Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > lesbo > Mi chiamo Elena seconda parte
lesbo

Mi chiamo Elena seconda parte


di Membro VIP di Annunci69.it Bolognavoglia
07.04.2026    |    3.132    |    3 9.2
"Mi lecca con dedizione assoluta, le dita che entrano ed escono sempre più veloci..."
Una sera di fine aprile, trent’anni dopo quella prima pioggia di novembre.
Siamo tornate tardi dall’ospedale. Io ho ancora addosso l’odore di disinfettante e caffè della guardia, lei il profumo leggero di sapone chirurgico che usa sempre dopo le ore in sala operatoria. La casa è silenziosa: nostra figlia è a un congresso a Padova, i gatti dormono sul divano, il cane anziano russa ai piedi del letto. Solo la luce bassa della lampada in camera da letto ci accoglie.
Sofia si toglie la camicia lentamente, come se ogni bottone fosse un ricordo. La guardo. Il suo corpo è cambiato, certo. Ci sono piccole rughe intorno agli occhi, la cicatrice sottile di un intervento di anni fa sul fianco, i seni un po’ più morbidi, i fianchi più rotondi. Eppure è ancora lei. Ancora la ragazza che tremava sotto le mie dita quella prima volta.
«Vieni qui», mi dice con quella voce bassa che mi fa sempre lo stesso effetto.
Mi avvicino. Le sfilo la maglia, le slaccio il reggiseno. Le mie mani conoscono ogni centimetro di lei, ma ogni volta è come riscoprirla. Le bacio la clavicola, poi scendo tra i seni. Prendo un capezzolo tra le labbra, lo succhio piano, con più pressione di quanto facessi da ragazze, perché ora so esattamente cosa le piace. Sofia sospira, mi infila le dita tra i capelli e mi tiene lì.
«Ti ricordi quando avevamo paura di fare rumore?» mormora ridendo piano. «Ora possiamo gridare quanto vogliamo.»
La spingo dolcemente sul letto. Le tolgo i pantaloni e gli slip insieme. È già bagnata. Lo sento prima ancora di toccarla. Le apro le gambe con reverenza, come ho fatto migliaia di volte, e mi inginocchio tra loro. La guardo: rosa, lucida, gonfia di desiderio. Passo la lingua lentamente dall’entrata fino al clitoride, assaporandola. Sa di casa. Sa di noi.
Sofia inarca la schiena e geme il mio nome. Le infilo due dita dentro, curvandole subito verso quel punto che conosco a memoria. Mentre le muovo piano ma con decisione, la mia lingua disegna cerchi stretti e veloci sul clitoride. So che le piace così, adesso: più diretto, più intenso. Non abbiamo più bisogno di esplorare. Sappiamo.
«Cazzo, Elena… così…» ansima.
Le sue mani stringono le lenzuola. Sento i suoi muscoli interni contrarsi intorno alle mie dita. Aumento il ritmo, succhiando più forte. Quando viene, lo fa con tutto il corpo: un tremito lungo, profondo, la schiena che si solleva dal materasso, la voce roca che ripete il mio nome come una litania. Rimango lì, leccandola piano mentre scende dall’orgasmo, assaporando ogni contrazione.
Poi sale sopra di me. Mi bacia con quella fame lenta che abbiamo perfezionato negli anni: non più disperata, ma consapevole, profonda. Mi morde il labbro inferiore mentre le sue dita scivolano tra le mie gambe. Sono fradicia. Infila tre dita insieme, senza preavviso, e io gemo forte nella sua bocca. Con il pollice mi massaggia il clitoride in cerchi perfetti mentre spinge dentro di me con un ritmo che sa di possesso e di amore insieme.
«Guardami», mi ordina piano.
Apro gli occhi. I suoi sono scuri, lucidi, pieni di tutto quello che siamo state e che siamo ancora. Mi bacia il collo, mi succhia un seno, poi scende più giù. Quando la sua lingua sostituisce il pollice, perdo completamente il controllo. Mi lecca con dedizione assoluta, le dita che entrano ed escono sempre più veloci. Sento l’orgasmo arrivare come una marea lenta e inevitabile.
«Sofia… amore… sto venendo…»
Esplodo. Forte. Tremando. Le stringo la testa tra le cosce mentre l’onda mi travolge, lunga, intensa, quasi dolorosa nella sua bellezza. Lei non si ferma finché non ho finito di tremare.
Ci ritroviamo abbracciate, sudate, i corpi intrecciati nello stesso modo di trent’anni fa. Il suo viso è nascosto nel mio collo. Sento le sue lacrime calde sulla pelle.
«Di più», sussurra. «Ti amo di più ogni giorno.»
Rido piano, le bacio i capelli.
«Ricordi quando pensavamo che sarebbe finita dopo qualche mese? Che era solo un’infatuazione da studentesse?»
Lei alza la testa e mi guarda. Sorride con quella stessa luce negli occhi di quella sera sotto la pioggia.
«E invece siamo qui. Abbiamo cresciuto una figlia straordinaria. Abbiamo salvato vite. Abbiamo litigato, fatto pace, pianto, riso. E continuiamo a scoparci come se il mondo dovesse finire domani.»
Ridiamo insieme, complici.
Fuori dalla finestra il giardino è buio, ma dentro la nostra camera c’è ancora quella candela accesa metaforica di trent’anni fa. La stessa fiamma.
Mi giro su un fianco e la guardo. Le passo un dito lungo la guancia, sulle labbra, giù fino al seno.
«Secondo round tra dieci minuti?» chiedo.
Sofia sorride maliziosa e mi attira a sé.
«Facciamo cinque. Sono diventata impaziente con l’età.»
E ci baciamo di nuovo, ridendo tra le labbra, mentre le nostre mani ricominciano a viaggiare sui corpi che conosciamo meglio di chiunque altro al mondo.
Siamo ancora noi.
Due donne che si sono scelte, si scelgono, e continueranno a scegliersi ogni giorno.
Per sempre.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.2
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Mi chiamo Elena seconda parte:

Altri Racconti Erotici in lesbo:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni