La mamma
Bolognavoglia
24.06.2026 |
2.782 |
1
"«Cazzo, è piena della sborra di Marco… scivola che è un piacere!»
Laura urlava di piacere: «Sì! Riempitemi tutta! Voglio la sborra di tutti e tre dentro la figa della mamma!»
Uno dopo..."
La sabbia era ancora calda sotto i piedi anche se il sole stava tramontando sul mare. Laura, una donna matura di 46 anni dal corpo ancora sodo e voluttuoso, con seni grandi e fianchi larghi da vera MILF, aveva portato i tre amici del figlio nel capanno sulla spiaggia. Il marito era via da giorni e lei sentiva quel fuoco tra le gambe che non riusciva più a spegnere.«Ragazzi… entrate» mormorò con voce roca, chiudendo la porta di legno del capanno. Dentro c’era odore di salsedine, vecchi materassini e desiderio.
I tre ventenni – Marco, Luca e Stefano – erano già mezzi duri nei pantaloncini. Erano alti, muscolosi, cazzoni giovani e pieni di voglia.
«Cazzo signora Laura, sei proprio una troia» disse Marco ridacchiando mentre le palpava il culo da sopra il vestito leggero.
Laura rise, lasciva. «Sì, sono una troia. La mamma troia che si fa scopare dagli amici di mio figlio. Volete vedere quanto sono bagnata?»
Si tolse il vestito in un attimo, restando nuda. Le tette pesanti ondeggiavano, i capezzoli già duri. Si inginocchiò sulla stuoia polverosa.
I tre si calarono i pantaloni. Tre cazzi giovani, grossi e tesi le puntarono contro la faccia.
«Succhiameli tutti, troia matura» ringhiò Luca afferrandole i capelli.
Laura aprì la bocca avida. Prima prese quello di Marco, succhiando forte, facendo rumori osceni di saliva. «Mmmh… che cazzo buono, duro e giovane… mi piace tanto succhiare cazzi di ventenni.»
Passava da uno all’altro, leccando palle, ingoiando fino in gola, sbavando sui loro membri mentre le mani accarezzavano gli altri due.
«Brava mamma puttana» ansimò Stefano. «Prendilo tutto, così… cazzo, tua bocca è meglio di qualsiasi ragazza della nostra età.»
Fuori dal capanno, nascosto tra le canne, c’era suo figlio Davide, 20 anni anche lui. Tremava. Aveva seguito la madre e i suoi amici. Ora guardava attraverso una grossa fessura nel legno, il cuore che gli batteva fortissimo e il cazzo che gli pulsava nei pantaloni. Vedeva sua madre in ginocchio, nuda, che succhiava con passione i cazzi dei suoi migliori amici.
«Mamma… porca» sussurrò tra sé, una mano che scendeva automaticamente a toccarsi.
Dentro, Laura si alzò, si girò e si mise a quattro zampe sul materassino, il culo alto e le gambe aperte. La figa rasata luccicava di umori.
«Prendetemi a pecorina, forza. Riempitemi come si deve. Voglio sentire questi cazzi giovani che mi sfondano.»
Marco fu il primo. Le afferrò i fianchi larghi e la penetrò con un colpo solo, fino in fondo.
«Ahhh sììì! Così! Scopami forte!» urlò Laura, spingendo indietro il culo.
Marco la martellava, le palle che sbattevano contro la figa bagnata. «Sei strettissima per essere una mamma… cazzo che troia!»
Luca le si mise davanti, infilandole il cazzo in bocca mentre Marco la prendeva da dietro. Stefano le strizzava le tette pesanti, pizzicandole i capezzoli.
«Prendilo in gola mentre ti fanno pecorina, troia» ringhiava Luca.
Laura mugolava intorno al cazzo, gli occhi lucidi di piacere. «Mmmph… sì… usatemi… sono la vostra puttana di mare…»
Davide, fuori, non riusciva a staccare gli occhi. Vedeva il culo della madre che ondeggiava ad ogni spinta, sentiva i suoi gemiti osceni. Si tirò fuori il cazzo e cominciò a segarsi lentamente, ipnotizzato.
Marco venne per primo, grugnendo e riempiendole la figa di sborra calda. Uscì e fu subito sostituito da Luca, che la penetrò ancora più violentemente.
«Cazzo, è piena della sborra di Marco… scivola che è un piacere!»
Laura urlava di piacere: «Sì! Riempitemi tutta! Voglio la sborra di tutti e tre dentro la figa della mamma!»
Uno dopo l’altro la presero a pecorina, alternandosi, schiaffeggiandole il culo rosso. Alla fine Stefano la prese per i capelli e la fece venire mentre le sborrava dentro, seguito dagli altri due che le vennero sulla schiena e sulle tette.
Laura, esausta e coperta di sborra, si girò verso la porta con un sorriso malizioso. Sapeva che qualcuno stava guardando.
«Vieni fuori, Davide… lo so che sei lì.»
Il ragazzo, col cazzo ancora duro in mano, spalancò gli occhi scioccato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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